La Cassettina

giovedì, 31 gennaio 2008 in: casini di casa, orsa norvegese
Da una settimana cerco una cassetta coperta per l'orso norvegese.

Non si tratta di un problema di odore: abbiamo la sabbia al silicio e plutonio che genera piccole reazioni nucleari polverizzando i lasciti della belva.

Non si tratta di estetica: la nostra cassetta è carina, in tinta con le tende, e di notte emette un lieve bagliore azzurrino agli ultravioletti.

No, è colpa della tigre, che agita la sabbia plutonica come se fosse una ruspa, lanciandola in ogni angolo del salotto.

Mi ha nuclearizzato la chitarra acustica, che adesso suona come la tastiera di Satomi;

Mi ha riprogrammato il portatile sul divano, che ora fa girare quattordici sistemi operativi (tutti della Microsoft, che si bloccano all'avvio);

E' tempo di porre un rimedio.
Simone, minimal 18:21 | commenti: commenti (7)(popup)

Wisteria Lane

mercoledì, 30 gennaio 2008 in: teledipendenze
La Cecoslovacchia importa solo raidue, tra tutto il panorama televisivo italiano.

E neanche tutti i giorni.

Raidue, in cecoslovacchia, si vede solo il martedì.

Il martedì sera, su raidue, c'è Ghost Whisperer e Desperate Housewives.

Ovviamente ho sempre disdegnato una serie incentrata sulle vicissitudini di 4 arzille quarantenni.

Ma ho riservato un po' di attenzione per la giovine che vede i morti.

Questo interesse mi è costato caro.

Questo interesse ha generato dipendenza, in mia moglie, per un telefilm in cui le casalinghe grasse hanno la quarantadue.

In cui un idraulico vive al 4356 di Wisteria Lane.

E' una strada che attraversa l'america.
Longitudinalmente.

E' una strada popolata da nani e giardini.
E pazzi assassini.

Una strada abitata dalla svampita ex di superman,
da una bionda che si è fatta ingravidare quattro volte dal tizio gay di Melrose Place,
da una modella sudamericana (una che ha tipo diciannove anni a marzo, ma per contratto ne dimostra trentotto) che pare uno spot della Maserati,
e da Bree Van de Kamp.

Ecco, probabilmente si potrebbe aggirare questo telefilm con agilità, se non ci fosse Bree Van de Kamp.

la rossa, con una innata passione per la pulizia della casa e le armi da fuoco.
Con il figlio omosessuale, il marito pervertito, l'amante maniaco, il secondo marito omicida.
E una figlia che ancora non fa nulla, ma dategli tempo: comunque è perlomeno stronzetta.

Da circa dodici giorni, i due televisori di casa trasmettono, in continuo, una qualunque delle 85 puntate dedicate al chilometro 4356 di Wisteria Lane.

Per carità, sono contento.

Oggi casa nostra era lustra come un penny nuovo.
E mia moglie soddisfatta e felice.

Non sento però più alcun rumore provenire dalla casa dei vicini.
La Carrà è muta.

Prima di trovarne le ossa sotto il letto, forse è meglio cambiare serie televisiva.
O perlomeno strada.
Simone, minimal 23:29 | commenti: commenti (5)(popup)

Giustizia

mercoledì, 30 gennaio 2008 in: termopolitica, scelte di campo, toghe in delirio
Berlusconi assolto perché il falso in bilancio non è più previsto dalla legge come reato.

TG5 ci tiene a sottolineare che non è assolto perché il reato si è prescritto.

Solo perché l'avveduto presidente aveva provveduto a depenalizzare il reato per cui era imputato.

Berlusconi è innocente.

E' un peccato che i coniugi di Erba non abbiano un partito politico.

A quest'ora l'omicidio sarebbe legale e finirebbero assolti perché ammazzare qualcuno non costituisce reato.

La moglie di Mastella si è fatta sei giorni di arresti domiciliari (tipo che l'influenza di mia moglie è durata di più). Poi il giudice ha deciso che se fa la brava può tornare a fare la spesa al conad.
Mentre lei passava il Pronto sui mobili, Mastella si dimetteva e faceva cadere il governo, perché avere la moglie a casa tutto il giorno lo faceva uscire pazzo.

Più che giusto.

Giustizia.
Simone, minimal 13:28 | commenti: commenti (3)(popup)

Waffel

martedì, 29 gennaio 2008 in: romance, la cucina di suor bruno
Una pubblicità inaspettata ci ha fatto un regalo.

Da tempo sognavamo di avere in casa una piastra per le Gauffrè, o Waffel, in edizione crucca.
Trattasi di cialde, dalla forma semicircolare, da mangiare così o ppure da farcire con cioccolato, marmellata, cioccolato oppure cioccolato.
Anche col cioccolato sono buonissime però.

Ieri con la somma quasi vergognosa di dodici euro, abbiamo preso la piastra.
Dopo poche ore friggeva i Waffel, o Gauffré.
Dopo poche ore e qualche minuto le Gauffré o Waffel erano inondati dal cioccolato.

Cena.

Stamani alle nove e qualcosa mi sono alzato, sono sceso al piano di sotto e con un gesto automatico ho acceso in simultanea macchina del caffé e macchina per le cialde.

Alle nove e trenta, sul tavolo, erano disposti: caffé, waffel e succo di frutta.

