La cordata

mercoledì, 30 aprile 2008 in: divertissement, suono io
Il cortese signore che siede dietro al Bancone di Checcacci oggi l'ho stupito con la mia preparazione.

Da quando, infatti, ho questa assurda pretesa di suonare, il mio problema maggiore è discutere con i negozianti.

Mi manca il lessico, ecco tutto.

Memore delle precedenti sconfitte, guerre in cui credevo di partire slanciato e poi scivolavo su risposte che sfasciavano il mio ariete con uno stecchino da denti, oggi sono arrivato preparato.

Mi sono studiato diametri, marche, composizione degli strumenti, qualità.

Tutto su wikipedia, non disdegnando però anche i forum specializzati.

Ho visionato diversi video di YouTube che trattano l'argomento.

Mi sono anche scritto qualcosa sulla mano, che non si sa mai.

Dopo essermi rigato le guance con la cera da scarpe, sono entrato da Checcacci ed ho sfoderato il sorriso dell'esperto.

Quello mezzo di lato, tanto per capirsi.

"ciao" faccio per eliminare le classi sociali "avrei bisogno di un paio di set di corde per le mie chitarre"

parto bene, lo vedo attento, ma parto bene.

"di che tipo?" , ammicca insinuante, il bastardo.

"allora ho bisogno di un set da acustica" e mi guardo la mano destra, con le unghie lunghe, nel tipico gesto dello sberleffo, "ed un set da elettrica"

"bene, che misure vuoi?"

"mah, guarda, per l'acustica mi va bene un po' qualunque cosa" faccio per sottolineare che è la mia chitarrina da passeggio, quella che tengo in bauliera per ogni evenienza; tante volte si materializzasse un fuoco e una spiaggia in via del Corso. può succedere, eh.

"tipo?" l'infame vuole controllare se io so.

e io, cazzo, so.

"mah, dammi un 10-50" gliela butto tranquilla

"10-48, vorrai dire.." mi corregge, ma io so che esiste anche la 50

sicché mi impunto "no, dai è troppo fine.."

"in realtà sono praticamente uguali"

lo derido, il pressappochista.

"beh, insomma.." e faccio il gesto esagerato.

"vabbé.. " sorvola " e per l'elettrica?"

"l'elettrica la prendo della Ernieball, avevo quelle fucsia (della Ernieball fa figo dire solo il colore, l'ho letto da un tizio che le usa a pacchi da dodici; di quelle fucsia, proprio) però ora vorrei cambiare.."

ora pretendo il consiglio dell'esperto.

"dipende da che mano hai.. se preferisci una scalatura più dura.."

"magari si, la preferisco, sai, per gli arpeggi.."

mi guarda come se avessi un pescespada ficcato in una tempia.

"comunque si dai, prendo le verdi allora"

Sono già alla cassa, stavolta ho stravinto. Sudo soddisfatto.
Apro la confezione delle D'Addario acustiche e noto con sconcerto che anche queste hanno il capo colorato in fondo.

Nel video di Youtube non c'era capo.
L'infame si è sbagliato. Ma allora è un pataccone!

"ehi, ma queste sono da elettrica!" e le mostro spalancando gli occhi sopra l'iride.

"perché?" mi ribatte.

"hanno il pallino in fondo.." ma già sono poco convinto. il filmato di Youtube si vedeva sgranato.

"tutte hanno il capo in fondo.. ma se hai dei problemi, vieni qui, te le cambiamo noi.."

Set, incontro, partita.

Simone, minimal 17:16 | commenti: commenti (4)(popup)

Un Posto nel mondo

lunedì, 28 aprile 2008 in: romance, valigie in tasca
C'è un posto, nel mondo, dove qualcuno riposa.
C'è un posto, nel mondo, dove si posa una rosa.

E' un silenzioso viale di Maggio, dove la gente annulla i propri affanni.
E' un silenzioso viale di Maggio, dove la gente ricorda i ricordi.

C'è un posto, nel mondo, dove il tempo non ti riguarda.
C'è un posto, nel mondo, dove le stagioni hanno tutte lo stesso profumo.

E' un percorso di parole, quante ne vorresti dire e nenache riesci a pensarle tutte.
E' un percorso di serena tristezza. Non per l'addio; Per il ricordo dei ricordi.

