Fine.
365 giorni non sono stati. sono stati un po' meno.
Sono stati intensi come 7 anni.
Come tutta una vita, come tutto un sogno, come un viaggio in Irlanda che duecento foto non ce la fanno a descriverlo tutto.
Ho imparato a sorridere con tutta la faccia.
Ho tentato di smettere con gli agguatini sotto le coperte (senza speranza; ma si sappia, ce l'ho messa tutta)
Ho tentato di smettere con gli avverbi e ci sono riuscito (finalmente)
Ho imparato frasi dei Griffin a memoria. Ho imparato frasi di dott.House a memoria.
Ho capito che una vita sola non basta se si è in due.
Che batte il cuore da tenerti sveglio la notte, anche se si dà la colpa alla cena.
Che tutto può essere riassunto nei pugnetti chiusi col pollice dentro. E che senza pollice non c'è storia.
Che è stato un maledetto, stupendo, meraviglioso anno.
Un anno del gatto. Si (dice)va.
Ma un anno del gatto vale 7 anni nostri. Per cui sono passati appena due mesi del gatto.
Va bene così.
E Damien Rice mi fa sorridere.
L'ultimo messaggio in bottiglia, l'ultima descrizione del'ultimo giorno dell'anno: Ci vediamo domattina.
Stesso letto. Stesse coperte. Stesso sorriso.
Magari verso mezzogiorno.




