Visto l'andamento della mia attività legale, è bello sapere che ho delle opzioni.

Simone, minimal 10:24 | commenti: commenti (3)(popup)

Me e l'Oroscopo

domenica, 27 gennaio 2008 in:
Il mio oroscopo di oggi suggerisce di non chiudersi a riccio.

Il mio oroscopo di oggi dice che non devo essere scontroso.

Il mio oroscopo di oggi mi sta sul cazzo.

Il perché non glielo dico.
Simone, minimal 20:54 | commenti: commenti (popup)

La fruttiera a scogliera

sabato, 26 gennaio 2008 in: casini di casa
Verso le sette e trenta è arrivata mia madre, preceduta dal suono del campanello.

Ha portato un voluminoso bustone di vestiti stirati (pietà generata dalla prolungata degenza influenzale) e una macchinetta per l'aereosol.
Apparecchio che serve, in volo, per affrontare meglio il jet-lag.

Dentro c'erano già delle fialette di fluimucil.
Diserbante delle vie orali.

Ha poi scartato una fruttiera.
Ci aveva comprato, nei giorni passati, tanta frutta.
Ovviamente ha notato il mio imbarazzo nel non sapere dove riporla.
E ha provveduto.

"Se non vi piace, ci potete mettere le cozze, farci uno scoglio" ha aggiunto

Ho fissato la fruttiera, immaginandola colma di spaghetti, in mezzo al mare.

Ma mi sono distratto riempiendo un'altra sacca di panni da lavare.
Simone, minimal 00:05 | commenti: commenti (popup)

Saggezza e Tisane

venerdì, 25 gennaio 2008 in: romance
Scena Unica - Atto primo

Letto.

Coperta.

Tisana.

Beviamo.

Pru - mmm.. ora sono felice.

Simo - Vivo per questo. Per farti felice.

Pru - Sei saggio..

Simo - no, sei il mio stimolo ad essere più saggio. E a comunicarti le mie riflessioni. E quindi, a renderti felice.

Pru - Quindi tu sei saggio e io sono stupida.

Simo - al contrario. Io divento saggio grazie al tuo silenzio. Sei come uno di quei tizi che stanno nelle grotte..

Pru - Gli eremiti?

Simo - loro. Stanno li e insegnano senza dire nulla. Ecco tu sei tutta la saggezza e io imparo dal tuo silenzio.

Pru - hai detto una cosa bellissima, dovresti scriverla!

Simo - tu riesci a leccarti il naso con la lingua?

Pru - uh?.. mm.. no

Simo - (si avvicina al viso di Pru. le lecca il naso) io si.
Simone, minimal 00:56 | commenti: commenti (popup)

Minimal Blog

giovedì, 24 gennaio 2008 in: roba da bloggers
Negli anni '90 spopolava lo stampato.

lo stampato è sinonimo di florilegio, colori vivaci e faccioni strafatti.

Poi, di colpo, le casalinghe stressate dai ventiquattro detersivi ciascuno per un colore diverso, hanno imposto la moda del bianco.

Oggi il bianco è il colore più figo.

La simbologia è chiara: via il superfluo, si tiene solo l'essenziale (un solo detersivo e al massimo la candeggina).

Saturato da questa idea, eccomi riemerso con il minimal blog.

Tolto il superfluo.

Via l'header, non serve. Basta una scritta. Un monosillabo.
Bi. carattere arial corpo 8

Via le immagini. Niente orsetti o paesaggi floreali.

Concesso un quadrato 100x100px

Un sasso.

Possibilmente grigio.

D'estate, una conchiglia.

La colonnina a fianco. Via tutto.

Niente presentazione: chi sa chi sei lo sa già. chi non lo sa non lo saprà.
E' tempo di farsene una ragione: a nessuno frega nulla di come sei.
Scrivi.
Basta quello.

Niente link. Tutti hanno i preferiti.
Pure Firefox.
Ti garba un blog?
Te lo vai a cercare.

(ok, ammessi i link, in misura ridottissima, e solo perché senno la socialità virtuale va a farsi benedire)

niente stellette/stallette/figurine/cazzatine/orpelli.

niente frasi da sms.

niente contatore. se ti va, tieni il conto delle visiste con un pallottoliere posto a lato della scrivania.
Con dieci file di palline color legno.
Tutte uguali.

niente musichine. a nessuno sbatte se ti piace Britney che suona Brahms con il sassofono nel deretano.
beh, forse a qualcuno.
ok, magari questo è l'esempio sbagliato; vedo che è il video più cliccato su youtube.

beh, niente canzoncine. ad ogni modo.

Contenuti: post sintetici.
ho fatto, ho detto.
al massimo ho mangiato.

per azioni o eventi complicati, mettete un'immagine che riassuma.
tipo una lametta per "oggi mi sono fatto la barba, ma avevo finito le lamette e ho usato l'Epilady di mia moglie. Ora sembro Ricky Cunningham con uno sfogo"
Più che sufficiente.

Se sentite che state postando una cazzata, non la postate.
Meglio.
Postate: "solo una cazzata"
Voi lo sapete, ora lo sanno anche gli altri.
Fine dei giochi.

Non parlate di viaggi, a meno che non si tratti del cammino di santiago.

In quel caso va bene, anzi potete sbizzarrirvi in una narrazione a endecasillabi sciolti.

Tanto il cammino non l'ha mai fatto nessuno veramente.

