Ponti di fine mese

venerdì, 31 ottobre 2008 in: scatti, goliardie, sotto lalbero, casini di casa, valigie in tasca
Gite o gitarelle (non oltre considerate tali) a cavallo tra Ferrara ed una riscoperta Venezia.

Complici impegni goliardici, anche giornalistici, e lauree cinematografiche.

Lunedì siamo partiti in direzione Città delle Biciclette (senza il fumo, quindi non era Amsterdam) per la mia seconda Riunione da Fante e anche per sfruttare la nostra base d'appoggio in direzione Venezia.

Infatti il giorno dopo, con poche ore di sonno sulle spalle, abbiamo preso l'agile regionale per la città lagunosa.

Nel tratto finale il treno ha planato sull'acqua con effetto Miyazaky "Città Incantata" (tanto che Pru adesso sostiene che tutta la Città del film sia ripresa paro paro da Venezia) (e però il Giappone è tutto isolette e fiumi.. non per rovinare l'immagine poeticamente campanilista, ma ne dubito).

Scesi dal treno ci siamo presentati al Ponte Calatrava, il Ponte dello scandalo, quello dove si scivola facilmente.

Già pregustavo risarcimenti in denaro e soggiorni dal Comune di Venezia.

Ma, come al solito, i giornali gonfiano le notizie: per scivolare sul ponte probabilmente si deve prima ungerlo come il pollo fritto e camminarci con le banane ai piedi.

Oh, sarò blasfemo ma a me è piaciuto.

(commento di un amico veneziano: "ma vuoi mettere col Ponte di Rialto?"; si grazie al.. volevo dirgli: "vuoi mettere col Ponte all'indiano di FIrenze?")

Poi, a suon di ponti e pontificazioni sulla vita degli autoctoni, siamo arrivati in Facoltà, giusto in tempo per la..

No, siamo arrivati in ritardo, Rob aveva già l'alloro calato: siamo giunti in tempo per infiltrarci nella foto finale.

E poi siamo anche giunti in tempo per il rinfresco. Bellissimo posto, tanto che pochi metri più giù ci stavano girando un film con la Gaia de Laurentiis.
(lo so, non fa molto curriculum. ma questo c'era..)

Ho sfogliato la tesi su Pupi Avati animato da sincero interesse.

Dopo le due ci siamo congedati per ritornare al treno di corsa, passando per tutti i punti di interesse di un ipotetico navigatore satellitare.

Ponti, Ponti, Ponti, Ponti.

E tanti negozi artistici (in proposito, dall'ultima volta Venezia è migliorata di qualità)
(anche vero che l'ultima volta avevo forse dieci anni)

Abbiamo litigato con il controllore (ti pareva) e preso il treno successivo.

A Ferrara pioveva sotto i portici di Mc Donald's; così abiamo fatto ritorno alla nostra dimora pelosa, fatta di gatti e calzini.

Oggi è il trentuno e dovremmo metterci le maschere di paiura per carpire i dolcetti dai vicini.
Io mi accontenterei di costringerli a risistemare l'antenna, ché si vede solo Boing ormai.
E la Talpa.

(in proposito è imbarazzante non capire in alcun modo i meccanismi di quel gioco..)

Oggi è il trentuno. Finalmente comincia a fare freddo.

Da sopra l'armadio sbuca il sintetico abetino verde. E ammicca.

Dai, tra poco ti si fa scendere.
Simone, minimal 11:15 | commenti: commenti (1)(popup)

Not (wii) st

Lista di cose da fare e fatte:

1. andati, tornati, andati e ritornati (varie volte) in una settimana a Ferrara.

fatto. sabato scorso per un matrimonio a tre e il sabato precedente per la partecipazione straordinaria al mio primo addio ad un nubilato (in veste rigorosamente femminile.. ero a mio avviso il miglior donnino della piazza)

2. visto concerto dei Notwist.

fatto. martedì in piazza Castello a Ferrara doppio concerto dei crucchi elettronici (i notwist) e degli italiano Yuppi Flu. I secondi mi sono piaciuti anche di più, come testimonia l'acquisto di maglietta e cd in loco.

