Dis/tensione

sabato, 28 giugno 2008 in: romance, cinemini, casini di casa, astruse astrazioni
le una del mattino, silenziosamente in cameretta.

io con lo sguardo fisso sul monitor.

tu con lo sguardo fisso su tavole e fogli trasparenti del tecnigrafo.

sottofondo: Short song for a short mind.

Distensione.

siamo da poco rientrati in casa dopo la visione del film: il Divo.

sorrentino non si smentisce mai e riesce a mettere una gran paura senza una goccia di sangue.

un lavoro pulito.

le una del mattino, silenziosamente in cameretta.

oggi non sono andato in ufficio, complice il rilassato clima che accomuna studi legali e aule dei tribunali.

oggi, in accordo con i consigli dei telegiornali, a fine pasto abbiamo bevuto un integratore di magnesio e potassio.

Distensione.

poi Pru, su testimoniosa ricetta, ha preparato un caffé shakerato.

la miscela ha prodotto strabilianti resistenze al caldo.

il resto è merito del condizionatore.

le una del mattino, silenziosamente in cameretta.

Distensione.

è il momento di ammettere che il caffé shakerato unito ai sali di magnesio e potassio stanno avendo un effetto dopante senza limiti.

ascolto i girls in hawaii, ma in testa mi suona DaDaDa, capolavoro trash anni ottanta.

le una del mattino, silenziosamente in cameretta.

Distensione.
Simone, minimal 01:24 | commenti: commenti (popup)

Giornata piena

Oggi è stato un giorno pieno.
Io temo i giorni pieni perché nel più c'è sempre il rischio di trovarci il meno, ovvero quella porzione di più che non vorrei avere tra i piedi e che, nei giorni normali, non c'è proprio.

Oggi è stato un giorno pieno ed è cominciato alle 7:30.
Capisco di apparire banale, ma per me le 7:30 e tutto il giorno davanti mi mettono una grande agitazione.
Così grande che non ho preso il caffé, che già stavo agitato di mio senza bisogno di macinare chicchi tostati fatti apposta per eccitarmi.

Oggi alle nove stavo già in Tribunale e alle nove e cinque stavo già fuori dal Tribunale; alla faccia di chi dice che i processi sono lenti.

Sicché ho pensato di comprare il giornale, cosa che non faccio mai di solito; ma oggi l'ho fatta perché se deve essere una giornata piena anche di cose un po' brutte voglio leggere tutti i dettagli.

Difatti ho letto i dettagli di questo governo del ridicolo.
Così ridicolo che adesso pure loro si sentono un po' delle merde ad averlo fatto e non c'hanno il coraggio di parlare;
tutti tranne gasparri che non sa cos'è il coraggio: ché lui parla come i bambini che hanno imparato a parlare da poco e sono tutti eccitati e anche se ti ripetono caccacacca in continuazione sono felici;
difatti Gasparri è felice di saper perlomeno parlare e parlaparlaparla e dice caccacaccacacca ma sempre col sorriso.

E dopo aver letto di Silvio che vuole ricusare pure il suo cane perché una volta gli ha sotterrato il parrucchino (e lui certe cose se le ricorda, quando vuole) sono andato in banca con rinnovata fiducia.

Il giorno pieno è continuato con me che firmavo il mutuo per la casa.
Il notaio, un notaio afono che leggeva il contratto ma non lo sentiva nessuno, ha detto che fino al 2038 devo pagare ogni mese una somma.
Il notaio afono ha fatto due conti (e pure io) e ora so che quando avrò 59 anni avrò estinto il mio debito.

La bella notizia però è che si comincia a pagarlo dal 31 agosto.

Di talché ho ripreso a braccetto la mia mogliettina e s'è fatto shopping alla feltrinelli e poi pure da Promod.
Fino al 31 agosto si può, osiamo.

Poi lei è andata ad un appuntamento al buio, nel senso che aveva fissato per un caffé con una sua amica ma non sapeva di preciso chi pervia che non aveva registrato bene il suo numero sul cellulare nuovo (quello cinesissimo che, per gli invidiosi, non è ancora esploso).

Io invece sono tornato a studio a lavorare e poi a parlare di goliardia con gli altri fanti, specie con Riga che magari mi legge (ciao Riga, ricordati le borchie).
Già perché Venerdì sono stato fatto Fante.