C'è un posto, nel mondo, in cui si entra con i fiori.
C'è un posto, nel mondo, in cui si esce con la rugiada sugli occhi.
Simone, minimal 12:47 | commenti: commenti (popup)

L'Italia in Miniatura

lunedì, 28 aprile 2008 in:
Giovedì pomeriggio, con calma, forse troppa, siamo partiti per la Puglia.

Un viaggio di sette ore, lungo quanto un libro con parti lente e parti entusiasmanti, non uno dei libri migliori ma con dei passaggi da sottolineare per cercare di ricordarseli più avanti.

Un viaggio passando da Siena, per saltare l'autostrada e rientrare verso Chianciano, al termine della Val di Chiana.

Poi, dopo la sosta del galletto secco (e io che entusiasta, mettevo l'autogrill tra i miei preferiti) (per poi cancellarlo subito dopo), con tanto di piatti omaggio decorati a cipolle rosse, siamo ripartiti senza prendere il caffé, peraltro già pagato.

Ci siamo fermati su Giove (area di servizio Giove, non invento nulla) per scoprirlo sovraffollato.
C'è vita sugli altri pianeti, però fanno un caffé pessimo.

Dopo le nebbie di Benevento, attraversata verso mezzanotte passata, siamo atterrati nelle murge.

Profili disegnato di nero, quadri in cui l'unica luce è quella lunare. E delle stelle.

Le murge silenziose e freddissime, verso le tre di notte, sono uno spettacolo enorme.
Abbiamo tentato di scattare delle foto, ma sono immagini che si possono solo gustare fresche.

E' praticamente la stessa frase che ci ha detto la Zia, quando ci ha aperto la porta nei dintorni delle quattro di notte.

"Ho le mozzarelle fresche sulla finestra, le volete?"

Ci siamo dichiarati sconfitti e abbiamo rinunciato, per poi pentirsi sotto le coperte. Ma era troppo tardi.

Il giorno successivo, il sole ha tentato di soffiare via il vento gelido, un'esperienza fallimentare.

In compenso una cerimonia silenziosa (in cui ho letto la parola di Dio, ed era il venticinque aprile. devo segnarlo sul calendario perché non ricapiterà poi tanto spesso) per i sessanta anni di matrimonio dei nonni.

Commossi quando siamo sbucati da un angolo a sorpresa (vi ricordate la storia delle sorprese di cui sono ghiotti i parenti pugliesi?) di fronte alla loro casa, con un mazzone di rose rosse in mano.

Poi tutti al pranzo. Che nelle murge è il modo di passare un pomeriggio.
Si parte alle 13:30, con antipasti in esubero, modello "o io, o loro".

Si termina col dolce alle 19:15.

Nel mezzo uno stormo di ragazzini scartati dall'accademia di Amici che hanno osato tutti i più infimi balli di gruppo.

Il secondo giorno siamo partiti sotto un cielo plumbeo alla volta di Castellana Grotte. Famosa per aver dato i natali a mia moglie.
E anche per le grotte.

La comitiva ha fatto spuntino con un chilo di mozzarella comprata all'ingresso degli inferi, in attesa che la guida ci trasportasse un centinaio di metri sotto terra, in un tragitto di oltre un chilometro.

Plauso a chi pensava che un bambino di tre anni apprezzasse le tenebre, l'umido, le grotte calcaree ingenere.

Ha urlato così forte che i pipistrelli si sono incazzati ed hanno piantato una causa milionaria.

La giornata si è conclusa con una fiera, la fiera di Gravina, che sta in piedi da settecento anni.
Perlopiù agricola, fatta di trattori grandi quanto casa nostra.

Alla fiera non si va per vedere le esposizioni. Alla fiera si va per relazioni sociali.
Abbiamo incontrato praticamente tutti.

Per cena era in programma una sorpresa al migliore amico di mio suocero, maestro di inglese che insegna a ritmo di musical: sotterfugi infiniti per non fargli capire che eravamo nei paraggi.
Mancava solo la telefonata col finto jodel di sottofondo, per depistarlo.

Ieri siamo ripartiti di buon'ora, con la macchina carica di focaccia e latticini da riportare a Firenze e distribuire alle masse,

Un viaggio sicuramente più tranquillo, con la fregola di riabbracciare le due gatte maldestre, sicuri di trovare dei danni.
Simone, minimal 12:02 | commenti: commenti (popup)

Tempismo

mercoledì, 23 aprile 2008 in: divertissement, toghe in delirio
Questa mattina sono giunto in Tribunale con un anno e dieci minuti di anticipo.

