Ponyo sulla scogliera

lunedì, 30 marzo 2009 in: cinemini
Sabato, durante una torrenziale pioggia marzolina, siamo entrati al Fulgor, per vedere un'altra pioggia.

quella pioggia spaventosa e immaginifica di colori e disegni chiamata Miyazaky.

stavolta Hayao ha dato un nome al suo animo bambino: lo ha chiamato Soske. un ragazzino di cinque anni, con una barchetta grande quasi quanto lui che si muove grazie ad una candelina di cera.

Soske, un ragazzino che abita in una casetta a picco su una scogliera di qualche strano agglomerato di isolotti giapponese.

Soske, che trova svenuto un pesciolino rosso, lo mette dentro un secchio verde pieno d'acqua e lo chiama Ponyo.

Nella sala silenziosa c'erano bambini che giocavano ad esser grandi, nelle prime file distanti dai genitori.

Mentre Miyazaky giocava ad esser sempre bambino, con la piccola Ponyo e la sua scogliera sventagliata da piogge e tsunami.

Tsunami che non fanno paura se disegnati da Hayao.

Oggi tossisco e mi sento la febbre, per ogni singola goccia di pioggia presa sabato. Ma ne è valsa la pena.

Basta ripensare un secondo al mondo disegnato e dolce di questo grande maestro dell'animazione giapponese.


Simone, minimal 12:51 | commenti: commenti (popup)

Tempus Fugit

Tic Tac Tic Tac

L'orologio oscilla secondi, in un orario compreso tra le 10 del mattino e le 14:30 del pomeriggio.

una sinistra tempesta magnetica si è infiltrata dal sottotetto alterando la linea temporale di questa casa.

così, mentre i suoi abitanti impostano le giornate su rituali precostituiti e pizzichi di immaginazione, gli orologi tentano di distrarli, di sedurli con albe di mezzogiorno e tramonti notturni.

questa atmosfera contro cui neanche ci sforziamo di combattere dilata le sessioni di studio in vista di un esame ormai prossimo.
il magnetismo inganna anche il natale, il freddo e l'aspettativa della neve, sviando canzoncine americane tradizionali che - è la regola non scritta - di questi tempi cominciano a ballare per casa.

Inzuppate dentro questa follia bilocale mansardata, anche le gatte di casa si sono dovute adattare: la Guendalina, raggiunta una precoce adolescenza, improvvisa pessimi accenti del Nord-passo di calé (andate a vedere "Giù al nord"), accenti fatti di urletti acuti e immotivati, accompagnati da repentini balzi sul posto.

La norvegese, abitudinaria come da zodiaco, pare immune a questa frenesia alternativa: da tempo ha indossato il suo pellicciotto di Bergen, con tanto di barbona bianca: con il Cano sta mettendo su uno spettacolo musicale: "High School Cano".
Il cano con la Frangia Emo è una visione riservata ad un pubblico adulto e possibilmente non vedente.

Falananna è passato dall'aprile dolce dormire, all'estate del sonno, fino al letargo invernale: tranne rarissime eccezioni staziona in via permanente sul comodino di Pru, svegliato soltanto dal rumore di tazze che devono raffreddarsi.

Miffi, la coniglietta olandese un po' larga nei fianchi, è diventata rumorosissima da quando ha riscoperto i suoi zoccoli di legno.
Con il temperamatite ha pure appuntito due spietati tacchi da 12cm.

Il Pecoro è in comunità: ci scrive spesso ma in celtico; bella la cultura,eh. ma io non ci capisco nulla.

L'elettromagnetismo ha però giovato sulla qualità delle nostre visioni cinematografiche: oltre al nostro seriale filone di fiction importate USA (in proposito, ringraziamo quei santi di ITASA) si sono aggiunti i film francesi che fanno ridere (quelli che sono tristi dovranno attendere l'inverno) e gli acquerelli di Miyakazy.

La pendola dice che è ora di mangiare. non so se sia colazione, pranzo, merenda o cena.
Però ho fame.

E il tempo fugge.

Tic Tac Tic Tac

Simone, minimal 12:07 | commenti: commenti (popup)

Cold Perfection

Sono uscito con la giacca.
E' tutto il giorno che, quando esco, metto la giacca.
Sono uscito con la giacca stamani alle 8:50. Avete capito benissimo, non ridete.
Era la mia giacca chiara, di quelle da penna nel taschino.
Quindi lavoro.
Alle nove in ufficio, per cominciare bene questo mio settembre.
Invece no.

Gnegnegne.

