Da un lungoviaggio

sabato, 30 giugno 2007 in: scatti, il cano, orsa norvegese

"Allora Cano ti racconto: dunque io ero uscita in giardino, no? Certo che potevo! Mi avevano proprio detto: vaivai, tranquilla. E io mica sono una sprovveduta, ormai so come gira il mondo.
Sicché dopo aver gironzolato tra l'erbetta, con due balzi sono andata nel giardino segreto. Quello in cui non sei mai voluto venire.
Beh, peggio per te! Guarda si sta proprio bene nel giardino segreto.
Tanto per cominciare c'è l'erbetta alta e un sacco di roba piccina che si muove, quindi ho passato una giornata a inseguire le cose. C'era una roba tipo una moschina ma con le ali grandi e poi piccoli cosi che saltellavano dal terreno..
Si Cano, non racconto cazzate che ti credi?
La prossima volta vieni, invece di criticare adesso..
Poi è arrivato tipo un tuo cugino, uno però grosso che faceva BAUBAU.
Mi sono detta: questo ha l'aria incazzosa, meglio se me ne sto da una parte bella nascosta.
E difatti dopo un po' se n'è andato.

Ecco l'unico difetto del giardino segreto è la cucina: sono tipo vegetariani ma parecchio intransigenti.. insomma c'è l'erba, poi magari dei fiori.. insomma quella roba ma senza il tonno, capisci?

Oh, alla lunga mi è tornata fame, e mi sognavo il tonno di notte che mi diceva <<Dai mangiami, qui sulle pinne gialle!>>
E poi ero un po' sudicia. E faceva caldo.

Quindi stamani, mentre stavo pensando che forse eri in pensiero e non mi ero portata il cellulare, ho sentito la voce di quei due..
Per riflesso ho subito risposto, perché il tonno mi diceva dai vieni, vieni.
E poi però non sapevo bene come fare, quindi quello che mi sgrida sempre ed è molesto è venuto a prendermi e mi ha riportato nel giardino di casa.
Mi ha pure un po' sgridato e mi ha spettinata tutta.. a saperlo col fischio che gli rispondevo..
Poi però c'era il tonno e l'acqua.. ecco anche l'acqua dall'altra parte un po' scarseggia..
E c'eri anche tu, Cano..
Visto non dico cazzate.. il giardino c'è ed è carino: bisogna un po' metterci le mani, magarifare una vasca per i tonni e una cuccia un po' accogliente.
Mi faccio mandare la piantina dall'agenzia immobiliare, o magari sento al bar se vendono..
Ora però lasciami un po' tranquilla.. giusto cinque minuti.. zzzzzz"
Simone, minimal 15:52 | commenti: commenti (2)(popup)

L'adolescenza lascia segni

venerdì, 29 giugno 2007 in: casini di casa, orsa norvegese
Ieri l'altro il nostro piccolo orso norvegese è fuggito.
Come sempre con figli e animali, queste cose succedono solo quando i genitori non ci sono, in modo tale da poter incolpare i nonni o gli zii acquisiti (esseri infidi già solo dal nome).

Anche in questo caso, dopo neanche due ore in pizzeria, i nonni e zii acquisiti avevano provveduto a lasciar libera la belva, per poi accorgersi del piccolo errore circa tre ore dopo.

Ad oggi ancora non si è fatta vedere.

I genitori, al ritorno dalla cena, hanno affrontato nell'ordine: l'ansia per lo smarrimento, la rabbia per "lo sapevo, non dovevamo lasciarla sola coi nonni e specie con gli zii acquisiti", per poi lentamente trascinarsi nella serafica calma.

Ormai è adolescente, deve fare le sue esperienze, è giusto che impari da questi errori.

Il che, ne converrete, è una enorme cazzata, dal momento che stiamo parlando di una gattina di neanche due anni, totalmente casalinga, che non ha la minima idea di cosa sia la vita fuori da queste quattro mura.

E a quelli che mi dicono "sono gatti", ricordo che stiamo parlando di un orso norvegese.