Non me la sono sentita di attendere la controparte. Ho una vita, io.



p.s. questo blog potrà subire rallentamenti, dal momento che eventi incresciosi hanno disgregato i nostri due computer casalinghi nel giro di tre giorni.
ci restano solo la wii e il computer dell'ufficio.
Simone, minimal 11:06 | commenti: commenti (1)(popup)

cucine

lunedì, 21 aprile 2008 in: casini di casa, la cucina di suor bruno
l'altra sera cenavamo a casa di un mio vecchio compagno di liceo (ero l'unico classe '79.. quindi tecnicamente "vecchio" è proprio lui): lui e la sua compagna ci facevano vedere una casa molto bella e gustare un'ottima cena.

e mentre lui mi parlava del fegato alla veneziana, me lo ricordavo col suo giubbino da eschimese mentre a Praga tentavamo di sventare rapine in metropolitana.

Quindi gli narravamo proprio di Praga, dei nostri giorni alle pendici di Gennaio, e lei ci diceva di essersi fissata coi Pancakes in america, con lo sciroppo d'acero.

Eravamo in un sacco di paesi, ma restavamo in cucina, di fronte a fette di melone e prosciutto.

Oggi ho comprato il fegato, per farlo alla veneziana, sotto lo scetticismo di Pru, che, è noto, diffida delle cose amare.

"ti piace?"

"mm.. sisi, buono"

"pensaci bene.. sei davvero sicura che ti piaccia?"

"mmassì, mi piace.."

"ne è rimasta una fetta, facciamo a metà?"

"mm..  no, grazie, mangiala tu"

"ah-ah! sgamata!"
Simone, minimal 14:01 | commenti: commenti (1)(popup)

I soliti sospetti

mercoledì, 16 aprile 2008 in:
SILVIO BERLUSCONI (il 38% degli italiani vorrebbe essere come lui)



Berlusconi Silvio (FI): 2 amnistie (falsa testimonianza P2 e falso in bilancio Macherio); 1 assoluzione dubitativa (corruzione Gdf, falso bilancio Medusa); 1 assoluzione piena (corruzione giudici Sme-Ariosto); 2 assoluzioni per depenalizzazione del reato da parte dello stesso imputato (falsi in bilancio All Iberian, Sme-Ariosto); 8 archiviazioni (6 per mafia e riciclaggio, 2 per concorso in strage); 6 prescrizioni (finanziamento illecito a Craxi con All Iberian; falso in bilancio Macherio; falso in bilancio e appropriazione indebita Fininvest; falso in bilancio Fininvest occulta; falso in bilancio Lentini; corruzione giudiziaria
Mondadori); 3 processi in corso: Telecinco (falso bilancio, frode fiscale, violazione antitrust spagnola), caso Mills (corruzione giudiziaria), diritti Mediaset (appropriazione indebita, falso bilancio, frode fiscale), Saccà (corruzione); 1 indagine in corso (istigazione alla corruzione di alcuni senatori).

UMBERTO BOSSI (l'8% degli italiani si sente rappresentato da lui..)