Si, certo. Ci sono stato, in ufficio.
Ho comunicato che devo ritirarmi per studiare. (stavolta seriamente)
Leo, manco a dirlo, mi ha capito al volo.
La segretaria matta, ma che velo dico a fare.
Ecco invece Federico.. Non so. Credo di avere seri problemi di comunicazione con il mio dominus.
Ma sono stato garbato e disponibile quel tanto che basta per far ritorno a casa entro le dieci e venti.
E con la spesa.

Mica male.

Alle dieci e ventuno sul portone mi attendeva "lo straordinario": la mia vicina di casa (l'unica, se non si conta il vicino "puzzone", che però è suo inquilino) voleva doveva assolutamente non poteva fare a meno di.

Parlarmi della pulizia per le scale.
Parlarmi del vetro rotto.
Parlarmi delle bici nell'androne.

Mettermi l'ansia per la bolletta dell'acqua.

Alle dieci e trenta con l'Haagen Dasz quasi sciolto sono entrato nel congelatore.
Alle dieci e quaranta ero in bermuda e infradito a riprendere i libri lasciati in auto.
La vicina mi ha squadrato come un prima e dopo la cura.

La seconda volta che sono uscito con la giacca era stasera.
Una giacca blu con il cappuccio abbottonato di cotone che ha fatto il mio stesso viaggio di nozze.
Con lei siamo andati prima a vedere quanto potevo spendere in un centro commerciale.
Ho scoperto di avere risorse limitate, ma ho la moglie oculata (molto più di me) e quindi abbiamo fatto un MacMenù con Cinema.
Kung Fu Panda.

Sono uscito col giacchetto e in macchina Pru mi chiede se abbiamo questa canzone anche a casa.

Come quale?
Questa.(e certo se poi uno il titolo manco lo legge..)

Simo in serata polemica. Con i Giardini di Mirò in sottofondo.
Simone, minimal 00:22 | commenti: commenti (1)(popup)

Not (wii) st

Lista di cose da fare e fatte:

1. andati, tornati, andati e ritornati (varie volte) in una settimana a Ferrara.

fatto. sabato scorso per un matrimonio a tre e il sabato precedente per la partecipazione straordinaria al mio primo addio ad un nubilato (in veste rigorosamente femminile.. ero a mio avviso il miglior donnino della piazza)

2. visto concerto dei Notwist.

fatto. martedì in piazza Castello a Ferrara doppio concerto dei crucchi elettronici (i notwist) e degli italiano Yuppi Flu. I secondi mi sono piaciuti anche di più, come testimonia l'acquisto di maglietta e cd in loco.

3. Giocato alla wii.

strafatto. con partner Riga, venuto a casa con la scusa dei corsi di recupero goliardico organizzati dalla moglie ma con la segreta volontà di nerdizzare tutti, ivi compreso il cano che ora è un putentissimo stratega di Travian (sospetto acquisti milioni di punti con la mia carta di credito). Le freccette non hanno più segreti.

4. Andato agli Uffizi.

mi manca. però ci ho spedito il resto della ciurma (la moglie, che si è vantata del suo libretto di architettura entrando gratis; Riga che aveva la carta di identità da studente e Giulia che non ce l'aveva però grazie a Riga è entrata lo stesso; il Cano che invece ha atteso fuori)

5. Andato in braghe durante un durissimo scontro di boxe sempre alla wii.

fatto. con tanto di foto in possesso dei cavalieri. prossimamente nel prossimo numero del "Goliardia" con la nuovizzima sezione "Quando gli scacchi erano tanti" (facts pungenti sugli scacchi tra cui "quando gli scacchi erano tanti l'inno italiano era il bianche e nere casacche" e altre facezie)

6. Partecipato ad un matrimonio romantico.

fatto. con la sposa che arriva sulla due cavalli (e non su due cavalli..) con il pancione e il fratello della sposa commossissimo.
con lo sposo che abbraccia tutti stritolandoli di gioia. e un ricevimento in una delle migliori tavolate possibili.

7. Appassionato e drogato per due giorni da un server gratuito di Ragnarok.

fatto. con la complicità della moglie che ha accettato un mio riavvicinamento al mondo dei mmorpg solo a patto che fosse Ragnarok, abbiamo vissuto due giorni interi (senza alcuna interruzione neanche per mangiare) tra Prontera e altri allegri dungeon con il Monaco Fra anche lui attirato come un'ape col miele.

8. preparato le valigie in un'ora e già in ritardo per il Trentino.

fatto. ci aspettano alle due a Verona alla melablu. non so come arrivarci senza usare la Batmobile.

9. visto il cavaliere oscuro.

a momenti dimenticavo. visione fantastica del Batman moderno, alle prese con il terrorista Joker.