La verità è che siamo preoccupati. Ho fatto il giro dei giardini attorno al nostro senza successo.
Oggi è la giornata dei cartelli per la strada.

La piccola adolescente ha un collarino rosa, il microchip al collo ed è socievole.
Spero non faccia brutti incontri e che si decida a saltare qualche muro verso casa.

Noi la aspetteremo con amore (le bastonate sulla schiena magari teniamole per gli zii acquisiti, che non si fanno mai i cazzi loro).

Comunque questa storia dell'adolescenza è ingestibile.
Simone, minimal 11:32 | commenti: commenti (2)(popup)

Quando non si dorme

giovedì, 28 giugno 2007 in: romance, malanni
C'è la volta in cui non si dorme ma è bello vedere sorgere il sole.

C'è la volta in cui non si dorme ma si fa una doccia alle 4 del mattino e poi si resta abbracciati fino alle 6.

C'è la volta in cui non si dorme ma si parla di tegolini (di quanto erano buoni un tempo)(oppure dei vestiti che c'era quello vestito male e quella vestita troppo di bianco)

C'è la volta in cui passi un pomeriggio a sentire un'agente immobiliare che si vuole giustificare, gridare che è onesto quando nessuno lo ha messo in dubbio. Lo grida così forte che il dubbio viene.


E dopo il pomeriggio viene la sera e la Lory se ne va a giro per giardini, con le sue sfuriate da adolescente che ormai si crede esperta nella vita.

E dopo il pomeriggio viene la notte, la notte in cui non si dorme nonostante camomille che non colorano l'acqua, nonostante il conflitto di interesse generato dall'aria condizionata accesa con la borsa dell'acqua calda sullo stomaco, nonostante venti puntate di Doc. House.

C'è la volta in cui non si dorme e basta. E non c'è niente da fare o da dire.

Che schifo lo stress.
Simone, minimal 17:20 | commenti: commenti (4)(popup)

Come risolvere questioni complicate

martedì, 26 giugno 2007 in: romance, casini di casa
Da "Il Manuale del Marito Perfetto", capitolo II sulla convivenza, paragrafo "vita quotidiana".

"Il Giovane Marito si potrebbe trovare, talvolta, in situazioni che richiedono impegno, amore e un pizzico di abilità.
Poniamo il caso che vostra moglie sia di pessimo umore. Ovviamente non è necessario sapere il motivo del pessimo umore (anche perché spesso non c'è o non lo conosce neppure la moglie); è ugualmente necessario intervenire presto e bene.
Il Giovane marito appronti una cena leggera, senza eccessive pretese. Non è importante stare molto a lungo davanti al piatto, magari rimuginando sopra il nervosismo che così si accresce.
La moglie saprà apprezzare una cena comunque preparata da voi, che non sia una mela ancora da sbucciare, magari.
Subito dopo la cena, invitate la moglie ad uscire (vale solo per i giovani mariti che vivono vicino a luoghi carini. Ecco magari se siete di Campi o di Forlì (ma Forlimpopoli, per esempio, già va meglio) forse è meglio se state in casa).
Siate energici, senza essere bruschi. Non deve essere un ulteriore motivo di nervosismo. Casomai stimolatela pensando al clima fresco delle sere di prima estate.
Trasportatela, se possibile, con un mezzo di locomozione agile, come auto, motorino, camper, o jet privato.
Evitate il pattino o il salterello (tragico mezzo molto in voga nei fumetti degli anni 80).
Una volta giunti in Santa Croce (o in una piazza altrettanto bella)(no via, facciamo Santa Croce e basta), fatele una foto ai piedini, o mentre è distratta e non vede.
Se vede si imbarazza e dice "non so cosa fare".
Ah, dimenticavo: il Giovane Marito deve avere con sé una macchina fotografica.
Poi la portate in Piazza Signoria, dove casualmente un suonatore folk è pronto con gli accordi della vostra canzone, quella con cui avete aperto le danze al vostro matrimonio (il suonatore che suona la canzone del vostro matrimonio in una sera estiva non ha prezzo. Per tutto il resto, c'è mastercard).
Fate partire il vento e il fresco promesso, unite la canzone e ancora qualche foto.
Condite di baci e abbracci.

