Rosa, domani ti regalerò una Sposa

giovedì, 29 marzo 2007 in: scatti, il grande giorno
E tre.

Questo è il terzo post che si intitola così.

I precedenti sono tutti finiti nel cestino, nei giorni passati.

Non erano particolarmente brutti. Solo non riuscivo a trovare la calma necessaria per finirli in modo adeguato.

O forse, si. Erano brutti.

Manca poco. Sento già il profumo delle rose rosse nell'aria.

A dimostrazione della crescente emozione basta guardarsi attorno: nevica.

Non guardate me, io non c'entro nulla.

Io al massimo spruzzo un po' di acqua e vernice con l'aerografo, macchiandomi i pantaloni sul didietro (mistero come sia successo..).

Giornata di spese pazze, complice un ottimo fine mese lavorativo.

Regali, luci nuove, e una Rosa.

La piccola Pru, nel suo vasetto (no, non sono il dottor Frankestìn, parlo della piantina di rose comprata dalla corta Pru qualche giorno fa) ora ha anche una piccola compagna da passeggio.
Non dico altro.

Poi c'è quel troiaio di pelo che è tornato, molesto, tranquillo e con la voglia di esplorare nuovi, strani mondi.
E magari arrivare là dove l'uomo non è mai giunto prima.
Tipo il giardino di via Masaccio.

Se la prende perché le ho detto che sneza motori a curvatura se lo sogna.

Temo che ora tenda verso il lato oscuro della forza.

Sempre meglio che raggiungere il giardino attraverso uno Stargate (e così, tutti i vari Star-qualcheccosa li ho consumati).

Ora sta progettando i motori della nave col capitano Cano sulla scrivania.

Oggi, infine, è arrivata notizia della prima spuntatura sulla lista nozze. Una piacevolissima spuntatura, aggiungo.

Bene, visto che sono corto (ma non maltese), mi preparo e torno a lavoro.

Rotta 2-3-5 (questa è proprio di terz'ordine).

Sulu ci porti via. (magari non a Prato dai suoi parenti..)
Simone, minimal 16:07 | commenti: commenti (1)(popup)

Se il mondo finisse stanotte

lunedì, 26 marzo 2007 in: musicalmente, romance

Qualcosa di dolce e fatale, in attesa di ore recluso a pensare che il mondo finisca stanotte.

E intanto rifletto distratto sul giorno che manca e su quello trascorso e mal digerisco ogni istante passato a discutere di niente quando tutto è qui e non serve che manchi poco alla fine del mondo per sentirne il soffio caldo.

Un sorriso di pane alle olive e ripenso alla strada seduto col cane che stava a prendersi le macchine in corsa, fingendo che il mondo sia ancora in piedi; Pensavo all'attesa, al mattino, di un suono.

Prima una finta e poi una sorpresa e non ci credevo.

E se il mondo finisse stanotte poche ore ancora a pensare a noi tre, alle penne in stampatello che non scrivono e poi invece alla voglia di scrivere pagine e pagine su trine e merletti come non ci fosse altro nella vita.

E se il mondo finisse stanotte trascorri la serata in silenzio e parla di tutto quello che vuoi sentirti dire, per non scordare niente, per non dimenticare che domani dimenticherai e sarai dimenticato.

Ma se il mondo finisse stanotte parlerei così forte che domani ancora il silenzio sarebbe un timido bisbigliare di ogni rima riletta e riscritta in stampatello.

E se il mondo finisse stanotte ora le ore sarebbero veloci come il tempo delle attese inesorabili, come il tempo delle attese dolorose.

Ma se il mondo finisse stanotte quel cane distratto dalle auto sulla strada sarebbe felice, ricordando solo di essere entrato e rientrato, di averti visto prima di me, di aver trovato un luogo in cui fermarsi a riflettere senza auto che ti passino sopra.

Il mondo non finisce stanotte.

E domani sarà ancora ricordi in stampatello e pensieri in vetrina, con l'eco di tutto quello che comunque devo e voglio dire stasera. Perché tutto è sensato, tutto è composto senza essere artificioso.

Se il mondo finisse stanotte piegherei le coperte di tre quarti, coprendo giusto le gambe sotto la coscia.
Tutto il resto respira l'ultima aria, l'ultima pelle, l'ultima sensazione dell'erba tagliata di fresco, l'ultimo tuo bacio, l'ultimo silenzio e l'ultima frase.