10. moglie sbuffante alla porta che dice "siamo in ritardo simo".

vado, via.

arrivedorci.
Simone, minimal 11:48 | commenti: commenti (3)(popup)

Dis/tensione

sabato, 28 giugno 2008 in: romance, cinemini, casini di casa, astruse astrazioni
le una del mattino, silenziosamente in cameretta.

io con lo sguardo fisso sul monitor.

tu con lo sguardo fisso su tavole e fogli trasparenti del tecnigrafo.

sottofondo: Short song for a short mind.

Distensione.

siamo da poco rientrati in casa dopo la visione del film: il Divo.

sorrentino non si smentisce mai e riesce a mettere una gran paura senza una goccia di sangue.

un lavoro pulito.

le una del mattino, silenziosamente in cameretta.

oggi non sono andato in ufficio, complice il rilassato clima che accomuna studi legali e aule dei tribunali.

oggi, in accordo con i consigli dei telegiornali, a fine pasto abbiamo bevuto un integratore di magnesio e potassio.

Distensione.

poi Pru, su testimoniosa ricetta, ha preparato un caffé shakerato.

la miscela ha prodotto strabilianti resistenze al caldo.

il resto è merito del condizionatore.

le una del mattino, silenziosamente in cameretta.

Distensione.

è il momento di ammettere che il caffé shakerato unito ai sali di magnesio e potassio stanno avendo un effetto dopante senza limiti.

ascolto i girls in hawaii, ma in testa mi suona DaDaDa, capolavoro trash anni ottanta.

le una del mattino, silenziosamente in cameretta.

Distensione.
Simone, minimal 01:24 | commenti: commenti (popup)

Insegnamo ai parlamenti a mettere le ali

Io non devo rivedere i film reazionari.

No, dico sul serio: vorrei una bella polverina che mi rincretinisce e mi rende uno di quei polemici da osteria, un borbottino, come li chiamava mia nonna.

Se la polverina costa meno di cinquanta euri a pizzico, sarei anche grato, che tengo famiglia.

Ero sul divano della cameretta, mentre mia moglie intagliava l'intero San Frediano dai piedi di balsa, quando abbiamo messo in visione "V per vendemmia", un film dove L'inghilterra domina e un tizio con la maschera e i miracle blade sotto la cintola minaccia di riportarla all'anarchia.

Che, diciamolo, è una bella cosa: forse un filino romanzato (da noi c'è chi vuole fare lo stesso, ma io Beppe Grillo con il mantello di Zorro non ce lo vedo bene, anche perché ha quell'accentone genovese che lo sgami subito) però di sicuro impatto.

Al punto che, all'esplosione della statua della giustizia, quasi mi commuovevo e volevo comprarmi i biglietti per un concerto di Silvestri.

Poi però sono sceso a bermi il caffé e sul terzo canale c'era il mago Walter che sputava fuoco sul circolo della libertà;
E c'era il circolo della libertà che ora ha organizzato le Feste dell'unità dei circoli della libertà, in cui si canta il folk della libertà e si mostra il pugno chiuso della libertà (sono tutti marchi registrati, non sapete che prezzi alla SIAE per riportarli in questo post..);

Al terzo sorso di Manaresi oro già mi era passata la voglia del vendicatore mascherato (e anche di quello mascarato).

Cerco i prezzi di un buon volo verso un'isola lontana, che vorrei si conoscesse almeno un po'.

E intanto penso a Fabi, ché lui la polvere deve averla trovata a buon mercato: quella sana magia che gli permette di scrivere canzoni leggere come una meringa.

Buon per lui.
Simone, minimal 15:52 | commenti: commenti (4)(popup)

Il diabolico Barbiere di SanRemo

martedì, 26 febbraio 2008 in: divertissement, teledipendenze, cinemini
Io me lo immagino, il povero Johnny Depp, col suo cotonato ciuffo bianco, con i suoi rasoi d'argento, che dispensa tagli alla moda durante il festival della canzone italiana.

Odierebbe Chiambretti, che, come me quando avevo cinque anni, ha bisogno dei cuscini sotto al sedere per arrivare ad altezza rasatura.

Lo odierebbe anche e soprattutto perché ha quell'umorismo pietoso da tavernello, che per ridere deve ironizzare sul fatto che è nano.

Ma non bastava Pupo?

Odierebbe Pippo Baudo per il problema opposto, perché troppo alto e dovrebbe stare in piedi sul tritacarne del piano di sotto.

Lo odierebbe anche perché non verrebbe di persona: manderebbe il suo parrucchino (come nei bei tempi del Drive In, al guinzaglio).

Odierebbe certi cantanti stopposi, che vengono a SanRemo non per cantare, ma perché il dottore gli ha consigliato lo iodio.