Il nervosismo sparisce come uno di quei giochini rotanti con le luci che ancora svolazzano nelle piazze."

Visti gli ultimi giorni, sono andato immediatamente a consultare il fedele manuale.
Ed ora ne godo i piacevoli risultati, fatti di amore, relax e tanta tenerezza.
Simone, minimal 01:14 | commenti: commenti (popup)

Piccolo Manuale del Blogger occulto

lunedì, 25 giugno 2007 in: divertissement, roba da bloggers

All’improvviso, come un’epifania con la calza piena, mi è arrivata un’idea geniale.

Diciamo che uno non voglia perforza un blog. No dai, poi lo viene a sapere l’amico (perché glielo dici tu, laido narcisista) e lo dice a quell’altro e l’altro ancora o magari l’altra.

In poco tempo ti ritrovi il commento ridicolizzante della prof delle elementari che si ricorda di quando ti scaccolavi in classe. E poi ti ci voglio a fare il radical-chic citando una canzone degli Air.

Sei finito.

 

Poi mettiamo anche che non tutti sono avvezzi a template, colori e impaginazioni varie: va a finire che il blog di uno sfasciacarrozze di Campi si ritrova collo sfondo della Pucca, creato appositamente per lui da Artemista o da Pannarancida o quel che è.

Che poi il template va cambiato ogni tanto, come i pannolini che ti cambiava la tata (nel frattempo venuta a commentare il tuo post in memoria di kurt cobain con “ma ti ricordi i quintali di pomatine che ti dovevo mettere sul culetto arrossato?”).

Per non parlare dei milioni di blog che ci sono in giro: gente che parla di politica di sinistra, gente che mette le foto dei politici di destra, blog che fanno ridere e blog di denuncia.

Blog dei liceali, di quelli alle medie, di quelli all’asilo e dei professori del liceo che sgamano così i bloggers liceali che fanno sega a scuola.

Un’inferno.

Ma oggi c’è una nuova via, il sentiero del blogger occulto.

Perché perdere tempo a postare in un solo blog, quando è possibile farlo ovunque si voglia?

Il metodo è semplice: andate in giro, per i blog di amici e conoscenti (magari non troppo conoscenti, che poi se vi trovate scritto “pisamerda” con la chiave del dodici sull’auto io non c’entro nulla) e commentate.

Si avete capito bene.

Commentate un post, uno qualunque.

E il vostro commento è il vostro post settimanale.

Magari oggi vi va di commentare il blog www.ilcamperlaia.splinder.us (noto blog di un’amante della vita all’aria aperta) con un vostro post che parla della magnifica riuscita della torta coi pinoli alla festa di compleanno di zio michele.

E domani invece perché non descrivere la serata trascorsa con gli amici a giocare a calcetto sulle rive dell’Isonzo? Fatelo, magari commentando un blog di facts come www.migarbaparecchiobruceuillis.it

Dite che il commento deve essere pertinente al post?

Ma daiii

Parola d’ordine: Il Blog occulto. Veloce, pratico, un sacco di template a disposizione e divertimento assicurato.

Mai più con l’ansia di un’immagine che non vi carica, di perdere tutti i dati in una delle frequenti trombe d’aria di wordpress.

Da oggi, col Blog occulto, tutti vi cercheranno, curiosi di leggere il vostro prossimo post: magari lasciate qualche piccola traccia nel post precedente: scatenerete una fantastica “caccia al blog” di cui si parlerà nei migliori salotti di internet.

Il Blog Occulto, La nuova Frontiera del diario elettronico.

Simone, minimal 09:40 | commenti: commenti (popup)

Non è mai troppo tardi per avere un infanzia felice

giovedì, 21 giugno 2007 in: romance, roba da bloggers
Salve e benvenuti. Ho ritinto le pareti con un bel color cachi.
Qui sopra una foto delle rose debitamente essiccate che adornavano la torta nuziale.

