Il Matrimonio è un piumone

lunedì, 09 novembre 2009 in: romance
Ci si infila dentro volentieri, e, anche se nato per tenerci al caldo,
In un primo istante è fresco e freddo.

Allora si sta stretti per generare calore.

Poi prende la temperatura giusta e allora si resta stretti perché ci si è preso gusto.
E diventa un rito.

Ogni tanto il piumone scivola nel sacco verso i piedi e, quando sopra ci resta soltanto un fazzoletto di lenzuola, si prende dalla coda e si scuote con forza, per gonfiarlo di nuovo.

Altre volte invece si cambia il copripiumone. All'inizio lo vogliamo algido e modaiolo.
Poi semplicemente intonato con gli altri arrredi.
Infine si viene trasportati da istinti misteriosi, lasciandosi tentare da colori tenui e rassicuranti.

Perché il matrimonio è un piumone, caldo se lo scaldi, dolce se non lo strapazzi tirandolo ai bordi, morbido nella sua imbottitura.

simo comincia a sentire profumo di natale.
Simone, minimal 13:23 | commenti: commenti (popup)

Didesideri

sabato, 07 novembre 2009 in: musicalmente, casini di casa, astruse astrazioni, suono io
Pru l'ha chiamata Tennant, perché ho tentennato come non mai,
indeciso se prenderla, come prenderla,
se comprare una sacca, se non comprarla,
se pagarla in contanti o offrendo in cambio il mio corpo alla scienza.

Pru l'ha chiamata Tennant, perché il Dottore un nome non ce l'ha, si chiama solo "Il Dottore".
E la mia potrebbe chiamarsi "La Chitarra", ma sarebbe inesatto visto che ce ne sono già 3 in casa e rischierei di fare confusione.

Così Pru l'ha chiamata Tennant, ma al posto del gusto vagamente british che ti aspetteresti da un nome così, Tennant è nera, suona volentieri anche qualcosa di rock tradizionale.
Occorrerà un po' di sana disciplina per convincerla a dedicarsi al folk e all'indie.

Quando gliel'ho proposto, ieri, mi ha suonato qualcosa come "WHat?!?" e si è richiusa dentro un riff di Angel of Harlem.

Oggi mi è parsa però già più ambientata e, come tutti qui dentro, ha cominciato a vagare per casa, in camera da letto, in salotto, in cucina (che poi sono la stessa stanza) e davanti, ovviamente al computer.

Tennant, a dispetto del nome maschile è femmina. Per urlare ha bisogno di un jack e un ampli.
E anche se può sembrare una volgarità gratuita, non lo è.

Per rendere giustizia alla mia elettrica, ho ribattezzato lei Rose. E' femmina pure lei.

Quindi in casa siamo 5 contro 1.

Altro che quote rosa.


p.s. il Basso Acustico, quello è omo. Si chiama Jack. Ma lo amplifico di rado, o ci prende gusto.
E questa, si. E' una volgarità gratuita.
Simone, minimal 14:26 | commenti: commenti (popup)

Una gran brutta storia

lunedì, 02 novembre 2009 in: Storie del Cano
C'era un volta, tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana, un principe su un pianetino piccino piccino con una rosa sottovetro.

Ma la magia è una cosa seria, basta parlare di serre improvvisate e monarchi autoconsacrati e minorenni.

Allora, dicevo, c'era una volta, tanto tempo fa, un bel pianetone grosso grosso e nel pianetone una pianura, parecchio piana, con un lago nel mezzo, chiamato Lagosudicio.

Tutto attorno a Lagosudicio, vai a sapere perché, si era infrattata una comunità di CaniBrutti, tutti dediti all'ostracismo, al terrorismo e altre robe che finiscono con -ismo ma ora non mi vengono in mente.

I CaniBrutti fumavano di continuo l'ErbaPippa del buon BarbaPecoro, che in realtà era indivia e lattughino secco, ma tanto loro sapevano assai.

Tra i CaniBrutti il miglior esponente, o il peggiore a seconda se lo guardavi davanti o dietro, era Il Cano Brutto, che per non fare confusione chiamerò Brodo.

Brodo era il migliore, ma questo l'ho già detto; migliore in cosa non è ben chiaro, ma visto che deve finire in -ismo, direi in menefreghismo.

Era il migliore, ma a lui non fregava nulla, appunto.

Brodo però, aveva un segreto: un ordigno magico dal potere incredibile: il Dado di Brodo.

Era esso un dado, perlappunto, a 6 facce ma cosa ci fosse sulle facce, sinceramente a lui non fregava nulla perché era menefreghista.

Il Dado aveva un potere incredibile: se buttato in una pentola piena d'acqua, esso la tramutava in brodo.

Però il dado poteva essere usato una volta sola, così Brodo lo conservava per le grandi occasioni.

Occasioni che non arrivavano mai dato che a lui non fregava una cippa di niente.

Però l'invidia è una gran brutta bestia (da non confondere con l'indivia, che è un'erba e costa carissima a Lagosudicio). Dicevo l'invidia era tutta nel terribile mago Pollo, il quale, più di ogni cosa bramava il Dado.

Il mago Pollo viveva sui monti perché era un pollo e si era fatto assurdamente fregare dall'agente immobiliare: doveva prendere 7 autobus per arrivare in centro.

Il mago Pollo faceva delle magie potentissime, tra cui l'estrazione del coniglio dal cappello (con l'aiuto di un complice.. il cappello) e il gioco delle tre carte.
In quest'ultimo però perdeva delle forti somme perché era un pollo e usava tre donne.

Il mago pollo aspirava alla magia più grande: fare il brodo.
Intendiamoci, era un mago: la sapeva fare. Ma per farla doveva suicidarsi nell'acqua bollente.

Era un pollo ma non così tanto, perciò voleva impossessarsi del Dado di Brodo.

Una notte buia il terribile Mago Pollo si nascose nel giardino di casa di Brodo, attendendo nell'ombra il malcapitato per poi derubarlo.
Brodo quella sera era andato al Bar con gli amici, che però praticavano l'assenteismo e quindi non vennero.
Rincasò presto e mentre attraversava il giardino di colpo sbucò fuori il perfido mago pollo.

Purtroppo per lui il giardino di Brodo era pieno di trappole per polli, tra cui un enorme cartello con su scritto "SALDI, SOLO PER OGGI PENNE AL 50%" e il mago Pollo venne attirato dalla scritta.
Ma il cartello era elettrificato e il Mago Pollo restò fulminato.

Questa è la verissima storia del Mago Pollo e di come, buttato nel lago, trasformò il sudicio in brodo. Poi tutti i CaniBrutti lo bevvero e al posto del lago oggi c'è un parcheggio.

Parola del Cano.
Simone, minimal 19:49 | commenti: commenti (popup)