E loro, tra le cinque terre, scelgono proprio di rompere i coglioni da cinquant'anni sul palco dell'ariston.

Little Toni. No, per cortesia ma ne volete parlare?
Io no.

Toto che s'incazza nel dopofestival perché Luzzatto gli ha staccato il catere durante le prove.
Ne volete parlare?
Per cortesia, ho appena finito di mangiare.

Il diabolico Barbiere si spunterebbe le lame con la Tatangelo, la bambola gonfiabile di Gigi d'alessio.
Il tempo di avvicinare la punta e pfffffffff.
Se ne andrebbe svolazzando per la mansarda con tante pernacchie.

Si divertirebbe con Gazzé, uno che dà lavoro ai barbieri perdavvero.
Magari uscirebbe pure lui col ciuffo sbiancato e l'aria sinistra.

Scapperebbe di fronte a Tricarico.
Che è bravo, percarità.
Ma fa paurissima.

Io l'ho visto per ultimo e me lo sono sognato tuttanotte, col suo sguardo glaciale.

Il diabolico Barbiere riempirebbe pasticci per diversi mesi.

Poi se li mangerebbe in una bella sera d'estate, a piedi nudi, con lo sguardo un po' persò, durante una  piazza della Taranta.
Simone, minimal 15:16 | commenti: commenti (popup)

Il lato schifo della forza

martedì, 18 dicembre 2007 in: divertissement, cinemini, astruse astrazioni
Anakin è un giovine bimbo, biondo e orfano come hansel e gretel, ma senza gretel.
Lo trovano su un pianeta con tanta sabbia e punto mare, tipo le spiagge bianche di Vada.

Fa il meccanico a sei anni, e sogna di correre tra le dune e morire insieme a tanti mostriciattoli.
Ha un amico robot, che manco ha un nome vero, tipo teddy. si chiama C1P8, come il codice delle mie spazzole tergicristallo della Polo.

C1P8 è, diciamolo, un gran rompiballe.

Anakin viene prelevato dai Jedi e conoscerà Amidala, la regina di Naboo.
Lei ha già trent'anni e quattordici figli, se lo fa buttare nel caapranzi dal sig. Organa, un tizio di colore nerboruto.
E quando si trucca usa un cofanetto della Pupa intero.
Lo ingoia.

Chiaramente Anakin se ne innamora subito. a sei anni.
E gli regala C1P8.

I Jedi però gli dicono che se lui fa pensieri strani e qualche volta si sfiora poi diventa come Yoda.
Fa pure rima e se c'è una cosa di cui Anakin ha paurissima sono le rime.

Sicché diventa apprendista di Obi-Wan, un giovane di belle speranze che fa carriera approfittando del casco d'oro.

Anakin cresce in un clima di merda: tutti lo odiano. Il lato oscuro se ne frega, il lato chiaro lo teme e il Maestro Windu fa pensieri strani su di lui.

Poi il colpo di scena: Anakin ritrova la mamma creduta morta.
E' stata rapita e seviziata da un branco di nomadi del deserto per diversi anni.

Ormai è truccatissima, ha altri quattordici figli e conosce molto da vicino un certo senatore Organa.

Il solito complesso edipico che per questioni col Moige, Lucas decide di abbandonare facendo schiattare la povera donna.

Anakin la prende bene, si limita a sterminare la razza dei nomadi e a guardare torto il senatore Organa, soprattutto sotto le docce, con una punta di invidia.

Da qui in avanti si dipana una storia smelenza tra lui e la regina Amidala, ormai non più regina (Naboo è l'unico posto dell'universo in cui viene eletta democraticamente una regina. D'altronde Lucas ha imparato l'educazione civica sul Sapientino) e libera di fornicare anche con Anakin.

Lui nel frattempo ha di colpo quarantacinque anni, li porta discretamente di merda, tanto che tutti si preoccupano che è sempre pallido, ci vorrebbe un ricostituente, ma lo pigli il guaranà?

Obi-Wan gli è sempre a fianco, Windu lo odia, Yoda lo odia, Dooku lo odia.

Anakin cresce felice e spensierato fino al giorno in cui Amidala fa un test di gravidanza e scopre che può avere figli pure se lei è di Naboo e lui di Tatooine.
Basta il sudore, gli dice il ginecologo interstellare, sul tapiroulant.

Lui è disperato perché Obi-Wan è stato chiaro: tromba e la forza ti fa cadere il pisello.

Il Lato oscuro lo avvicina proprio in questa difficile circostanza, seducendolo con parole ricolme di significato come otorinolaringoiatra e abbecedario.
Anakin diventa cattivissimo.