Per chi si fosse connesso solo adesso: si, sono sposato. Siamo sposati da poco più di un mese.
Il matrimonio è una gran cosa e tengo a mettere nero su bianco (metto molte cose nero su bianco ultimamente..) che non è affatto la tomba del sesso.
Casomai la bomba del sesso.

Deposto il simpatico gioco di parole, noterete come oggi sia gaio e molesto. Complice uno spiedino di giorni meravigliosi, senza troppo lavoro e senza preoccupazioni.

Domani termino il biennio di pratica forense. Credo che a nessuno interessi granché;
Tranquilli, l'ho detto solo per allungare il brodo e aumentare le possibilità di Google con cui trovarmi.

Dal momento che mia moglie è stata cercata (e trovata) digitando "Pru nuda", lo scrivo anche io.
La prossima volta il buontempone si troverà questo Blog fatto di rutti e latte di birra sul tappeto.

Poi scrivo anche "esami di maturità" (questa mossa è meschina, secondo me neppure GW ci ha pensato.. sono duecento accessi senza muovere un dito).

La prossima mossa è promuovere una campagna di fidelizzazione, tipo tessere a punti e premi come l'appendiabiti di stewie griffin e il coltello a serramanico di grattachecca.

Intanto ringrazio il meraviglioso post di Serena , non soltanto per le parole usate, ma anche perché ieri abbiamo totalizzato un numero incredibile di accessi tra me e mia moglie.

Dunque, rileggo: ho parlato un po' del template, senza essere troppo scientifico; ho accennato ai cazzi miei, cosa peraltro essenziale in un blog che si rispetti; ho affrontato scottanti temi di attualità quali le persone che usano internet per cercare immagini a contenuto erotico e l'esame di maturità.

Basta, ora parlo di quello che ho fatto oggi: stamani sono andato in udienza a discutere una causa che neppure Ally McBeal avrebbe accettato (beh, forse lei si):
un tizio ha fatto causa ad un'altro tizio perché alcune gocce di resina provenienti dall'albero del nemico si sono attaccate al suo muretto, provocando danni materiali e morali.

Non ironizzo molto, fa ridere già abbastanza così.

Poi sono entrato in libreria, dopo aver fissato un appuntamento con il parrucchiere.
Il pistolotto sulle librerie, però, lo rinvio ad un post successivo.
Ho comprato una guida in inglese sull'italia (non so se lo sapete, ma non esistono guide italiane sull'Italia) e l'ultimo libro di Luttazzi.

Poi sono entrato dal barbiere (mi sono ripreso.. parrucchiere fa troppo massaia) per la terza volta in tre mesi e sono uscito dimagrito di mezzo chilo buono buono.

L'altro mezzo chilo si è liquefatto nel tragitto barbiere-casa

Mangio schifezze e dimagrisco. Il sogno di una vita, da quando ho abbandonato il metabolismo da adolescente.

Ricapitolando, sto vivendo una seconda infanzia, piena di ironia, di giochi e giochini e di progetti per il futuro.

E visto che la mia prima infanzia non era meravigliosa, sono contento che non sia mai troppo tardi, per avere un'infanzia felice.
Simone, minimal 16:36 | commenti: commenti (3)(popup)

Un mese fa, un mese dopo

mercoledì, 20 giugno 2007 in: romance
Domenica mattina era un comodo letto, le coperte bianche, silenziose e dolcemente stropicciate.

Domenica mattina avevi forcine ai capelli e boccoli da cui sbucavano, ancora, chicchi di riso colorato.

Domenica mattina avevo le scarpe accanto alla scrivania, ancora impolverate per il lungo tragitto tra Santa Croce e i lungarni.

Domenica mattina di un mese fa.

Ieri era il 19 Giugno, Una piccola data, forse.
Un piccolo mazzo di edera, con al centro rose rosse e bianche, due calici di vino rosè e una cena a base di coperte e scoperte.

Tu sul letto avvolta dall'accappatoio bianco (regalo assolutamente spontaneo dell'hotel Roemer di Amsterdam); Il nostro vassoio d'argento, regalo della testimone di nozze;

Il piacere delle piccole cose e non solo.