3. Giocato alla wii.

strafatto. con partner Riga, venuto a casa con la scusa dei corsi di recupero goliardico organizzati dalla moglie ma con la segreta volontà di nerdizzare tutti, ivi compreso il cano che ora è un putentissimo stratega di Travian (sospetto acquisti milioni di punti con la mia carta di credito). Le freccette non hanno più segreti.

4. Andato agli Uffizi.

mi manca. però ci ho spedito il resto della ciurma (la moglie, che si è vantata del suo libretto di architettura entrando gratis; Riga che aveva la carta di identità da studente e Giulia che non ce l'aveva però grazie a Riga è entrata lo stesso; il Cano che invece ha atteso fuori)

5. Andato in braghe durante un durissimo scontro di boxe sempre alla wii.

fatto. con tanto di foto in possesso dei cavalieri. prossimamente nel prossimo numero del "Goliardia" con la nuovizzima sezione "Quando gli scacchi erano tanti" (facts pungenti sugli scacchi tra cui "quando gli scacchi erano tanti l'inno italiano era il bianche e nere casacche" e altre facezie)

6. Partecipato ad un matrimonio romantico.

fatto. con la sposa che arriva sulla due cavalli (e non su due cavalli..) con il pancione e il fratello della sposa commossissimo.
con lo sposo che abbraccia tutti stritolandoli di gioia. e un ricevimento in una delle migliori tavolate possibili.

7. Appassionato e drogato per due giorni da un server gratuito di Ragnarok.

fatto. con la complicità della moglie che ha accettato un mio riavvicinamento al mondo dei mmorpg solo a patto che fosse Ragnarok, abbiamo vissuto due giorni interi (senza alcuna interruzione neanche per mangiare) tra Prontera e altri allegri dungeon con il Monaco Fra anche lui attirato come un'ape col miele.

8. preparato le valigie in un'ora e già in ritardo per il Trentino.

fatto. ci aspettano alle due a Verona alla melablu. non so come arrivarci senza usare la Batmobile.

9. visto il cavaliere oscuro.

a momenti dimenticavo. visione fantastica del Batman moderno, alle prese con il terrorista Joker.

10. moglie sbuffante alla porta che dice "siamo in ritardo simo".

vado, via.

arrivedorci.
Simone, minimal 11:48 | commenti: commenti (3)(popup)

Giornata piena

Oggi è stato un giorno pieno.
Io temo i giorni pieni perché nel più c'è sempre il rischio di trovarci il meno, ovvero quella porzione di più che non vorrei avere tra i piedi e che, nei giorni normali, non c'è proprio.

Oggi è stato un giorno pieno ed è cominciato alle 7:30.
Capisco di apparire banale, ma per me le 7:30 e tutto il giorno davanti mi mettono una grande agitazione.
Così grande che non ho preso il caffé, che già stavo agitato di mio senza bisogno di macinare chicchi tostati fatti apposta per eccitarmi.

Oggi alle nove stavo già in Tribunale e alle nove e cinque stavo già fuori dal Tribunale; alla faccia di chi dice che i processi sono lenti.

Sicché ho pensato di comprare il giornale, cosa che non faccio mai di solito; ma oggi l'ho fatta perché se deve essere una giornata piena anche di cose un po' brutte voglio leggere tutti i dettagli.

Difatti ho letto i dettagli di questo governo del ridicolo.
Così ridicolo che adesso pure loro si sentono un po' delle merde ad averlo fatto e non c'hanno il coraggio di parlare;
tutti tranne gasparri che non sa cos'è il coraggio: ché lui parla come i bambini che hanno imparato a parlare da poco e sono tutti eccitati e anche se ti ripetono caccacacca in continuazione sono felici;
difatti Gasparri è felice di saper perlomeno parlare e parlaparlaparla e dice caccacaccacacca ma sempre col sorriso.

E dopo aver letto di Silvio che vuole ricusare pure il suo cane perché una volta gli ha sotterrato il parrucchino (e lui certe cose se le ricorda, quando vuole) sono andato in banca con rinnovata fiducia.

Il giorno pieno è continuato con me che firmavo il mutuo per la casa.
Il notaio, un notaio afono che leggeva il contratto ma non lo sentiva nessuno, ha detto che fino al 2038 devo pagare ogni mese una somma.
Il notaio afono ha fatto due conti (e pure io) e ora so che quando avrò 59 anni avrò estinto il mio debito.

