San Remo

mercoledì, 28 febbraio 2007 in: divertissement, teledipendenze, valigie in tasca
Era il 1990.

La camera dei miei, nella vecchia casa, era l'unica con il "televisorone".

Quella sera, sotto al "televisorone" venne messo uno strumento tecnologico avanzatissimo.

Il videoregistratore nero aveva dentro una cassetta da 240 minuti. Il suo primo utilizzo fu la registrazione del Festival di Sanremo.

Vinsero i Pooh con "uomini soli".

Ieri era il 2007.

La camera dei miei, nella vecchia casa, non è più camera dei miei. Neanche la vecchia casa.

Di ritorno verso Firenze, di ritorno da Bologna, ascoltavo Radiodue.

Rai dire Sanremo.

Diciassette anni dopo, i pooh non ci sono più (grazie a Dio)

C'è sempre Pippo Baudo. Azzimato, serio, controllato.

Poi c'è la tizia delle TicTac. Quella italianissima Hunzicher o come caspio si scrive.
Che intona "adesso tu" in barba al contratto firmato in sede di separazione giudiziale.

Pippo è sempre lo stesso.

Fermo sul palco. Scende la Hunzaker col suo abito di Valentino (pure il casco c'aveva).

<<Ehi Pippo!>> esclama

<< Eh?>>

...

<< PUPPA!>>
Simone, minimal 11:38 | commenti: commenti (popup)

Routard

lunedì, 26 febbraio 2007 in: romance, fiorentinismi
Ci sono due modi per vedere Firenze.

La città impone ritmi serrati se hai poco tempo. Per cui allacciati le scarpe e fatti il fiato già una settimana prima.

Con il sonno terribile di chi non dorme da giorni (perchè con le pedule col carro in kevlar non è che si riposi poi molto..) giungi armato di:

Guida di 458 pagine brossurata (che per feticismo hai pure rilegato in pelle, di modo che adesso pare uno di quei rari manoscritti del cinquecento, appena scivolato via da una mano imbarazzata in Laurenziana);

Altra Guida sui 100 ristoranti in cui merita fermarsi almeno una volta nella vita, sempre se hai la mastercard carica.

Pedule legate al collo con le stringhe, e scarpe coi tacchi del dodici, perché a Firenze non si viene vestiti come montanari fuggiti da una grotta della Valcamonica.

Ancora non sapete che volete assolutamente comprare:

L'ombrellino fatto a forma di cupola, che da chiuso non te lo caga nessuno; da aperto invece sembri Santa Maria del Fiore a spasso per i colli.
I suoi pregi sono di concentrare al massimo i raggi solari, in modo da creare una sottocupola di 45 gradi che ti ucciderà dopo pochi passi in via Roma; Però sotto il diluvio sembrerete perfettamente integrati con le lontre che abitano l'Arno.

Vorrete sicuramente indossare il grembiule "davanti nudo del David", anche in pubblico.
Anzi, al ritorno inviterete gli amici e cucinerete tutta la sera con le palle dello sfidante di Golia in bella vista.

Per stupire potreste anche scegliere il modello "boxer coi cogliony del David". Vedete di non fare brutta figura quando ve lo sfilate.

Il perfetto turista si dirige a fiamma verso una qualunque trattoria in cerca del buon Chianty e della cara "Fiorentina".
Di necessità virtù, dal momento che, dopo aver passato giornata a ghiacciarsi le natiche sugli scalini del Duomo (altra immancabile delizia che non vi farete sfuggire), volete scaldarvi con del rosso antico.
Quello della bistecca.

Se non erro a capo di tutto questo panegirico avevo accennato ad un'altra versione della GuardaFirenze.

Si potrebbe invece venire a Firenze per turismo distratto. Non per feticismo dei marmi, ma per assaporare i mille profumi che ti prendono all'amo mentre passeggi distratto per il Corso.

Non sapendo resistere, ti fermeresti per un panino al lampredotto (operazione impensabile se sei vestito come l'etichetta della Mafia russa impone da secoli), condito di tutto, salsa verde inclusa.

E dopo aver visto il ponte vecchio alla sera, burlandoti delle lontre in Arno (quelle con l'ombrellino a cupola, ovviamente) potresti decidere di provare la pizza in un affollato locale un po' fuorimano.

Certo, c'è chi preferisce il tacchinaggio compulsivo.
Quel fenomeno affascinante di chi si scoperebbe anche le vetrate di San Lorenzo, di chi attaccherebbe bottone anche col mimo di Dante di fronte a casa sua, con la speranza di scoprirci un grazioso ermafrodita sfuggito alla scienza.
Salvo poi ritornare pacifico e mite al primo squillo di cellulare. Quelli del display ocn su scritto "amore".