Bossi Umberto: Condannato in via definitiva a 8 mesi di reclusione per 200 milioni di finanziamento illecito dalla maxitangente Enimont; condannato in via definitiva per istigazione a delinquere e per oltraggio alla bandiera; indagato e imputato in altri procedimenti penali. Il 16 dicembre 1999 la Cassazione l’ha condannato a 1 anno per istigazione a delinquere, per aver incitato i suoi, in due comizi a Bergamo nel 1995, a «individuare i fascisti casa per casa per cacciarli dal Nord anche con la violenza». Tremaglia, suo futuro collega ministro, l’aveva denunciato. Altra condanna definitiva nel 2007 a 1 anno e 4 mesi (poi commutati in 3.000 euro di multa, interamente coperti da indulto) per vilipendio alla bandiera italiana, per aver dichiarato nel 1997: «Quando vedo il tricolore mi incazzo. Il tricolore lo uso per pulirmi il culo». Niente sospensione condizionale della pena, che però è coperta da indulto (che cancella anche quelle pecunarie fino a 10 mila euro): insomma, Bossi non pagherà nemmeno un euro. Inoltre ha un altro processo in corso per lo stesso reato, per aver detto, sempre nel 1997, durante un comizio: «Il tricolore lo metta al cesso, signora... Ho ordinato un camion di carta igienica tricolore personalmente, visto che è un magistrato che dice che non posso avere la carta igienica tricolore». Nel 2002 la Camera ha negato ai giudici l’autorizzazione a procedere, ritenendo le espressioni rientranti nella libera attività parlamentare e dunque coperte da insindacabilità; ma nel 2006 la Consulta ha annullato la delibera di Montecitorio, disponendo che Bossi sia processato come un comune cittadino. Il Senatùr è invece uscito indenne dal lungo processo per resistenza a pubblico ufficiale, in seguito agli scontri con la polizia che perquisiva, il 18 settembre ’96, la sede leghista di via Bellerio a Milano: condannato a 7 mesi in primo grado e a 4 in appello, Bossi s’è visto annullare con rinvio la seconda condanna dalla Cassazione, che ha disposto un
nuovo processo d’appello. E qui, nel 2007, è stato assolto. Ancora aperto, invece, il processo di Verona per le camicie verdi della cosiddetta Guardia nazionale padana costituita nel 1996: Bossi, con altri quarantaquattro dirigenti leghisti, deve rispondere in udienza preliminare di attentato alla Costituzione e all’unità dello Stato, nonché di aver costituito una struttura paramilitare fuorilegge. Ma, almeno in questo caso, rischia poco o nulla: allo scadere dell’ultima legislatura, la maggioranza di centrodestra ha riformato i primi due reati (punibili ora solo in presenza di atti violenti), in modo da assicurarne la decadenza al
processo di Verona. L’ennesima legge ad personam. Una volta tanto non per il Cavaliere, ma per il Senatùr. Il procuratore di Verona Guido Papalia, però, tiene duro sull’accusa residua di associazione paramilitare. Allora, nel 2007 la Camera regala l’insindacabilità ai deputati imputati, tra i quali Bossi, Calderoli e Maroni, quasi che la Guardia Padana fosse un’«opinione». A quel punto Papalia ricorre nuovamente alla Consulta con un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, come ha già fatto
contro un analogo provvedimento impunitario adottato dal Senato per salvare Gnutti e Speroni.
Bragantini Matteo: Nel 2004 è stato condannato in primo grado a 6 mesi di carcere e a 3 anni d'interdizione dall'attività politica, per istigazione all’odio razziale e propaganda di idee razziste. Nell’agosto-settembre 2001 la Lega Nord di Verona aveva organizzato una campagna (“Firma anche tu per mandare via gli zingari dalla nostra città”) contro la comunità Sinta di Verona. Nelle motivazioni, i giudici di primo grado scrivono che Bragantini e i suoi 6 coimputati, fra i quali l’attuale sindaco leghista di Verona Flavio Tosi, hanno “diffuso idee fondate sulla superiorità e sull’odio razziale ed etnico e incitato i pubblici amministratori competenti a commettere atti di discriminazione per motivi razziali ed etnici e conseguentemente creato… un concreto turbamento alla coesistenza pacifica dei vari gruppi etnici nel contesto sociale al quale il messaggio era indirizzato”. Il 30 gennaio 2007, la Corte d’appello di Venezia riduce la pena da 6 a 2 mesi, assolvendo i leghisti dall'istigazione all'odio razziale, confermando la condanna per la propaganda razzista e i risarcimenti ai sette Sinti (2500 euro per ciascuno) e all’ente morale Opera Nomadi (8 mila euro), costituitisi parte civile. Bragantini è ricandidato alla Camera per la Lega Nord nel Veneto1.

ROBERTO CALDEROLI (il caso umano)


Calderoli Roberto: Indagato a Milano per ricettazione nell’inchiesta sulla Bpl di Giampiero Fiorani. Il quale sostiene di averlo foraggiato per garantirsi l’appoggio politico della Lega durante il suo tentativo di scalata alla Banca Antonveneta: con il suo sottosegretario Brancher, l’allora ministro delle Riforme si sarebbe spartito 200mila euro. Salvo per prescrizione nel processo per i tafferugli con la polizia nella sede leghista di via Bellerio a Milano (resistenza a pubblico ufficiale), Calderoli è scampato al processo in corso a Verona per le camicie verdi (attentato alla Costituzione e all’unità dello Stato, struttura paramilitare fuorilegge) grazie a una legge ad personam e all’insindacabilità regalatagli dal Senato (contro cui però la Procura ricorrerà alla Consulta).

