Il vero plagio di Sanremo

venerdì, 29 febbraio 2008 in:
altro che la Berté, rea solamente di essere riuscita a peggiorare la trapunta di Eminflex, facendola diventare il proprio abito.
(e con la seconda trapunta ci ha fatto l'abito di spagna)

il vero plagio di sanremo è quello (rullo di tamburi) dei Sohnora.
Prima di tutto perché paiono Evan e Jaron denoattri (e non ne sentivamo il bisogno)

E poi perché la loro canzone è paroparo uguale alla splendida hit di Cinzio Orfei "L'Amorte"

Qui il video della vera canzone

Tranquilli, il garante di SanRemo è Tricarico.

(Tricarico Facts: La Brown ha ingaggiato Tricarico per lo spot del loro nuovo supermixer. la pubblicità vede Tricarico frullare un montone e farne ragù. Poi entra in scena il mixer)
Simone, minimal 21:39 | commenti: commenti (1)(popup)

Tricarico Facts

giovedì, 28 febbraio 2008 in: divertissement, teledipendenze, roba da bloggers
Tricarico ha vinto il festival di SanRemo con la canzone della Berté.
In finale l'ha cantata con un vestito fatto di capelli.
Della Berté.

Tricarico ha scritto "voglio una vita tranquilla"
Sottotitolo: "perciò non fatemi incazzare"

Scandalo al Festival.
Tricarico, durante l'esecuzione, ha ruttato il bambino pianista.
"non dovevo mangiare cinese" si è scusato.

Al dopofestival Tricarico ha cantato con Elio una versione alternativa di "Io sono francesco"
Dal titolo "tu no"

Durante l'esibizione di Frankie Hi-Nrg è sbucato Tricarico e ha vinto in due mosse.
Mangiandosi Cristicchi.
"non dovevo mangiare cinese un'altra volta" ha commentato

Tu.
Che vivi tranquillo, nella tua casetta di mattoni e pensi di essere al sicuro da tutto e da tutti.
Si proprio tu.

Che non hai vicini assassini, che tua figlia non sta con uno psicopatico biondo, che non sei in erasmus a Perugia.

Tu che pensi di averle viste tutte.
Tu che hai fatto la guerra da partigiano e ora paghi un botto di assicurazione sulla macchina perché alla RAS pensano che hai comprato il gippone per andarci nei boschi.

Tutti voi.
Tricarico esiste.

Scappate.
Sciocchi.
Simone, minimal 23:37 | commenti: commenti (popup)

Il diabolico Barbiere di SanRemo

martedì, 26 febbraio 2008 in: divertissement, teledipendenze, cinemini
Io me lo immagino, il povero Johnny Depp, col suo cotonato ciuffo bianco, con i suoi rasoi d'argento, che dispensa tagli alla moda durante il festival della canzone italiana.

Odierebbe Chiambretti, che, come me quando avevo cinque anni, ha bisogno dei cuscini sotto al sedere per arrivare ad altezza rasatura.

Lo odierebbe anche e soprattutto perché ha quell'umorismo pietoso da tavernello, che per ridere deve ironizzare sul fatto che è nano.

Ma non bastava Pupo?

Odierebbe Pippo Baudo per il problema opposto, perché troppo alto e dovrebbe stare in piedi sul tritacarne del piano di sotto.

Lo odierebbe anche perché non verrebbe di persona: manderebbe il suo parrucchino (come nei bei tempi del Drive In, al guinzaglio).

Odierebbe certi cantanti stopposi, che vengono a SanRemo non per cantare, ma perché il dottore gli ha consigliato lo iodio.

E loro, tra le cinque terre, scelgono proprio di rompere i coglioni da cinquant'anni sul palco dell'ariston.

Little Toni. No, per cortesia ma ne volete parlare?
Io no.

Toto che s'incazza nel dopofestival perché Luzzatto gli ha staccato il catere durante le prove.
Ne volete parlare?
Per cortesia, ho appena finito di mangiare.

Il diabolico Barbiere si spunterebbe le lame con la Tatangelo, la bambola gonfiabile di Gigi d'alessio.
Il tempo di avvicinare la punta e pfffffffff.
Se ne andrebbe svolazzando per la mansarda con tante pernacchie.