La bella notizia però è che si comincia a pagarlo dal 31 agosto.

Di talché ho ripreso a braccetto la mia mogliettina e s'è fatto shopping alla feltrinelli e poi pure da Promod.
Fino al 31 agosto si può, osiamo.

Poi lei è andata ad un appuntamento al buio, nel senso che aveva fissato per un caffé con una sua amica ma non sapeva di preciso chi pervia che non aveva registrato bene il suo numero sul cellulare nuovo (quello cinesissimo che, per gli invidiosi, non è ancora esploso).

Io invece sono tornato a studio a lavorare e poi a parlare di goliardia con gli altri fanti, specie con Riga che magari mi legge (ciao Riga, ricordati le borchie).
Già perché Venerdì sono stato fatto Fante.

Con i miei nuovi poteri da Fante, progetto leggi ad personam e un decreto salva-fanti.
Se passa, bene.

Altrimenti ricuso il connestabile.

E tu, cano: tira fuori il mio parrucchino o ti metto in una buca assieme al cane di Berlusconi.
Simone, minimal 00:23 | commenti: commenti (4)(popup)

Pisa Merda

martedì, 03 giugno 2008 in: divertissement, goliardie
Sfogliavo pagine (virtuali) in cerca di ispirazione per questo piccolo resoconto della giornata di sabato.

Oggiù, è difficile parlar bene di Pisa; io li capisco i livornesi che ce li hanno sotto al culo ogni moto di spiaggia.

E' difficile ma oggi mi tocca. Quindi bevo a pigiapigia una sorsatona d'acqua di mare, che fa parecchio cozzèvongole e mi accingo a tornare serio (ma anche faceto).

Sabato abbiamo lasciato casa e gatti per andare al parco di San Rossore, le cascine di Pisa.

Al Parco di San Rossore, spiaggiati come balene cui si fosse rotto il gps, stavano i resti dei Goliardi sopravvissuti alla cena precedente.

Difatti venerdì c'era una cena, che abbiamo saltato ma c'è mancato pocopoco. Tutti a dirmi oquanto eradivertenete lacenaprima doveviessercianchete.
No. Non c'ero. Puppa.

Torniamo quindi all'erba umida del Parco di San Rossore, dove ci stavano due tettoie e sotto due tavoli e sotto due panche per ogni tavolo e seduti parecchia gente colorata a festa.

Per rianimare la giornata sconvolta di sole ci siamo messi a suonare la chitarra.
Suonare la chitarra in un concerto di goliardi è come voler palleggiare a san Siro tra Italia-Brasile. Comunque la giri è sicuro che ci fai una figura di merda.

Ma c'è chi non si scoraggia, come certune che suonano i soliti cinque accordi in fila per tipo dueoredue, fintantoché i legittimi proprietari della chitarrina chiamano l'ufficiale giudiziario per farsela rendere.

Senza chitarra resta solo da imbarcarsi sul trenino, una splendida iniziativa tutta pisana: dopo secoli di Barroccio, finalmente una nuova tappa nell'evoluzione dell'uomo: 2008, i pisani scoprono il treno.

Ora gli manca solo scoprire i binari dove posarlo e poi siamo assistemati.

Io però non mi fidavo e gli sono andato dietro con la macchina (i pisani gridavano al prodigio, fissando il barroccio che li seguiva senza ciuchi). Ogni tanto clacsonavo pure.

Con questo sistema siamo giunti alla facoltà di nonsocosa, una roba tipo scienza delle carrube, dove i Pisani si iscrivono per mascherare le loro origini contadine (e soprattutto perché così possono fare goliardia).
Lo so: tutti pensavano di mangiare alla Sapienza o alla Normale.
Come sospettavo da anni, queste ultime due sono facoltà di Batman: nel senso che da sopra non ci entri, devi passare dai sotterranei.
Fino a che i Pisani non scoprono i sotterranei, alla Sapienza o alla Normale non ci si entra, figuriamoci mangiarci.

Comunque il posto era carino, faceva parecchio barricate, s'è speso un fottìo e mangiato un filino meno che lo schifo: insomma tutto regolare.