E poi sentirei quell'odore di pane alle olive? Forse, non so.

Il mondo è fatto di canzoni tristi, non c'è ragione di essere tristi per esse.

(Bentornata tra noi)

Simone, minimal 16:58 | commenti: commenti (popup)

Di Silenzi, di Parole, di Silenzi

martedì, 20 marzo 2007 in: romance, valigie in tasca
Di Silenzi che non so più dove ficcarli, di silenzi che ti guardano salire sui gradini di ferro.

Di silenzi noncuranti della pioggia e del vento, di silenzi che freddano il freddo.

Silenzi di ghiaccio, ché la neve è un silenzio di fiocchi e le nostre gote contro il vetro.

Silenzi che vorrebbero parlare, Silenzi di Parole.

Parole di continuo cercare, da non sapere più come fare a trovare espressioni nuove per stupirti.

Quando niente ti stupisce, quando tutto è emozione e persino morderti non mi basta più, allora ci vorranno parole sincere, quelle semplici.

Entro nel negozio delle Parole e rivolto al commesso richiedo le Parole base.

Con quelle impasto ogni tono, coniugo ogni verbo, innalzo i superlativi da relativi ad assoluti.

Parole di piacere per desiderio di mani, di sguardi e di non aver più nulla che mi manca da desiderare, di cui parlare.

E di nuovo quindi Silenzi.

Silenzio di sguardi complici e tutto si riconcilia. E mentre dormo sogno parole che non avrò bisogno di usare il giorno seguente.
Simone, minimal 18:06 | commenti: commenti (popup)

domenica, 18 marzo 2007 in: musicalmente


Chi arriva primo aspetta.

Difatti abbiamo atteso circa un'ora e mezzo.

Ambasciata di Marte, dietro casa. Avevamo sullo stomaco dei tortelli al gorgonzola forse poco cotti.
Non è un gran dettaglio, ma voglio ricordarmene, quando tra due o tre anni rileggerò questo post.
Per evitare di scolarli troppo presto.

L'Ambasciata di Marte è uno di quei posti di cui non si può non andare fieri.

E' un circolo, tipo ARCI. (già così 100 punti..)

Si entra gratis, con la tessera (sulla tessera non c'è la faccia di Fausto, meno 10 punti, ma poi niente meno perchè glielo perdono..)

La birra 3 euro: 50 punti (sarebero 100 ma a dirla tutta non era poi questa gran birra)

Libri gratis con un sistema di circolarità della lettura: 200 punti e mi tengo stretto.

Il concerto è gratis come l'entrata, direi altri 100 punti perchè, se non s'è capito, mi stanno simpatici.

I ratti della Sabina sono una formazione magari poco conosciuta qui a Firenze.

Li ho beccati grazie a Musante. Un artista di pregio già ospite in queste pagine e presenza fissa come calendario ufficiale di camera nostra.
(www.musante.it)

Sul forum di Francesco Musante scopro che i ratti si sono fatti fare la copertina di un album da lui.

Altri 100 punti per l'idea e per avere quindi uno degli album visivamente più fighi del mercato italiano.

I ratti si sono fatti aspettare, così abbiamo ingannato l'attesa con il merchandaising (che vuol dire: abbiamo comprato le spillette e due cd).
(le finanze sono ridotte, altrimenti avremmo anche le maglie, sicuro..)

Abbiamo anche fatto una foto davanti al palco con il cartello dei ratti in mezzo.

Insomma, dopo un'ora e mezzo spuntano, tranquilli e paciosi, questi 8 romani.

I ratti, bene dirlo, fanno una gran figura sul palco.

Roberto Billi, il cantante con la voce che oltretutto scrive i testi pare uno dei miei testimoni. Solo per questo, senza aver ancora pronunciato una sillaba: 100 punti.

Stefano, la seconda voce, pare l'altro mio testimone: 100 punti e il sospetto di essere al mio addio al celibato.

No, la birra è troppo maffa.

I ratti cantano e ci fanno sudare non poco. Siamo pigerrimi in questi giorni e dopo una giornata passata a letto, siamo comunque alle corde in poche soffiate di fisarmonica.