Si divertirebbe con Gazzé, uno che dà lavoro ai barbieri perdavvero.
Magari uscirebbe pure lui col ciuffo sbiancato e l'aria sinistra.

Scapperebbe di fronte a Tricarico.
Che è bravo, percarità.
Ma fa paurissima.

Io l'ho visto per ultimo e me lo sono sognato tuttanotte, col suo sguardo glaciale.

Il diabolico Barbiere riempirebbe pasticci per diversi mesi.

Poi se li mangerebbe in una bella sera d'estate, a piedi nudi, con lo sguardo un po' persò, durante una  piazza della Taranta.
Simone, minimal 15:16 | commenti: commenti (popup)

Crescere

lunedì, 25 febbraio 2008 in: divertissement, romance, casini di casa, orsa norvegese
Crescere è dare nuova funzione alle cose.

La palla da piccoli è un orso, un amico paffuto, un compagno di giochi.

Cresci e la palla è Holly e Benji, Mila e Shiro, il calcetto con i giacconi in terra a far da pali.

Cresci e la palla è l'abbonamento di sky.

Il comodone è una poltroncina da letto che serve a star seduti senza sforzare la schiena.

Cresci e il comodone diventa un truccone per avere un sacco di accessi sul blog.

Cresci e il comodone diventa il tetto della norvegese, eletto a rifugio naturale e nascondiglio supersegreto.

Anche le date cambiano di funzione.

Il venticinque è Natale.

Cresci e il venticinque è un Gennaio con le dita fredde e la passione per msn.

Cresci e il venticinque è il rogito dal notaio in una assolata giornata di fine luglio.

Ora sono qui, con un comodone come tetto, una casa, un troiaio peloso e una gatta che vuole un altro gattino.

E' il momento di fare l'abbonamento a SKY.
Simone, minimal 13:15 | commenti: commenti (3)(popup)

Digitare Terrestre

è un po' di tempo che la tivvù mi sta stretta.

non so, forse i programmi non riescono più ad appassionarmi come un tempo: una volta biutiful mi piaceva, lo trovavo rilassante come può esserlo il video di un'orgia all'ora di pranzo (perdipiù annunciato da Mastrotta e dai suoi materassi); mi stavano simpatici gli amici di maria de filippi, tutti, pure Gherrison che pare la maschera di V per vendetta.

Ora invece è tutto scialbo.
Doman l'altro comincia sanremo e già mi ha stufato.
Dice vince la tatangelo.

Sicché mi sono preso bene col digitale terrestre. Lo voglio comprare per vedermi tutti i canali tipo quelli con le serie tv.

E poi Raidue ha sempre fatto i bruscoli e il martedì non riesco a capire mai chi è il fantasma di ghostwhisper.

Invece il digitale mette in gioco tutta la risoluzione del nostro hdtv da salotto, e in più se voglio mi compro le partite.
Come Moggi.

A convincermi c'è quella pubblicità di premium gallery con la Thurman e il Hugh Laurie.

Sono forti.

Una cosa vorrei sapere però, giusto per non buttare il denaro: MA LI AVETE PRESI OPPURE NO?
Sono dodici mesi che li state provinando, neanche la Celentano è così fiscale!!
Simone, minimal 22:48 | commenti: commenti (popup)

Un Giorno in Pretura

mercoledì, 20 febbraio 2008 in: divertissement, toghe in delirio, fiorentinismi
Questa mattina si è presentata in udienza una rampante avvocatessa milanese.

Il soggetto, sulla trentacinquina, teneva nella borsa di Gucci un voluminoso fascicolo in similpelle marrone, con stampate a rilievo le parti della causa.

Il fascicolo era suddiviso con l'ausilio di post-it multicolori, tra atti, corrispondenza con il cliente, corrispondenza con i legali, documenti allegati da controparte, documenti allegati da loro.

Lei si è presentata con circa dodici minuti di anticipo e solo il caso ha voluto che fossi già in attesa.

Allo scoccare dell'orario, ha aperto la porta del Giudice, sfoggiando un sorriso luminoso, sicura di poter sedersi e concludere questo "transfer" il più brevemente possibile.

