Emergenza Rock

venerdì, 28 settembre 2007 in: divertissement, musicalmente, roba da bloggers
Una cosa che mi piace tanto tanto tanto (e coi "tanto" per questo post, abbiamo finito) è cercare musica nuova da ascoltare.

Di solito capita che compro qualche rivista di musica tipo Rolling Stone o XL e vado a leggere le recensioni.

Poi me ne frego se a uno gli hanno dato una stella e dicono che ignora la scala musicale. Se mi ispira, cerco di sentirlo.

Allora oggi non avevo sottomano alcuna rivista, per cui sono andato sul sito di MTV, alla voce emergenti, che riserva sempre sorprese.

In pool position, tra gli emergenti, un gruppo che sto ascoltando proprio ora: i KiddyCar.
Sono aretini e cantano in francese (e ti credo.. avete mai sentito parlare un aretino?)

Mi piacciono, la mia consorte già li canticchia, per cui, facciamo uno sforzo e se vi va, sentite l'album Forget About.

Sempre in fondo alla prima pagina degli emergenti, c'è uno sfigatissimo, tale Perkins, come Antony.
Difatti è il figlio del gestore dell'Hotel di "Psicho".
Ancora non ho capito se gli faceva anche da nonna, con la copertina e la voce gracchiante.
Fattostà che la mamma - modella è morta prendendo il volo diretto per le Twin Towers.

E lui parecchio triste ci ha fatto un album, che conto di ascoltare a breve. Anzi no.
Leggo ora che si chiama Elvis: con un padre maniaco del travestimento e una madre sfigata, chiamarsi Elvis non è la scelta giusta.
Mi gratto e corro a pagina due.

In seconda pagina colpisce un tipo barbuto, uno svizzero dal folle nome: Gionata.
Ha fatto un album che si chiama "Si può essere un'alba".

Oh, figo, solo il titolo già mi piglia, magari è un folle che scrive le canzoni colle partite finite male di scarabeo (sono i miei preferiti).
Ascolto "Vorrei essere la moda"

Resto di sasso.
Vorrei rendervi partecipi pubblicando il testo assurdo di questo Gionata.
Lo cerco con Google, ma il risultato più simile è "Vorrei essere picchiato da due ragazzine coi tacchi".
Lascio perdere, dubito si tratti dello stesso Gionata.

Comunque ve lo consiglio, solo perché non è giusto che lo ascolti solo io.

E poi la svizzera sarà neutrale, ma tra questo e la hunziker per me siamo in piena guerra chimica.
Poi non dite che non vi avevo avvertito.

La terza pagina non sembra regalare sorprese: c'è la nuova Catpower, il nuovo Steve Wonder, Il gruppo che emula Al Bano, i figli degli Arctic Monkey (cazzo, sono un gruppo dell'anno scorso.. hanno già figliato..)
Bah.
Comincio a disinteressarmi.

In quarta pagina ci sono Cyann e Ben.
Artisti emergenti che ascoltavo quasi due anni fa.

A questo punto provo a vedere se per caso La Pausini è tra le nuove scoperte italiane.
No, laura non c'è.

In sesta pagina troviamo i MatchBook Romance, che dicono di consolare gli orfani dei Muse.

Apro una scheda nuova di Mozilla per verificare che i Muse non fossero tra i monaci manifestanti.
Strano non ci sono.

Magari si sono sciolti.
Però il sito ufficiale dice che fanno concerti in tutto il mondo.

Forse questi MatchBook Romance sono dei killers e minacciano di ucciderli..

Mi fanno paura. Non li voglio sentire e penso che Muscle Museum resta una bella canzone.

Decido di riascoltare i finti Counting Crows.
Ho il singolino dei Fray e lo metto su winamp.

Poi penso anche che a Striscia La Notizia Iacchetti entra con una canzone della Bandabardò.
E mi passa la voglia di cercare artisti emergenti (anche perché temo a pagina dieci di trovare qualche mummia..) (ok, a pagina 8 è un artista emergente James Blunt..)

Per oggi mi sono aggiornato anche troppo.
Simone, minimal 16:38 | commenti: commenti (popup)

Snow (ehi oh.. oh cazzo!)

giovedì, 27 settembre 2007 in: divertissement, casini di casa, toghe in delirio
Allora ieri, quasi come un presagio o una percezione, sono andato nella vecchia casa ed ho caricato sulla macchina la bici.

Si perché, dalla casa nuova, per andare in centro, la macchina è comoda come una manta.
Dicevo che è stato un presagio, perché difatti, non appena sono rientrato a studio, l'estrazione sulla ruota dei praticanti di Firenze mi ha sorteggiato per un'udienza alle 9:00 in Piazza San Firenze.

Sicché mi sono sentito parecchio ganzo.

E mi sono sentito ganzo fino alla sera, quando invece il destino bastardo porco ha deciso che era un po' che non pioveva.

Durante la cena, lampi, toni (see magari.. ma questa la capiscono veramente in pochi) e fulmini.

La Gatta impazzita si è infilata con un salto nella scatola vuota del tritatutto (per fortuna, vuota).
Poi è uscita, ha preso il cano e ha portato in salvo pure lui.

Mi sono detto che vabbé piovi (si, proprio, "piovi") quanto ti pare, tanto non resisterai e domani mattina hai già finito l'acqua.

E mentre lo dicevo ridevo.

Lui ha piovuto tuttanotte. Peraltro facendoci pure dormire un po' di merda, per via della velux a tipo un metro e mezzo dal letto che suona come una batteria ad ogni goccia.

Però stamani (eheh) si apre il cielo e torna il sereno.

Mi vesto bello festoso e scendo con un paio di strappi di scottex per asciugare il sellino.

Dopo dieci minuti ero già in piazza Duomo; ho festeggiato l'evento inforcando gli occhiali da sole più scuri che tengo in casa.