ROBERTO MARONI (L'uomo perbene)

Maroni Roberto: Condannato definitivamente a 4 mesi e 20 giorni di reclusione per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, in relazione ai tafferugli durante la perquisizione della sede leghista di via Bellerio a Milano. Maroni, prima di finire in ospedale con il naso rotto, avrebbe tentato di mordere la caviglia di un agente di polizia. Di qui la condanna a 8 mesi in primo grado, poi dimezzata in appello e in Cassazione. Maroni è anche imputato a Verona come ex capo delle camicie verdi, insieme a una quarantina di dirigenti leghisti, con le accuse di attentato contro la Costituzione e l’integrità dello Stato e creazione di struttura paramilitare fuorilegge. Ma i primi due reati sono stati ampiamente ridimensionati da una riforma legislativa ad hoc, varata dal centrodestra nel 2005, allo scadere della penultima legislatura. Resta in piedi solo il terzo.

Simone, minimal 11:22 | commenti: commenti (7)(popup)

Un giorno nuovo

Stamani mi sono svegliato e faceva caldo.

Un caldo bellissimo, quel tepore di maggio però in anticipo.

Non afoso, per nulla. Anzi, una bella brezza marina, un dolce sapore salmastro.

Dalla finestra del soggiorno, mi sarò scimunito io, ma si poteva vedere il mare.

Delle gran vele all'orizzonte.

Sicché mi vesto e scendo per strada: oh, non potete immaginare!

Tutti carini, gentili, ti salutano. I marciapiedi sono pieni di fiori.

Al semaforo un ragazzo mi porge il giornale: leggo che mi spetta il contributo prima casa, che l'aiuto alle famiglie c'è ed è per tutti.

Che la legge Bossi-Fini non esiste. A me pareva.. nono, ti sbagli, non c'è mai stata.

Il ragazzo conferma che non esiste nessun Bossi.

Mah..

Fini invece c'è. Vende Tortelli all'angolo.
Ha pure un sorriso carino.

Arrivo alla macchina e sul tergicristallo ci sta un foglio coloratissimo, che mi ricorda di prendere il tram.
Ecologico e rapido.

Massì, diamogli retta.

Il tram, puntuale, anche se un po' anziano, è pieno di facce sorridenti, tutti chiaccherano e sorridono.

Cazzo, stamani mi sono drogato di lsd. Lo sapevo che quei funghi avevano un'aria strana.

Arrivo in centro ma non trovo il tribunale.
A pensarci bene questa città mi pare cambiata da ieri.

C'è pure uno strano incremento di pescivendoli.
mah.

Vado al bar, dove mi viene servito un cappuccino decisamente sottotono.
La briochè, però è impeccabile.

Un baretto poco caro, peraltro.

Dalla vetrina scorgo una libreria, una di quelle autoctone con le coste dei cartonati un po' ingiallite dal sole.
Gli lancio uno sguardo e noto la più grande stranezza di oggi.

Tutti i libri sono in spagnolo.
D'improvviso esce un signore e mi strattona, mi dice (però piano): ehi, ehi, ehi.

Ma è più un: gna,gna,gna

Lo guardo e ha la testa da gatto. I piedi neri. E mi lecca il naso con la lingua ruvidina.

Apro gli occhi, per davvero. Sopra di me, sopra la velux, piove.
Cominciamo bene.
Simone, minimal 12:21 | commenti: commenti (2)(popup)

Il Buono il Brutto e il Cattivo

lunedì, 14 aprile 2008 in:
Allegria!

Basta con queste lagne sinistrorse, basta con questo piangersi addosso, con la tristezza perché Berlusconi sarà presidente del Consiglio.

Dobbiamo essere propositivi.

Si, anche senza un solo parlamentare in parlamento.

Massì, chissenefrega, che poi la camera dei deputati, si sa, è umida: ci si prende qualcosa, dai oggi dai domani.

Tipo il nervino.

E allora mandiamoci qualcun'altro a farsi scarrozzare dalle auto blu. Io poi l'auto blu ce l'ho avuta, sapete?
Avevo pure l'autista.

Era una saxo e guidava mia mamma. Avevo l'auto blu e sedici anni.
Non facevo un cazzo da mane a sera e pesavo interamente sulle spalle degli italiani.

Ebbene si, in molti abbiamo già provato il brivido dei parlamentari italiani.

E' un piacere che non si dimentica: ecco perché prima o poi si prova a rientrare nel ventre materno.

C'è chi passa dall'utero e chi si candida per la CdL.

Silvio ha un'età in cui il primo comincia a non interessare più di tanto. Poi suda e perde la barba di gnu che si incolla con tanta fatica al mattino.