Con i miei nuovi poteri da Fante, progetto leggi ad personam e un decreto salva-fanti.
Se passa, bene.

Altrimenti ricuso il connestabile.

E tu, cano: tira fuori il mio parrucchino o ti metto in una buca assieme al cane di Berlusconi.
Simone, minimal 00:23 | commenti: commenti (4)(popup)

Il povero Ane

giovedì, 19 giugno 2008 in: citazioni
Se andrete a Firenze
vedrete certamente
quel povero ane
di cui parla la gente.

È un cane senza testa,
povera bestia.
Davvero non si sa
ad abbaiare come fa.

La testa, si dice,
gliel'hanno mangiata...
(La " c " per i fiorentini
è pietanza prelibata).

Ma lui non si lamenta,
è un caro cucciolone,
scodinzola e fa festa
a tutte le persone.

Come mangia? Signori,
non stiamo ad indagare:
ci sono tante maniere
di tirare a campare.

Vivere senza testa
non è il peggio dei guai:
tanta gente ce l'ha
ma non l'adopera mai.

 

G. Rodari

 

A volte la più semplice delle filastrocche risponde a milioni di domande.

Simone, minimal 00:08 | commenti: commenti (popup)

tecnocina

giovedì, 12 giugno 2008 in: divertissement, tecnologie
Non so se lo sapete (se non lo sapete, sapevatelo!) ma da diversi anni su Ebay si vende soprattutto roba cinese.

Io ci rimango male perché della Cina ho ancora una visione bucolica tipo Sanpei (non state a spulciarmi col fatto che Sanpei fosse giapponese.. per me era cinese pure lui): gente che lavora nei campi e vive la vita in casette di carta.

(già lo so, qualunque cosa dica da questo momento risulterà inevitabilmente razzista; a nulla varrà la mia cieca fiducia nel mondo e la mia tessera del partito)

Ecco invece i cinesi sono specializzati nel costruire con pochi soldi roba altamente tecnologica che poi rivendono tramite le aste online.

Un classico esempio è la nota ditta CECT (chi non la conosce, la conosca!) che produce per poco più di cento euri telefonini in stile iPhone.

Questi e altri aggeggi, tipo il telefonino palmare da polso o lettori mp3 da 800giga che si inseriscono nelle trombe di eustachio per restarci fino ad esaurimento batterie (previsto a metà del 2040) costano pochissimo, comprendono accessori incredibili (c'è un cellulare che ti fa vedere il campionato del mondo gratis anche quando non lo giocano).

Diciamolo, i cinesi ci hanno surclassato.

Quelli della Apple per arginare le loro ingenti perdite mettono in giro la voce che tali marchingegni esplodano all'improvviso carbonizzandoti l'orecchio (mi auguro non facciate come la maggior parte degli italiani, che mentre guida tiene il cellulare tra le gambe..) ma a poco serve questa tattica.

Stamani l'avvocato anziano e smanioso di tecnologie si è fatto recapitare due di questi ordigni, concedendone uno a me a titolo di premio per aver passato lo scritto per esame di avvocato (grazie, niente applausi).

Ci ho un po' smanazzato prima dell'udienza (giusto in piazzetta, di fronte allo sguardo lubrico di altrettanti giovini avvocati che credono sempre sia oro ciò che luccica..) per poi donarlo a Pru, che da anni gira con un mulettino decisamente bistrattato.

Questo coincide con il giorno dell'installazione dell'aria condizionata (cinese) in casa, nonché con il giorno che segna la fine dell'estate fiorentina, visto il quantitativo di pioggia caduta.

La tecnocina mi sconvolge. Probabilmente da qualche parte Sanpei sta pescando con una canna Bluetooth e wifi che non tira su i pesci dal fiume; li scarica direttamente da Emule.

Ed io lo sto arricchendo.
Simone, minimal 17:02 | commenti: commenti (1)(popup)

Appunti per un blog 2.0

All'uscita della feltrinelli ci sta un simpatico ometto di colore che cerca di vendermi piccoli libretti.

Io dico sempre di no, che ho fretta, che non mi interessano.

Neanche lo so io cosa ci sta scritto dentro questi libretti. Sai mai possano essere vivaci e interessanti.