E invece di cedere al piacere della carne (la FIorentina, ovviamente), il turista attento finirebbe a gustarsi la sua pizza un po' partenopea, ma innegabilmente toscana.

Firenze ha un gran bel vestito. Di quelli da dama del seicento, con le gonne gonfie.
C'è chi pensa di infilarsi subito sotto l'ultima gonna, dimenticando che le dame di un tempo erano riservate. E finisce col non vedere niente.

La cosa migliore è godersi il bel vestito, portandosela a braccetto per i vicoli e le strade vecchie.
Chissà che allora non decida di concedersi un po' di più allo sguardo stupito e commosso dei turisti più intelligenti.
Simone, minimal 13:01 | commenti: commenti (popup)

Malbo Gentile

venerdì, 23 febbraio 2007 in: esperimenti letterari, roba da bloggers, astruse astrazioni
Perchè talvolta mi siedo (anzi, sono già seduto), apro l'editor di questo Splinder-MareMagnum e dico: qui bisogna scrivere qualcosa.

Ed ogni volta scrivo una sorta di flusso mentale che un minuto prima non c'era e il minuto successivo è già un vecchio manoscritto di pergamena, da ritrovare in un baule della soffitta.

Anche questa volta non è diversa.

Mi siedo, accendo la sigaretta (per poi spegnerla subito dopo, ricordandomi che non fumo), mi giustifico con Leonardo che chiede perchè gli inculo le sigarette di nascosto, non fumandole oltretutto, e fisso lo schermo.

Di colpo mi scorrono davanti le immagini della mia vita, l'infanzia difficile, la misera paga delle navi da crociera per cantare, le turiste tedesche, il mio primo miliardo con il sudore e il sangue di un sacco di gente che manco conoscevo.

Poi mi passa, anche perchè lo schermo proietta la biografia di Berlusconi.

E allora è il vuoto.

Il vuoto dello scrittore è come il fondo dell'oceano. Magari è pieno di calamari giganti che vivono nelle grotte di pastella fritta, ma il buio ti impedisce di vedere.

Per cui il vuoto dello scrittore è fondamentalmente pieno, ma non si sa di cosa.

E se il vuoto dello scrittore è così, figuratevi il mio, di vuoto.

Credo sia il motivo per cui la maggior parte dei bloggers finisce per scrivere roba triste.

Come quando ci si siede a tavola, ad una certa età e la pagina del giornale è aperta sui necrologi.
Il giorno prima discutevi della formazione dell'Inter. Il giorno dopo fai l'appello dei tuoi compagni di scuola assieme ai figli e nipoti addolorati.

Dissacrante? Mah, a leggere in giro questa è la gran moda del momento.

E mentre parlo degli altri, deridendoli della loro decadenza, vi distraggo dal vero motivo che vi ha condotti qui.

"Malbo+Gentile" digitato erroneamente su Google.

Fate finta di aver sbagliato. Di non essere giunti qui con la consapevolezza di non trovare niente di interessante sul "Malbo Gentile".

Tornate indietro e cercate ancora.

Fatto?

Ecco, ora che si sono tolti dalle palle gli estimatori del Malbo Gentile, posso tornare a parlare dei cazzi miei.

Una splendida serata, quella di ieri.

Tra vecchie bottigle consunte e tavoli di legno. Semplicità e ricercatezza.
Oltre il gusto tutto italico di parlare ostinatamente di cibo. Sempre.

Ma soprattutto i tuoi occhi, che scrivono più di un romanzo e con la delicatezza di una piuma.

Una serata dai piccoli sorsi, una serata che avrei preferito dormire meno.

A volte organizziamo e abbiamo aspettative. E poi ci piovono tra le ginocchia questi cuscini dal ricamo perfetto, caldi e soffici.

E, naturalmente, il "Malbo Gentile".

No, cazzo, ancora quelli del "malbo Gentile"! (ma perchè non usate internet per guardare le troie, come fanno tutti?)
Simone, minimal 12:49 | commenti: commenti (popup)

Searchin' My Soul

lunedì, 19 febbraio 2007 in: tecnologie
Si sappia che aborro i titoli anglofoni.

Ma si sappia anche che fino a poco tempo fa non apprezzavo neanche certe serie tv.

Per cui è possibile cambiare, evidentemente.

Certo, non diventerò biondo (non fino al matrimonio, per lo meno), né venderò il mio pc colle lucine in cambio dell'ics bocs.

