Natale nel sottoscala

domenica, 30 novembre 2008 in: romance, sotto lalbero, casini di casa, lisa dagli occhi bleu
Fedeli alla linea e anzi un po' in ritardo, anche quest'anno ci siamo adoperati alla costruzione dell'albero di Natale.

Alle sette, dopo lo studio pomeridiano e dopo aver masterizzato per tipo la diciassettesima volta un cd di musiche natalizie (che, credo, si smaterializzi subito dopo la befana), abbiamo cominciato le nostre feste di Natale.

Così mentre Maraia Cheri gorgheggiava in un inglese tutto suo (si capisce che erano canzoni natalizie perché una parola su tre era "Christmas"..) abbiamo montato il nostro albero di acciaio e plastica, aprendo ogni rametto metallico per dargli le sembianze di un vero abetino nordico.

Poi, dopo averlo legato bene bene con sette giri di luci, ciascuno con una pallina a testa (totale due; no ma poi se n'è riprese altre..) abbiamo cominciato il vero e proprio addobbo.

Due le novità di quest'anno: la prima è la Guendalina che, al suo primo Natale nel sottoscala, era letteralmente esaltata da questo ben diddio di roba da tirare e tirare e mordere e mordere e.. (non so, qualunque verbo che provochi danni va bene);
La seconda è il posizionamento diabolico del tubone colorato tutto attorno alla cucina, in basso.

Ora la nostra Snaidero sembra più una Toyota Supra. E ogni volta che accendo il gas sento uno strano rombo nei tubi..

Cena con sottofondo Love Actually.

Appeso anche il calendario dell'avvento, stavolta sopra al divano.

E da domani, Countdown.
Simone, minimal 23:46 | commenti: commenti (1)(popup)

Tempus Fugit

Tic Tac Tic Tac

L'orologio oscilla secondi, in un orario compreso tra le 10 del mattino e le 14:30 del pomeriggio.

una sinistra tempesta magnetica si è infiltrata dal sottotetto alterando la linea temporale di questa casa.

così, mentre i suoi abitanti impostano le giornate su rituali precostituiti e pizzichi di immaginazione, gli orologi tentano di distrarli, di sedurli con albe di mezzogiorno e tramonti notturni.

questa atmosfera contro cui neanche ci sforziamo di combattere dilata le sessioni di studio in vista di un esame ormai prossimo.
il magnetismo inganna anche il natale, il freddo e l'aspettativa della neve, sviando canzoncine americane tradizionali che - è la regola non scritta - di questi tempi cominciano a ballare per casa.

Inzuppate dentro questa follia bilocale mansardata, anche le gatte di casa si sono dovute adattare: la Guendalina, raggiunta una precoce adolescenza, improvvisa pessimi accenti del Nord-passo di calé (andate a vedere "Giù al nord"), accenti fatti di urletti acuti e immotivati, accompagnati da repentini balzi sul posto.

La norvegese, abitudinaria come da zodiaco, pare immune a questa frenesia alternativa: da tempo ha indossato il suo pellicciotto di Bergen, con tanto di barbona bianca: con il Cano sta mettendo su uno spettacolo musicale: "High School Cano".
Il cano con la Frangia Emo è una visione riservata ad un pubblico adulto e possibilmente non vedente.

Falananna è passato dall'aprile dolce dormire, all'estate del sonno, fino al letargo invernale: tranne rarissime eccezioni staziona in via permanente sul comodino di Pru, svegliato soltanto dal rumore di tazze che devono raffreddarsi.

Miffi, la coniglietta olandese un po' larga nei fianchi, è diventata rumorosissima da quando ha riscoperto i suoi zoccoli di legno.
Con il temperamatite ha pure appuntito due spietati tacchi da 12cm.

Il Pecoro è in comunità: ci scrive spesso ma in celtico; bella la cultura,eh. ma io non ci capisco nulla.

L'elettromagnetismo ha però giovato sulla qualità delle nostre visioni cinematografiche: oltre al nostro seriale filone di fiction importate USA (in proposito, ringraziamo quei santi di ITASA) si sono aggiunti i film francesi che fanno ridere (quelli che sono tristi dovranno attendere l'inverno) e gli acquerelli di Miyakazy.

La pendola dice che è ora di mangiare. non so se sia colazione, pranzo, merenda o cena.
Però ho fame.

E il tempo fugge.

Tic Tac Tic Tac

Simone, minimal 12:07 | commenti: commenti (popup)

Will it grow

domenica, 16 novembre 2008 in: scatti, romance
Jakob Dylan - Will It Grow
Seduti a bordo di un the al gelsomino, abbiamo visto l'autunno farsi avanti anche quest'anno su Firenze.

l'Arno lungarno serristori, con la tracolla di una macchina fotografica troppo ingombrante per le serate goliardiche (serve ridurre le dimensioni).

poi Palazzo Pitti, visitato l'ultima volta che non arrivavo ai pedali di una bici.

e via Maggio, un tempo sede dell'Unità ed ora chissà.

Foto ad una piazza silenziosa, solo lo scrosciare della sua piccola fontana: non la ricordavo molto dall'ultima sera che ci ho passato.

Santo Spirito è come dici tu: semplice e austera. Restituisce alla piazza il suo valore.

Lo fa con sincerità.

Poi ancora quel fiume che a Pisa ha lampadine colorate a illuminarlo.

Per sbaglio, dico io.

Musica. Foto. Un dolce di riso (molto dolce e molto riso)

Ed eccomi a sorridere di poche cose, che mi bastano tutta la vita.

Tu, una tazza di the, qualche gatto a dormirci addosso, un inverno alle porte che profuma già di

no, stavolta aspetto. aspetto e ti amo.

aspetto.

e ti amo.

Simone, minimal 19:44 | commenti: commenti (popup)