Non demordiamo e sudati e commossi ci abbracciamo sotto le note di "A Oriente". E praticamente potevamo andarcene a questo punto, l'apice della serata.

100 punti a stefano perchè lo credevo una mezza pippa dal vivo e invece fa la sua porca figura.

Passato il lento i ratti riprendono la furia di violini e fisarmoniche.

Siamo distrutti e guardiamo con anziana molestia i ragazzi scatenati che pogano (questi giovani che non rispettano gli anziani..).

Dopo quasi due ore di concerto sfrenato si congedano e siamo ben contenti di scoprire che torneranno ad Aprile, al sintetika.

Dovremo allenarci parecchio per allora.

Totale serata: 740 punti.

Ora faccio come il tg4, che infila il servizio del "se fossi" con il Berlusca che, se oggi ci fossero le elezioni, vincerebbe con il 78 per cento.

I ratti ieri si sono guadagnati un bel piedistallo, tra i vecchi modena (vecchia formazione s'intende), i sempregrandi della Bandabardò (il batterista dei ratti aveva la maglia della Banda, dimenticavo: 100 punti) e i salentini Folka e Apres la classe.

Totale 1000 punti. Si, in effetti ero ad 840, ma i restanti se li sono guadagnati facendomi completamente dimenticare l'assenza al concerto degli Apres di lunedì.

Ah dimenticavo i 10000 punti del pomeriggio a casa.

Cosa dicevo? Adoro il sabato..
Simone, minimal 18:26 | commenti: commenti (popup)

...

venerdì, 16 marzo 2007 in: romance, astruse astrazioni
E' venerdì. Un altro venerdì.

Ci sono pochi venerdì. Dovrebbero essere di più.

Vorrei almeno due venerdì alla settimana.

Che poi neanche lo voglio tutto. Non sono così smanioso di ore in più.

Mi accontento di un pomeriggio di venerdì in più.

Sarei col pensiero ai fornelli del sabato. Alle meraviglie piumose della domenica mattina, trascorsa rincorrendo sogni alla ricerca della posizione perfetta.
Il delizioso incastro di piedi, mani e collo tra le federe e il lenzuolo.

La domenica mattina il lenzuolo e il cuscino sono ormai note estremità irrinunciabili, come un braccio o un'orecchio.

Ci svegliamo assieme.

Vorrei un venerdì pomeriggio in più per questa sensazione di lenta felicità. Scorre piano, un minuto davanti all'altro ma ogni volta più disteso.

Ci sono respiri ansiosi ma diventano uno ogni tre. talvolta quattro.

Già cambia la musica. Non ricerco per forza il relax autoimposto, il chillout subliminale.

Anzi, occhieggio felice una canzone molesta. Penso al rock, alle sere in discoteca, ai Mojito.
Mi limito a pensarci, sicuro che questo mi basta.
Poi saremo solo cuscino e pantofole. Neppure il giornale.
Ma chissenefrega.

Si perchè il venerdì non c'è preoccupazione che non possa aspettare il lunedì successivo.

Allentiamo le cinture fino a farle penzolare dai pantaloni. Fino a farle sfilare in terra.

E pancia gonfia. Si.

Chissenefrega.

Oh.

Forse è una sorta di autoimposizione anche questa, immersi come siamo nelle mille frenesie che anche il più grande dei piaceri, comunque, ci consegna.

Forse il venerdì è un'anfora di speranze. Forse si.

Chissenefrega.

Adoro il venerdì. Perchè è l'inizio di tutto il resto. E tutto il resto, si sa.

E' giorno dopo giorno.

Silenziosamente.

Costruire.
Simone, minimal 18:33 | commenti: commenti (popup)

Verso Pasqua

giovedì, 15 marzo 2007 in: divertissement
Dal 6 di gennaio in poi non è più vacanza.

Voglio dire, non ho mai sentito la vacanza in qualcosa di diverso dal Natale. E intendo una vacanza legalizzata, non la fuga marittima dei mesi estivi.

No, la vacanza ufficiale, quella in cui anche i commercialisti dicono di commuoversi per le renne e gli elfi e corrono a comprare costosi profumi e pellicce (chiedendo però sempre la fattura, perchè sia mai magari è deducibile), è il Natale.

Tutto il resto è noia.