Come antipasto ho pure inculato (anche se la mano da borseggiatore era di un altro) un mulo appeso ad un goliardo genovese: un doge, mi pare.
A me i genovesi paiono tutti uguali.
Tranne Black che è uguale ma però invecchiato.

Alla fine ci siamo finiti perdavvero alla Sapienza (sempre col trenino.. devono aver rigato l'asfalto di mezza Pisa con le rote) o meglio.. di fronte.

E dopo un paio di girotondi hanno nominato un nuovo Torrione. Oddio.. questo pare più una torretta con un trombettiere in collo: è stretta, lungalunga e suona fissa..

Che vi devo dire.. a me questa cena è piaciuta.

Ma percarità non lo dite ai Pisani, per loro, valga il titolo a riassumere tutta la giornata.
Simone, minimal 17:09 | commenti: commenti (16)(popup)

Bianche e nere casacche

sabato, 09 febbraio 2008 in: divertissement, goliardie, fantashopping
Cena per cambio del Duca.

MI piacerebbe spiegare, limitatevi a immaginare una scena o una cena, con tanta gente di cui la maggior parte vestita a lucido ma con una casacca sdrucitissima sopra.
E taluni pure con un mantello nero.

Mi piacerebbe spiegare, limitatevi a immaginare il nostro shopping compulisivo degli ultimi giorni indosso (e cambiamenti dell'ultima ora perché manca l'orlo ai pantaloni col cartellino appeso) ma coperti e nascosti dalla solita casacca bianconera.

Lo sapesse mio nonno, tesserato fiorentina per trent'anni, dovrei cambiare cognome.

Lo sapessero in studio, tutti i mercoledì a coverciano in qualità di arbitri, perderei pure il lavoro.

Mi piacerebbe spiegare e mi limito a dire che non si tratta di una convention di juventini (va bene sbronzi, ma non esageriamo); al massimo ci saranno i soliti due o tre pisani (pisamerda) o congreghe di altre presunte città marinare decadute.

Mi piacerebbe spiegare, ma siamo in ritardo (e quando mai); Il Duca non aspetta.

Ma a me è già venuto a noia.
Simone, minimal 16:37 | commenti: commenti (popup)

Di tutti i colori

venerdì, 08 febbraio 2008 in: romance, goliardie, astruse astrazioni, fantashopping
La primavera è alle porte, i saldi sono saldati, è tempo di pensare alla collezione estiva, mandando in tintoria i maglioni, da recuperare imbustati e riscoprire a ottobre, dopo il primo temporale.

A marzo andrà di moda il blu, affondato nei mari del sud in un assolato pomeriggio di fine millennio.

Dopo la riscoperta dei colori da caccia, con i toni del marrone e il verde Fiuggi (che depura e fa sentire più vicini ai fringuelli) è tempo di riscoprire l'arancio e una strana tonalità di rosa antico.

E soprattutto un blu smorto che fa molto mar adriatico con grosse navi alla deriva.

Mi spiace soprattutto per il viola, grande favorito di questo dicembre, ma purtroppo rimasto indietro.
L'avrei dato per favorito.

Resta ancora il sabbia, che non passa mai  e che tutti preferiscono agli scogli perché è più facile scendere in mare.

Uscendo, questa mattina, è arrivata una ventata di ventuno marzo che ha stupito un po' tutti.

Fatevene una ragione, gli uccelli migratori torneranno presto a cagare sulle auto posteggiate, per la gioia degli autolavaggi.

E nonostante qualcuno continui ad apprezzare solo il caro vecchio bianco e nero, è bello sapere che c'è tutta una tavolozza di colori da cui attingere, per rallegrare le serate non trascorse sotto le coperte a fare l'amore.

Continuo a preferire le seconde, però.
Simone, minimal 16:50 | commenti: commenti (popup)

Acqua e vino

Un tranquillo fine settimana.

E' piovuto venerdì.

E' piovuto sabato.

E' piovuto domenica.

E mentre fuori c'era l'acqua, in casa s'è vuotato diverse bottiglie di buon vino.

Complice un'amica e la solita ottima cucina di famiglia.
Simone, minimal 17:23 | commenti: commenti (popup)

Gli smemorati del Bounty

martedì, 27 novembre 2007 in: goliardie, astruse astrazioni
Ho una leggera difficoltà ad allinearmi col mondo moderno.