Dentro stavano ancora discutendo una causa di un'ora prima.
Le è stato fatto presente di uscire e cortesemente richiudere la porta.

Scossa, si è seduta ed ha impugnato un palmare, con il quale ha cominciato a registrare appunti personali tra cui: "richiamare per la conference call" "dinner per venerdì con dirigenti di Berlino" "prenotare ceretta all'inguine per ritorno di Fabrizio".

Preoccupato per l'inguine di Fabrizio cerco di instaurare un dialogo con Miss Gucci: è molto informata sulla Tramvia, sul nuovo tribunale, su tutta la giunta comunale.

Si dimostra anzi piuttosto interessata quando le faccio presente che il tram è una buona cosa.
E' partecipe e mi dice che il tram di milano fa schifo e lei gira solo in taxi.

Conversiamo per circa venti minuti, dopo i quali finalmente ci chiamano dentro.
Con uno squillo avviso chi di dovere di scendere a fare il proprio lavoro.

Entriamo e la svitata cambia, manco fosse un transformer, diventando un cane rabbioso.
Con toni da lager preannuncia di contestare tutto, pure quello che vuole dire il Giudice.
Mi limito ad una breve interruzione, silenziata da una rimbrottata del tipo "quando le sarà concessa la parola dal Giudice, forse, parlerà"
Faccio notare che a lei non è stato concesso un bel niente, che anzi trovo piuttosto maleducato il suo atteggiamento e mi ribatte che sono "poco signore".
Nel frattempo entra in gioco Federico, che sfoggia un gran sorrisone alla trentacinquenne.
Lei per un lungo centesimo di secondo si dimostra compiaciuta.
"Che ha da ridere? Si metta seduto, che qui abbiamo quasi finito" Ghigna l'istante successivo.
Il Giudice sottolinea che a malapena si sono messe le presenze, ma viene fulminato dall'arringa copiosa della svitata: "al briefing si sono trovati tutti, hanno sottoscritto ogni agreements e il business era concluso.. poi c'è stato un backup.."

Sembrava uscita da Tron.

Alla terza supercazzola metainglese, l'interruzione di Federico: "si, guardi, parecchio divertente, ma io le lezioni di ingegneria le ho saltate perché ero a trombare in costarica. Mi spiace per lei che non ha goduto di questa interessante alternativa, ma ora se si potesse parlare un po' terra terra.."

La svitata si bloccava irrigidita, balbettando.."ma..io..mai trattata così..è assurdo.."

Il Giudice generava un corollario automatico: "senta sposa, qui s'è fatto ora di desinare. Sicché mi riservo su tutto e andate a ruzzare fori, che ci sono cose più gravi nel mondo"

La svitata ha estratto il suo palmare e recitato, col cappotto in mano: "cancellare Firenze dalle mappe"
Ed è corsa via.
Simone, minimal 17:46 | commenti: commenti (popup)

Lei

martedì, 19 febbraio 2008 in: romance
Lei si sveglia tardi e si addormenta per poco.

Lei si appassiona di tutto.

Lei vive di assoluti.

Lei si fissa, poi le passa.

In realtà si fissa ancora, sta solo temporeggiando.

Lei è assorta. Ascolta e pensa.
A volte più pensa.
A volte più ascolta.

Lei è sempre pronta al gioco, ma si stanca in fretta.
E' sempre pronta al riposo.

Lei dice tanto senza dire niente. Mi guarda e mi parla.
Ma parlo anche io e finisce che parliamo della stessa cosa.

Lei al mattino mangia cereali e dice: voglio svegliarmi ogni mattino con i cereali.
Poi le passa e restano scatole piene di cereali.

In realtà è ancora fissata, sta solo temporeggiando.

Lei scrive. Le piace scrivere su quaderni colorati, con carte bianche, con penne morbide.

Le piace rileggere.

Lei scrive. Le piace scrivere e rileggere, le pagine bianche, le parole morbide.

Lei è assorta. Ascolta e pensa.
A volte più pensa.
A volte più ascolta.
Poi scrive ciò che ascolta e ciò che pensa.

Lei ama la lettura. compra i libri e li rilegge.
Ed in ogni libro trova un po' di verità.
Poi ci pensa.
A volte ne scrive.

