Eroi, nani, avvocati e critici d'arte

L'altra notte stranamente avevo meno sonno di Pru, il che mi ha permesso di vedere la puntata finale di Heroes.

Da allora il mio cervello registra un costante, impercettibile disagio nell'accostarmi agli orologi, per paura di sentire che sono in ritardo di pochi minuti, qualche ora o diversi giorni.

Disagio amplificato dalle costanti tempeste elettriche che investono casa provocando, veramente, il dirottamento delle lancette verso minuti e ore cui l'uomo non era mai giunto prima.

Così, rischiavamo di far tardi, ieri, alla serata in piazza santissima annunziata condotta da Philippe Daverio (neanche sto a spiegare a chi non lo conosce la sua identità: non è realmente importante; sappiate solo che non potrete mai essermi veramente amici).

Dall'alto del suo cravattino giallo su camicia rosa e imburrandosi continuamente la lingua di Vodka per darsi un contegno, Passepartout ci ha condotti attraverso le epoche in cui gli uomini ricchi pagavano gli artisti per dipingere il futuro: alcuni compiacevano i ricchi, ed erano artigiani; altri facevano qualcosa di assolutamente geniale ed incomprensibile, ed erano i guru; altri infine ritraevano realmente il futuro, ed erano sciamani.

Oggi a nessun ricco frega nulla di sciamani e guru (sicuramente comunisti e comunque perlopiù extracomunitari clandestini), cercando solo il compiacimento dal sapore unicamente artigiano.

Non si sottrae a questo assioma il nano divoratore di mondi, sopravvissuto grazie alle sue stesse forze ed alla sua ingegneria giuridica alla condanna dei Giudici di Milano sul processo Mills.

I Giudici hanno accertato che l'avvocato inglese avrebbe preso mazzette da Berlusconi (no, non è un omonimo, proprio dal nano) per testimoniare il falso; e l'hanno incarcerato.
Avrebbero incarcerato pure il nano e credo anzi vogliano farlo, non appena la Corte Costituzionale avrà detto che il Lodo Alfano è una scoreggia legislativa inaspirabile.

Silviolo si difende a modo suo: chi è contro è comunista. Lo ammiro molto perché ha il potere di vedere i comunisti laddove io non ne vedo (purtroppo) più da tempo immemorabile.

E così, mentre Daverio si dichiara fiducioso in una rivoluzione artistica e sociale (con l'Italia di oggi è già pure troppo avanguardista una puntata di Teletubbies, figuriamoci i Macchiaioli) e quindi in una nuova sinistra culturale, il Nano mostra a tutti il tagliauovo all'ingresso dei supermercati: la gente si ferma, si stupisce delle fette perfette pronte per l'insalata, e lo compra contenta.

In tutto questo non dimentichiamoci di Heroes: Nathan è Sylar, solo che non sa di esserlo. Ha i suoi poteri ma non i suoi ricordi.
Qualcosa affiora in prossimità degli orologi, come una vaga reminiscenza.

Così, mentre fisso la pendola che batte le 10:20 mentre sono (almeno credo) le 23:27, penso a Daverio, che magari un tempo era Porco Rosso (personaggio bellissimo di Miyazaki) che sorvolava l'adriatico lottando contro i pirati e oggi ha il cravattino e ci dice di aver fiducia nell'arte e nei suoi sciamani.

  Provo a crederci, perché la sinistra è fatta di gente che spera che le cose accadano, mentre la destra è fatta di gente che dirotta le cose perché vadano nel verso che dicono loro. quello sbagliato.
Simone, minimal 23:31 | commenti: commenti (2)(popup)

Il Mare

lunedì, 18 maggio 2009 in: valigie in tasca, astruse astrazioni
Domenica mattina ho visto il mare del sud.

Non sono un appassionato di mare e neppure di estate. Una stagione che fa sudare di felicità molti, a me fa sudare e basta.

Credo possa essere cinismo il negarmi una giornata tra sabbia e acqua salata in compagnia di altri duemila individui vestiti di occhiali da sole e tessuti sintetici.

Mi sforzo di pensare che in realtà mi piaccia il mare, ma detesti le persone. Tornerebbe in effetti, dal momento che queste ultime mi infastidiscono anche in coda per la seggiovia sul monte Bianco.

Eppure, domenica mattina, quando il mare l'ho visto dall'alto, quando l'ho riconosciuto dal beccheggio leggero delle barche nel porto, mi è piaciuto.

Ho pensato, per un momento, che passare la vita appoggiato alle rive di un mare deve essere tutto sommato molto bello. Molto ricco.

Mi sono visto con una camicia di lino e gli infradito; un largo cappello e le braccia abbrustolite da mesi di sole e di sale.

Mi sono visto pranzare in terrazza, con il vento fresco che viene dalle isole lontane, mentre si sentono i gabbiani e le voci dialettali sommesse della gente che già sorseggia il caffé.

Ho pensato, per un momento, che in fondo mi sbagliavo e il mare mi piaceva.

Ho pensato di riprovarci, di passare un'estate al mare e vedere come va.

Mi sono preso un appunto, per il 2015 posso provarci.

Scrivo qui il mio intento, così,se il mondo finisce nel 2012, posso dire di averci quantomeno provato.
Simone, minimal 15:03 | commenti: commenti (popup)

Lyrics

venerdì, 01 maggio 2009 in: musicalmente
Se avessi i vestiti del cielo
Coperti di oro e d'argento
Della luce del giorno
E del blu della sera
Verrei a posarli ai tuoi piedi

Ma io non ho nulla
E ho solo i miei sogni
E ho posato i miei sogni ai tuoi piedi
Allora ti prego cammina leggera
Perché adesso sei sopra ai miei sogni

(Cisco - I vestiti del cielo)
Simone, minimal 12:28 | commenti: commenti (popup)