Fatta l'udienza, esco e mi dico che è tempo di esagerare: si va pure all'ordine degli avvocati ad informarsi per l'esame.

E anche qui tranquillo come l'olio.

Rientro a Studio e dopo pochi attimi, ricomincia il diluvio.

Ma sono all'asciutto e il diluvio ci fa una pippa, tié.

Verso le 12:30 esco e rientro verso casa. Nel frattempo è smesso di piovere, per cui diciamolo: è culo.

A questo punto strafaccio: arrivato in Piazza Dalmazia, a poche centinaia di metri da casa, mi fermo all'Oviesse.
Massì, mi prendo pure il golfino di lana merino, così, in dispregio del clima (che comunque dopo pioggia e vento è decisamente diaccio).
Due minuti dopo, giusto all'estrazione dello scontrino fiscale, scoppia il finimondo.

L'acqua pare venire dalla Vodafone: è tutta intorno a me.
Pozze grosse come il Titicaca ospitano tornei di pallanuoto a squadre.

Ma io me ne frego.

Ho la bici, casa è a trecento metri.

Monto sulla dueruote, spavaldo. Tiro pure su il bavero della giacca, alla Cantonà.
E via di pedale.

Puttana miseria...LA CATENA.. questa è merda.. (comincio a pedalare come un forsennato, con la folla sapientemente in fila sotto il cornicione dell'Oviesse a deridermi).

CAZZOCAZZOSTRACAZZO.. (e pedalo ingranando le marce.. nella speranza di ripartire prima dell'onda perfetta, che poi mi arrotano i surfisti)

Dopo diverse bestemmione e mentre ormai sono umido financo tra alluce e indice la catena decide di riprendere il suo corso eterno.

Riparto a razzo, per poco non finisco contro un corriere Bartolini (fermo).

Rientro a casa con il maglioncino di lana merino che nel frattempo si è infeltrito e ora è grande quanto un ditale.

Mentre lego la bici, vedo il mio vicino: tranquillo e sereno, a dorso della sua manta domestica.
Simone, minimal 18:36 | commenti: commenti (3)(popup)

Ammazza la vecchia.. (forse ci siamo)

mercoledì, 26 settembre 2007 in: casini di casa
Venerdì, una voce petulante (in realtà ci ha parlato Pru, però mi piace immaginarla petulante o un qualsiasi altro aggettivo fastidioso, tipo "garrula") ci annunciava che il sopralluogo da noi richiesto in realtà era bloccato.

Peggio.

Non risultava alcuna richiesta di sopralluogo.
Quindi Pru, facendo appello alla pazienza che forniscono ad ogni moglie, in dote, (e che sopporta perfino un barattolo di sottaceti usato come svuotapipe, nascosto nel fondo della scrivania in camera da letto) ha gentilmente sollecitato la pratica, facendo presente che siamo senza acqua calda ormai da oltre due mesi.

In realtà credo abbia bestemmiato con voce cupa da Esorcista, ma io non c'ero. Ma la figuro tranquilla, come una di quelle simpatiche assassine di paese, che non diresti mai e poi invece il postino è nel loro congelatore.

Comunque alla fine è riuscita nell'impresa di fissare un nuovo sopralluogo, per mercoledì 26 settembre.
Oggi.

Come in ogni fiction, per coloro che si sono persi le puntate precedenti, ecco un brevissimo riassunto:
"Previously, on TroiaiHome..

La FiorentinaGas non ci vuole dare il lusso sfrenato dell'acqua calda e di poter cucinare la pasta sui fornelli.
Con un primo sopralluogo all'inizio di Agosto ci hanno depistato, costringendoci a docce fredde anticoncezionali.

La Vecchia del titolo, condannata dalla filastrocca a morire col gas, è nel mentre deceduta a colpi di cric.
In paese nessuna sospetta della simpatica coppia di sposini, così gioviali e sinistramente felici.
Nonché con un congelatore a pozzo grande quanto una Subaru.

E ora, TroiaiHome continua..
"

Stamani alle 8:10 si è presentato un simpatico addetto di "Toscana Energia", che ha visto i lavori da fare e che dice in un paio di settimane al massimo ci donerà il piacere di una doccia ammodo.

Mi ha fatto firmare un foglio (sospetto - nel quale c'è scritto che invece rinunciamo per sempre al Metano) che io non ho neanche letto; ma, si sà, il ciabattino ha le scarpe rotte.

Tempo tre giorni e ci arriva il preventivo.
Una trafila incomprensibile, visto che non abbiamo scelta se non pagare qualunque somma.

Sinceramente mi auguro che non ci siamo nuove emozionanti puntate di questa Fiction.
Al più un episodio speciale in cui i protagonisti sono tutti riuniti vicino al camino, degustando carne alla brace.
(perché ovviamente, di riscaldamento normale e spaghetti, per natale, neppure l'ombra)
Simone, minimal 10:56 | commenti: commenti (2)(popup)

martedì, 25 settembre 2007 in: divertissement, roba da bloggers, astruse astrazioni
.. Mi hanno trovato su Google con "Turiste Troie".

ora, va bene tutto, ma credo che stasera dovrò farmi due chiacchiere con Puccettino.
Simone, minimal 18:48 | commenti: commenti (1)(popup)

Da grande voglio fare il barrè

martedì, 25 settembre 2007 in: astruse astrazioni, suono io
Ero a casa di lorenzo e aveva due grossi bulldog.

Visto che lui ha preso in mano la prima chitarra a cinque anni, ho pensato "beh, magari posso scroccare qualche dritta!"

Alla mia richiesta, mi chiede, come ogni buon maestro, una verifica delle mie attuali capacità.

Mi propone uno strumento suo, dal momento che ancora non giro con la chitarra a tracolla dalla mattina alla sera.

Lorenzo, quello coi due bulldog, ha tutte chitarre strane.