Lei adora le scarpe.
Le piace la punta, la attira il colore o la foggia.
Le indossa e si sente più alta.
Poi le fanno male e non capisce perché si ribellino a lei.
E allora ne cerca di nuove.
Che la capiscano. Che la facciano sentire più alta.

Lei adora le tisane.
Il calore delle tazze e la pioggia che batte sui vetri.
Zucchera poco, gradisce il miele.
A patto che non sia di castagno.
Poi beve fino all'ultima goccia.

Lei odia l'amaro.
Lo teme.
Capisce cosa è amaro prima ancora di metterlo in bocca.
Il cioccolato scuro è amaro.
Le verdure rosse sono amare.
I frutti troppo acerbi sono amari.

Lei ama il dolce.
Lei vive di assoluti e il dolce è dolce sempre.
L'amaro si evita.
Zuccherando poco, magari col miele.

Lei è solare. Calda d'estate e fresca d'inverno.
Come le case di campagna, con i fiori freschi alle finestre e l'odore del pane.

Lei ama i gatti.
Le piacciono quelli biondi, quelli con il carattere schivo ma sincero.

Lei è una casa di campagna, con i fiori freschi alle finestre, l'odore del pane e un felino acciambellato sul davanzale, che fa incetta di raggi del sole.

Lei ama il divano.
Riflette meglio nell'inerzia.
E riflette sulle cose a lungo, tanto che ormai non trova più nulla da farci.

Così uno passa e pensa che sia pigra.
In realtà ha lavorato a lungo, più a lungo di chiunque altro.
Solo che non si vede.

Perché lei pensa e ascolta.
A volte più ascolta.
A volte più pensa.
Poi è stanca e si riposa.

E si sveglia tardi e si addormenta per poco.
Nella casa di campagna, tra fiori alle finestre, l'odore del pane e gatti sui davanzali.
Simone, minimal 12:53 | commenti: commenti (6)(popup)

Sai tenere un segreto?

lunedì, 18 febbraio 2008 in: divertissement, casini di casa, valigie in tasca
Sui monti si fa un gioco simpatico.

Si tiene i segreti.

Non ci deve essere un motivo specifico, lo si fa e basta. Per puro divertimento.

Così, tipo mentre siamo a far la spesa, passa il suocero e dice: "ehi, non dire a Pru che ho comprato le patate"

"..?"

"vaivai"

E poi

"ehi, non dire a Simone che ho cambiato la macchina"

"ma ci siamo sopra"

"vaivai"

E via discorrendo.

Spesso il divertimento è suddiviso tra la fase uno: tieni il segreto;
e la fase due: il segreto viene rivelato.

In mezzo ci sta la fase uno e tre quarti: perché ci deve essere un segreto?

Ma è un divertimento per pochi eletti.

Alcuni segreti poi non hanno un perché.

"ehi, non dire al gatto che la vicina coglie le pere"

"perché?"

"vaivai"

Altri segreti hanno scopi peregrini.

"stiamo andando a Trento"

"ma se siete a Mantova"

"non è vero"

"siamo in macchina con voi"

"ah si? e che macchina abbiamo?"

"la.. ah già, non lo so"

"vaivai"

Questa faccenda è simpatica, una sorta di twister in cui, dai oggi, dai domani, ci si intriga.

I miei suoceri hanno fatto una dieta segretissima prematrimoniale.
Di cui nessuno sapeva niente.

Neanche loro, che infatti continuavano a comprarsi vestiti di due o tre taglie sopra, salvo poi scoprire che gli stavano enormi.

Il giorno del matrimonio il segreto in realtà lo sapevano tutti, ma lo stupore c'era lo stesso.

Sono partito con la macchina piena, e un carico di segreti.

"al contadino non far sapere quanto è buono il cacio con le pere"

"e neanche al gatto"

"al gatto? ma se campa di tonno.."

"vaivai"
Simone, minimal 12:54 | commenti: commenti (popup)

Once Upon a time

Pescando a caso, tra le carte, si srotolano storie diverse.

A tratti divertenti, a tratti affascinanti.

Spesso senza un senso e con passaggi logici imprevedibili e inverosimili.