Millantano tutti.

E mi raccomando: brevità.

Gli avverbi sono ovunque. Abbiate paura.
Simone, minimal 16:32 | commenti: commenti (popup)

Non è un post, ho solo tossito.

mercoledì, 23 gennaio 2008 in: malanni, roba da bloggers
Coff. coff.

Sto studiando il minimal. Se mi cade la concentrazione si smonta in una miriade di avverbi.
E sono cazzi.

Coff. Coff.
Simone, minimal 12:51 | commenti: commenti (2)(popup)

Ho fatto la lavatrice

lunedì, 21 gennaio 2008 in: casini di casa
.. con l'ammorbidente al posto del detersivo.

e l'ammorbidente al posto dell'ammorbidente.

il bucato è venuto bene.

ma le mie camicie hanno la consistenza del pongo.
Simone, minimal 23:29 | commenti: commenti (popup)

Buona Guarigione

lunedì, 21 gennaio 2008 in: romance, malanni
Dentro la tasca di questo qualunque mattino,

Dentro la tasca ti porterei.

Nel fazzoletto di cotone e profumo,

Nel fazzoletto ti nasconderei.

E con la mano,
che non veda nessuno,
Con la mano ti accarezzerei
.










Per Te, che riposi sotto il piumone, con le coperte fino al mento e quattro casalinghe disperate come pomeridiano passatempo.

Buona Guarigione.
Simone, minimal 15:38 | commenti: commenti (6)(popup)

La Febbre

venerdì, 18 gennaio 2008 in: malanni
Mercoledì ero a Prato, in Tribunale, a tossire in un corridoio assieme ad altri venti o trenta avvocati.
A volte si chiama Udienza Pubblica, altre (come questa) ufficio notifiche.

Al rientro, a casa (che è di strada, finalmente) mi sento strano.
Brividi, tosse (quella era la norma) e alla prova del nove, qualche linea di Febbre.

Ma io stoico decido che me ne fotto. Come i fascisti su marte.
Torno a studio e tossendo continuo a lavorare.

Anzi, non contento prendo accordi per una udienza del Giovedì.

Giovedì alle nove e trenta sono in centro, assieme a venti o trenta avvocati a tossire.
Stavolta era proprio un'udienza pubblica.

Sciolta la seduta, sono pure rientrato a studio in scooter e poi ho passato il pomeriggio a fare ricevimento clienti presso l'associazione proprietari di immobili.

Verso le sette sono rientrato a casa, tossendo.
Pru era sul divano, con la febbre.
Mi sono seduto sulla sedia, visto che il divano era occupato (la febbre se ne stava distesa e scosciata, con aria ammaliante).

Dopo una cena semplice, ci siamo rifugiati sotto le coperte, con il sottofondo delirante delle casalinghe disperate (ultimo arrivato in casa feticci televisivi).

Stamani ho aperto gli occhi alle sei. ho tossito alle cinque e tre quarti (ancora nel sonno, soffocandomi).
Alle sei e un quarto la casa era in fermento e alle 8:00 avevamo fatto colazione e una lavatrice.
Alle 8:30 entrambi febbricitanti, abbiamo chiamato il medico.

Diagnosi: la mia è la solita classica influenza con la tosse e il mal di gola.
Pru ha contratto l'influenza del 2008, fresca fresca e alla moda.
Con dolori alla nuca che non vanno via neanche col vicodin.

Pranzo: minestrone di verdure.

La suocera (o mia mamma, a seconda dei lati in cui la si guarda) è in arrivo con la spesa e tutto l'occorrente per il brodo di pollo.
Ha cacciato un urlo quando le ho detto che per il brodo avevamo il dado.
Non ho osato controbattere.

Pru, non appena ha saputo dell'arrivo della suocera, ha messo per cinque minuti a soqquadro la casa; l'ho arrestata mentre meditava di lavare i vetri del salotto.

La gatta è un demonio, felice come una matta di questa giornata cominciata prestissimo.
Io ho fatto la doccia, ho sputato contro il monitor di questo computer già quattro volte durante questo post.
E ora sono un cencio.
Simone, minimal 12:25 | commenti: commenti (popup)

Destra o Sinistra

giovedì, 17 gennaio 2008 in: divertissement, termopolitica, scelte di campo
passiamo tutta la nostra vita o a destra o a sinistra.

appena nati (proprio freschi freschi di placenta) siamo di sinistra: ma parecchio! siamo un bene comune che appartiene al popolo.
Le infermiere ci sbatacchiano, le zie ci sbaciucchiano, chiunque si sente in diritto perlomeno di farci un versino.

Poi, dopo pochissimo, diventiamo di destra: ma parecchio pure qui! la mamma proibisce ogni contatto con noi, che diveniamo un bene esclusivo.
Incriticabili, personcine ariane e perfette prive del controllo dei propri orefizi (in realtà è una scelta di campo! siamo i capi e perfino i nostri genitori devono inchinarsi a incipriarci il sedere).
Con i primi anni restiamo a destra, con cenni fascisti (camminata dell'oca a braccia tese, specie nei primi passi) e cenni moderati (la zia riprende a pastrugnarci le gote, ma mai più di una per volta e comunque con timore reverenziale).
Restiamo di destra per parecchio, imparando che i giochi sono solo nostri (e tuo fratello nulla, può morire), che basta dire una qualunque cazzata che tutti applaudono incondizionatamente.
Ci piace anzi tenere comizi, recitando brevi e assurde poesiole che vengono accolte da boati di assenzi.