Così, dal 6 di Gennaio comincia una lunga apnea, senza pinne fucile e occhiali, verso il Natale successivo.

Il Carnevale per esempio io non lo vedo come vacanza. Niente, è più forte di me.

Per carnevale la scuola non chiude. Al massimo apre pure di sabato con la festa di carnevale.
Insomma, doppia inculata.

Andavo ad una scuola elementare denominata "Mary Poppins". Per cortesia niente battute facili.
(non ve ne vengono? nessuna? Guardate che aveva una targhetta con una tizia con l'ombrello aperto.. pure la carta intestata..)

Alla "Mary Poppins" si faceva festa? neanche per idea. Ci andavo pure il pomeriggio, figuratevi.
E il sabato, un sabato imprecisato durante il carnevale, c'era la festa in maschera.

Mi sono vestito da Goldrake, da Zorro, da Cow Boy.
Non durante la stessa festa però.

Il vestito di Goldrake me lo ricordo, anche perchè avevo conservato gelosamente la cuffietta rossa per diversi anni, usandola capovolta per simulare l'uomo ragno. Avevo pure disegnato i buchi per gli occhi e sotto ci portavo gli occhiali a specchio.

Però in realtà il costume da Goldrake faceva schifo. Avevo una testa grande quanto piazza Navona.
E avevo il 56 di piede. Il tutto poteva risultare affascinante, se non fossi stato alto 1 metro e 40.

Zorro era in realtà un travestimento mimetico: un bambino su due era vestito da zorro.
E con la stella della senna in tv, pure una bambina su due.

Insomma eravamo tutti zorri.
Tentavo di suscitare l'invidia del mio compagno di banco, descrivendogli il ballo con la ragazzina di turno.
La ragazzina di turno era lui però.

Finiva a spadate e quindi la scuola bandì il costume di zorro.

Rimaneva solo il cowboy.
Con le rivoltelle cariche di quei cerchietti rossi che facevano un gran botto e soprattutto puzzavano come fosse di nuovo bruciata la Fenice di Venezia.

La festa veniva interrotta per l'intervento dei Vigili del Fuoco.

A queste feste mi rompevo dannatamente gli zebedei (che forse non erano scesi, ma di sicuro giravano anche lassù).

E non c'era neppure la coca cola, bandita da quella vacca salutista della preside, che ci irrorava di succhi di frutta.

Sono stati gli anni del chinotto. Si perchè piuttosto che cedere ai ricatti del succo era meglio fingersi amanti del chinotto.

Insomma, un paio di martedì e il Carnevale me l'ero già fregato, con tanti saluti alle feste.
Ma che festa è?

E già il giorno dopo tutti erano tristi e contriti perché si avvicinava la Pasqua.
A Pasqua non ci si traveste se non sei al Gay Pride.

Ci hanno sempre gabellato la pasqua come una festa un po' triste.
Però se ci si pensa bene a pasqua le scuole chiudono perdavvero.
E poi c'è l'uovo di cioccolato.
La legittimazione a impiastricciarsi la bocca e le mani mentre si cerca lei: LA SORPRESA.
che spesso è una cagata pazzesca, ma è pur sempre misteriosa e affascinante.

A Pasqua insomma si festeggia più che a carnevale. Non ci sono i botti e non posso usare la maschera dell'uomo ragno con gli occhiali a specchio sotto (anche se, a dire il vero, l'idea di usarla durante una messa la domenica delle palme c'era..)
Però è un bel divertimento.

E dopo la pasqua via, basta. Davvero fino a Natale prossimo non c'è più feste.

(Goldrake, riposa tranquillo. Il mondo non ha più bisogno di noi)
Simone, minimal 18:48 | commenti: commenti (popup)

seasons

mercoledì, 14 marzo 2007 in: romance, casini di casa
Mondo fatto di legno, scatto di un attimo con la regina della casa che non era certo sulla scrivania per farsi riprendere da occhi indiscreti, un tocco di photoshop quanto basta.

Cambiare la carta da parati fa sembrare tutto un po' nuovo. Con il conosciuto e familiare odore di vernice fresca (forse colla da carta, oserei) che invade le parole, si confonde tra la punteggiatura.
Rimane.

Cornice di parole.