Come i modem di una volta, che facevano fiiifiiiifiii e poi però ti dicevano che era impossibile connettersi.
C'è tipo l'errore 45674534 (che sono numeri generati automaticamente e di cui nessuno si cura).

Allora ieri ero a Ferrara, che ormai è come andare all'Ikea, ma con i nomi più strani.

Ero ai contrari, che sarebbe un posto dove si beve, perlappuunto in via dei contrari.

Come ci sono arrivato chissà, visto che il mio virgilio personale al telefono mi aveva detto "vai alla mel e gira a destra".

E poi era a sinistra.

Magari, visto che sono i contrari dovevo capirlo e.. boh non lo so.

Insomma arrivo e faccio il mio bagno di folla giovine, così giovine che una tizia mi guarda stupita quando parlo del bounty (non la nave che si rivolta, bensì il trito di cocco avvolto dal cioccolato fondente).

Che sarebbe?

E io in quel momento pensavo alle giacche fantasiose di Ezio Greggio al Drive In, a Carmen Russo e a quanto sta bene, a Gigi Sabani che faceva le imitazioni.

Poi viene la parte seria: c'è nonna papera feticista che dopo aver usato il suo bel fiocco per legarsi i polsi, mima i detti di alcuni grandi vecchi conestabili.

Quando però si mette una sfera in bocca e urla frustatemi capisco che forse dovevo perdavvero girare a destra e sono finito di nuovo in un bordello messicano.

Però senza neanche un goccio di mescal.

In compenso ho recuperato un'usanza giovine, quella della pasta a mezzanotte e dintorni, per la precisione gnocchi.

Poi, come se nulla fosse, siamo ripartiti e tornati a Firenze verso le quattro.

Alle 10:30 sveglio come una rosa sono entrato in ufficio, per uscirne a breve.

Ma ancora mi chiedo come sia possibile non conoscere il bounty.
Simone, minimal 13:04 | commenti: commenti (popup)

Il Manto del Mattino (la nuova rivista satirica tutta per voi)

venerdì, 23 novembre 2007 in: teledipendenze, goliardie, casini di casa
Dove s'era rimasti?

Ah, ce l'ho: ieri sera accoccolati sul divano, con il sottoscritto che fingeva di suonare la linea melodica (ma come sono fintamente professionale, eh? eh??) di Ice Dance di Elfman, incrinando le difese avversarie nella lotta per l'albero di natale.

C'è voluto parecchio, mica uno stornello e via.

Ci siamo alzati dal divano verso le 1:00, giusto in tempo per gustarsi la nuova fiammante puntata di Dr. House in cui levano le mutande alla Cuddy.

E' stato il mormone. Tiè

Dopo solo l'oblio.

Invece no.

5:00 del mattino.

Nelle nubi di un sogno che non ricorderò mai più, suona il telefono.

Sulle prime penso sia di nuovo l'allarme automatico di quelli in via della Robbia, detti anche "stronzi dovete farvi rubare anche un rene" che ci fanno la burla di aver impostato male la centralina.

Quindi alzo la cornetta (see.. questa è preistoria. Diciamo che premo il pulsante verde del cordless) e resto in attesa della voce preregistrata.

"Pru... Pru..."

Cazzo, gli stronzi ci hanno aggiunto pure i nostri nomi.. domani vado sotto casa loro a tiragli le palline di stucco colla cerbottana; sui vetri gliele lancio, bastardi.

"Pru.. sono Giulia"

La mia mente decide di accantonare definitivamente il sogno, o incubo, in cui probabilmente House usava il defibrillatore più volte sugli abitanti di via della Robbia e io lo incitavo con la mano tesa, a bordo ring a darci il cambio.

"Ciao Giulia" riprendo il mio autocontrollo, fingendo malamente che si sia tutti svegli a giocare al videopoker alle cinque di mattina.

"Qual buon vento" azzardo con simpatia.

"Sono diventata cavaliere!"

"alle cinque del mattino? forse è un sogno giulia.. rigirati dall'altra parte e dormici su.."