Però evidentemente si cambia. E se mi definivo un calippo al pesce spada, adesso forse sono diventato più un tarocco di Sicilia.

tarocco in ogni senso, visto che la sicilia non l'ho mai vista.

Studio vuoto, aria molto rilassata eppure una pila di fascicoli alla mia destra (tra cui uno giallo, che mi squadra maligno, come infida cubica sveglia, che anche se nessuno la vede gialla, per me è così e basta). E' tempo di tornare a casa, E' tempo di svegliare il mio letto di troiai.

Almeno credo stiano dormendo.

Speriamo almeno non sia venuto Dylan a tacchinarmi la fidanzata. Con quel buffo ometto vestito da pirata.

Cosa dicevo? Si cambia? Ecco son due giorni che vivo con un rombo tridimensionale verde in testa.

Non pesa, sta.

E i gatti sono diventati tre.
Simone, minimal 12:57 | commenti: commenti (popup)

Soloungiorno

mercoledì, 14 febbraio 2007 in: musicalmente, romance
Oggi è solo un giorno.

E' solo una data sul calendario, E' solo una manciata di ore sull'orologio.

Oggi è solo un'altra alba e un altro tramonto, E' solo un pranzo ed una cena.

Oggi è solo ancora casa-ufficio e ritorno.

E' solo la chiave che gira nel portone e poi lo chiude dietro a sé.

Oggi è solo un'altra vigilia di Natale. E' solo un giorno in meno di ieri.

Oggi è solo coccole, e carezze. E' solo pensieri spettinati.

E' solo gatti che riposano al sole.






ma le vedi questa sera quante vele in mezzo al mare, ma le vedi quante stelle da guardare...
più di quanti sono i sogni ancora da inseguire più di quante sono le strade da imparare..
 stelle belle stelle chiare e se poi magari piove io ti aspetterò ogni notte al tuo portone..
 stelle belle stelle bianche stella che non so più niente e se perderai la strada ti cercherò.. all'orizzonte...
Simone, minimal 11:25 | commenti: commenti (1)(popup)

Non mio

martedì, 13 febbraio 2007 in: esperimenti letterari, per una sberla di libri

Dall'alto delle cose vedo i colori fondersi e unirsi in forma dando aspetto ai miei sogni, dall'alto delle cose vedo la matita rincorrere i servi del tempo che fuggono cercando di fermare i minuti, dall'alto delle cose nascondo il bianco della tavola con segni e parole per fondere la memoria con l'oggi.

Seduto sullo sgabello, la matita o il pennello in mano incontro di fronte a me lo sguardo sorridente del grande Pablo che mi invita alla corrida, ma devo, seppur a malincuore, declinare l'invito per raccontarmi la notte e trovarvi una spiegazione.

Pablo continua a sorridere, a volte mi racconta della sua vita, dei suoi amici artisti e poeti, dei sui amori e delle sue avventure, è un gran narratore, resto incantato, ad ascoltarlo per ore e prendo spunti per il mio dipingere.

Marc ci raggiunge con il treno rapido Parigi-Vezzano delle 23.34, a volte con lui viene anche Paul, ognuno racconta qualche episodio della propria vita, anche la luna, ormai tagliata, ferma la sua corsa per ascoltare questi fantastici racconti.

L'omino volante dichiara il suo amore alla gentilissima Farfallina sotto lo sguardo curioso del Maestro Francesco Giuseppe Schenone, la Sirena canta la sua melodia per trasportarli nel suo Oceano e trattenerli prigionieri.

Dall'alto delle cose vedo tutto e vorrei raccontare tanto, ma la luna si spegne e nuovi sogni nascono disperdendo quelli precedenti ed io inizio nuovi viaggi fantastici verso mondi, personaggi, e amori nuovi tenendo per mano la mia amica Fantasia.

(Francesco Musante)


Simone, minimal 17:41 | commenti: commenti (1)(popup)

AndTheNightsBefore

lunedì, 12 febbraio 2007 in: romance, casini di casa
Cena per due.

Un tavolo. Due piatti.

Una bottiglia di vino fresco. Se tutto tace, per un istante, insieme al ronzio sommesso del frigo lo sentite.
Pure lui, il vino.

Dicono che il vino respiri. No anzi è un dato di fatto.

Se chiudete gli occhi lo sentirete respirare.

..

Lume di candela.

E il fascino tutto italiano di non poter fare a meno di parlare di cibo. Di come nasce, di come muore.

Forse banale? Forse normale.

Ci sono giorni in cui ci sentiamo viziati, ansiosi, irrequieti.

E neanche il cuscino grande e blu che invade il nostro letto è sufficiente.

Allora lo stringi forte, non lo fai respirare.