Epperò Obi-Wan gli mozza gambe, braccia e lo lascia bruciare nella lava.
In ricordo dei vecchi tempi e degli scherzi che, da sempre, si facevano nelle loro scorribande.

La morale è che non sempre se da bambino sei orfano e poverello poi ti va tutto di lusso.
Quello succede solo nelle fiabe dei fratelli Grimm, dove la monarchia è una cosa seria.
Simone, minimal 12:15 | commenti: commenti (1)(popup)

disturbia mi disturba

mercoledì, 29 agosto 2007 in: musicalmente, romance, cinemini, fiorentinismi
L'altra sera siamo andati a mangiare la paranza in piazza Sant'Ambrogio.

C'è una sorta di ristorante improvvisato, con diversi tavoli e tavolini posti di fronte ad un palco.
Sul palco c'erano un paio di chitarre elettriche, una chitarra acustica, una batteria e un paio di tastiere.

Ci siamo seduti ad un tavolo proprio sotto al palco, come due fan accaniti (di chi, non era dato saperlo).

Una cameriera paziente ci ha consegnato tre cartocci di pesce fritto e una brocca di vino bianco ghiacciato.

(non dovevo scrivere vino ghiacciato.. mi sta venendo una sete dannata)

Al primo anello di totano, un gruppetto sale sul palco.
Sfoderano anche il basso. lo suona uno basso e pelato.

Il tastierista sembra uscito da Vivere e tenta di accattivarsi le simpatie del pubblico con uno strumento nuovo, una sorta di antennina in grado di captare le vibrazioni attorno e trasformarle in fischi parecchio fastidiosi.

Un artista.

Il gruppo suona bene, c'è da dire.

Ma noi, al terzo cartoccio, decidiamo di rifugiarci nel cinema trash, ovvero nella proiezione di Disturbia.

In tutta la sala c'erano 6 persone.

Disturbia è un filmetto girato nei tempi morti da Transformers. Stesso protagonista, stessa casa.

Il film si basa sui luoghi comuni del 2007: Ipod video da 60gb, Cellulari con suonerie mp3, Scaricare la musica, Fotografie digitali e Youtube per i filmatini amatoriali.

A parte questo c'è un serial killer parecchio disturbato dall'essere finito in questa mattonata estiva di basso livello.

Dimenticavo, c'è pure Trinity, quella che in Matrix sparava dentro una tutina nera di latex.
Volete sapere dove è finita?

Fa l'agente immobiliare a Disturbia e ha un figlio problematico che spia le ragazzette col binocolo.

Non fosse stato per Disturbia, sarebbe stata una magnifica serata.
Simone, minimal 12:06 | commenti: commenti (popup)

Scacco Matto

lunedì, 18 giugno 2007 in: scatti, cinemini, goliardie
E adesso?

Arrocco

Simone, minimal 16:17 | commenti: commenti (popup)

Macchie del passato (o era ragù?)

martedì, 01 maggio 2007 in: divertissement, scatti, cinemini
Sicchè, visto che il primo maggio siamo troppo furbi da ingabbiarci sull'autosole e troppo stanchi per pigiarci nella folla del concerto di Roma (a proposito, dice uno si chiama Ventura ha detto male del Papa e si sono scusati pure i sindacalisti..mah) ci siamo detti: andiamo a vedere L'omo ragno 3.

Così, col navigatore (perchè io fino al warner village non ci so arrivare senza il gps) acceso e i biglietti prenotati da internet, siamo giunti verso le 4 e mezzo al cinema.

Il quale cinema era parecchio pieno pure alle 4 e mezzo, per lo più di bimbi molesti, che io non capisco: portali a vedere Banbi 2 o Giu per il Tubo (nel senso di spingerli per lo sciacquone).

Sembrava la fiera del mais scoppiato. Babbi con le caraffe di cocacola e i sacchi da giardino di popcorn.
Mamme con i biNbi in collo, sperando di calmarli mentre loro gli tiravano i capelli per vedere cosa c'era sotto.

La carta di credito ci aveva riservato dei magnifici posti a lato, verso la fine, accanto ai genitori di Stan Lee che sono tanto orgogliosi del loro figliolo (e dire che quando diceva "babbo, mamma, faccio i fumetti!" gli tirarono certi schiaffi che nel mezzo poi non gli sono più ricresciuti i capelli, poveromo..).

Con queste meravigliose speranze, alle 4 e 45, è partito il film.

Per chi non lo sapesse, ma ne dubito, L'omo ragno è uno che vien punto da un ragno rossoeblu in un laboratorio e diventa un supereroe.
Proprio per questo motivo però ne passa di tutti i colori, la ragazza rossa non gliela vuole dare (e quando gliela propone suonano le sirene dei vigili) e il suo migliore amico lo vorrebbe morto appeso a un palo.