Figuriamoci.

Walter ha tutta la vita davanti. Pensate, a quarant'anni e passa vive ancora a casa coi suoi.
Ecco perché ha perso.
Non ci credeva abbastanza.
Lui tanto la sera rincasa, si sfila la camicia e dice alla mamma di stirargliela.
Lei poverina non risponde neanche.
Obbedisco.

Finiamola con la paternale. Dobbiamo smetterla di sognare il fancazzismo del quirinale.

E poi non tutto è perduto.

Per esempio c'è Bossi. Dalla sua caserma di ponte di legno ha detto "BWABWAAAWAA".
Lo ha capito solo Chubecca.

Poi c'è Casini. Che quando entra in chiesa l'acquasantiera prende fuoco.
Lui ha un piano per ricostruire il quirinale in carcere.

Lo chiamerà il Quirintino. Ha praticamente tutti i candidati già piazzati.

Con questi controgoverni il nano avrà vita difficile.
Chissà, magari cade tra una settimana.
Oh, il seggiolone è pericoloso.

Io sono caduto un sacco di volte, nel tentativo di prendere la pappa sul tavolo.

Per cui, basta piangere. Fausto, spanna gli occhialini, prepara gli striscioni e la maglia del Che.
Io chiamo Cisco e i Modena.

Via, in culo alla politica. Facciamo una bella Festa Comunista dell'Unità.
La facciamo dentro un'Ipercoop.
Porto il prosciutto.

Dopotutto, domani è un'altro giorno.
Simone, minimal 23:56 | commenti: commenti (1)(popup)

Ci sono prigioni peggiori delle parole

Scrivere è un dono.

Ne sono certo.

E' possibile, con le buone letture ed una formazione umanistica di un certo rigore, riuscire ad impostare una lettera.
Affrancarla e via discorrendo.

Persino avere una buona calligrafia.

Ma scrivere, quella roba che non viene smanacciata per un paio di mesi nelle spianate d'ingresso di qualche libreria-fiume, è un codice del dna.

L'importante è che si trasmetta. Che arrivi, ogni tanto, qualcuno con quel dono singolare; che venga notato da un buon editore; che non abbia velleità politiche o moralistiche (o comunque non troppe); che riesca a trattenere il fiato di fronte al risucchio dei media, in cas di successo.

Autori così non ne conosco.

Però di recente ho letto un libro che parla di libri. Durante la mia impegnativa avventura nelle matrioske di Calvino, mi sono concesso una pausa romanzesca a Barcellona, dentro una biblioteca di libri dimenticati.

Una sosta di qualche giorno all'ombra del vento.

A questo punto ci si aspetterebbe una bella recensione ed un veloconsigliotanto.

Credo che questo libro non abbia bisogno di un consiglio. Lo abbiamo tenuto sullo scaffale per mesi.
Forse anni.

Poi una mattina ha deciso di farsi leggere. Ed è stato una gabbia di parole.

Ma, come il titolo suggerisce, c'è di peggio.

Nei due giorni trascorsi tra Barcellona ed una Rovereto calda ed accogliente come al solito, ho trovato analogie singolari.

Un cappellaio, un vecchio negozio con scuri gargoyle all'ingresso.
Passi nella precedente vita di colei che amo.

E' sempre una piccola emozione calpestare e percorrere quelle vie pensando a quando le percorreva lei.
Ai pensieri di oggi e quelli di ieri.

Volevo scriverne per catturarne il ricordo.

(almeno oggi, pausa dalla maratona politica italiana. tanto vinti e vincitori sono entrambi pessimi candidati)
Simone, minimal 17:34 | commenti: commenti (popup)

Tecnologie Togate

giovedì, 10 aprile 2008 in: toghe in delirio, fantashopping
Il mio Dominus ha una passione sfrenata per la tecnologia.

Appartiene alla schiera di coloro che hanno veramente visto il primo computer come il vero conquistatore della Terra e, per assicurarsi di essere dalla parte del vincitore, continuamente lo onorano e lo celebrano.

E questo è piuttosto divertente, anche perché mi permette di provocare la vena consumistica smodata, in molteplici esempi che vado ad elencare.

Scena 1:
All'Esselunga:

Io: mm.. guarda che bello il 32" della Samsung.. quello si che ha una risoluzione della madonna"
Lui: naa.. io ho il 54" è grande quanto la saletta piccola del Warner VIllage.. e poi ci vuole l'impianto della Bose..