"nono, perdavvero, fidipù mi ha fatto cavaliere stasera"

ormai sono sveglio.
Mi rallegro di questa cosa, sicuro che non sia una cazzata  e  mi spertico in lodi ubriache.

Poi, quel che è giusto è giusto, sveglio  del tutto mia moglie e gli passo il terzo pedone (al momento ancora non lo sapevo ma - via! -  era chiaro).

"Pronto Giù.. se è una cazzata ti raso a zero e brucio la cute, garantito" sono amiche del cuore.. è il loro modo di volersi benebene

Il resto della conversazione non lo ricordo, sono sceso in cucina e al mio ritorno Giulia aveva salutato e riappeso.

Beh insomma.. le cinque.. siamo svegli..

Oh.. a conti fatti.. grazie di averci svegliato.

Stamani ero un mezzo straccio, ma vuoi mettere la soddisfazione di sentirsi ancora giovini?

E stasera si addobba l'albero, quant'è vero che per rubarlo dal giardino di quelli di via della robbia mi sono dovuto veramente ingegnare..
Simone, minimal 10:42 | commenti: commenti (1)(popup)

Resoconto confusionario

venerdì, 16 novembre 2007 in: divertissement, goliardie, casini di casa, suono io
Sicché ieri, nonostante avessi a casa la Bambina (termine assolutamente tecnico che indica una Chitarra nuovanuova) e il Figlioadottivo (letteralmente tradotto in "amplificatore fender" in prestito), ho preso la macchina e sono andato fino a Ferrara, a fare lo splendido tra i ragazzi delle fanterie.

Che poi mi riesce anche bene, devo dirlo.
Cioé ci sono giorni in cui litigherei pure col bonsai, quello stronzo che vive sulla libreria nutrendosi della mia acqua senza apportare il suo contributo di foglie.
E poi giorni in cui sono molestamente litigioso, e questo mi rende pure simpatico, tipo che c'è uno alto due metri che magari oggi va in un bar e ordina una spritz invernale.
Come cos'è?
E' una bevanda calda, in bustina. Alcolica, ci mancherebbe.
Che con una spruzzatina di panna e un velo di cacao è una bomba, ve lo dice il pupo.

Si insomma ieri due ore per arrivare a Ferrara e avevo pure nella stiva questa bodda (altro termine tecnico, qui si mangia pane e devoto, mica sfinferli) che gracidava quanto sono avanti i pisani.
Ora è universalmente risaputo che, se c'è un popolo notoriamente indietro, quelli sono gli abitanti di Pisa e dintorni.
Dal ché se ne deduce che la bodda è più indietro di loro.
Forse è per questo che ci sono volute due ore per arrivare a Ferrara.

Nel frattempo, oltre a scoppiare bolle di plastica contenitiva nella mente (plop-plop-plop), ed a cercare di ricordare l'esatta sequenza degli accordi di Rootless Three, mi sono inventato un contrordine tutto mio.
Di cui però parlerò in un'altra sede.

Poi, lasciati i mantellati in via bolognese (ribattezzata così per l'occasione) e cercato a quel punto invano "panini d'autore" ma erano tutti laidi piadinari, ho raggiunto le fanterie in piazza.
Tra parentesi, con largo anticipo io o con grande ritardo loro, ancora devo decifrarlo.

Il resto della serata l'ho passato al freddo e al gelo, senza neanche il bue e l'asinello.

C'era la profe di educazione fisica (che se cercate bene ci deve essere il video su youtubedifalloppio dove gli palpano pure l'intestino tenue) che ci ha fatto fare i giri di corsa; a nulla è valso dirgli che non avevo la tuta.

Ho corso fianco a fianco con un tizio che si chiama tipo filo sganga della disney.
Siamo arrivati ultimi però c'è stata una falsa partenza secondo me.

Quando finalmente avevo imbastito un remake del gioco delle coppie all'aperto me l'hanno soffiato sotto la naso perché si poteva entrare dentro, al caldo.

Il caldo c'era, pure il vino. Quello che è finito subito sui miei pantaloni, ad esempio.
E' stato filo sganga, ma per la prossima volta conto di rovesciargli un secchio di cera bollente nelle orecchie.
In Germania va parecchio di moda tra i giovini liceali e si ammazzano dalle risate.