Capita, ad esempio, un cane, che vive in una grotta, con una strega che poi è una fata.
Durante una tempesta, si ritrova di fronte ad una porta, con un medaglione per collare.

All'interno, un mago brutto lo trasforma in un pupazzo di pezza, con il nasone.

O c'è la gatta pelosona, che dorme tutto il dì tra cuscini bianchi, svegliandosi la sera al tintinnio di campanelli e croccantini, che rincorre un cane di pezza, che a volte riporta e a volte no.

Un gatta che prima scappava, fuggiva nel giardino dei commercialisti dove un canone gridava e lei mangiava l'erbetta e si arruffava.

Poi piangeva e due ragazzi la venivano a recuperare con una scala.

L'imprevedibilità e l'inverosimiglianza sono due caratteristiche di favole improvvisate e di vite reali.

I personaggi scomodi, le liti inaspettate, un tesoro nascosto, un'amicizia improvvisa.
Un telefono.

Una bottiglia di vino e parole a fiumi.

O grandi silenzi.

Pescare una carta.

Sembra un gioco. E invece è la vita.
Che pare non si sappia dove porta.
E invece c'è sempre una carta.
un personaggio.
un luogo.
un evento.

La storia va avanti.

Come nel gioco, il bello non è esaurire la propria mano prima dell'avversario.

Il bello è disegnare, con carte difficili, una favola meravigliosa.
Simone, minimal 21:01 | commenti: commenti (popup)

Giochi in scatola

lunedì, 11 febbraio 2008 in: divertissement, romance, casini di casa, fantashopping
quando suonano il campanello al mattino ci sono due alternative:

o mi sono beccato l'ennesima multa.

o hanno sbagliato a suonare.

in entrambi i casi mi alzo malvolentieri e rispondo sgarbato.

se poi al citofono una voce mi parla di verità circa Gesubambino, divento scurrile.

e invece oggi ero festoso, perché in attesa di un pacco dalla TNT, proveniente da Giochinscatola.

ci sono tre scatole e un pacchetto di carte.

e stasera, dopo la cena-troiaio, è tempo di buttarci nella mischia.

alegria
Simone, minimal 21:07 | commenti: commenti (2)(popup)

Bianche e nere casacche

sabato, 09 febbraio 2008 in: divertissement, goliardie, fantashopping
Cena per cambio del Duca.

MI piacerebbe spiegare, limitatevi a immaginare una scena o una cena, con tanta gente di cui la maggior parte vestita a lucido ma con una casacca sdrucitissima sopra.
E taluni pure con un mantello nero.

Mi piacerebbe spiegare, limitatevi a immaginare il nostro shopping compulisivo degli ultimi giorni indosso (e cambiamenti dell'ultima ora perché manca l'orlo ai pantaloni col cartellino appeso) ma coperti e nascosti dalla solita casacca bianconera.

Lo sapesse mio nonno, tesserato fiorentina per trent'anni, dovrei cambiare cognome.

Lo sapessero in studio, tutti i mercoledì a coverciano in qualità di arbitri, perderei pure il lavoro.

Mi piacerebbe spiegare e mi limito a dire che non si tratta di una convention di juventini (va bene sbronzi, ma non esageriamo); al massimo ci saranno i soliti due o tre pisani (pisamerda) o congreghe di altre presunte città marinare decadute.

Mi piacerebbe spiegare, ma siamo in ritardo (e quando mai); Il Duca non aspetta.

Ma a me è già venuto a noia.
Simone, minimal 16:37 | commenti: commenti (popup)

L'angoloso

venerdì, 08 febbraio 2008 in: teledipendenze, la cucina di suor bruno, termopolitica
Il TG5 non trasmette notizie.

Suppongo neanche ci facciano caso: deve essere uno di quei programmi per anziani che capisce di parlare solo a rincoglioniti distratti e pertanto nemmeno ci prova a dire frasi sensate.

Ma ora basta parlare di Forza Italia e dei suoi elettori.

Il TG5 serve solo per la rubrica gusto.

Nella maggior parte dei casi è piuttosto inutile a dirla tutta, ma capitano rarissimi eventi che riabilitano la trasmissione.

Anatra al miele e Curry.

Si prende il petto dell'anatra, con la pelle bella grassa e lo si incide, a scacchiera proprio dal lato della pelle.

