Milagros
mercoledì, 31 ottobre 2007 in: divertissement, teledipendenze
Da quando zelig ci ha fregato il nostro pittore feticcio, tappezzando italia uno dei suoi quadri (si tratta di Francesco Musante) mi stanno un po' sulle balle.
E' difficilissimo parlare male di Zelig:
non si poteva farlo prima, quando recitavano da un capanno con le assi di legno rialzate a far da palco.
ora che sembra una puntata sontuosa di SanRemo è ancora più difficile.
sfoderano la musica di Roi Paci, hanno i comici migliori e sempre nuovi (tra tutti, l'inquietante Mivar, e il poeta scalzo).
Mi sono dovuto ingegnare molto.
Sono finalmente giunto a Pablo, protagonista di leggendarie telenovelas argentine.
Me lo sento nella testa, quando si lagna della sua amata, che lo seduce e poi abbandona.
Mi sono tornate in mente le vecchie "novele" di una volta, quando i ricchi piangevano e Jei Ar poteva andare a lavorare con un cappello fuori ordinanza.
Oggi ci siamo dati una calmata.
Gli americani hanno Beautiful, contortissima vicenda familiare in cui c'è una donna ben oltre la cinquantina che scopa pure i mobili (questa fa quasi ridere) e figlia come i conigli di campagna.
I tedeschi gestiscono un hotel lussuosissimo in mezzo alla foresta nera, raggiungibile solo in elicottero ma ugualmente stracolmo di gente.
I francesi vivono a Saint Tropez, (ora non sono molto aggiornato) e ai tempi c'era una quarantenne che ancora tentava di fare la ballerina, anche se aveva un'ernia del disco grossa quanto Istambul.
Gli italiani stanno un po' a Como, ma è un'esperienza fallimentare, con la solita società che un po' va male un po' va bene. Siamo ossessionati dai consigli di amministrazione.
Perfino nel centro commerciale di CentoVetrine fanno dozzine di C.d.a. (l'ultimo in un bar con le spogliarelliste)
E non voglio ancora parlare della figlia di Elisa di Rivombrosa.
Come se facessero il cugino di un fratello del Commissario Rex. Un incrocio che cerca tartufi nelle langhe.
Quindi vedendo Pablo (pensavate avessi perso il filo, dite la verità?) e la sua Milagros, mi viene una gran noia. Non ha alle spalle quattro matrimoni e dodici figli, non è Dirigente d'azienda indagato dalla finanza, non balla in duetto con una cassa di legno.
Lui è rimasto al passato.
Quando le telenovelas si svolgevano nei campi, tra possidenti e contadini che raccoglievano il caffé.
Un quesito: ma anche a voi, immaginando le scene di "anche i ricchi piangono", viene improvvisamente voglia di stirare le lenzuola?
E' difficilissimo parlare male di Zelig:
non si poteva farlo prima, quando recitavano da un capanno con le assi di legno rialzate a far da palco.
ora che sembra una puntata sontuosa di SanRemo è ancora più difficile.
sfoderano la musica di Roi Paci, hanno i comici migliori e sempre nuovi (tra tutti, l'inquietante Mivar, e il poeta scalzo).
Mi sono dovuto ingegnare molto.
Sono finalmente giunto a Pablo, protagonista di leggendarie telenovelas argentine.
Me lo sento nella testa, quando si lagna della sua amata, che lo seduce e poi abbandona.
Mi sono tornate in mente le vecchie "novele" di una volta, quando i ricchi piangevano e Jei Ar poteva andare a lavorare con un cappello fuori ordinanza.
Oggi ci siamo dati una calmata.
Gli americani hanno Beautiful, contortissima vicenda familiare in cui c'è una donna ben oltre la cinquantina che scopa pure i mobili (questa fa quasi ridere) e figlia come i conigli di campagna.
I tedeschi gestiscono un hotel lussuosissimo in mezzo alla foresta nera, raggiungibile solo in elicottero ma ugualmente stracolmo di gente.
I francesi vivono a Saint Tropez, (ora non sono molto aggiornato) e ai tempi c'era una quarantenne che ancora tentava di fare la ballerina, anche se aveva un'ernia del disco grossa quanto Istambul.
Gli italiani stanno un po' a Como, ma è un'esperienza fallimentare, con la solita società che un po' va male un po' va bene. Siamo ossessionati dai consigli di amministrazione.
Perfino nel centro commerciale di CentoVetrine fanno dozzine di C.d.a. (l'ultimo in un bar con le spogliarelliste)
E non voglio ancora parlare della figlia di Elisa di Rivombrosa.
Come se facessero il cugino di un fratello del Commissario Rex. Un incrocio che cerca tartufi nelle langhe.
Quindi vedendo Pablo (pensavate avessi perso il filo, dite la verità?) e la sua Milagros, mi viene una gran noia. Non ha alle spalle quattro matrimoni e dodici figli, non è Dirigente d'azienda indagato dalla finanza, non balla in duetto con una cassa di legno.
Lui è rimasto al passato.
Quando le telenovelas si svolgevano nei campi, tra possidenti e contadini che raccoglievano il caffé.
Un quesito: ma anche a voi, immaginando le scene di "anche i ricchi piangono", viene improvvisamente voglia di stirare le lenzuola?
Simone, minimal 14:03 | commenti:
commenti (4)(popup)