Lo stringi e ti ci aggrappi per non scivolare sotto al letto.

Ma l'ansia rimane e non sarà il brutalizzare un cuscino che cambierà le cose.

Occorre più di questo.

E mi guardi, mi fissi e aspetti che sia io a fare qualcosa.

Non lo chiedi, non lo pretendi. Se c'è qualcosa da pretendere, quella cosa è che il cuscino non si ribelli.

E il cuscino non si ribella.

You're My first, my last, my everything.
And the answer to all my dreams.
You're my sun, my moon, my guiding star.
My kind of wonderful, that's what you are

Tutto questo ieri notte.
Simone, minimal 18:24 | commenti: commenti (popup)

Febbraio

lunedì, 12 febbraio 2007 in: scatti, esperimenti letterari
Scrivere di febbraio concede il gusto speziato di poterlo camminare con le scarpe da estate, senza bruciare le dita dei piedi per il freddo.

Scrivere di febbraio concede il lusso delle penne biro che regalano subito tutto il colore, senza il vecchio uso di scaldargli la punta a fiato.

Scrivere di febbraio non fa scivolare gli anelli verso la tastiera più volte, sfinendoci fino a riporli ai lati del tavolo, per poi dimenticarli uscendo e passare una serata nel dubbio di averli persi, scivolati da qualche guanto distratto.

Scendo per strada e piove.

La colonna di mercurio riflette questa finzione del maglione, ricordando a tutti che il cotone è solo a pochi metri di distanza, nel baule in soffitta.

Basterebbe una scala per toglierci la maschera conformista che deve essere freddo. Deve essere freddo, deve nevicare ad ogni costo.

Sono entrato nella mia stanza, oggi. E per prima cosa ho acceso il termosifone.
La seconda è stata buttare il maglione sulla sedia.

La terza è stata ridere per questa piccola ipocrisia giornaliera.

Questo febbraio profuma come una rosa bianca alla stazione, come arance mature, a cassette sul tavolo.

E mentre nell'aria si spreme tutto il loro succo, non posso che pensare ad oggi, a domani, a dopodomani.

Significati semplici. I migliori. Li apprezzo, mi copro le orecchie e fingo il freddo che non c'è.
Simone, minimal 11:09 | commenti: commenti (popup)

Centogiorni

giovedì, 08 febbraio 2007 in: romance, il grande giorno
Volevo scrivere qui sopra "cento giorni di te e di me".

Ma neanche in questa romantica occasione trovo il coraggio e la spudoratezza sufficienti per certi riferimenti.

Eppure un tempo scrivevo titoli ben più compromettenti.

Dicono che il matrimonio ti cambia la vita.

Dicono che un figlio ti cambi la vita.

Dicono che un nipote ti cambi la vita.

Dicono che dopo la laurea ti cambia la vita.

Dicono che vivere da soli ti cambia la vita.

Lo dicono tante persone a cui è nato un figlio, che si sono laureate o sposate. Persone che vivono da sole.


Mi guardo indietro e scopro che la vita è cambiata con noi.
Non sono gli eventi a modificare il nostro atteggiamento.
Siamo noi che cambiamo le cose.

Per scelta.

Sfogliavo oggi un libro che parla di amore.
che "dice" di parlare di amore.

Un libro che parla di matrimoni falliti, di separazioni e di nuove consapevolezze dopo queste sofferenze.

Tutta roba vera, per chi ha divorzi alle spalle.

Tutta roba inutile per chi è qui, ora.

E non per facile buonismo, non perchè noi siamo diversi e blabla.

No.

Perchè non si cambia la vita sapendo che, tanto, alla peggio, si può tornare indietro.
E' un bel preconcetto del cazzo, scusate il termine.

Quindi questi Centogiorni li vivremo come i centogiorni successivi.

Uniti.
Innamorati.
Felici.

Tutto è chiaro, luminoso e pulito.
Simone, minimal 14:35 | commenti: commenti (popup)

Se scrivessi canzoni

martedì, 06 febbraio 2007 in: divertissement, teledipendenze

Verso i dodici anni venni intervistato per una rete locale senese.

Non ho mai visto il mio volto in tv, al contrario di molti conoscenti di mia madre, tutti residenti a Siena, ed evidentemente tutti sintonizzati a bella posta proprio sulla maledetta rete locale senese.

Ero seduto nello studio di questo programma, di cui non ricordo il nome.
La conduttrice mi faceva domande con una certa apprensione, temendo qualche mia risposta poco appropriata, o semplicemente un mio improvviso mutismo di fronte alla telecamera.