Finalmente, con i sei anni, riprendiamo a socializzare alla pari, imparando il piacere di donare (prestare, per qualche minuto) un gioco a chi non ne ha.
Presi bene per il sociale, ci prodighiamo in lettere al buon babbo natale, piene di richieste popolari, tipo salvare i bambini poveri, dare da mangiare a quelli magri e così via.
Ovviamente il tutto condizionato da una sottile richiesta in cambio (una robetta.. una ferrari elettrica, un pony, la casa di barbie con una filippina che la riordina il giovdì e il giorno dpo il giovdì).
Non è proprio sinistra sinistra, è qualcosa tipo ulivo.

Con i dodici anni si comincia a subire il fascino per la politica.
E' un percorso sottile: dapprima si comincia con le figurine del calcio, per i ragazzini e con gli attori del disneyclub per le ragazzine.
I ragazzini juventini sono di destra.
Quelli che invece tengono per la squadra di casa sono di sinistra.

Se la squadra di casa è la juventus, barate perché c'è anche il Torino.

E' un classico: tifare la squadra che non vince mai è tipico atteggiamento della sinistra.
Se tifi una squadra brava ma non ammanicata con gli arbitri sei della Roma.
Sei un qualunquista e non tene frega un cazzo della politica.
Quindi sei di destra.

Le ragazzine che (qui devo aggiornarmi) tengono i poster dei Tokio Hotel e li toglieranno tra due mesi quando telespallabob tornerà in carcere (ci avete fatto caso, vero? E' lui il cantante dei TH) sono di destra.
Quelle che tra due mesi ancora non hanno mai ascoltato i Tokio Hotel e piangono per un gruppo sconosciuto che suona solo nei peggiori bar di Caracas sono di sinistra.
E infine c'è anche chi sogna di essere la Tatangelo, sposata a Gigi d'Alessio.
Non importa da che parte stanno, tanto non avranno mai il diritto di voto.

Dopo i sedici anni la faccenda si complica.
Al liceo ci sono regole incerte: spesso un ragazzetto che va in giro con la maglia del Che (ma con l'audi) poi diventa di Forza Italia.
Spesso uno di Forza Italia che va in giro con la giacca di Armani (ma in 127) poi diventa dell'Ulivo.

Ci sono solo due regole certe: la prima, che vale per i ragazzi, è che di solito stanno dalla parte in cui ci stanno pure le ragazzette più carine e disponibili; la seconda è che "disponibili" e "carine" sono aggettivi difficilmente coniugabili.
Per cui i ragazzetti di destra staranno con le più carine.
Quelli di sinistra tromberanno.

E' forse l'unico caso in cui succede che vada meglio a sinistra che a destra, per cui la sinistra farà bene a ricordarselo.

Poi finalmente la gente cresce e diventa definitivamente di destra o sinistra.

Quelli che a sinistra non trombano più, diventano di Forza Italia.

Quelli che a destra ancora non trombano, a quarantanni fondano l'Udeur.
E a cinquanta finiscono in galera per detenzione di materiale pedofilo.
Simone, minimal 19:57 | commenti: commenti (popup)

Considerazioni e misteriose connessioni

giovedì, 17 gennaio 2008 in: termopolitica
Ieri hanno messo agli arresti domiciliari la sig.ra Lonardo Mastella (ma non per l'ambiguità del suo cognome doppio).
Mastella si è dimesso ma Prodi ha rifiutato le sue dimissioni.

All'Udeur sono rimasti in tre (che volevano cambiare il mondooo, come diceva Gino Paoli).

Oggi in Tribunale, all'ingresso, vendevano casse di arance.

Una raccolta benefica.

La sig.ra Mastella camperà di spremute, per i prossimi giorni.
Simone, minimal 11:38 | commenti: commenti (3)(popup)

Progresso

martedì, 15 gennaio 2008 in: roba da bloggers, astruse astrazioni
Ve lo ricordate 2001?

il film, quello dove due astronauti dovevano vedersela con l'isteria di Hal9000, il supercomputer con un occhio solo?
alla fine uno dei due riusciva a smontare le piastre di memoria nelle quali era registrata la loro partita a scacchi (nella quale i due palesemente baravano grazie ad un programmino che  diceva in anticipo le mosse di Hal) e il computer si spegneva.

Purtroppo il 2001 è passato e pare che ancora non esista un metodo sicuro per bloccare l'isteria di un computer.
A parte l'acido muriatico, intendo.

Il nostro futuro lo vedo poco roseo.

Nel 2020 l'umanità continuerà imperterrita a svegliarsi ogni mattina con quell'odioso suono che ogni radiosveglia produce, di qualunque marca o modello si tratti.

beeee beeeE beeEE beEEE BEEEE

Avete presente?

Sicuramente viaggeremo nel tempo.
Ma le sveglie faranno sempre quell'odiosissimo

beeee beeeE beeEE beEEE BEEEE

Avremo la mappa dei geni nel portachiavi della Golf, la inseriremo come una secure digital nel navigatore e lui ci condurrà nei posti più adatti alle nostre esigenze.

