Due anni di fregola
mercoledì, 08 luglio 2009 in:
ho controllato. era l'8 luglio 2007 quando, in preda a smania compulsiva e manie di grandezza, trascinai la moglie a comprarmi la chitarra acustica.
Lei mi guardava con il tipico sguardo al marito che decide di darsi al faidate e speranzoso che decida di comprarsi un'auto d'epoca da rimettere con le proprie mani a cinquantanni.
Ma io ho tirato dritto per la mia strada e, con un certo orgoglio, posso dire in due anni che non ho passato più di una settimana senza suonare.
Oggi finalmente riesco a suonare "geordie" senza che DeAndré muoia una seconda volta. una terza, se consideriamo la trasposizione diggei di Gigi Dagostino.
Oggi ho tre chitarre: una acustica (la solita, storica, comprata al music rama e che ha un suono roboante perché le meccaniche sono tutte andate) una elettrica figa, figlia dell'acustica, che suono solo quando mi sento realmente ispirato, il che, per fortuna di tutti, accade di rado; ed una silent che ho donato a mio padre, convinto di poter imparare a suonare (sempre meglio che riparare una balilla, dico io).
Ho ancora il basso acustico, quello blu: ogni tanto lo tiro fuori, dico "che figo!" e poi lo rimetto dentro.
Abbiamo un pianoforte e un clarinetto. Persino una tromba.
In casa nostra non c'è spazio per una scarpiera ma c'è tutta la Dave Mattews Band al completo, riserve incluse.
E' un monito: quando vostro marito, una mattina di luglio, vi dirà che vuole imparare a suonare uno strumento qualsiasi, foss'anche un flauto dolce, strappatevi i vestiti di dosso e distraetelo per venti minuti buoni (caffé e ammazzacaffé compresi, ovviamente): avete appena salvato 15 metri casa di casa vostra e la vostra sanità mentale e acustica.
Lei mi guardava con il tipico sguardo al marito che decide di darsi al faidate e speranzoso che decida di comprarsi un'auto d'epoca da rimettere con le proprie mani a cinquantanni.
Ma io ho tirato dritto per la mia strada e, con un certo orgoglio, posso dire in due anni che non ho passato più di una settimana senza suonare.
Oggi finalmente riesco a suonare "geordie" senza che DeAndré muoia una seconda volta. una terza, se consideriamo la trasposizione diggei di Gigi Dagostino.
Oggi ho tre chitarre: una acustica (la solita, storica, comprata al music rama e che ha un suono roboante perché le meccaniche sono tutte andate) una elettrica figa, figlia dell'acustica, che suono solo quando mi sento realmente ispirato, il che, per fortuna di tutti, accade di rado; ed una silent che ho donato a mio padre, convinto di poter imparare a suonare (sempre meglio che riparare una balilla, dico io).
Ho ancora il basso acustico, quello blu: ogni tanto lo tiro fuori, dico "che figo!" e poi lo rimetto dentro.
Abbiamo un pianoforte e un clarinetto. Persino una tromba.
In casa nostra non c'è spazio per una scarpiera ma c'è tutta la Dave Mattews Band al completo, riserve incluse.
E' un monito: quando vostro marito, una mattina di luglio, vi dirà che vuole imparare a suonare uno strumento qualsiasi, foss'anche un flauto dolce, strappatevi i vestiti di dosso e distraetelo per venti minuti buoni (caffé e ammazzacaffé compresi, ovviamente): avete appena salvato 15 metri casa di casa vostra e la vostra sanità mentale e acustica.
Simone, minimal 17:26 | commenti:
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