Era ora di cambiare pelle? Non si tratta della muta opportunistica del serprente; siamo piuttosto di fronte ad un nuovo lenzuolo per il materasso conosciuto.
Non cambia la molleggiata semplicità con cui vi accoglie tra le sue pieghe, il tatto candido delle impunture sotto al coprilenzuolo.

Le federe, per non perdere la complicità delle vecchie pieghe sono state debitamente trattate in lavatrice.
Il risultato è un color seppia, una distesa di legno e sabbia.

Un piccolo preludio al cambio di stagione.
Mancano 6 giorni alla primavera.

Anche i migliori discorsi vengono sconvolti dai grandi amori..

E sia.
Simone, minimal 17:59 | commenti: commenti (popup)

RE_

martedì, 13 marzo 2007 in: goliardie, il grande giorno
Dante probabilmente aveva ragione.

Per la terribile ed inesorabile legge del contrappasso, ad una situazione positiva si deve associare una azione negativa uguale e contraria.

Dopo due giorni di mare e vento, dopo una sera a tingere gli alberi con il marrone-melanzana e a fare il sole giallo,
(MA sopratutto usando la sparachiodi, vero simbolo del potere assoluto) Ecco che puntuale oggi è arrivata la giornata storta.

Domani quindi dovrò recarmi in quel di mpoli a parlare di una causa di cui non so praticamente nulla.
Evviva.

Con questo bel viso-vaffanculo da ufficio, me ne rientro finalmente tra le mura domestiche.

Casa è una sfera. Una sfera di contenimento, che racchiude ogni elemento perfetto di questa mia vita.

C'è il mio antistress personale, sotto forma di una gatta lamentosa e innamorata a cui scompiglio il pelo carezzandola ripetutamente (sto parlando della lory);

C'è la mia metà, quella splendida creatura che adesso è in cucina a preparare la cena;
Ci sono risposte a domande.

Quella del titolo, per esempio, è una RE_ ovvero una risposta ad una mail inviata oltre un anno fa.

E d'improvviso non esiste altro. Non c'è traccia di tensione, di legalese insistente e della pessima consistenza della carta intestata.
Non c'è traccia del mio cappotto e la cravatta è solo un ricordo.

Mi guardo intorno e tutto è luminoso, lineare e pulito.

Allora penso alla facile ironia dei contestatori, di coloro che suppongono di avere esperienza e chiavi in mano in fatto di unioni.

I suggeritori della buca.

Non vi sposate. Dicono.

Noi siamo sposati da oltre un anno. Non portiamo la fede al dito, vero.
Ma siamo sostegno l'uno per l'altro ogni giorno. Ci svegliamo al mattino e ci salutiamo pronti a ritrovarci per raccontarci e discutere dei nostri problemi di ogni giorno.
Ogni giorno.

E siamo una famiglia per ogni circostanza. Perfino quando si tratta di dipingere un muro di carta.
Perfino se io non sono pratico di pennelli e tu di colori.

Pensiamo assieme e rispondiamo assieme.

Lo facciamo da oltre un anno.

Però il 19 maggio, oltre a tutto questo, ci sarà anche un registro firmato, carte in comune e in chiesa che testimoniano quanto è già una realtà tangibile.

Ogni cosa prova un profondo rispetto per tutto questo.

Chi ne dubita vive un proprio limite.

Dentro la sfera si sta bene, credetemi.
Simone, minimal 20:54 | commenti: commenti (popup)

Favola di Ferrara

venerdì, 09 marzo 2007 in: goliardie, esperimenti letterari
Corto maltese non l'ho mai apprezzato come merita.

Mentre il marinaio passeggia per le vie affumicate di Venezia ,s'imbatte in una ciurmaglia mista di varia umanità.

Penetra un segreto.

Si una di quelle cose di cui non si parla, se non a bassa voce, e mai troppo male o troppo bene.
Diciamo che se ne parla perchè si è curiosi.

Si ma non parlo di Corto, anche perché Venezia non è nel titolo.

Eppure.

Innegabilmente ho sempre avuto un misto di interesse e curiosità verso certe forme di organizzazione.

Probabilmente il mio spirito solitario in realtà non voleva poi essere così solitario.

E una forma aggregativa poteva impormi persone e nuove amicizie che da solo, viceversa non mi sarei (e non mi sono) mai imposto.