Finalmente nel terzo film il ragazzo ha il giusto riscatto. Tutti gli vogliono bene e la tizia che gliela promette poi gliela concede in esclusiva.
Perfino il suo migliore amico torna bono bono.

Lui in compenso diventa una vera merda, pare un nerd col ciuffo, colla camicia abbottonata fino all'ultimo e con un costumino nero che pare uno dei Kiss.

Ma però (che non si dice, guai!) è comunque pieno di cattivi, tra cui l'uomo sabbia che pare venga da rosignano solvay e la sua stessa nemesi: Venom.

Venom è uno simpatico e biondo, fa il reporter come lui e c'ha pure la ragazza. In lotta perenne per il posto fisso come tutti i giovani d'oggi, finisce col tentare la scalata sociale ai danni del nostro ragno di quartiere.

Purtroppo di ganzi nel film a cui è concesso di essere anche un po' stronzi c'è spazio solo per Peter Parker e il biondino si ritrova senza lavoro, senza ragazza e col costume nero.

E il costume nero a lui mica stà bello aderente sotto la camicia: no a lui gli fa un ghigno pauroso e i denti come uno squalo tigre.

Finale roboante e tanta sabbia nelle scarpe che pare essere a Vada.

Si sono divertiti tutti, compreso il sottoscritto. Poi siamo tornati a casa e c'era ancora il concerto del Primo maggio, colle Vibrazioni.

Che palle le vibrazioni. Infatti abbiamo mangiato in fretta e ora eccoci qui. Io a scrivere cazzate e la mia futura moglie a rimettere a posto la stanza.

Mi pare d'aver detto tutto. Arrivederci.

Simone, minimal 21:35 | commenti: commenti (popup)

Altra Fedeltà

Le porte scorrevoli di Melbook Storee di Ferrara mi mettono ansia.

Fanno un sinistro rumore, un soffio. Pare sia entrato L'uomo nero di guerre stellari (ho provato a scrivere il suo nome tre volte. Darth Vader. Lord Fhener. Lord Fehner. E potrebbero essere tutti e tre giusti. Ma non mi andava di passare per uno culturalmente a posto. L'uomo nero lascia spazio a dubbi sulla mia serietà cineculturale. Ammesso che tale parola esista).
Invece no.

Ero entrato io.

Vestito da Irlandese. Con il maglione bianco e il cappello. Non c'è niente che non vada quando sono vestito da Irlandese.
Anzi.

Avevo appena mangiato un menù medio da MacDonald e mentre il mio cervello rilasciava silezioso endorfine per farmi venire sonno, fissavo un libro.
Ero nella Mel che fissavo questo libro.

Se volete scrivo il titolo, ma visto che poi non l'ho comprato, che forse non lo leggerò mai, non ha molto senso dirvi che libro fosse.

Va bene, si trattava dell'ultimo libro di Nick Hornby. E questo include simpatya, ironia e tutte quelle cose che ho imparato guardando i film tratti dai libri.
(anche questo non dovrei dirlo. Dovrei fingere la sua collezione completa, leggermente grattata lungo la costola, sullo scaffale a portata di mano della libreria, quello delle letture frequenti. Ma oggi mi sento straordinariamente sincero.)

Ora, avevo una lunga serata di fronte. Per farmela passare avevo pensato a:

1) Visione di tutta la prima serie di House. Lo zoppo che ha finito le lamette del gillette nel 72'

2) Tentativo di sbronzarmi in solitario e poi vomitare su uno dei leoni del duomo ferrarese, magari fingendomi giovane cantante folk (ero pure vestito irlandese, in tema insomma)

3) Comprare un libro e impormi la sua lettura completa nella serata, accompagnata da musica adeguata

Mentre le prime due opzioni comportavano tutto sommato uno sforzo minimo, solo la terza comprendeva la mia presenza in libreria e dava un senso al mio vagare tra le pile di carta.
Ammettiamolo: Nick poteva essere un rifugio discretamente notevole. (e dagli.. vabbè entro fine anno gli avverbi li taglio. Giuro)

Le mie finanze mi hanno concesso una ristampa di un classico. Quello del tizio col negozio di dischi.

Ora, per completare l'opera, salivo le scale che portano alla sezione musica.

Mi trastullo per la restante ora con in mano due dischi:
Radiodervish - Amara Terra mia;
Niccolò Fabi - Dischi Volanti.

E anche questo potevo non dirlo, dal momento che, come per il primo libro (quello dell'ingresso), non se n'è fatto di nulla.

Avevo con me l'hard disk portatile, quello da 250 giga. E dentro c'erano i Badly Drawn Boy, che è come dire: Nick Hornby sceglie per me.
Insomma, una spesa in meno.