Lo si cuoce in padella, senza niente, a fuoco medio per una ventina di minuti.
Non girarlo: cuocerlo dal lato della pelle.

Negli ultimi minuti, colate sull'anatra tre cucchiai generosi di miele e una generosa spruzzata di curry (meglio se avete una qualche miscela a base di curry da griglia).
Girate rapidamente l'anatra, in modo da fargli assorbire il miele e poi toglierla dal fuoco.

Tagliarla come una tagliata di manzo e sevirla coperta dalla salsa miele/curry.

Io ci vedo bene un bianco fruttato, magari un Soave o un Bàtaapatì ungherese.
Simone, minimal 20:13 | commenti: commenti (1)(popup)

Di tutti i colori

venerdì, 08 febbraio 2008 in: romance, goliardie, astruse astrazioni, fantashopping
La primavera è alle porte, i saldi sono saldati, è tempo di pensare alla collezione estiva, mandando in tintoria i maglioni, da recuperare imbustati e riscoprire a ottobre, dopo il primo temporale.

A marzo andrà di moda il blu, affondato nei mari del sud in un assolato pomeriggio di fine millennio.

Dopo la riscoperta dei colori da caccia, con i toni del marrone e il verde Fiuggi (che depura e fa sentire più vicini ai fringuelli) è tempo di riscoprire l'arancio e una strana tonalità di rosa antico.

E soprattutto un blu smorto che fa molto mar adriatico con grosse navi alla deriva.

Mi spiace soprattutto per il viola, grande favorito di questo dicembre, ma purtroppo rimasto indietro.
L'avrei dato per favorito.

Resta ancora il sabbia, che non passa mai  e che tutti preferiscono agli scogli perché è più facile scendere in mare.

Uscendo, questa mattina, è arrivata una ventata di ventuno marzo che ha stupito un po' tutti.

Fatevene una ragione, gli uccelli migratori torneranno presto a cagare sulle auto posteggiate, per la gioia degli autolavaggi.

E nonostante qualcuno continui ad apprezzare solo il caro vecchio bianco e nero, è bello sapere che c'è tutta una tavolozza di colori da cui attingere, per rallegrare le serate non trascorse sotto le coperte a fare l'amore.

Continuo a preferire le seconde, però.
Simone, minimal 16:50 | commenti: commenti (popup)

Colorado Cafè

giovedì, 07 febbraio 2008 in: teledipendenze, astruse astrazioni
Ho riso ai fichi d'india.

Ventinove anni da meno di un mese e sto già rincoglionendo.
Simone, minimal 21:32 | commenti: commenti (2)(popup)

Regali

martedì, 05 febbraio 2008 in: divertissement, casini di casa, fiorentinismi
E' quasi un mese che cerco di evitare questo momento.

Prendo tempo, fingo impegni, ritardi, problemi.

Dico che ci sarò, magari domani; però sentiamoci prima.

Oggi purtroppo era l'ultimo giorno disponibile.

Oggi dovevo farlo.

Così, dopo un riposo prolungato in pausa pranzo, mi sono fatto coraggio.

Ho guidato nervoso fino alla mia vecchia casa e suonato il campanello.

Mio padre mi ha aperto in vestaglia, visibilmente assonnato.

Un abbraccio e poi i regali.

Due pacchetti: uno anonimo, bianco, bustoidale.

L'altro infiocchettato con carta eccessivamente vistosa.

Apro il primo: dentro solo fogli e bollettini.

Tre multe da pagare.

Mio padre mi appoggia la mano sulla spalla: coraggio, vuoi fare il guappo in auto? ecco il conto

Scarto il secondo: contiene una cintura.

Una orrenda cintura finta e finta male.

Ma così brutta che per un attimo ho pensato di scendere in campania e barattarla con un sacco di pattume: così, per avere ancora il brivido dell'incertezza.

Saluto brevemente e risalgo in macchina.

Metto le multe sul sedile del passeggero.

La cintura vola dietro, nel caos dei sedili posteriori.

Avvio il motore, poi lancio uno sguardo alle multe imbustate: le carezzo lievi.