Quando mi sono trovato a stretto contatto, in una sorta di primo incontro col monolito, non nego una certa fascinazione.
E' durata perfino oltre la settimana classica, per cui la ritengo comunque una di quelle mie "fisse" di cui parlo spesso e volentieri (unitamente alla "fissa" per i giochi di ruolo online ed alla "fissa" per gli U2).

Poi ho cominciato a criticare alcuni giochi di ruolo e certe canzoni degli U2; insomma.. non mi piacevano poi molto.

Sono diventato esigente. Lo divento sempre.

E una certa forma di egocentrismo (o di snobbismo, chissà), mi ha condotto, anche col monolito, ad un conflitto.

Niente di eccessivo, oh.

Diciamo che trovo delle dicotomie. (almeno spero si chiamino così.. mai stato un luminare delle figure retoriche).

La prima dicotomia è il rapporto persona-gioco.
Trovo naturale far guidare a Valentino Rossi la sua motocicletta anzichè farlo sudare con lo sci di fondo.

Perchè con la motocicletta ci rende tutti un po' orgogliosi. Magari con lo sci di fondo avrebbe solo mandato a cagare i genitori che lo costringevano da piccino sulle nevi.

Dunque, se uno non sa prendersi sul ridere, perfino a trentanni, perfino da un quattordicenne che ti sbarra la strada e ti dice "oh, ciccio! hai bucato" (e non era vero un cazzo, ma il bimbomerdo si è meritato un sorriso perchè mi sono pure fermato a controllare..), vuol dire che hai sbagliato mestiere.

cavolo.. ho detto mestiere?

essì.. la seconda dicotomia è che molti intendono tutto questo come "il loro lavoro".
nono, certo. Prima l'università.
Sulla carta almeno c'è scritto così.

Però timbrano il cartellino come i piccoli balilla in collegio.
E se non timbri il cartellino sei un traditore (che già hai tradito mezze regioni d'Italia.. vediamo di non inimicarci tutti.. poi ci tocca andare a vivere a San Marino).

Strano, all'ingresso avevo letto che in pratica uno entra per bere, per fumare e per trombare.
In piccolo, sulla finestra più sudicia, c'è aggiunto: "se hai già vino fumo e donna/uomo non ci rompere i coglioni".

Urka. (no, bonolis, non tichiamavo in causa..)

Quindi l'essenza non è propriamente "divertirsi". Come se chanel facesse un profumo che si dà solo a chi non si lava da mesi. Se ti sei fatto la doccia, chanel diventa concime fresco.

Boiadeh, dice un mio amico.

La fascinazione mi è un po' calata, a dirla tutta.
Resta, poichè la fissa è la fissa, però magari mica ti compro più tutti gli album. Al massimo te li scarico.

E mi scarico pure "M'è morto i' gatto", parodia di "with or without you".

Questo è paradossale: ricorrere alla parodia di una parodia..
Perchè? perchè la parodia1 si prende troppo sul serio.

Un suggerimento.

Dai voglio essere presuntuoso fino in fondo.

Sembrate diessini incerti.

O vi incappucciate definitivamente, con tanto di quota mensile da cento carte (risolvendo anche certa crisi della sala convegni che pare una macelleria in disuso); oppure comprate del vino migliore.
Questo è aceto. E non è colpa del vino.
E' colpa di voi che non lo sapete imbottigliare bene.
Simone, minimal 18:35 | commenti: commenti (popup)

Cieli di Cobalto

venerdì, 09 marzo 2007 in: romance, esperimenti letterari, astruse astrazioni
Sera di pioggia, sera senza luce.

Avvolto dalle tenebre della camera, comunque, ti sento.

C'è un senso di te, c'è un senso di neve e primavera.

"c'è la neve nei miei ricordi, c'è sempre la neve;
e mi diventa bianco il cervello se non la smetto di ricordare.
Ma tanto, qui sotto,
nulla è peccato..
"
Simone, minimal 01:11 | commenti: commenti (1)(popup)

YouTubeSiaLodato

mercoledì, 07 marzo 2007 in: tecnologie, musicalmente, roba da bloggers
E potremo dire: IO C'ERO!
Simone, minimal 17:51 | commenti: commenti (1)(popup)

Marzo

mercoledì, 07 marzo 2007 in: scatti, toghe in delirio, fiorentinismi
Il giorno più freddo dell'anno.