La serata costa 8 euro. Se non considero il Chicken Premiére (e anche qui non saprei dove vada di preciso l'accento). Altrimenti 14 euro.

Quindi entro in camera, accendo le casse e alzo il volume.

Pagina uno: classifica delle 5 peggiori fregature subite dal protagonista.

Stop. Il volume era troppo alto e finivo per ricordare Hugh Grant che fa il nullafacente in About a Boy.

Abbasso e riparto.

Verso le 2 e 40 faccio una pausa. Occhistanchi forse.

Metto su Superman Returns (forse non dovrei dichiarare così ai quattro venti il contenuto del mio Hd portatile). Penso: è Brian Singer, lo stesso di House. Diamogli una chance.

La Chance dura 17 minuti. Quando appare Marlon Brando tra i ghiacci del palazzo della solitudine decido che se volevo guardare la gente morta perlomeno Chaplin fa ridere.

Morte di Superman. Esco.

Sono le tre e fa freddo. La mia tenuta irlandese è estiva. Per l'estate irlandese. Un po' scarsa sull'inverno ferrarese.

Ma passeggio ostinato fino alla statua dello stregone. Fisso le vetrine e comincio a provare frustrazione perchè la mia idea primaria, la fine del libro è solo a metà strada.

Stavo dyvagando. Così torno spedito a casa e riprendo da quando Laura minaccia di chiamare la polizia e lui se ne frega.

No via, non si riesce ad andare avanti. Sono le 4 e venti.
Uhm. E' un po' tardi.

Comincio a chiamare. Segreteria.

Esco e metto quel disco di trip hop che in pratica gira in macchina ormai da diverse settimane.
Mio padre dice che ci dorme e preferisce Battiato. A me sveglia.
Mi pare verso Carnivores Unite scopro che non so dove sono.

E' così bello vagare per le strade senza macchine. Sento perfino la mancanza di qualcosa di tamarro, tipo i neon sotto le ruote.

Però la verità è un'altra: mi sto annioiando. Vivere tutto questo niente senza poterlo parlare con qualcuno alla lunga è noioso.

E mi ritrovo esattamente come da piccolo, quando mi invitavano ad una festa.
Una settimana di dstanza: ero felice ed elettrizzato.
Il giorno prima: mi prendeva il panico. tutta quella gente.. che vuole da me? sto bene da solo ,io.. nono, non se ne fa di nulla
E durante la festa mi rosicavo per aver voluto rimanere a casa.

Avevo 4 anni. E a 27 vivo questa cosa nello stesso modo.

Sono praticamente le sei quando rientro a casa e ripartiamo.

All'altezza di Bologna, mentre percorro lo svincolo che dalla A13 porta alla A1, albeggia.
Tre kilometri prima era buio. Tre kilometri dopo i fari non servivano più.

E ho visto le luci per le strade spegnersi. Senza uno sbadiglio. Mentre accanto a me riposava la mia piccola caballera.
Che dall'odio verso i ratti aveva già perso la coda di coniglio.

Tutto questo mi insegna due cose:
1) la prossima volta vinco le mie ataviche rimostranze e vado alla festa. Risultato: niente post e nulla da leggere per voi. Mica male.

2) Nick Hornby ne sa a pacchi. Ma neanche lui lo leggo in una serata, come facevo un tempo. E quindi, vino o no, anche io sto invecchiando.
Simone, minimal 15:26 | commenti: commenti (popup)

Il lato scuro della forza

giovedì, 28 settembre 2006 in: divertissement, scatti, cinemini

Luke è incestuoso.

Ma avete visto come la guarda, Laila? No ditemi. Ma che schifo.. sono gemelli..

Non mi fido di quelli del lato chiaro. Ipercontrollati, sempre ammodo, e niente donne.

Perlomeno i preti possono incazzarsi, di tanto in tanto. (questa mi sta costando la mia prima scomunica).
E perchè ce l'hanno poi tanto con i sith?

Ve lo dico io. Perchè i sith fanno quello che gli pare.
Uno gli ha fatto uno sgarbo?
via il braccio.
Gli fai i gestacci dalla macchina?
Ti fondono il motore con le scariche elettriche
Gli trombi la moglie?
Ti ipnotizzano convincendoti che sei Giorg Maicol.

E ti mandano ad un raduno di camionisti.

I sith si sposano, hanno bambini, partecipano alla vita politica, hanno la spada laser rossa (i jedi non possono averla di quel colore, e si sa, questo gli rode), sono tamarri, piacciono al popolo.

