Ponyo sulla scogliera
lunedì, 30 marzo 2009 in: cinemini
Sabato, durante una torrenziale pioggia marzolina, siamo entrati al Fulgor, per vedere un'altra pioggia.
quella pioggia spaventosa e immaginifica di colori e disegni chiamata Miyazaky.
stavolta Hayao ha dato un nome al suo animo bambino: lo ha chiamato Soske. un ragazzino di cinque anni, con una barchetta grande quasi quanto lui che si muove grazie ad una candelina di cera.
Soske, un ragazzino che abita in una casetta a picco su una scogliera di qualche strano agglomerato di isolotti giapponese.
Soske, che trova svenuto un pesciolino rosso, lo mette dentro un secchio verde pieno d'acqua e lo chiama Ponyo.
Nella sala silenziosa c'erano bambini che giocavano ad esser grandi, nelle prime file distanti dai genitori.
Mentre Miyazaky giocava ad esser sempre bambino, con la piccola Ponyo e la sua scogliera sventagliata da piogge e tsunami.
Tsunami che non fanno paura se disegnati da Hayao.
Oggi tossisco e mi sento la febbre, per ogni singola goccia di pioggia presa sabato. Ma ne è valsa la pena.
Basta ripensare un secondo al mondo disegnato e dolce di questo grande maestro dell'animazione giapponese.

quella pioggia spaventosa e immaginifica di colori e disegni chiamata Miyazaky.
stavolta Hayao ha dato un nome al suo animo bambino: lo ha chiamato Soske. un ragazzino di cinque anni, con una barchetta grande quasi quanto lui che si muove grazie ad una candelina di cera.
Soske, un ragazzino che abita in una casetta a picco su una scogliera di qualche strano agglomerato di isolotti giapponese.
Soske, che trova svenuto un pesciolino rosso, lo mette dentro un secchio verde pieno d'acqua e lo chiama Ponyo.
Nella sala silenziosa c'erano bambini che giocavano ad esser grandi, nelle prime file distanti dai genitori.
Mentre Miyazaky giocava ad esser sempre bambino, con la piccola Ponyo e la sua scogliera sventagliata da piogge e tsunami.
Tsunami che non fanno paura se disegnati da Hayao.
Oggi tossisco e mi sento la febbre, per ogni singola goccia di pioggia presa sabato. Ma ne è valsa la pena.
Basta ripensare un secondo al mondo disegnato e dolce di questo grande maestro dell'animazione giapponese.

Simone, minimal 12:51 | commenti:
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