Mi propone un basso a due corde, che mi pare insuonabile e oltretutto ha una forma assurda.
Ovviamente, con disgusto, in mano sua il basso a due corde va che è una meraviglia.

Non si arrende e stacca dalla parete una fantastica chitarra a sei corde: solo che ce ne sono tre per ogni lato.
Di fronte al mio dubbio, lui mi mostra come usarla, impugnandola a tracolla e capovolgendola alla bisogna.
Al volo.

"Lore, non è che ne hai una normale?"

Lorenzo, con evidente aria di superiorità, mi sfodera una chitarra assolutamente normale.
Ha solo un difetto: è fatta di stoffa, con le corde di cotone grigio.
La cassa è un cuscino a fiori, da cui, ovviamente, non esce nessun suono udibile dall'uomo (ma i bulldog si agitano).

Garbatamente la restituisco al proprietario, che ci suona "Get up Stand up" e poi la ripone al suo gancio.

In evidente imbarazzo, faccio cenno a mia moglie, nel frattempo anche lei coinvolta con quel primo basso a due corde e anche lei in estrema difficoltà, che è tempo di andare.

Salutiamo e ci accomodiamo alla porta.

Sul pianerottolo, con noi, ci sono anche i due bulldog che tentano di rientrare nell'appartamento a testate.

In silenzio, scendiamo le scale, sperando di non essere seguiti dai botoli.

Fortunatamente dopo il secondo gradino, suona la sveglia.

Apro gli occhi e non ci sono bulldog (se si eccettua il cano tristo, ma ritengo possa essere una specie di Beagle venuto male);
In cameretta ci sono chitarre normali. Per sicurezza controllo: nessuna corda di cotone o bassi strani.

La Lory che gioca con le ombre cinesi, generate a mia insaputa.

Quel tomino con pancetta di ieri ha dato risultati devastanti.
Simone, minimal 10:29 | commenti: commenti (3)(popup)

Rete Spot

lunedì, 24 settembre 2007 in: divertissement, teledipendenze, astruse astrazioni
Nasce in Italia, finalmente, un nuovo canale tematico, dedicato solo agli spazi pubblicitari.

La pubblicità ha finalmente guadagnato il podio, dopo una vita di stenti che, per sommi capi, si desidera ripercorrere: (parte filmato tipo bianco/e/nero, con il countdown cerchiato)

Sulle reti fintamente gestite dallo stato, lo spot soffriva, compreso tra il primo ed il secondo tempo di un film di cui, a memoria d'uomo, nessuno ricorda titolo, attori, spettatori.
Non importa di quale film si stia parlando, sia esso Casablanca o 007-Moonraker.
Tutti ricordano quel patinato silenzio, rotto da fiochi bisbigli.
Una tavola imbandita e mani che impugnano forchette del servito buono.
Silenzio. Parla Agnesi.

Ci sono voluti anni prima che venisse sdoganata l'usanza barbara di limitare lo spazio pubblicitario.
Le reti mediaset, che comunque con lo spot ci campano, lo hanno dapprima liberato, regalandogli le fantastiche televendite (indimenticabile Mike Buongiorno che - all'interno della ruota della fortuna - si appartava per parlare dei piselli finissimi o dei sughi pronti)(tutti a guardarli, con la speranza di poter ricavare un'altra splendida gaffé del bisnonno di Fiorello)
<<Oggi ho proprio voglia di piselli!>>
<<Facciamoci questa pisellata!>>
<<Vieni cara Angela, ho qui il sugo che ti piace tanto!>>

Ma mediaset guardava oltre: Un programma interamente dedicato alla pubblicità come Ok il Prezzo è Giusto!
Tutti oggi credono che questo programma sia stato condotto solo da Iva Zanicchi.
E' il risultato di una speciale polverina che ogni italiano ha ingerito e che fa dimenticare qualunque apparizione televisiva di Gigi Sabani, perfino quelle grazie a cui ha vinto 2 telegatti.

E veniamo ai giorni nostri, in cui le poltrone Global Relax sponsorizzano praticamente il 40% dei programmi di canale cinque, retequattro e italiauno (pure qualche TG).
Gente come Mastrotta finalmente sarà ricordato per sempre. Non per aver fatto entrare clandestinamente in Italia quel gran tegame della Estrada; bensì per la sua incipiente calvizie causata dalle ripetute promozioni dei materassi Eminflex.
Che, è fatto noto, provocano il cancro.
Ma fanno riposare benissimo.

Ma è tempo di dire basta: perché la pubblicità, quella di classe, dei registi affermati, di musiche importanti e grandi talenti, deve sottomettersi alla fiction, ai varietà, ai "bellissimi" di retequattro?

Quindi è con grande onore che vengo ad illustrare Rete Spot, il nuovo canale interamente dedicato agli spazi pubblicitari.

Al mattino, dalle 8 alle 10 largo agli spot dedicati ai più piccoli:
dalla Chicco alla Foppapedretti (con i suoi lettini a doghe di porcellana e pasta di pane)
passando ai Gormiti (spot singoli per ciascun Gormita, che, si sappia, sono in totale due milioni e trecentomila) e ai cuccioli di gomma per le bambine.

Dalle 10 fino all'ora di pranzo, è indispensabile una lunga carrellata (mi si passi il termine ironico) sui prodotti per la tavola; brodi e sughi, pasta e riso, panatine e sofficini, contorni, caffé e ammazzacaffé.
Il pomeriggio è equamente diviso tra elettrodomestici da massaie e anticipazioni delle grandi serate, dedicate ai principi tra gli spot: le pubblicità delle auto.