Ma il conformismo e la fretta che tutto macinano mi spingono sempre via, come mia mamma da piccino quando mi appropinquavo a banchi di giocattoli potenzialmente interessanti.

All'uscita dalla feltrinelli ci sta anche il caldo, oggi in formato afa/sole/sudore prendi 3 ti disidrati 5.
Tanto che lo sbalzo aria condizionata/aria normale ha provocato seri stordimenti in Pru, già provata dall'acquisto selvaggio di libri variopinti.

Già perché abbiamo comprato il libro della Profe (quello nuovo), tre libri da architetti e "la mano sinistra di Dio".

Insomma, fino a che non ci montano il condizionatore, sappiamo come sventolarci (le riviste da architetto in questo sono perfette poiché grandi e quadrate) e come distrarci.

Come sempre, all'uscita dalla feltrinelli, ripenso a cosa potrei fare per migliorare questo piccolo spazio virtuale.

Tanti hanno un sacco di idee carine e ironiche. Io nulla.

Tipo che potrei cominciare a dare dei nomignoli a tutte le persone che conosco: magari mio padre diventa El vecio, mia mamma la rinomino SudAmerica e il cano lo chiamo Il Cano.

E poi potrei parlare in terza persona. Ganzo.
Potrei smetterla di dire io io io e passare a:

All'uscita dalla feltrinelli Simone pensa sia ora di cominciare a parlare in terza persona.
Pensa sia una cosa molto avveneristica e decide di parlarne con Il Cano.
In quel mentre, giunge una chiamata di El Vecio per una grigliata in giardino.

Non pare male.
Potrei riuscirci.

Oppure potrei cominciare a disegnare fumetti, una mia versione cartoonesca e furbetta, un tipo con le bretelle e l'aria professorale ma che poi ne combina di cotte e crude.

Questa idea la scarto subito, ripensando all'ultimo mio disegno: una casa col sole e l'albero.
A cinque anni.

Potrei darmi al fotoblog e postare solo scatti con commenti surreali e ricolmi di concetti densi a tal punto da risultare incomprensibili.
Cavolo questo si potrebbe fare! Ora mi prendo il dizionario, scelgo cinque parole a caso e scrivo due righe usando solo le cinque parole.

INAVVERTITAMENTE il NUCLEO si è messo a BALLARE: tutt i contorni di un LUCIDO divenire mi paiono DISCRETI e fascinosi. BALLARE è DISCRETO, LUCIDO, INAVVERTITAMENTE NUCLEO.

non funziona. mi manca qualcosa.
e non conosco i giri dei pusher di Firenze.

All'uscita dalla Feltrinelli ora ricordo di aver comprato anche il libro+dvd di Ascanio Celestini "Parole Sante".

Ecco, uno come Ascanio è veramente da invidiare: ho visto alcune sue opere teatrali, in cui lui si siede, ti guarda e comincia a parlare.
Parla per due ore e non te ne accorgi.

Racconta cose allucinanti, tipo la strage delle fosse ardeatine, con lucidità ed una impercettibile ironia, senza apparire mai inopportuno.

Diamine potrei scrivere come Ascanio. Come parla, intendo. Cioè scrivere come parla lui.
Però con l'accento toscano, perché io l'accento romano proprio non sono capace a farlo.
Al massimo dico "aò". Si ma non mi viene bene come a lui.

All'uscita dalla Feltrinelli mi fermo, mentre l'ometto di colore tenta di vendermi un libretto e ripenso a cosa cambiare di questo spazio virtuale.
Mi fermo anche per riprendere fiato e acclimatarmi nell'afa fiorentina.

Poi ripongo tutti gli appunti per un blog 2.0 in un cassetto.

Va già bene così.
Simone, minimal 15:11 | commenti: commenti (3)(popup)

Il killer di libri

giovedì, 05 giugno 2008 in: divertissement, teledipendenze, per una sberla di libri
Dopo la visione, in due giorni, della stagione 1 di "Dexter", sono entrato stamani alla Edison per procurarmi i libri di Lindsay dedicati a questo insolito assassino.

Ho girato tre diverse librerie, convinto di trovare "la mano sinistra di Dio" in bella posa all'ingresso.

Pensavo che una novità per me fosse una novità in senso universale.

In realtà è un libro del 2005.

Ogni volta che mi avvicinavo allo scaffale giusto, il libro di Pulsatilla mi assaliva in forma di valanga.