Si scopre, ad esempio, che ad un mese di distanza si mangia più comodi sul letto che attorno ad un tavolo con altre 130 persone.
O che magari il tartufo è uno di quei sapori che travolge i sensi e stimola impulsi ben più simpatici della banale "fame".

Possibile che i festeggiamenti per il primo mese possano essere a tratti superiori ai festeggiamenti di un mese fa?

Non lo so.

Ma ora sono certo che chi sa essiccare le rose, le sa anche far sbocciare.
E farle innamorare da morire.
Simone, minimal 17:31 | commenti: commenti (4)(popup)

Scacco Matto

lunedì, 18 giugno 2007 in: scatti, cinemini, goliardie
E adesso?

Arrocco

Simone, minimal 16:17 | commenti: commenti (popup)

IKEA FAMILY

domenica, 17 giugno 2007 in: scatti, casini di casa
Ci sono giorni in cui questo spazio tuttonostro è un piccolo maelstrom di vestiti e gatti.

E ci sono giorni in cui si piglia il metro, si spostano i mobili, si rimette in ordine il letto e si decide di fare alcuni impercettibili, ma fondamentali cambiamenti.

Questa è una piccola visione della camera. Disordinata, forse, ma solo in parte.

Nelle cose carine.


"Quanto sta bene! "

Sono un po' troppo fiorentino.. certo.. come Pupo..
Simone, minimal 17:19 | commenti: commenti (3)(popup)

Pedalando senza fretta

martedì, 12 giugno 2007 in: scatti, valigie in tasca, fantashopping
Amsterdam è la patria indiscussa delle biciclette.

Nel 2007 ormai il fumo è out, roba da nostalgici di Woodstock, che suonano riff di Hendrix senza prima aver accordato la chitarra.

Ad Amsterdam il fumo è relegato in piccoli angoli, con teche di vetro. Espongono perlopiù funghetti.

L'unico primato che questa città riesce a detenere da anni senza cedimento è quello delle due ruote.

Le bici di Amsterdam sono diverse dalle nostre. La teoria evoluzionistica funziona anche su questi mezzi.
E' un fascino discreto della fantascienza anni 50 (qualcuno ha visto Gattaca? mi può capire), quello in cui ci sono auto d'epoca che viaggiano su cuscinetti d'aria e la gente si veste con le bretelle di Al capone anche se hanno la pistola a raggi gamma di Mazinga.

Le bici Amsterdam sono grandi. E' la prima cosa che si nota.
Non hanno problemi di spazio, non sono pieghevoli. Dubito che si smonti anche solo la ruota davanti per metterle in auto.
Le bici di Amsterdam se ne fregano.

Se devi andare lontano non carichi la bici in auto. Ci vai in bici.

Le bici di Amsterdam hanno il freno a pedale.
Una roba che da noi provocherebbe più morti del sabato sera con l'happy hour di funghetti.

In pratica non hanno i freni sul manubrio. Semplicemente, quando vuoi frenare, premi sui pedali nel senso opposto alla marcia.
Così facendo le bici frenano.

O almeno credo. Non ho visto nessuno ad Amsterdam in bici che frenasse.
Le bici di Amsterdam hanno la precedenza su tutti, Papa Ratzinger compreso. Se c'è il semaforo rosso ma non vedi macchine all'orizzonte puoi passare (bambini che ci seguite da casa, non fate queste cose senza la presenza dei vostri genitori).
Se c'è il semaforo verde per i pedoni ma vengono delle bici fermati o resterai solo un ricordo sull'asfalto.

Ad Amsterdam non ci sono parcheggi per le auto. Chi usa la macchina, quando deve fermarsi, semplicemente la butta nel canale, che per tale motivo è sempre privo di fastidiosi GuardRail che possano ostruire un pronto affondamento.

Al contrario, la città è letteralmente disseminata di parcheggi per le bici.
E dove non ci sono, è possibile parcheggiare la bici ovunque, anche di fronte a casa di qualcuno. Chissenefrega se questo non uscirà fino al prossimo inverno.