Già dopo le quattro, infatti, passeranno le utilitarie, le macchine che ogni massaia vorrebbe guidare.
E dopo qualche caldaia a vapore e la lavatrice che lava,stira,piega e ripone nei cassetti fino a trenta chili di cenci, proveniente direttamente dalle filippine, è tempo del ritorno a casa dell'uomo che lavora.
Per lui, dopo una giornata di sforzi, niente di meglio che un mix raffinato di raccolte della DeAgostini sui grandi successi dell'Inter, vistosi Notebook in comode rate ventennali e poi loro: i SUV.
Le fantastiche auto che sfrecciano nel deserto, tra le dolomiti, dentro la ZTL; se ne fregano del traffico, dei pedoni, del Codice della strada.
Musiche Chill Out ed effetti speciali per un degno bacio della buonanotte.

E domani è un'altro giorno, nel patinato mondo dello spot
Simone, minimal 15:14 | commenti: commenti (popup)

Scoperte

venerdì, 21 settembre 2007 in: toghe in delirio, roba da bloggers
Ieri sera mia moglie mi ha fatto leggere un blog nuovo.

Studio Illegale

Si è anche molto stupita del fatto che non lo conoscessi già.

In effetti siamo solo poche decine di migliaia in tutta Italia a fingere di praticare questa professione.

Devo porre rimedio alle mie lacune.

A dirla tutta sono rimasto colpito dalla presenza di un avvocato con un blog.

Infatti, mentre di blog scritti da ingegneri è pieno il web, sugli avvocati non c'è poi molto.
Bisogna dire che gli ingegneri sono facilitati dalla loro onniscenza, impiantata come un gene nel loro DNA.

Ma la verità è che gli avvocati hanno seri problemi a gestire una cosa come questa.

Il primo scoglio deriva dalla limitata conoscenza della lingua italiana: il l(s)egalese è un dialetto derivato dalla supercazzola; un mondo parallelo in cui "ovvero" significa "oppure".

E se "ovvero" può voler dire "oppure" significa che le parole possono avere una valenza completamente differente.

Magari in questo preciso momento vi sto mandando affanculo e voi siete perfettamente inconsapevoli.
Gli ingegneri sono consapevoli, ma fingono ignoranza per essere accettati dalla massa, che li emargina.

Io stesso talvolta per parlare italiano traduco i post con Wordlingo.

Altro scoglio duro è la simpatia.
Gli avvocati sono noiosi.

Non fatevi ingannare: la segretaria di Venditti ha divorziato pochi mesi dopo l'uscita del disco.

Gli avvocati concentrano l'80% della loro simpatia sul sesso.
E non su ironiche allusioni e doppi sensi.

In realtà, come per il gene che rende gli ingegneri attratti dai giochi di ruolo, esiste un gene che rende gli avvocati fissati col sesso, nella sua forma più triviale.

Le persone con questo gene, o si iscrivono a Giurisprudenza o girano nudi con un impermeabile.

In molti casi fanno entrambe le cose.

Un recente difetto è quello che rende gli avvocati estremamente edonisti.
Ogni avvocato possiede almeno una camicia con le proprie iniziali.

Molti avvocati tengono i loro abiti ordinati per colore nell'armadio.
Si stirano le camicie da soli, incapaci di fidarsi anche delle lavanderie.

E parlo di cose che posso constatare personalmente.

Un tempo non era così: l'avvocato di una volta girava con la borsa di pelle sfondata, da cui fuoriusciva il becco del cappone, ovvero il pagamento dell'ultima notula.
(ovvero nel senso di "cioè")(grazie Wordlingo)

La scoperta del blog di un collega è quindi sufficiente motivo per farmi scrivere questo post.
Non sono solo al mondo.

Ci sono altre decine di migliaia nella mia stessa condizione.

Corro a sfogliare gli albi, per tenermi aggiornato.

Spero solo non sia il solito ingegnere che ha comprato i volumi della Guida al Diritto col corriere della Sera.
Simone, minimal 11:29 | commenti: commenti (3)(popup)

E' una catena ormai..

giovedì, 20 settembre 2007 in: divertissement, roba da bloggers
Le catene di sant'Antonio mi hanno sempre fatto paura.
Non so perché, ma mi vedevo questo santo, tipo fantasma del fu collega di Scrooge, che si lamentava in padovano stretto.

Incubi sicuri.

Però stavolta il colpo basso proviene direttamente da mia moglie, sicché ci si arrotola le maniche e si comincia con (rullo di tamburi):

Gli otto avvenimenti/fatti casuali della mia vita

1. Da piccolo, causa intolleranza al latte materno, mia madre mi nutriva di una miscela di miele e camomilla.
Se oggi sono (o sembro) una delle persone meno incazzose di questa terra, leggenda vuole sia per causa della mistura miele-camomilla che ingerivo a lunghe sorsate.

2. Da piccolo (un po' meno piccolo, ma comunque sempre "nano") adoravo girare per casa di notte.
Per impedire il mio vagare, i miei mi insacchettavano ogni sera dentro il leggendario "sacconanna": una sorta di sacco di cotone che mi veniva legato sopra la cintola, impedendomi l'uso delle gambe.
In realtà non funzionava bene; l'unico risultato era che dormivo gran parte delle mie notti sul marmo

3. Mi sono battezzato da grandicello. Mio nonno, comunistissimo tesserato, disse che avrei dovuto scegliere da grande in cosa credere.
Il mio "grande" è stato ad 11 anni, dopo il primo anno di scuola media.
I miei mi iscrissero ad una scuola privata, gestita da suore, in un convento.
Nel tragitto in auto per sostenere il colloquio di ammissione, mia madre mi scongiurò di tenere per me quel piccolo particolare del battesimo.
Lo tenni per me.
Per circa dieci minuti.
Nel bel mezzo di un discorso sbottai sentenziando che "Dio non esiste e Gesù è solo un uomo come tanti".
Ai miei la retta di quella scuola costò tantissimo.