Io: beh in effetti.. carino è carino.. ma io pensavo di prendere un proiettore col blue-ray. No percarità.. bello il 54".. ma così mi faccio il drive-in

Lui (visibilmente interdetto): mmm

Dieci minuti più tardi - Ufficio

Io: che fai?
Lui: stavo guardando su Ebay i prezzi dei videoproiettori

Scena 2:
In auto:

Lui: guarda, ho lo stereo attaccato all'ipod touch da 8 gb.. una figata. tutta la musica che vuoi, cioè.. un'altro pianeta
Io: in effetti si sente benino
Lui: ...
Io: certo, magari un hd video e un monitorino potresti prenderlo.. magari ci metti sopra tutta la serie 24 e te la vedi in viaggio (stiamo parlando di una smart)
Lui (impensierito): mmm

Scena 3:
A Studio:

Lui: ecco figata! allora sul blackberry ho messo skype così posso chattare con gli altri utenti. Daidaidai, metti skype che si prova.
Io: ok, proviamo (installo skype sul pc)
Lui: (messaggio via skype) provaprovaprova
Io: (sempre viaskype) funziona! mi piace, io non spendo più soldi per mandarti sms
Lui: hai visto il vecchio, eh? che idee
Io: certo, ma quanto ti costa a te sul blackberry?
Lui: ma.. niente figurati!
Io: sarà.. a me pare una mezza fregatura

due minuti dopo

Lui: (su skype) stacca tutto, mi costa 50cent a messaggio
Io: (faccina bastarda di circostanza)

Lo shopping in questo ufficio regala tante gratificazioni.
Simone, minimal 18:13 | commenti: commenti (1)(popup)

Images and Words

mercoledì, 09 aprile 2008 in:
Grazie all'aiuto della moglie che scova inusuali catenoni, riprendo a postare con rinnovato vigore (più o meno)

Ecco le regolone: si risponde a 16 domande postando immagini prese da Google.

Pronti. Attenti.

VIA!

1. La mia età al prossimo compleanno



2. un posto che vorrei visitare



3. il mio posto preferito



(Inishere - lighthouse)

4. il mio oggetto preferito



5. il mio cibo preferito



6. il mio animale preferito



7. il mio colore preferito

8. il posto in cui sono nato



9. il posto in cui vivo


10. il nome di un animale domestico che ho avuto

(e voleva tanto diventare moschettiere del re..)

11. il mio nickname sul blog


12. il mio vero nome


13. il nome della mia nonna materna



14. il nome della mia nonna paterna


(che, se aveva le rote, era un pattino a rotelle..)

15. una mia brutta abitudine


16. la mia vacanza ideale



Ora, se vi va, fatelo anche voi (poi mi dite..)
Simone, minimal 20:36 | commenti: commenti (5)(popup)

La Clinica dell'amore

Portiamo le nostre gattine presso una clinica veterinaria 24su24.

Una piccola squadra di medici senza frontiere che aprono, ricuciono, affettano, diagnosticano.

Come referente abbiamo il dott. Ross, un simpatico dottore che fa un po' il piacione con l'orsa norvegese.

Il cano non si fidava del bellimbusto, sicché ieri, quando l'ho portata per la sua liposuzione all'inguine (questa pazza adolescente fissata con il fisico di certe modelle anoressiche senz'anima) è voluto andare anche lui, nascosto dentro la gabbia.

Verso mezzogiorno la lascio in clinica. L'operazione è prevista per le una.

I genitori a casa mangiano con apprensione, mentre lisa dagli occhi blu cerca in ogni dove l'orsa, convinta che si stia preparando per l'agguato del secolo.

Poco prima dell'inizio di Biutiful (giusto per avere riferimenti temporali sensati, mollando la pratica abusata di lancette minuti e secondi) squilla il telefono.