Fui invece molto loquace.
Parlavamo di cosa voleva fare da grande; o meglio, di cosa avrei fatto da grande in relazione alle professioni dei miei rispettivi genitori.

<<Mi piacerebbe fare l’astronauta, >>dissi
La conduttrice rise alla terribile banalità della mia risposta.

<<Scherzo, a dirla tutta non mi piacerebbe affatto stare nello spazio>>
A quel punto la conduttrice cominciò a temere le mie frasi.

<<Non vorrei fare il cantante, il pilota di formula uno o il calciatore>>

<<E non vorrei farlo perché già un sacco di gente vuole farlo al posto mio. Ed essere conformato a tutta quella massa di gente mi nausea>>

Devo ammetterlo, mi davo un certo tono che pareva un tantino ridicolo in un bambino di dodici anni.

<< Vorrei scrivere canzoni>>

L’idea mi era venuta sul momento. Non ci avevo realmente pensato prima di quell’istante.

<< Beh, lo scrittore prende la percentuale sugli album come il cantante, ma senza l’impegno di apparire, di farsi i concerti tutte le sante sere, di drogarsi e di fumare per sentirsi importante>>

La conduttrice voleva interrompere immediatamente la questione con un “va bene caro grazie e arrivederci semmai ti si chiama noi.”

Ma avevo tirato fuori un’idea buona all’improvviso e volevo sostenerla a spada tratta.
Ci voleva un’argomentazione forte, una roba che ponesse il punto, definitivo. E tutti avrebbero avuto la sensazione che avevo ragione e loro si sarebbero sentiti stupidi per non averci pensato prima.

<<Voglio il sabato libero perché alle 8 ci sono i Muppets>>
<< I cantanti non hanno mai un sabato libero>>

Era un giovedì.

Mia mamma mi attendeva appena fuori dalle inquadrature dello studio, per riportarmi a Firenze.

La conduttrice salutò lei e la mia follia. Ed io ero sicuro che non avrebbero mai trasmesso i miei deliri.

Come ho detto non ho mai visto quella performance, al contrario degli abbonati di telesienalibera o come si chiamava allora.

In compenso, due giorni dopo, di sabato, alle 8 in punto, Gabriella Golia con la sua vocetta stridula annunciò che al posto dei Muppet sarebbe andato in onda un altro cartone animato, di cui ricordo solo dei cani fastidiosi che vivevano dentro ai tombini per sfuggire ad una vecchia megera.

E non erano Dalmata.

Al liceo quindi sognavo di cantare canzoni e di sballarmi come Iggy Pop.

Sono sicuro che Mogol non si è mai perso una puntata dei Muppet. Maledetto.

Simone, minimal 15:55 | commenti: commenti (popup)

Vigilia di Natale

venerdì, 02 febbraio 2007 in: scatti, romance, il grande giorno
C'era una sognatrice di un telefilm che voleva vivere in una perenne vigilia di natale.

L'attesa genera un cumulo di sogni, di speranze, di immagini spesso superiori alle reali consistenze del pacco.

La sognatrice voleva quindi vivere in uno stato di perenne attesa di qualcosa di felice.

Il mio strano regalo di Natale, giunti il 25 Gennaio dell'anno passato, prevedeva una lunga, lunghissima vigilia di Natale.
In attesa di.

Anche oggi, quindi, è la vigilia di Natale.

Ci sono i festoni e le luci colorate lampeggiano sopra il nostro letto.

La Gatta amoreggia con la mia cartella e tu disegni cartine con il David e la chiesina.

Poi ti chiedo di ritrarmi e mi disegni così:
  :)

Ed ora siamo ansiosi, siamo irrequieti, come se da un momento all'altro veramente scendesse Babbo Natale dal Camino che non abbiamo.
Come se Babbo Natale ci portasse le fedi che vogliamo metterci.
Tra 106 Giorni sarà Natale.

Ti aspettano 106 vigilie.

Ci aspettano 106 giorni di ansie, di sogni paurosi in cui è il giorno di Natale ma ci siamo dimenticati il panettone; incubi in cui Babbo Natale anziché donarci i trenini ci frega la macchina; Giorni in cui devono venire 100 persone a pranzo e ci svegliamo a mezzogiorno. E non abbiamo neanche il sale per l'acqua della pasta.

Ma ci aspettano anche 106 Giorni di preparativi. Di fiori e partecipazioni.

Stasera a mezzanotte, per un lungo minuto, ti guarderò e ti dirò: Buon Natale.
Forse già dormirai.

Nel minuto successivo sarà di nuovo la vigilia.

Nel minuto successivo saranno 105.


Simone, minimal 22:10 | commenti: commenti (popup)