E sgommo di felicità.
Simone, minimal 16:59 | commenti: commenti (4)(popup)

Il Barista

martedì, 05 febbraio 2008 in: divertissement, toghe in delirio, fiorentinismi
Il Barista è un tipo pelato, con i baffi.

Per chi volesse un'immagine, direi che si potrebbe ritrarlo come Ser Pilade de "la spada nella roccia".

Il Barista ha un sacco di targhe sopra la macchina del caffé: a Napoli ha imparato a fare il caffé, a Parigi il cappuccino, a Vienna ha fatto un corso da pasticciere.

Il Barista sceglie cosa vuoi mangiare: tu dici se deve essere dolce o salato.

Il Barista mi offre sempre sfoglie ripiene alle cose più strane: cioccolatino, rum e ananas, fragole candite.

Il Barista oggi mi offre una sfoglia al limone.

E poi un cappuccino.

Cortesemente ribatto che il limone a fette nella sfoglia fa veramente stracacare.

Lo faccio in modo ironico, fingendo di suggerirgli un'alternativa: "magari con l'arancia.."

Il Barista mi guarda serio e impugna i baffi minaccioso: "fai il tuo lavoro, io faccio il mio"

Per togliermi l'aspro della sfoglia mando giù un gran sorso di cappuccino.

Sento una colata di lava scorrermi in gola.

Spalanco gli occhi e grido "ATTENTATO!"

Il Barista mi guarda incuriosito.

Recupero il respiro: "Questo cappuccino sarà mica un po' troppo caldo?"

Il Barista risponde asciutto: "Il cappuccino deve essere caldo"

Fisso le targhe e le indico: "ora capisco perché stai a Firenze, nelle altre città non t'hanno voluto"
Simone, minimal 11:19 | commenti: commenti (2)(popup)

Acqua e vino

Un tranquillo fine settimana.

E' piovuto venerdì.

E' piovuto sabato.

E' piovuto domenica.

E mentre fuori c'era l'acqua, in casa s'è vuotato diverse bottiglie di buon vino.

Complice un'amica e la solita ottima cucina di famiglia.
Simone, minimal 17:23 | commenti: commenti (popup)

Golconda Golconda ! ! !

sabato, 02 febbraio 2008 in: scatti, musicalmente, astruse astrazioni


Night was black was no use holding back
'Cause I just had to see was someone watching me
In the mist dark figures move and twist
was all this for real or just some kind of hell
666 the Number of the Beast
Hell and fire was spawned to be released


Quando un domani la polizia giungerà al mio blog, magari attraverso misteriosi canali pedofili, questo post occuperà un'intera puntata di Verissimo.
Simone, minimal 12:40 | commenti: commenti (popup)

Nuovi acquisti

venerdì, 01 febbraio 2008 in: casini di casa, il cano, orsa norvegese
oggi la ricerca della cassettina ha dato i suoi frutti.

oggi siamo andati da Zoolandia (per i dubbiosi, non è un pornoshop perverso) ed abbiamo acquistato una cassettina enorme ed un grattatoio nuovo.

La cassettona, così ribattezzata e in attesa di condono, è piaciuta molto all'orsa polare.
soprattutto da vuota.

ha fatto basculare con maestria lo sportellino di plastica e si è rifugiata all'interno.

dopo averle fatto prendere confidenza con il nuovo oggetto, abbiamo provveduto a rimuovere il contenuto (la belva aveva preso residenza e cominciava a pavimentare con mattonelle di dubbio gusto) ed a riempirla con un sacco nuovo di sabbietta nucleare.

A quel punto l'orsa se n'è avuta parecchio a male: aveva capito che le avevamo preso una depandance, non un bagno nuovo.

A lei il bagno vecchio piaceva.

Con sommo rancore si è rifugiata in cima al grattatoio rosso sangue, modello "Vlad" con tanto di terrazzo coperto.

Ha chiamato il suo legale, l'avv. Cano, tramite il quale ci ha fatto sapere che non ha intenzione di avere un bagno coperto.
Lei vuole fare i suoi bisogni nel naturo, all'aperto.

E' una esibizionista.

E quel maniaco voyeurista dell'avv. Cano ci ha pesantemente redarguiti.

Tu vai a far del bene alla gente.
Simone, minimal 19:55 | commenti: commenti (popup)