Epperò..

beeee beeeE beeEE beEEE BEEEE

Ora, direi che è il caso, per il mondo, di fermarsi a riflettere: è veramente necessario creare la cipolla che sa di susina, quando ancora non riusciamo a trovare un modo meno doloroso per alzarsi la mattina?

Ma soprattutto, alle soglie del nuovo millennio, mi dite chi ha avuto l'idea di mettere la stessa suoneria della sveglia in questo CAZZO DI TELEFONO DELLO STUDIOOOO?!?!?!?!
Simone, minimal 19:09 | commenti: commenti (2)(popup)

Voglio parlare di lavoro!

lunedì, 14 gennaio 2008 in: toghe in delirio, roba da bloggers
no perché pare che io non faccia un cazzo dalla mattina alla sera.

e invece oggi sono arrivato in studio alle nove.

alle nove e cinque ha squillato il telefono. era la segretaria che dice sta male, ha la febbre e non può andare avanti così.

in sottofondo sentivo una canzone anni 80 tipo top gun. e una frusta schioccare.
quest'anno la cinese è una brutta bestia, mi penso.

alle nove e un quarto entra il socio minor dello studio, al quale comunico la prossima dipartita della segretaria.

e intanto gongolo: la giornata comincia decisamente bene.
decido di registrarmi ad un sito da cui si può ascoltare musica aggratisse senza scaricarla.
non ricordo come si chiama, ma ho messo una finestrella a lato (come se non ne avessi abbastanza).
se ci cliccate sentite gli stateless.

compiaciuto mi sono detto che è ora di cominciare a lavorare: alle dieci apro l'agenda e scopro che alle undici e venti avrei un'udienza.

nel frattempo arriva il socio major dello studio ed è pausa caffé.

durante la quale scopro che Pato (giocatore diciottenne neoacquisto del Milan) con le scarpe color papero, è una grande scoperta.

caffé, naturale, sigaretta del socio minor, rientro a studio.

dieci e venti, estraggo il fascicolo dell'udienza e controllo: l'udienza è per domani.
respiro di sollievo e festeggio con venti minuti di cazzeggio libero.

ore 10:45 torno sul pezzo, con un paio di telefonate e lo studio di una memoria di replica piuttosto complicata.

comincia a suonare il telefono.
la segretaria si starà facendo colare la cera bollente sulla schiena, tocca rispondere a me.

mezzogiorno come ridere.
comincio a buttare giù la memoria, quando mi ricordo che, nel pomeriggio, ho un briefing con il socio minor per le pratiche che gestisco con lui.

recupero dal mio archivio alcuni reperti storici e comincio con leggere i nomi sui fascicoli, giusto per sapere che gente è.

a mezzogiorno e venti decido che ne so abbastanza e mi preparo per uscire.

pausa pranzo fino alle 15:30

rientro a studio e faccio un paio di telefonate di sostegno.
così, per dire che ho chiamato.

alle 16:00 c'è il briefing che affronto sicuro e spavaldo.
Se io ricordo poco di certe pratiche, figuriamoci lui che forse non le ha mai viste.
Nel dubbio medito di inventare pure roba nuova, tipo un cozzo da diciotto milioni di euro.
un maxi tamponamento durante una festa della Ferrari con un jet supersonico.
per arrotondare.

poi scarto l'ipotesi.

torno a lavoro, finisco le cose lasciate in sospeso.
quasi tutte.

ore 17:00 parte il corteo sotto lo studio.
i lavoratori dell'ataf urlano che il loro stipendio fa schifo e che dominici è un tegame.
apro la finestra e vedo bandiere rosse ovunque.

in un impeto di nostalgia mi balza l'idea di scendere e dire qualcosa di sinistra.

poi vedo la tenuta antisommossa.

lasciamo perdere.

ore 17:30, l'avv. Major lascia lo studio per ritirare l'auto nuova, ma la scusa ufficiale è un appuntamento importante alla Mercedes.

fino alle 18:00 non rientra ed io, solo nella mia stanza senza il noioso parlottio della pazza, decido che è l'ora di una pausa.

zonzo per i blog che leggo ma non commento mai.
e concludo con il post della giornata.

postilla: a me technorati garba troppo. non tanto perché so chi mi legge, quando e da dove viene.
più che altro per i modi assurdi con cui mi trovano.
dopo '' Turiste Troie'' ora mi beccano con ''Pisello di cristallo boemo''

cazzo, vuoi vedere che mi legge la segretaria??
Simone, minimal 17:33 | commenti: commenti (2)(popup)

Professione blogger

domenica, 13 gennaio 2008 in: roba da bloggers, per una sberla di libri
Se c'è un mestiere che sei sicuro che non campi, quello è il letterato.

Si sa, è noto.

E' così noto che la prossima moratoria sarà contro la facoltà di lettere, che è considerata eutanasia.

Eppure non è sempre stato così, anzi.
Fino a poco tempo fa lo scrittore guadagnava; oddio, non era Donald Trump, però a fine mese ci arrivava senza problemi.

Oggi esistono due scrittori ricchi: Stephen king e la Rowling.

Fine.

Il primo vive con l'ansia di morire ventiquattrore su ventiquattro.

La seconda vive con l'ansia che gli muoia Potter ventiquattrore su ventiquattro.

E fin qui.. è risaputo che i soldi non fanno la felicità (fanno i soldi, che non è male comunque).

A margine della società della carta, però, esistono i blogger.