Ecco appunto. I sith piacciono al popolo.
Il capo del governo è il signore dei sith. Sto parlando di Star Wars.
E i jedi lo invidiano.
Yoda lo invidia perchè perlomeno lui quando è al distributore può prendere il caffè.
Il nano verde, invece, può solo prendere "tanto zucchero".

Difatti muore di diabete.

Insomma quindi il lato scuro della forza è più simpatico. E' per questo che Lucas, ben sapendo che uno come Luke alla lunga sarebbe stato sull'anima a tutti, ha inserito i droidi e Indiana Jones.

Sono le spalle comiche.

I sith non hanno bisogno della spalla comica. Sono perfetti così.
Perchè dovremmo odiarli? Ci sta forse sul cazzo Fonzie quando fa partire il Juke-box a schiaffi? (è un sith, sapete?)

Per cui unitevi anche voi nella campagna a favore dei sith. Liberiamoli da questa nomea di malfattori.

Sono rossi e sono grandi politici. Ditemi voi se non è un sogno ad occhi aperti.


Simone, minimal 18:02 | commenti: commenti (popup)

Oddio sono diventato radical-chic!

martedì, 26 settembre 2006 in: scatti, musicalmente, cinemini, roba da bloggers, astruse astrazioni
Ora, con questo bello sfondino grigio parquet tutti-dico-tutti s'aspetterebbero la fine di ogni seppur malcelata molestia.

Guardate, me l'aspettavo anche io.

Mi aspettavo di starmene serio e (scusate, destrutturo winamp, che ha rotto il c@zzo) postare simpatiche e argute riflessioni corredate anche e spesso da foto in biancoenero oppure virate a seppia.

E la cosa funzionava pure. Figurarsi, dopo la disintossicazione da libriminchia, da musicaminchia, da qualsiasicosaminchia, ero diventato radical-chic (oh, non lo dico mica io, sapete?).

Il che mi inorgoglisce, sebbene ignori il significato del termine e mi faccia fatica andare a ravanare nel dizionario Devoto-Oli.

C'ho un libro serioso e intrigante da leggere. Lo vedete in basso a sinistra, si chiama casa di foglie.
L'ha scritto un tizio dal cognome impronunciabile e intrascrivibile, mapperò di nome fa Mark.

E insomma Mark scrive questo libro in cui (cito la costola e non vi svelo nullanulla)(o quasi) a proposito di una casa che è più grande dentro che fuori.
Questo sogno erotico di ogni costruttore edile in realtà genera un rifrullo di terrore et raccapriccio in ogni suo ignavo abitante.
Indi per cui il nostro Mark scrive a proposito un sacco di pagine con rapidi cambi di font, dimensione di carattere e voci narranti sparse.
Il risultato è che lo apro in libreria e rimango attratto dalla multiforme varietà della lettura.
No, a dirla tutta vedo un librone bello alto ma senza costolaminchiona e perdipiù con un sacco di pagine bianche dentro.

Insomma già qui si capisce che il radica-chic in me è tutto fumo e niente arrosto. oggiù ,magari la salsiccia. (ché poi io l'ho sempre chiamata salciccia, per la gioia e il riso di grandi e piccini. e perchè fa più gola)
Ma dyvago.

Allora ad esplorare bene la situazione aggiungo che non sto più ascoltando i ragazzi di Galway, anche perchè sono rimasti incastonati nel vecchio lettore dvd della mia auto.
E chi riesce ad estrarli diventa re Artù.

No ascolto un sacco di Trip-hop. sapete,no? quella roba che dice l'ha inventata Tricky, anche se poi MTV.it attribuisce tutto agli Archive.

Insomma, come argutamente osservava la mia dolcissima metà, casa nostra pare la succursale di B-side.

Allora segnalo per i musicofili un gruppo notevole che risponde al nome di Blockhead.
Nonchè l'evento scoperto da settimane che gli Archive saranno a Milano a Novembre.

Tanto di questo non frega praticamente a nessuno.

Insomma essere radical-chic significa solo che non canto più le canzoni di nek in macchina.

Non importa se mi vedo il film degli Articolo 31 (si lo so. pareva incredibile anche a me. e invece è tutto vero. Gli articolo 31 hanno fatto un film che si chiama senza filtro. Quello che invece non è incredibile è che faccia veramente schifo): Resto radical-chic.

Pannella con una bella giacca di Armani è radical-chic? Mah.

Ma soprattutto Armani con una canna di Pannella che roba è?

Forse è meglio se vado perdavvero sul vocabolario a controllare.

E adesso? No via, la foto virata o in bianco e nero la metto da costituzione. Così poi posso vantarmi di quanto è radical-chic il blog.

Tiè
Simone, minimal 16:40 | commenti: commenti (1)(popup)