Sicchè, visto che il primo maggio siamo troppo furbi da ingabbiarci sull'autosole e troppo stanchi per pigiarci nella folla del concerto di Roma (a proposito, dice uno si chiama Ventura ha detto male del Papa e si sono scusati pure i sindacalisti..mah) ci siamo detti: andiamo a vedere L'omo ragno 3.
Così, col navigatore (perchè io fino al warner village non ci so arrivare senza il gps) acceso e i biglietti prenotati da internet, siamo giunti verso le 4 e mezzo al cinema.
Il quale cinema era parecchio pieno pure alle 4 e mezzo, per lo più di bimbi molesti, che io non capisco: portali a vedere Banbi 2 o Giu per il Tubo (nel senso di spingerli per lo sciacquone).
Sembrava la fiera del mais scoppiato. Babbi con le caraffe di cocacola e i sacchi da giardino di popcorn.
Mamme con i biNbi in collo, sperando di calmarli mentre loro gli tiravano i capelli per vedere cosa c'era sotto.
La carta di credito ci aveva riservato dei magnifici posti a lato, verso la fine, accanto ai genitori di Stan Lee che sono tanto orgogliosi del loro figliolo (e dire che quando diceva "babbo, mamma, faccio i fumetti!" gli tirarono certi schiaffi che nel mezzo poi non gli sono più ricresciuti i capelli, poveromo..).
Con queste meravigliose speranze, alle 4 e 45, è partito il film.
Per chi non lo sapesse, ma ne dubito, L'omo ragno è uno che vien punto da un ragno rossoeblu in un laboratorio e diventa un supereroe.
Proprio per questo motivo però ne passa di tutti i colori, la ragazza rossa non gliela vuole dare (e quando gliela propone suonano le sirene dei vigili) e il suo migliore amico lo vorrebbe morto appeso a un palo.
Finalmente nel terzo film il ragazzo ha il giusto riscatto. Tutti gli vogliono bene e la tizia che gliela promette poi gliela concede in esclusiva.
Perfino il suo migliore amico torna bono bono.
Lui in compenso diventa una vera merda, pare un nerd col ciuffo, colla camicia abbottonata fino all'ultimo e con un costumino nero che pare uno dei Kiss.
Ma però (che non si dice, guai!) è comunque pieno di cattivi, tra cui l'uomo sabbia che pare venga da rosignano solvay e la sua stessa nemesi: Venom.
Venom è uno simpatico e biondo, fa il reporter come lui e c'ha pure la ragazza. In lotta perenne per il posto fisso come tutti i giovani d'oggi, finisce col tentare la scalata sociale ai danni del nostro ragno di quartiere.
Purtroppo di ganzi nel film a cui è concesso di essere anche un po' stronzi c'è spazio solo per Peter Parker e il biondino si ritrova senza lavoro, senza ragazza e col costume nero.
E il costume nero a lui mica stà bello aderente sotto la camicia: no a lui gli fa un ghigno pauroso e i denti come uno squalo tigre.
Finale roboante e tanta sabbia nelle scarpe che pare essere a Vada.
Si sono divertiti tutti, compreso il sottoscritto. Poi siamo tornati a casa e c'era ancora il concerto del Primo maggio, colle Vibrazioni.
Che palle le vibrazioni. Infatti abbiamo mangiato in fretta e ora eccoci qui. Io a scrivere cazzate e la mia futura moglie a rimettere a posto la stanza.
Mi pare d'aver detto tutto. Arrivederci.
Simone, minimal 21:35 | commenti:
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