Ecco ad Amsterdam, se hai bisogno di una bici, un negozio su due la vende. Non fatevi ingannare dalla scritta "Cibo Cinese" o "Sexy Shop".
Se entri e chiedi una bici, loro ce l'hanno.

A Firenze nessuno vende bici. Neanche i biciclettai.
Non si fidano.
E' passato talmente tanto tempo dall'ultima volta in cui qualcuno è entrato a chiedere una mountain bike per il figlio che credono sia un trucco.
"VADA VIA E NON CI RIPROVI, MANIGOLDO!"

E io sono a piedi.
Uff.

Simone, minimal 11:44 | commenti: commenti (popup)

Ecco tutto (diario)

lunedì, 11 giugno 2007 in: romance, casini di casa, fiorentinismi
Stamani ho pedalato fino al centro con la bici di mia moglie, una mountain bike piccola e carina, che mi teneva protette le ginocchia grazie ai miei stessi gomiti.

Ho fatto la mia solita mezz'ora di attesa, per poi farmi ricevere dal Giudice.
Una signora dai modi cordiali che alle 10:30 aveva davanti altre venti udienze e poco tempo per parlare.

Meglio, tanto io avevo ancora meno da dire. Due minuti di udienza. Più che sufficienti.

Mi sono fermato, appena varcata la soglia del Tribunale, dal biciclettaio: speravo di trovare una bici perlomeno della mia taglia.
Sorride e mi dice di ripassare domani.
Domani ripasso.

Poi a casa, dove mia moglie ha già chiamato un paio di agenzie immobiliari, fissato degli appuntamenti, e messo l'acqua a bollire.

"E' il secondo giorno di fila che cucino io" mi dice entusiasta.

Come si fa a non amare una personcina così?

Poi distesi sul letto, mentre vediamo in quanti modi nella vita di tutti giorni si può far uscire il numero 23.
Tanti, superenalotto escluso. Peccato.

Con il nostro consueto ritardo andiamo all'appuntamento per una casa poco distante.
L'agente è cortese e la casa perlomeno non è bugiarda. Una cosa da apprezzare al giorno d'oggi.

Bacio sulla fronte e torno a studio. Poco fa, complice la pausa caffè istituzionale, ho provveduto a ritirare le foto del Viaggio di Nozze.

480 foto. Carta opaca.
Le ho sfogliate con una certa soddisfazione. Si perché le foto sono belle e non annoiano.
E il merito è dei fotografi, che hanno gusto e occhio.

Saremo poverini come gli abitanti di Bornholm, ma abbiamo gusto e occhio. Il nostro ponte sarà il più figo di Firenze e la gente farà a gara per venire a passarci una notte.

Magari potremmo inventare un turismo alternativo: SottoUnPonte, l'idea vacanza del 2010.

Voglio un sincero parere: quanto ho scritto fino ad ora vi pare noioso? La solita routine di una coppia sposata, pantofolaia?

Perché io se rileggo trovo solo cose eccitanti, divertenti e inusuali.
No, il fatto che cucina mia moglie non è così inusuale.

Ma la routine è deliziosa e rassicurante. Come le coperte di quando eri bambino, quelle col buco nella risvolta e dai colori deliziosamente anni 70.
Basta carezzarle per ritrovarvi nella vostra cameretta, coi giochi sparsi sul pavimento e la voce della mamma ad intimarvi di riordinare, se vogliamo vedere il film alla tivvù.

Ieri abbiamo passato una giornata a riordinare gli armadi e stirare.
Poi, alla sera, sul letto, Pru mi ricuciva un bottone della camicia.

Trovo tutto questo affascinante. Di più: lo trovo figo.

Sono Innamorato. Ecco tutto.
Simone, minimal 18:51 | commenti: commenti (4)(popup)

Un passo indietro

mercoledì, 06 giugno 2007 in: scatti, romance
Ci sono eventi così grandi, così colmi, così densi che non resta altro se non fermarsi e fissare esterrefatti.
Scrivere per giorni e giorni senza sapere di cosa parlare esattamente.
Perché parlare di cose, parlare della Torta e del vestito, della chiesa, della musica all'aperitivo e della cena appare quasi volgare.
E' come parlare di oro con toni da miniera.