<<Pronto? Salve sono il Dott. Ross>>
<<Oh, salve; com'è andata l'operazione?>>
<<Benissimo, ehm.. si tutto bene, la piccola si sta svegliando adesso dall'anestesia>>
<<mm.. la sento dubbioso.. c'è qualcosa che non va?>>
<<nono, stia.. tranquillo. solo.. no, via nulla>>
<<Dottore mi dica, forza!>>
<<beh.. si tratta.. del cano>>
<<il.. chi?>>
<<il cano, sa quell'animaletto di pezza con la maglia di mcDonald.. che era venuto insieme alla Lory..>>
<<ah.. sisi.. che è successo?>>
<<beh, il silicone ha avuto un rigetto>>
<<il.. COSA?? che silicone??>>
<<mah come, non sapeva nulla.. il cano mi ha detto che era tutto concordato..>>
<<concordato un egitto! ma tu guarda.. ah ma quando torna.. no scusi ma che è successo?>>
<<beh.. niente di troppo grave, sa.. solo che l'imbottitura col silicone non funziona.. e quindi il Saratoga è andato a giro per tutto il corpo>>
<<ci mancava solo questa.. il Cano equivoco.. e cosa avrebbe, le tette?>>
<<nono, ahah.. anzi.. è piuttosto fisicato ora.. in pratica gli è venuto un corpo plasticissimo>>
<< vabbé li vengo a prendere>>

Tra il preoccupato e l'incazzato vado a ritirare la modella e il nuovo lou ferrigno del canile.

La clinica del Dott. Ross è abbastanza distante e si entra da una stradella privata.
Nel piazzale, mentre lascio la macchina, una scena agghiacciante:

Il Dott. Ross in abitino pizzatissimo su una scala di alluminio, con tanto di pennello in mano.
La Lory, scosciata e magrissima, sopra un'altra scala, che spennella seduttiva un cancello verde con la coda vaporosa.

Tra i due, con indosso una vestaglia di seta blu, il cano, che pare una controfigura di Siffredi nelle scene pericolose.

<< Cano, che minchia sta succedendo??>>

<<oh,>> risponde ammiccante <<la Lory stende il colore.. e il dott. Ross usa il pennello>>
conclude malizioso

Poi si rivolge alla Lory: << Brava Lory, brava!>>
Simone, minimal 23:39 | commenti: commenti (3)(popup)

un certo signor G.T.

giovedì, 03 aprile 2008 in: musicalmente, romance
metti una sera un tavolino, quattro calici e del vino.

mettila in rima, pure baciata.

l'attenzione per la serata è al quartetto che si riunisce attorno al calice di brachetto, che sogna speranze e rimpange vecchie felicità.

una serata di chisciotte che ricordano i mulini a vento. ricordano di averli sconfitti.

ma il vino finisce.
e i calici vuoti restano a pigliar la polvere degli anni passati a rincorrere fantasmi di sogni mai realizzati.

chi cresce, chi resta sempre uguale.
chi diventa grande.
chi diventa piccolo.

ma loro si ritrovano sempre, quei quattro amici.
e il calice di vino diventa di cristallo, poi ci si mangia su anche qualche piatto di alta cucina.

e poi, quando il tavolino diventa stretto, si cercano spazi più intelligenti.
dicono ci sia un vecchio teatro, in un paese al confine con la maremma toscana.

ci pensano a Liegi, in una brasserie, con birra servita nel boccale giusto e un poster di Andrew Bird che fregheranno alle prime spalle del cameriere.

e pensano anche che magari si potrebbe portarsi una chitarra.
gli amici di sempre suonano.

e pensano che magari si potrebbe persino cantare di un certo Mr. William, che andava a prostitute nella tredicesima strada.
ed è morto.

Così radunano altri come loro, anarchici della musica, a cantare canzoni un po' inventate, a mugugnare sulla musica l'uno dell'altro.
"piglialo piano quel sol minore, non fare il tuo solito casino da jazzista di provincia"

Si lasciano coinvolgere da una rumba di applausi, e dal vino buono dei calici.
eccoli a improvvisare e dar gomitate solide al pianoforte a coda, che rimbalza sotto i colpi; eccoli a contorcersi nella sedia per soffiare la tromba e roteare il contrabbasso, accarezzarlo, schiaffeggiarlo.
per vedere l'effetto che fa.

La gente non li lascia più andare via, questi quattro fissati, tanto che il più grigio li apostrofa "ehi, non so da voi, ma da me quando le luci si alzano la gente se ne va.."
Ma poi ripiglia la tracolla della chitarra e suona altre note.
Le note del coraggio.

Così torniamo a casa con un bagaglio di emozioni che non mi entrano nel baule, tanta musica ho in corpo.
E penso ai quattro amici, al loro tavolino di un tempo, ai loro sogni, alle battute, alle loro realtà.

(liberamente ispirato dalle maree emozionali di un teatro di provincia e di una serata dedicata a Lèo Ferré)
Simone, minimal 00:48 | commenti: commenti (popup)