Ponti di fine mese
Gite o gitarelle (non oltre considerate tali) a cavallo tra Ferrara ed una riscoperta Venezia.
Complici impegni goliardici, anche giornalistici, e lauree cinematografiche.
Lunedì siamo partiti in direzione Città delle Biciclette (senza il fumo, quindi non era Amsterdam) per la mia seconda Riunione da Fante e anche per sfruttare la nostra base d'appoggio in direzione Venezia.
Infatti il giorno dopo, con poche ore di sonno sulle spalle, abbiamo preso l'agile regionale per la città lagunosa.
Nel tratto finale il treno ha planato sull'acqua con effetto Miyazaky "Città Incantata" (tanto che Pru adesso sostiene che tutta la Città del film sia ripresa paro paro da Venezia) (e però il Giappone è tutto isolette e fiumi.. non per rovinare l'immagine poeticamente campanilista, ma ne dubito).
Scesi dal treno ci siamo presentati al Ponte Calatrava, il Ponte dello scandalo, quello dove si scivola facilmente.
Già pregustavo risarcimenti in denaro e soggiorni dal Comune di Venezia.
Ma, come al solito, i giornali gonfiano le notizie: per scivolare sul ponte probabilmente si deve prima ungerlo come il pollo fritto e camminarci con le banane ai piedi.
Oh, sarò blasfemo ma a me è piaciuto.
(commento di un amico veneziano: "ma vuoi mettere col Ponte di Rialto?"; si grazie al.. volevo dirgli: "vuoi mettere col Ponte all'indiano di FIrenze?")
Poi, a suon di ponti e pontificazioni sulla vita degli autoctoni, siamo arrivati in Facoltà, giusto in tempo per la..
No, siamo arrivati in ritardo, Rob aveva già l'alloro calato: siamo giunti in tempo per infiltrarci nella foto finale.
E poi siamo anche giunti in tempo per il rinfresco. Bellissimo posto, tanto che pochi metri più giù ci stavano girando un film con la Gaia de Laurentiis.
(lo so, non fa molto curriculum. ma questo c'era..)
Ho sfogliato la tesi su Pupi Avati animato da sincero interesse.
Dopo le due ci siamo congedati per ritornare al treno di corsa, passando per tutti i punti di interesse di un ipotetico navigatore satellitare.
Ponti, Ponti, Ponti, Ponti.
E tanti negozi artistici (in proposito, dall'ultima volta Venezia è migliorata di qualità)
(anche vero che l'ultima volta avevo forse dieci anni)
Abbiamo litigato con il controllore (ti pareva) e preso il treno successivo.
A Ferrara pioveva sotto i portici di Mc Donald's; così abiamo fatto ritorno alla nostra dimora pelosa, fatta di gatti e calzini.
Oggi è il trentuno e dovremmo metterci le maschere di paiura per carpire i dolcetti dai vicini.
Io mi accontenterei di costringerli a risistemare l'antenna, ché si vede solo Boing ormai.
E la Talpa.
(in proposito è imbarazzante non capire in alcun modo i meccanismi di quel gioco..)
Oggi è il trentuno. Finalmente comincia a fare freddo.
Da sopra l'armadio sbuca il sintetico abetino verde. E ammicca.
Dai, tra poco ti si fa scendere.
Complici impegni goliardici, anche giornalistici, e lauree cinematografiche.
Lunedì siamo partiti in direzione Città delle Biciclette (senza il fumo, quindi non era Amsterdam) per la mia seconda Riunione da Fante e anche per sfruttare la nostra base d'appoggio in direzione Venezia.
Infatti il giorno dopo, con poche ore di sonno sulle spalle, abbiamo preso l'agile regionale per la città lagunosa.
Nel tratto finale il treno ha planato sull'acqua con effetto Miyazaky "Città Incantata" (tanto che Pru adesso sostiene che tutta la Città del film sia ripresa paro paro da Venezia) (e però il Giappone è tutto isolette e fiumi.. non per rovinare l'immagine poeticamente campanilista, ma ne dubito).
Scesi dal treno ci siamo presentati al Ponte Calatrava, il Ponte dello scandalo, quello dove si scivola facilmente.
Già pregustavo risarcimenti in denaro e soggiorni dal Comune di Venezia.
Ma, come al solito, i giornali gonfiano le notizie: per scivolare sul ponte probabilmente si deve prima ungerlo come il pollo fritto e camminarci con le banane ai piedi.
Oh, sarò blasfemo ma a me è piaciuto.
(commento di un amico veneziano: "ma vuoi mettere col Ponte di Rialto?"; si grazie al.. volevo dirgli: "vuoi mettere col Ponte all'indiano di FIrenze?")
Poi, a suon di ponti e pontificazioni sulla vita degli autoctoni, siamo arrivati in Facoltà, giusto in tempo per la..
No, siamo arrivati in ritardo, Rob aveva già l'alloro calato: siamo giunti in tempo per infiltrarci nella foto finale.
E poi siamo anche giunti in tempo per il rinfresco. Bellissimo posto, tanto che pochi metri più giù ci stavano girando un film con la Gaia de Laurentiis.
(lo so, non fa molto curriculum. ma questo c'era..)
Ho sfogliato la tesi su Pupi Avati animato da sincero interesse.
Dopo le due ci siamo congedati per ritornare al treno di corsa, passando per tutti i punti di interesse di un ipotetico navigatore satellitare.
Ponti, Ponti, Ponti, Ponti.
E tanti negozi artistici (in proposito, dall'ultima volta Venezia è migliorata di qualità)
(anche vero che l'ultima volta avevo forse dieci anni)
Abbiamo litigato con il controllore (ti pareva) e preso il treno successivo.
A Ferrara pioveva sotto i portici di Mc Donald's; così abiamo fatto ritorno alla nostra dimora pelosa, fatta di gatti e calzini.
Oggi è il trentuno e dovremmo metterci le maschere di paiura per carpire i dolcetti dai vicini.
Io mi accontenterei di costringerli a risistemare l'antenna, ché si vede solo Boing ormai.
E la Talpa.
(in proposito è imbarazzante non capire in alcun modo i meccanismi di quel gioco..)
Oggi è il trentuno. Finalmente comincia a fare freddo.
Da sopra l'armadio sbuca il sintetico abetino verde. E ammicca.
Dai, tra poco ti si fa scendere.
Simone, minimal 11:15 | commenti:
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