Ovviamente non parlo dei milioni di blog stracolmi di roba personale, vocabolari ristretti e immagini di fatine contornate di luci colorate.

No, parlo di chi scrive su un blog per professione.

All'inizio hanno cominciato per scherzo: uno sa di scrivere bene (magari ha fatto lettere antiche prima che fosse vietata), comincia in tempi non sospetti e ben presto si trova un folto pubblico.
Il passatempo diventa un impegno per chi ti legge.
L'impegno attira l'attenzione di editori senza idee che preferiscono pubblicare piccoli romanzetti digitali, piuttosto che le barzellette su Totti scritte dal piccione di Del Piero.
Che a farci due conti non hanno tutti i torti.

Sicché il blog diventa una professione.. e la gente (i lettori) ti comprano solo se sei famoso.
E se continui ad esserlo.

Ecco che entra in gioco la classifica.

Sapete, nessuno fa praticamente più nulla senza prima un'occhiata alla classifica.

Per i blog è lo stesso. Qual'è il blog in testa? E i primi dieci?
Scartando Beppe Grillo però.

Quindi il passo successivo è: non scendere dalla classifica.

La cosa figa di questa professione è che non ha regole.
Insomma.. gli scrittori hanno comunque regole e editori e gente che dice questo non lo scrivi.
Potter doveva morire e invece.. (o forse muore?)(o forse morirà?)(o forse è morto nel terzo libro e quello che c'è dopo in realtà è Seamus)(avete mai notato? dal terzo libro non compaiono più assieme..)

Dov'ero rimasto?
Ah, i bloggers scrivono quello che gli pare.
Hanno una classifica da scalare.
La gente vuole che parli di sesso? metto le foto della prima volta di mia figlia, se mi alza le visite.
La gente vuole che parli di Padre Pio scoperchiato? Cavolo, dammi la vanga che vado io a scavare!

E questi sono i modi corretti.

A fianco di queste tattiche regolari c'è tutta una serie di fuffe, come linkare la gente.
C'è un sordido meccanismo che permette di aumentare la visibilità di un post se lo riempio di link.

Certo, potrei semplicemente scriverlo in venti lingue, postarci foto porno e tutti i video di Bin Laden.
Anche questo darebbe visibilità.

Probabilmente, leggendo queste righe, qualche futuro stephen king sta già tentando qualche trucco per scalare la classifica.

Tiriamo le somme:
La professione di blogger permette, se hai culo, di pubblicare un libro.
Permette di garantire un certo numero di vendite del libro, una percentuale alta dei lettori del proprio blog.
E più gente legge il blog, più i libri vengono venduti.

Più soldi.

La cosa mi mette ansia, come stephen king che non esce la sera.
La Rowling vive in un castello, con i sue figli, un marito e l'ansia.
Neanche lei esce la sera.

Avrei ucciso Potter con una sassata filosofale nel primo libro.
Simone, minimal 21:58 | commenti: commenti (4)(popup)

Praga e ritorno, storia di un amore difficile

sabato, 12 gennaio 2008 in: valigie in tasca
Laska in Ceco significa amore.
Pru l'ha capito fissando la locandina a Praga de "L'amore ai tempi del colera".

Laska significa amore. O colera.

Praga è una città complicata.
La credevo semplice, dopo la mia breve visita scolastica 12 anni fa.

La credevo piccola, semplice e tranquilla.

Forse lo era 12 anni fa. Ma, come le persone, anche Praga è cresciuta.

Praga è oggi una gran donnona, con le ossa gotiche grosse e ben saldate ad una serie di vasti viali, disseminati di tram sferraglianti e attraversati da tre grosse linee di una metropolitana veloce ed efficiente.

Ecco la guida modello routard finisce qui.

Siamo atterrati con Easyjet, che si è congratulata con noi per aver scelto lei e non gli altri.
10 punti ad Easyjet.

Dall'aeroporto a Praga ci sono venti minuti di taxi.
In realtà presumo che il Ponte Carlo sia a tre Chilometri dall'aeroporto, ma il traffico praghese e la guida creativa del tassista dilata tempo e distanze.

Siamo arrivati in retromarcia davanti all'hotel.

Dopo un breve giro e un paio di colloqui allegri e informali con i Cechi, siamo giunti alla conclusione che gli autoctoni ci odiano.

No, non proprio noi, sia chiaro.
Odiano il turismo, odiano la gente che passeggia per le mille vetrine di souvenir e cristalli boemi;
E tra tutti i turisti, quelli che gli stanno parecchio sul cazzo sono proprio gli italiani.

non facciamone un dramma, dopotutto non hanno avuto una storia facile.
inculati dai comunisti, fottuti dai tedeschi e considerati est europeo quando sono collocati poco sotto bruxelles.

c'è da essere sgarbati in effetti.

Ecco, loro sono tutti sgarbati. E' una sorta di marchio di fabbrica.
Una volta compreso questo, Praga diventa fruibile e facile da gestire.

Si perché alla fine i loro modi crudi sono sopportabili, e resta tutta una serie di mattoni da gestire.

Sul suolo c'è molto da dire. Praga è fatta di luci ed ombre.