4. Sempre alle medie, ma dopo la mia conversione, intrapresi una brillante carriera imprenditoriale.
Mi misi in diretta concorrenza con le suore, che vendevano panini sciatti ai bambini per 1000 lire cadauno.
Acquistai con una paghetta le confezioni da 5 di mars, kitkat e Lions, per poi rivenderli al prezzo subdolo di 800 lire l'uno.
Inutile dire che riscossi un successo immediato e sospetto: il calo repentino delle vendite a scuola, dopo un paio di settimane (settimane in cui avevo messo su dei gregari e una vera attività ramificata su varie classi) mi condusse dritto dalla preside, alla quale avevo l'anno prima confessato la mia avversione verso i suoi ideali.
Ai miei la retta di quella scuola costò veramente uno sproposito.

5. Nella mia prima foto di quarta ginnasio sembravo il figlio del peccato di una delle mie compagne: dimostravo a malapena dieci anni.
Il mio amico lorenzo aveva già la barba, e forse a me ancora non erano scesi bene i testicoli.

6. I miei anni di liceo sono stati molto rilassati: ho rischiato annualmente la bocciatura, ma la mia aria da bimbo sperduto mi ha sempre salvato il culo.
Beh, quasi sempre: sono pure dovuto andare a ripetizione di un po' di tutto.

7. Godo della sinistra fama che i miei accidenti arrivino. Sempre.
Ci sono fatti, di cui preferisco non parlare, che confermano con estremo orrore quanto sopra.
Sono stato tra gli ultimi fortunelli a fare il servizio civile.
Colpa di un infame professore che, all'ultimo esame prima della laurea, il 18 Dicembre, decise di buttarmi fuori.
Mi alzai dalla sedia e, tornato a posto per raccogliere le mie cose, sentenziai parole inequivocabili di morte.
"see, e chi l'ammazza quello" mi rispose uno dei tanti compagni di sventura di quella sessione.
Beh, quella materia non esiste più, nel nuovo piano di studi.

8. Sono iscritto ad un forum di videogames dal lontano 2002.
E non uno qualunque: il forum di TGM.
Eppure la mia prima console l'ho acquistata da sposato, pochi mesi fa (la wii).
Ho giocato per giorni e notti consecutivi.
Ma non sono mai stato allo SMAU.
Continuo a comprare la scheda grafica più figa del mercato, quando l'unico gioco installato sul pc è il campo minato.

Ehi.. ho già finito!

Sentite, l'ora è tarda e francamente di tirare fuori dal cilindro qualcuno a cui passare il testimone ho poca voglia.

Domani, prometto, mi occupo della faccenda.
(dico così a tutti i miei clienti e a tanti non miei. Voi aspettate, eh..)
Simone, minimal 23:11 | commenti: commenti (3)(popup)

4 volte Diciannove

mercoledì, 19 settembre 2007 in: romance, casini di casa
Mi sveglio molto presto.

Saranno al massimo le 8:00

Per i miei standard è molto presto.

Ti guardo. Il primo sguardo, il primo da cosciente, è verso di te.

Dormi con le coperte tirate su anche d'agosto. Hai caldo, ma dormi con le coperte tirate su.
Anche d'agosto.

E dentro questo settembre d'agosto, ti guardo.
Sorridi.

Dormi e sorridi.

Se ti fisso, ti svegli. Se ti fisso mi guardi.

Dopo il mio primo sguardo, hai anche il mio primo bacio.

Mi abbracci. Anche solo una tua mano che afferra il mio indice è un abbraccio.
Vorrei restare con l'indice nella tua mano.

Mi alzo.

Esco piano in silenzio e sul pianerottolo mi giro: è tuo anche il secondo sguardo.
Pochi minuti e già piccoli ricordi.

Mi vesto nella cameretta, dove una gatta coccolosa si struscia.

Scendo piano le scale e accendo la macchina del caffè.

Poi vado in bagno.

Il terzo sguardo è per il mio viso.
Ho i capelli più lunghi.

E magari qualche chilo in più.

Mi sveglio per la seconda volta.

E nella cucina ancora provvisoria preparo la colazione.

Sono le 8:30 e coraggiosamente dispongo due tovagliette sul tavolo.

Preparo il caffè e bevo un succo di frutta.

C'è pure una fetta di torta.

C'era pure una fetta di torta.

Il quarto sguardo è di nuovo su di te.

Ancora con le coperte.

E ti guardo guardarmi. Ed è ogni volta come la prima volta.

4 sguardi.

Potrei elencarne mille di ogni giorno.

Ma ne bastano quattro.

Per descrivere il senso. Per ogni rintocco. Per i chicchi di riso.

Per sempre.
Simone, minimal 12:11 | commenti: commenti (popup)

martedì, 18 settembre 2007 in: musicalmente, romance
Sarà..

Sarà l'insipido blu polizia,

Sarà l'arroganza che si spreca,

Sarà il senso di vaga impotenza,

Saranno le blindate paure,

Sarà il disordine interiore,

Sarà l'amaro tra i denti,

Sarà..

Ma in questi giorni di pioggia,

al gusto di pioggia,

in anni di pioggia,

tiro l'umido.

Voglio,

Disperatamente Voglio,

Il freddo,

La neve,

Il Natale.
Simone, minimal 18:14 | commenti: commenti (popup)

C'era una volta il V-Day

lunedì, 17 settembre 2007 in: divertissement, termopolitica, roba da bloggers
Nonostante la tag a lato, raramente mi capita di parlare di politica.

Recentemente però mi rendo conto che la politica sta diventando troppo difficile.

Mi spiego: ai tempi di Craxi e Andreotti la politica non era difficile; era misteriosa.
Nessuno sapeva cosa succedeva e l'italiano medio era fondamentalmente disinteressato.

Craxi non avrebbe mai creato dei "circoli del socialismo", dove tanti giovini si potevano incontrare per discutere di politica e tendenze della moda autunno inverno di Jimmy Cho.