Compramicompramicomprami.

Una lunga illuminazione vedeva Giulietta Squinz distesa su un tavolo di metallo, avvolta nel domopak, pronta per diventare cibo per pesci.

Alla fine sono uscito  da tutte le librerie senza comprare niente.

Tornerò stanotte.

Con dei grandi sacchi neri.

Simone, minimal 16:40 | commenti: commenti (8)(popup)

Pisa Merda

martedì, 03 giugno 2008 in: divertissement, goliardie
Sfogliavo pagine (virtuali) in cerca di ispirazione per questo piccolo resoconto della giornata di sabato.

Oggiù, è difficile parlar bene di Pisa; io li capisco i livornesi che ce li hanno sotto al culo ogni moto di spiaggia.

E' difficile ma oggi mi tocca. Quindi bevo a pigiapigia una sorsatona d'acqua di mare, che fa parecchio cozzèvongole e mi accingo a tornare serio (ma anche faceto).

Sabato abbiamo lasciato casa e gatti per andare al parco di San Rossore, le cascine di Pisa.

Al Parco di San Rossore, spiaggiati come balene cui si fosse rotto il gps, stavano i resti dei Goliardi sopravvissuti alla cena precedente.

Difatti venerdì c'era una cena, che abbiamo saltato ma c'è mancato pocopoco. Tutti a dirmi oquanto eradivertenete lacenaprima doveviessercianchete.
No. Non c'ero. Puppa.

Torniamo quindi all'erba umida del Parco di San Rossore, dove ci stavano due tettoie e sotto due tavoli e sotto due panche per ogni tavolo e seduti parecchia gente colorata a festa.

Per rianimare la giornata sconvolta di sole ci siamo messi a suonare la chitarra.
Suonare la chitarra in un concerto di goliardi è come voler palleggiare a san Siro tra Italia-Brasile. Comunque la giri è sicuro che ci fai una figura di merda.

Ma c'è chi non si scoraggia, come certune che suonano i soliti cinque accordi in fila per tipo dueoredue, fintantoché i legittimi proprietari della chitarrina chiamano l'ufficiale giudiziario per farsela rendere.

Senza chitarra resta solo da imbarcarsi sul trenino, una splendida iniziativa tutta pisana: dopo secoli di Barroccio, finalmente una nuova tappa nell'evoluzione dell'uomo: 2008, i pisani scoprono il treno.

Ora gli manca solo scoprire i binari dove posarlo e poi siamo assistemati.

Io però non mi fidavo e gli sono andato dietro con la macchina (i pisani gridavano al prodigio, fissando il barroccio che li seguiva senza ciuchi). Ogni tanto clacsonavo pure.

Con questo sistema siamo giunti alla facoltà di nonsocosa, una roba tipo scienza delle carrube, dove i Pisani si iscrivono per mascherare le loro origini contadine (e soprattutto perché così possono fare goliardia).
Lo so: tutti pensavano di mangiare alla Sapienza o alla Normale.
Come sospettavo da anni, queste ultime due sono facoltà di Batman: nel senso che da sopra non ci entri, devi passare dai sotterranei.
Fino a che i Pisani non scoprono i sotterranei, alla Sapienza o alla Normale non ci si entra, figuriamoci mangiarci.

Comunque il posto era carino, faceva parecchio barricate, s'è speso un fottìo e mangiato un filino meno che lo schifo: insomma tutto regolare.

Come antipasto ho pure inculato (anche se la mano da borseggiatore era di un altro) un mulo appeso ad un goliardo genovese: un doge, mi pare.
A me i genovesi paiono tutti uguali.
Tranne Black che è uguale ma però invecchiato.

Alla fine ci siamo finiti perdavvero alla Sapienza (sempre col trenino.. devono aver rigato l'asfalto di mezza Pisa con le rote) o meglio.. di fronte.

E dopo un paio di girotondi hanno nominato un nuovo Torrione. Oddio.. questo pare più una torretta con un trombettiere in collo: è stretta, lungalunga e suona fissa..

Che vi devo dire.. a me questa cena è piaciuta.

Ma percarità non lo dite ai Pisani, per loro, valga il titolo a riassumere tutta la giornata.
Simone, minimal 17:09 | commenti: commenti (16)(popup)