Il matrimonio appare. Questo è un dato su cui nessuno può contraddirmi.
Forse una signora anziana che si sposò, per poi dirlo alla mamma per telefono.
Il matrimonio appare e come il velo della sposa, avvolge tutto.
Parliamo delle piccole cose.
Non si piange perché With or Without You nella versione dei Cellear55 è bellissima.
Si piange perché ascoltarla in un negozio, cercarla e trovarci, scoprirla e ballarla in silenzio, con una fede al dito è una cosa che non tira fuori altra emozione. Se non il pianto.
Ed è questo il matrimonio. Poi infiocchettiamolo quanto vogliamo e godiamo della splendida serata.
Quel che resta è molto di più.
E non se ne parla mai abbastanza.
Per cui mi fermo, faccio un passo indietro e lascio il posto alle lacrime.

Quelle di Gioia non sono salate, lo sapevate?

Simone, minimal 17:30 | commenti: commenti (1)(popup)

Miele di Luna

martedì, 05 giugno 2007 in: romance, esperimenti letterari, valigie in tasca
Le favole hanno una struttura tematica standard.

Cominciano con un personaggio buffo, o romantico.
Il personaggio buffo o romantico ha un sogno.
Il sogno è ostacolato da un cattivo.

Scontro con il cattivo. Vittoria del personaggio buffo o romantico.

"E vissero felici e contenti"

Fine.

Non so voi, ma io a questo punto mi incazzavo. Cioè insomma, volevo sapere cosa succedeva dopo.

Dopo tanti tormenti, ansie e paranoie sarebbe bello vedere un po' di relax, godersi l'happy ending.

Invece i fratelli Grimm, eliminato il lupo cattivo, perdevano il filo del discorso e con un "E vissero felici e contenti" liquidavano il bambino e spegnevano la luce del comò.

Qui è dove si narra del seguito. Qui si parla del "E vissero felici e contenti".

Dopo il matrimonio, dopo gli invitati, la cena, il ballo memorabile con le note di Barry White e l'incredibile trenino del Disco Samba; distribuite bomboniere, baciato un'infinità di guance e sorriso per circa sei ore consecutive (per la felicità e per i posteri le foto sono disponibili sul sito www.nozzeinfoto.it);

Dopo gli ultimi saluti.

Bagagli e valigie (stavolta i nostri zaini sono rimasti in soffitta) imbarcate su un volo Meridiana, direzione Amsterdam.

Di Amsterdam potrei parlare per pagine e pagine. Con un profondo inchino per la meravigliosa Jacuzzi con schermo al plasma in bagno e con il coraggio di vedere Titanic il giorno prima di imbarcarsi su una nave da crociera.

Già, la crociera.

siamo da bosco e da riviera, si diceva un tempo.
No, siamo da bosco e da crociera.

Alla nostra Costa Atlantica possiamo rimproverare qualcosa, forse, ma dobbiamo esserle grati di almeno due cose: dei tramonti sul balcone della nostra cabina e del nostro primo visto sul passaporto; chiaramente Russo.

Dimessi i panni snob dei backpackers, abbiamo indossato giacca cravatta, tacchi e abito da sera per scendere nel salone della cena e rinnovare le nostre promesse al comandante della nave.

E vediamo di non negare: ci siamo emozionati come bambini.

Copenaghen, Stoccolma, Helsinki, San Pietroburgo, Tallin, Bornholm.

Vorrei potervele raccontare passo dopo passo. Vorrei descrivervi ogni respiro.

Ricordi pieni di luoghi. Ci torneremo, ma non sarà lo stesso.

Perché ci sono viaggi e Viaggi.

Questo è il viaggio dei viaggi.

Il viaggio di Miele e Luna.

Benvenuti nel secondo capitolo della Fiaba Infinita.
Simone, minimal 18:39 | commenti: commenti (8)(popup)