Gli unici circoli erano gli ARCI, dove si beveva il chinotto e l'orzata e poi si faceva un bel giro di briscola.

Con la discesa in campo di Berlusconi le cose cambiarono.

Dalla politica misteriosa si passa alla politica del contado: non a caso Silvio dice "Scendo in campo".
Una roba tipo l'aratro della politica, col trattore cabinato e l'autoradio.

Improvvisamente tutti parlano di politica. Quelli che prima associavano il termine "Giornale" con i fogli rosa della gazzetta, di colpo, cominciano a discutere della finanziaria e dei magistrati schierati.

Tutto questo lo fa anche la sinistra, non crediate.

Alla festa dell'Unità nell'ordine:
- via falce e martello, la gente neanche si ricorda più cosa siano
- via la ruota della fortuna col culatello
- birra irlandese sostituisce l'orzata
- c'è pure il baracchino dei preti, che tentano di convincerti a donare, sull'unghia, l'otto per mille.

In realtà il risultato è lo stesso: tutti parlano di politica, solo che non ne sanno niente.

E' fisiologico, quelli che ne sapevano qualcosa sono tutti in galera e non possono insegnare (qualcuno forse, tramite RAINETTUNO).

Si comprende perché Berlusconi volesse riaprire le carceri; aveva bisogno dei vecchi maestri.

Senza qualcuno che spiegasse all'attuale classe politica chi erano e che lavoro facevano, ben presto l'intera classe politica ha gradualmente perso la propria identità.

Oggi la sinistra ha adottato la tolleranza zero verso gli extracomunitari, mentre a destra gli dicono "razzisti!".
A sinistra sono tutti con la barca a vela quest'estate: a destra fanno i mercatini dell'usato per i libri scolastici.

Sono solo esempi, ma è preoccupante.

Poi viene fondato il partito democratico. Centro c'è di tutto, basta pagare e poi sei libero di pensarla come ti pare.

per loro democratico vuol dire questo.

E per la prima volta ripenso con toni nostalgici ad Andreotti che faceva saltare per aria i Giudici.
In fondo a tutto questo, gli italiani, che ormai sono convinti di saperne di politica (non è vero, fanno il paragone con i politici di adesso e dicono "se Gasparri fa una legge, posso farla anche io": questo non è sapere di politica, è essere ignoranti come Gasparri) si affidano ai comici.

Beppe Grillo per dirne uno.
Luttazzi per dirne un'altro.

Oh, brava gente, stimatissima.

Grillo , dopo aver tribolato per anni odiato da tutte le televisioni, sta vivendo una nuova giovinezza.

Ed eccolo di nuovo in sella, inseguito da migliaia di italiani a giro per l'italia.

Ha un Blog visitato da milioni di utenti al giorno.

Fondamentalmente dice cose giuste, le spiega chiaramente, magari a voce un po' sostenuta, ma d'altro canto è genovese: si risparmia pure sul megafono, se si può.
Ha organizzato questa manifestazione, in cui si promuove il parlamento pulito.

E' una cosa così semplice ed evidente che sta in piedi da sola: se sei pregiudicato, non puoi candidarti.

Ovviamente tutti i politici di adesso hanno paura, pure quelli che parcheggiano nei posti da handicappati sotto al quirinale.

Luttazzi,  intervistato sul V-Day, dice che Grillo è un po' eccessivo.

Come tutti i personaggi veramente di sinistra, non riescono a trattenersi dal voler criticarsi a vicenda.

E' una roba un po' da sfigati che fa però tanta tenerezza e simpatia.

Dunque vediamo un po' di tirare le fila di questo discorsone: tutti dicono che Grillo dovrebbe entrare in politica.
Lui dice che non lo farà, ma nel frattempo minaccia di invadere Roma con le sue potenti vecchine e i giovini internettiani.

La destra sta a vedere, tanto è tutto grasso che cola se gli cade il governo.

La sinistra litiga con Beppe Grillo.

Il partito democratico dice: Grillo, vieni con noi e puoi dire pure te tutto quello che ti pare.
C'è anche Gasparri.

Ecco perché non parlo mai di politica: questa rificolona di improvvisati si divide in due gruppi.
1. quelli che fanno i parlamentari: sono senza idee e senza le basi minime culturali per fare quel lavoro.
2. quelli che criticano dalla piazza, con tante idee ma nessuna voglia di mettersi in gioco.

Tristezza.

Da domani compro pure io la gazzetta, almeno Vieri non delude.
Simone, minimal 18:37 | commenti: commenti (popup)

Ammazza la Vecchia

venerdì, 14 settembre 2007 in: divertissement, casini di casa
Ecco la vecchia col gas non c'è versi di farla morire.

E non perché ormai è diventata refrattaria al caro metano, che in un modo o nell'altro riesce sempre a compiere il suo dovere.

No.

Il problema è che il gas qui non c'è.

Ma cominciamo con ordine.

Dopo neanche due giorni dal rogito, ci siamo attivati con l'azienda del gas per fare un sopralluogo e venire a fornirci perlomeno la possibilità di usare l'acqua calda.

Agosto è un tempo meraviglioso per fare queste richieste: tutti in vacanza tranne gli addetti del gas, che per l'appunto si presentano praticamente subito al portone.

Il signor Gas, con ai piedi le pinne e un vistoso boccaglio a fargli da collana, se la sbriga in tipo due minuti, farfugliando frasi prive di verbi e congiunzioni.

"Idraulico" "Muratore" "Certificazione"

Mi lascia due fogli, ne firma uno con lo pseudonimo "Alpitour", prende il trolley e si dilegua sgommando.

Traduciamo con l'aiuto dell'accademia della Crusca On-line il significato delle sue parole.
C'è bisogno di un idraulico che sostituisca la tubatura in piombo e piccioni morti con una nuova fiammante di rame e colla di pesce (che tiene tutto).
Il muratore serve per la tubatura incassata nel muro, ed entrambi devono rilasciarmi una certificazione di conformità.