In questo inverno fittizio, mentre gli alberi distratti già si mettono il costume e programmano le gite domenicali al mare, mi ritrovo con l'ombrello.

piove su Firenze.

a breve pioverà anche sulla mia postazione, poichè la velux posta direttamente sopra la mia testa non chiude bene: imbarca acqua e regge per circa 30 minuti;
poi, lentamente, apre gli argini e cola silenziosa sul mio monitor, sulla tastiera e sulla mia sedia.

ho posato l'ombrello sulla scrivania, pronto ad usarlo alla prima goccia, certo di poter salvare almeno il monitor.

Giornate, quelle di marzo, fatte di lunghe passeggiate.
Ci stiamo riappropriando del centro.

Il turismo che aveva invaso piazza del Duomo e della Signoria sta cedendo.
Lui si aggira come uno spettro (grande immagine) per le strade, ignaro che lo seguiamo.
Riscopriamo vecchie botteghe, facciamo acquisti incredibili (le scarpe! coprono i piedi!! anche sotto!!!).

Marzo.
Venerdì siamo alle prove tecniche di matrimonio.
Oggi in comune una signora panciuta e giocosa ci leggeva la formula denominata "promessa di matrimonio".

E noi silenziosamente ci tenevamo la mano.
Se fossimo stati sim avremmo avuto un fumetto sopra le nostre teste, con l'immagine del nostro letto in piena notte.
ricordi. ricordi?

beh, impossibile dimenticarlo. (anche perchè parlo di ieri sera..)

E poi pedalate in bici con i tuoi capelli che vanno ovunque, cappello o meno.

Marzo è profumo di zucchero filato.

E' vecchie e nuove canzoni. Come l'album degli Air.

Ecco. Ci siamo.

Apro l'ombrello.
Simone, minimal 16:35 | commenti: commenti (1)(popup)

Tre metri sotto il culo

lunedì, 05 marzo 2007 in: termopolitica, scelte di campo, astruse astrazioni
Devo scavare dentro, devo capire se veramente il mio pensiero è di irriducibile comunista straconvinto e radicale oppure in realtà è "oscurato" da quella infettante malattia di centrismo che sembra contaminare tutta la politica italiana moderna.

Questo perchè non riesco a capire il ruolo di vladimir luxuria.

Sarò omofobo? A me Vladimir Luxuria sta sul cazzo.

E' una ridicola esibizionista, non va in televisione per portare avanti i valori e le idee della classe politica cui (dice) appartiene.

Da questa riflessione mi domando se la mia idiosincrasia nasca da un irriducibile comunismo che mi porta ad essere serio a 360° (calippo is back), oppure se sia l'unto che ancora mi bacia la fronte da Sabato.

Già mi vedo al convegno della dc. E non sono quelli che pubblicano Batman, cazzo.

(ho detto cazzo due volte.)

Poi però c'è quel pancione biondo di Platinette, la suor bruno della radio che ascolto con un certo sorriso la mattina in auto.

Leggo distrattamente sul suo blog che si candiderà alle elezioni per un partito di destra (forse pure Forza Italia).

Sulle prime non ci credevo: Silvio non li fa entrare i froci in parlamento, non dalla sua parte perlomeno.
Però adesso ho il dubbio che possa essere veramente così, che quindi sia uno scontro al vertice e che mentre le donne lottavano per il potere e gli uomini si difendevano nella torre d'avorio, i culattoni avanzavano silenziosi.
Il potere sarà loro.

Mi rendo conto che il post è offensivo, oltreché provocatorio.

In realtà non ce l'ho con i gay e sono pure a favore dei Dico.

Mi domando solo una cosa: Vladimir, Platinette, ma non potevate fare il grande fratello come tutti gli altri? Proprio la politica per avere maggiore visibilità?
(che poi la plati manco ne avrebbe bisogno.. è ovunque. (sospetto sia il cugino di maria de filippi..)) (si, c'erano due parentesi, contatele).

Il post è finito.

due appunti: solo perchè non farei certo un post apposta per dirlo, "notte prima degli esami oggi" è uno schifo. Perfino i venti minuti che mi ci sono voluti per scaricarlo sono tempo perso.
E ovviamente  i libri di Moccia fan cagare.
Simone, minimal 17:43 | commenti: commenti (popup)