La luce solare non le dona, neanche un po'.
Praga è comoda per chi è abituato a dormire fino a tardi, uscire dopo le quattro e stare fuori fino alle 22 (dopo gli sgarbati si armano di coltello e credo non sia il caso stuzzicarli troppo)
Quando il sole tramonta, Praga si risveglia.
Capisco perché i vampiri si trovino così a loro agio in questa città: le luci notturne la rendono bellissima come poche.
Il ponte carlo, che di giorno pare un ponticellone ambizioso, di notte fa paura: ti fissano occhi neri, statue poggiate sul ciglio della Moldava, silenziose.
ti giudicano. E ci vuole coraggio per sostenere lo sguardo.

Le vie strette, alla sera, si svuotano. I negozi di vetrume vario chiudono (seddiovole) e cala una leggera nebbiolina.
Si accendono lampioni alogeni e tutto diventa giallo e nero.

Gli autoctoni, nutriti a birra perché costa meno fermentare il luppolo che filtrare la Moldava, diventano canterini, molesti e un po' aggressivi.
Glielo si perdona volentieri, perché di notte si vive veramente bene questa città.
Soprattutto quando si ha una stazione vicina della metropolitana ad accoglierci.

Praga l'avevamo progettata due anni fa. Oggi siamo tornati, dopo un passaggio da Malpensa lagnoso e orrendo (Malpensa è un aeroporto del terzo mondo, ho trovato un'organizzazione migliore al campo di volo degli ultraleggeri di Quarrata).

E ora siamo sul divano wifi, pensando a quello che ci è rimasto.

Laska.

Amore.

(o colera, vista l'enorme quantità di schifezze che abbiamo ingurgitato in tre giorni)
Simone, minimal 22:28 | commenti: commenti (popup)

Mala Strana

domenica, 06 gennaio 2008 in: valigie in tasca
Oggi è una giornata strana.

Ieri, mentre il mio vecchio compagno di liceo suonava sul palco insieme al suo gruppo, pensavo ad oggi.

Un colloquio, forse due.

Una lettera, forse due.

Un regalo, forse molti di più.

E un viaggio.
Che ci esplode dentro.

Non siamo noi a decidere, è come una strana forza che ci impone di lasciare tutto e partire.

D'improvviso, domani si parte.

Praga.

Ancora valigie da fare.

Viviamo questi piccoli spostamenti di Gennaio come una sorta di sorpresa.
Li abbiamo programmati noi, lo so.

Ma adesso sembra che si sia vinto, dentro un sacchetto di patatine.

E ci sono vestiti ovunque.

Una giornata strana.

Bella e strana.

(come la mia spaziatura)
Simone, minimal 17:34 | commenti: commenti (1)(popup)

Across the Florence

sabato, 05 gennaio 2008 in: romance, fiorentinismi
Molto spesso mi dimentico dove vivo.

Il fatto è che adoro starmene rintanato in casa; non sono un tipo eccessivamente socievole.
Garbato, magari.
Ma socievole, manco a pensarci.

Ieri siamo rientrati a Firenze. Non eravamo andati mai via, a dirla tutta, ma era come se ci fossimo un tantino allontanati.

Così, verso sera, coperti bene e col cappuccio su entrambi i cappotti, siamo partiti verso il centro.
Ho lasciato la macchina in piazza Stazione, al parcheggio sotterraneo.

Ci siamo fermati a mangiare in un pub chiamato "I cinque Tavoli" per via che ci sono cinque tavoli e basta.
Ho bevuto una Murphy's in suolo italico.

E un hot dog.

Il vecchio caro mangiar bene di una volta.
La cancellieri avrebbe i lacrimoni.

Siamo usciti dal pub (che, per i feticisti, sta in via del Sole) per entrare nel cinema di Essai più di Essai che conosca.

Si chiama SpazioUno e si trova a circa dieci metri dal pub.

Proiettavano un film che canta le canzoni dei Beatles come se non le avessi mai sentite.
Un film che parla di musica, di pittura, di voglia di esprimersi.

Siamo usciti dallo SpazioUno verso le ventitre.
Con in testa musica vecchia, nuova.

Il Duomo era ancora luminoso e brillante di luci natalizie; Piazza della Repubblica sfoggiava ancora il maestoso alberone di Natale, sponsorizzato ogni anno da un hotel diverso.

Avevamo come meta la Feltrinelli, dove, alla mezzanotte, avrebbero consegnato una copia speciale di HP e i Doni della Morte.

La Feltrinelli pareva la stazione di King's Cross, al binario 8 e tre quarti.
Ogni genere di maghetto, dal minuto occhialino con tanto di cicatrice al trentenne in maglioncino, cravattino e mantellina.
Maghi e streghe da ogni dove, di ogni casa.
Due odiosissime ragazzette di Corvonero e Serpeverde, con calzette coordinate, rispondevano ad un questionario sul sesto libro.
trentasei domande, divise in facili, medie e difficili (dove "facile" era il nome dei genitori di Piton).
Se rispondevi esattamente ad ogni domanda, il libro ti veniva regalato.

I bambini rispondevano alle domande, tutte, in coro: all'unisono e senza tentennamenti.
Credo la Feltrinelli sia fallita ieri sera.

Siamo tornati a casa dopo la mezzanotte, con in testa canzoni, un pub in cui rifugiarsi nei giorni di pioggia e una copia di un libro che abbiamo letto in inglese.
(tremendo il mago trentenne che aveva già letto hp7 in tedesco e inglese.. "no, io non lo compro.. non capisco più l'italiano da quando leggo solo in tedesco e inglese..sapete com'è.."