Mentre spiego tutto questo sento la vecchia sghignazzare e prenotare le terme fino a ferragosto.

Gli idraulici sono sempre in vacanza, perché guadagnano quanto un killer venezuelano; hanno solo una cassetta degli attrezzi più pesante.

Fino a settembre non c'è speranza di vederne uno.

Il primo di settembre mi attivo con le famose "conoscenze" e contatto una ditta che mi promette di farmi avere l'idraulico in giornata.

In realtà non si vede nessuno per giorni, nonostante le ripetute chiamate.

Nel fratttempo la vecchia è tornata e sta benissimo: a conoscenza delle nostre disavventure metanoiche (che c'è? quelli di Forza Italia inventano una parola nuova al giorno e io non posso farlo??) è corsa a comprarsi gomitoli di lana per un'intero set di copriletti matrimoniali.

Alla fine e dopo ripetute minacce (ho pure mandato loro un video l'11 settembre con Bin Laden che diceva: Nemici di Allah, se non mi attaccate il gas, mando io qualcuno ad attaccarlo a voi") stamani con solo trenta minuti di ritardo si presenta un "collaboratore dell'idraulico".

Il collaboratore si scusa a nome del suo capo, che è rimasto in Venezuela a sbrigare delle commissioni per la Yakuza e dichiara che l'intervento si può fare senza problemi.
Non oggi però.

Torna lunedì.

Vabbè, la vecchia è comunque al suo ultimo Week-end di pasticcini.

Invece no.

Dopo neanche un'ora ricevo una chiamata da numero anonimo, con la quale l'idraulico in persona, con un forte accento colombiano, mi comunica che loro questo lavoro non lo possono fare: "E' di competenza dell'azienda del gas".

Riaggancio e contatto immediatamente quelli che erano venuti d'agosto con pinne fucile e occhiali.
Dopo un'attesa paragonabile ad una omelia di Ratzinger non sottotitolata, mi si risponde che c'è bisogno di un altro sopralluogo.

Solo che a settembre, vista la mole di lavoro e i tecnici tornati con l'insolazione, si deve aspettare minimo una settimana.

Chiedo lumi sui tempi globali di attesa.

Mi dicono che non si sa con precisione, ma almeno due settimane, prima di vedere la fine del tunnel, "salvo complicazioni".

Riaggancio, bestemmio ripetutamente ad alta voce, mi scuso con i clienti dello studio di cui mi ero dimenticato, richiamo mia moglie per avvertirla del ritardo ulteriore.

Lei è pacata e tranquilla: sicuramente lo fa per tenere comunque in preallarme la vecchia, privandola del suo senso di sicurezza.

Morale della favola: appena torno a casa smonto il cric dalla macchina, sfondo il cranio della vecchia e la derubo delle coperte di lana merinos.

Resteremo senza gas, ma perlomeno una soddisfazione ce la saremo tolta.
Simone, minimal 12:19 | commenti: commenti (1)(popup)

Vasco mi sta sul cazzo

martedì, 11 settembre 2007 in: divertissement, musicalmente, fantashopping
Oh, l'ho detto.

Non sapete che liberazione.

Oggi sono stato da CarGlass, quello che se hai una scheggia di diametro inferiore ai due euro sul vetro della macchina te la ripara subito.

Ma se ti hanno sfondato il lunotto posteriore destro per incularti l'autoradio, ci vuole un'ora e mezzo e duecento euri.

E un'ora e mezzo in via Baracca è come stare nel deserto, senza neanche il piacere dell'esotismo.

Ho passato 40 minuti all'Unieuro, provando di tutto, perfino i ferri da stiro e i sacchetti di ricambio degli aspirapolvere.

Poi sono uscito dopo che mi stavano additando come sospetto "feticista dell'elettronica" o "erotomane dei grandi elettrodomestici".

Mi sono risparmiato la visita da Divani e Divani, ho rinunciato a fermarmi al sexy shop (è accanto all'Unieuro..) e mi sono fatto un giro per l'esselunga.

Poi sono ritornato mesto da CarGlass, ho saldato il mio debito con l'ingiustizia e mi sono rimesso in strada.

Non ero il solo.

Circa 4000 personcine stasera vanno allo stadio a vedere Vasco.

Vasco mi sta sul cazzo.

Non tanto perché ho fatto due chilometri in mezz'ora, attorniato da orde di fanatici con l'autoradio a manetta che trasmetteva solo Vasco.

No.

E neanche perché da oltre un'ora si sentono urla selvagge provenire dalla strada, inseguite da clacson prolungati che vogliono dire "levati: c'è vasco"

Diciamoci le cose come stanno: Vasco ha il cervello in pappa dal novantadue, è incapace di articolare soggetto e verbo dal novantasei e porta i pannoloni dal novantanove.

Nel duemilatre lo hanno dato per clinicamente morto: questo di stasera non si chiama concerto.
E' accanimento terapeutico.

Sperano che le urla di 4000 persone riescano a risvegliarlo dal coma.

A me piange il cuore, dopotutto è un'artista conosciuto e affermato, ha pure scritto due canzoni carine (adesso non mi vengono in mente, ma ci sono).

Ma quando la terra chiama, si devono lasciarli andare.

Prendete Pavarotti.

Luciano a parte mangiarsi mezza Modena e ricagarne un quinto ormai non faceva da anni.

Per carità è stato l'unico con abbastanza soldi da imporre a tutti l'ascolto della lirica.
Riuscendo a vendere cd dove lui, Domingo e Carrera canticchiavano arie arcinote.

Capiamolo,gli serviva per sfamare lui e i suoi quattro stomaci.

Poi seddiovole se n'è andato e ora a Napoli dice sanno dove mettere tutto il pattume: ora c'è spazio vicino a Modena, appunto.

Sarà, a me l'undici settembre mette sempre un po' d'acido nelle vene.

Pure l'anno scorso se non erro scrissi qualcosa contro tutte queste allegre puttanate che ci raccontano in tv.

Oggi per la prima volta a Ground Zero faranno l'elenco di tutte le vittime dell'attentato.

Ma pensare un po' di più alle proprie responsabilità, invece di perdersi dietro questi ridicoli moralismi da barzelletta?

Mi immagino che coda per andare a Ground Zero, tutti a sentire questo elenco (chissà quanto dura..).

Bah.

Perlomeno non avranno la musica a tuttovolume di Vasco.

Amen.
Simone, minimal 18:24 | commenti: commenti (3)(popup)

Trattorie delle mongolfiere

lunedì, 10 settembre 2007 in: teledipendenze, roba da bloggers
lo ammetto: capita anche a me di leggerlo così.

capita più spesso da quando mi è stato fatto notare (grazie, Thunder: assieme ad un tizio che disse "ehi assomigli a Ringhio Gattuso!" questi sono i migliori complimenti di sempre. Me ne ricorderò a Natale.)

il menù di questo ristorantino è assai vario: può capitare di mangiare un raffinato intrigo di sperimentazioni gastronomiche; o magari ridere di fronte ad una pizza.

Perfino sdraiarsi sul letto con un McMenù e l'accappatoio.

Ma sempre, con una punta di snobbismo: magari usando un quadro per vassoio.

Ci si fissa con le serie: House ormai lo conosciamo meglio dei testimoni di nozze.

Lost fino a febbraio non annuncia novità, ma tutto quello che era dato sapere, lo sappiamo.

Millennium è stata una piacevole scoperta, prima di Heroes.

Volete sapere cosa vuol dire essere seriali?
Due domeniche fa è cominciata la trasmissione di Heroes in Italia.

Stasera probabilmente finiremo di vedere le ultime due puntate della prima serie.

Ecco questo è essere "seriali":

Stasera il menù prevede un letto, un vassoio e una gatta che si appende alle finestre.

Il resto è un optional: per cui puoi cominciare pure a bere il succhino..
Simone, minimal 18:45 | commenti: commenti (1)(popup)

la fregola terza

giovedì, 06 settembre 2007 in: casini di casa, suono io
Era un pomeriggio piovoso. Era una piccola isola irlandese.

Cape Clear.

Io e Pru stavamo giocando a scacchi (quelli bianchi e neri che non sono la dama né il backgammon)

Ad un certo punto a lei viene in mente di fare un puzzle.
Uno di quei cosi coi pezzi che si incastrano per far venire fuori un disegno.

C'era un puzzle da 100 pezzi.

Per me già dieci erano un'impresa, ma lei, stoica, mi dice che sono simpatici dal migliaio in su.

La guardo sbalordito e la assecondo.

In breve terminiamo l'opera e io provo una grande soddisfazione.
Ammetto che neanche la laurea mi ha provocato una sensazione simile.

L'altra sera Pru mi dice che io sono metodico e che porto in fondo tutti i miei progetti.

Che adorabile moglie!

Poi mi dice che invece lei non porta in fondo le cose, ha sempre la sensazione di lasciarle a metà.

Ci ho pensato e mi è tornato in mente quel piovoso pomeriggio irlandese e tutti quei pezzettini del puzzle.

Questo conferma la mia tesi: le cose si finiscono quando per noi sono finite.
Non alla loro fine oggettiva.

Per esempio non si smette mai di imparare a suonare: però viene un momento in cui non si suona più.
Quel momento si chiama fine.

Semplice, chiaro. Minimal.

Un enorme preambolo per scanzarvi la fregola del titolo.

Come ho detto ieri a Pru: "Non guardare nel sedile posteriore, ti prego"
Simone, minimal 19:10 | commenti: commenti (popup)

L'uomo di vetro

mercoledì, 05 settembre 2007 in: musicalmente, romance
..silenzioso in quella notte di Piazza del Castello, è finito su YouTube.

E guardarlo oggi, con il pensiero di quella sera, toglie il respiro.
Simone, minimal 10:53 | commenti: commenti (popup)

Pens(ieri) oggi

martedì, 04 settembre 2007 in: romance
Tuck, Tuck Tuck.

Il temporale bussa alle finestre dell'ufficio.

un cliente scomodo, scostante e malintenzionato.

Non è servito evitarlo con la macchina; mi ha scoperchiato l'ombrello e costretto ad una fuga precipitosa verso il portone

Tuck, Tuck Tuck

E' il rumore che ha fatto la gatta stamani, nel goffo tentativo di "pescare" il ciondolo irlandese che Pru aveva lasciato sporgente da un pensile.

Si è sbilanciata e con un carpiato è atterrata sul mobile tv.
Di schiena.

Sarà di malumore per tutta la giornata.

Tuck, Tuck Tuck

Salivo le scale, con le scarpe, per salutarti, prima di uscire.

In camera era buio, silenzioso.
Tranquillo.

Nel buio c'era un fagotto, nel fagotto c'eri tu.

Tuck, Tuck Tuck

Ed ora piove e so che ti sveglierai.

Scenderai nel soggiorno, fisserai le finestre appese al muro un secondo e poi cercherai la gatta.

Credo si sia nascosta su una sedia, sotto al tavolo, ancora di malumore.

Tuck, Tuck Tuck

C'è il dolce sul tavolo.
Siediti e fai colazione. In silenzio, col solo ticchettio di questo piccolo autunno.

Tuck, Tuck Tuck

Forse è ora di farsi allacciare il gas, perché farsi la doccia gelata sta diventando una sofferenza.
Simone, minimal 10:06 | commenti: commenti (1)(popup)