Deliziosa serata. Perfetta nottata.
Simone, minimal 12:39 | commenti: commenti (1)(popup)

Il mondo all'incontrario

giovedì, 03 gennaio 2008 in: romance, per una sberla di libri
Siamo in un piccolo mondo all'incontrario.

Al mattino, quando apro gli occhi e sono le nove, fisso per qualche istante la tenda sopra al letto.
Fisso oltre la tenda, fisso il cielo.

Lo fisso e mi pare di vederci, noi, come allo specchio.

Forse sono nuvole o forse bevo troppo la sera.

Non so.

Ieri leggevo di un orco, un omone grande e grosso di nome Francis.

Francis non fa un bel mestiere. Francis rapisce i bambini.
Lo fa per mestiere.

Viene pagato bene; non come il Trans-Vampiro, ma comunque bene.

Francis è un'orco vecchia maniera.

Oggi tutti ridono degli orchi, pensando all'allegra Famiglia di Shrek.

Siamo in un mondo all'incontrario.

Ieri vedevo un film, di una principessa che riordinava casa con l'aiuto di ratti e scarafaggi.
E con loro cantava.

E i ratti erano spazzini.

E gli scarafaggi disincrostavano la vasca.

Siamo in un mondo all'incontrario.

Così stamani, al mio risveglio, ho fissato la tenda sopra al letto.
Oltre la tenda, oltre il cielo.

C'erano Orchi cattivi e principesse che si innamorano al primo bacio.

E ho capito che vivo nel migliore dei mondi possibili.
Con una principessa e un Orco cattivo che russa tuttanotte.
Simone, minimal 11:50 | commenti: commenti (1)(popup)

2008

mercoledì, 02 gennaio 2008 in: divertissement, roba da bloggers, astruse astrazioni
Alla fine del 1999 tutti stavano con l'intestino peso pervia del famigerato millennium bug.

Per chi è nato dopo (e oramai è fuoricorso a ingegneria), il baco del millennio era un difetto per il quale i computer di mezzomondo non erano in grado di contare fino a 2000.
Dopo il 1999 avrebbero deciso che la data sarebbe stata l'anno Zero, che Gesù era nato da cinque giorni e che i Re Magi avevano la maggior quota azionaria di Google.com

Purtroppo i computer hanno dimostrato di avr imparato le tabelline e allo scoccare della mezzanotte nessuno ha potuto intascarsi tutti i milioni di miliardi delle banche svizzere.
No, rassegnatevi, neanche Sean Connery c'è riuscito.

E pure i Re Magi sono stati arrestati per via di certe rivelazioni fatte sotto natale nei loro Blog.

Il nuovo millennio ha comunque provocato danni ingenti: Chris Carter, l'inventore di X-files, si è ritrovato in mezzo ad una strada per via del fallimento di Millennium, serie che si poggiava gambe, braccia e pisello sul baco del 2000.

E il protagonista ha dovuto firmare un nuovo contratto per sfamare i suoi figli: "Alien contro Predator" con Raul Bova.

Solo per questo si potrebbe dire che il nuovo millennio ha provocato disastri enormi.

Di positivo c'è il fatto che, passato quell'anno, tutti i successivi sono un po' più leggeri.

Anzi, diciamolo: la gente questi ultimi capodanni li ha presi un po' sottogamba.
Che sarà mai festeggiare il 2002?
E il 2003?

Persino i botti si sono sgonfiati.
Nel 200 andava di moda un petardo chiamato Millennium Bug (si, erano fissati, lo capisco da solo): una sorta di bomba atomica familiare.
Distruggeva un quartiere e lo rendeva inabitabile per 10000 anni.

Ridete.

A Campi non ridono per un cazzo.

Quest'anno al massimo ce l'avevano con gli occhi di BinLaden, che, se non lo sapevate, è pure mezzo miope.
Difatti è una bomba carta nascosta dentro un portaocchiali.

Con questo clima calmo e sereno siamo arrivati a festeggiare il 31 Dicembre.
(prendete nota: da qui comincio a parlare dei cazzi miei)

Abbiamo invitato due coppie di amici, i quali hanno portato mangiare sufficiente a sfamare l'angola e lasciare qualcosa anche per il giorno dopo.

Ci siamo seduti ai bordi di una sciccosa tavola imbandita, per l'occasione, col servito buono della nonna.
Abbiamo scolato una bottiglia a testa di vino.

Non abbiamo sentito la necessità di sparare con la pistola al vicino.
Non ci siamo sentiti in dovere di gettare qualcosa dalla finestra (e poi non so come avremmo fatto, visto che non trovo più le chiavi delle sbarre)

Un fine anno tranquillo e, aggiugiamo, estremamente garbato.

Poi il primo dell'anno rigorosamente a letto. Abbiamo visto film leggeri e film pesanti.

E infine un ritorno leggero alla normalità quotidiana.
Oggi siamo tornati al lavoro.

Con la cravatta e il vestito buono sono arrivato con calma a studio, verso le dieci.
Ho acceso il computer e riavviato la caldaia perché c'erano circa 12 gradi.

La caldaia non è ripartita.
Il computer mi ha detto che oggi è il primo giorno del 1900.

E che il mio Blog, adesso, è su www.uomochesorvegliailcielo.Melchiorre.com
Simone, minimal 21:20 | commenti: commenti (popup)