Poi pfff, c'erano un sacco di vecchi con problemi d'udito (ora dico, la sera, prima di andare a letto metti in carica l'amplifon, ti pare?) (io lo faccio) e pure Gangi con un diavolo per capello (difatti se n'è stato tranquillo tutta la serata).

Ora ne racconterei di cose, ma ad un certo punto ho trovato nel cervello una bustona ancora tutta da scoppiare.
Plop-plop-plop

Ma degli accordi di Rootless Thrre nemeno l'ombra.
Simone, minimal 11:57 | commenti: commenti (1)(popup)

Riassunto delle puntate precedenti e mai trasmesse

sabato, 03 novembre 2007 in: goliardie, casini di casa
Il Bon-Roll è nel forno.

Ci deve restare per altri 50 minuti, quindi mi siedo comodo e scrivo.

Mercoledì sera siamo partiti alla volta di Ferrara. Cena di abdicazione.

E anche la mia prima cena da scudierino.

Gli unici brevi istanti che cito:
1. Batana che mi scambia per una matricola e quando gli dico che potrei essere il suo bisnonno putativo si rende conto che lui (a differenza di me) può ancora permettersi di portare il codino alla fiorello degli anni d'oro.

2. Strapega che interrompe il suo riscaldamento di lotta grecoromana con tre pisani per venire a salutarmi. Il tutto è molto plateale, con la mano destra sulla mia spalla e la sinistra sul collo di un tizio che poi non ho più rivisto.

3. Buddha che mi fa vedere il suo euroconvertitore, calcolatrice avanzatissima che converte il suo 740 in insegne e spilline degli anni trenta. E' l'unico genovese scialone che conosco.

Fine del resoconto.

Dopo aver fatto tardi in una maniera irragionevole, tipo le sei del mattino, alle 10:30, orario di partenza da Ferrara, eravamo ridotti a due cartocci borbottini e silenziosi.

Con questo spirto guerrier siamo giunti a Padova.

Pranzo e cena parentale, a base di pesce e castagne.

Il giorno dopo (ovvero venerdì) mattinata nel centro di Padova.
Visita a piazza delle Erbe, dove (l'avresti mai detto) vendono la verdura.
Acquisti importanti.
Bretelle.

Siamo tornati a Firenze giusto in tempo per chiudere il contratto sulla nostra cucina.
Dopo il fallimento della ditta che ce la doveva consegnare ai primi di Ottobre, ci siamo affidati ad una azienda solida e sicura.
Se pure la Snaidero fallisce è merda.

Se vi siete letti questa sbobba devo starvi parecchio simpatico. L'ho scritta solo per scusarmi dell'assenza e per distrarmi da questo profumo devastante del Bon Roll.
Che è crudo, ancora.
Però profuma.
Simone, minimal 21:12 | commenti: commenti (5)(popup)

Scacco Matto

lunedì, 18 giugno 2007 in: scatti, cinemini, goliardie
E adesso?

Arrocco

Simone, minimal 16:17 | commenti: commenti (popup)

Old Boy

martedì, 03 aprile 2007 in: divertissement, musicalmente, goliardie
Sono ufficialmente vecchio.

Non è stata l'anagrafe a colpirmi, in un freddo 9 gennaio. No.

Ero riuscito ad evitarla radendomi costantemente e facendomi passare per "la mamma" quando fissavo la pizzeria al telefono.

"signora, per quanti?"
"due"

"a posto signora"

Purtroppo non basta.

Neanche sfoderare le vecchie felpe della fruit of the loom, fingendo che i favolosi 80 siano ancora qui, è sufficiente.

Fingo di non conoscere la canzone del tempo delle mele. E che i miei esami di maturità siano diversi da quelli narrati in "notte prima degli esami".

Tutte storie.

Oggi mi danno del lei tutti. Bei tempi quando entravo in un negozio del centro, al mattino, e mi chiedevano con aria complice "hai fatto sega, eh?" (termine che sta per "non sei andato a scuola", certe cose mica si notano così da una prima occhiata..)

Oggi mi chiedono "carta o bancomat?"

Perfino il blog è adulto. Luci soffuse, una foto artistica della gatta norvegese, parquet ai lati..
Sembro un redattore di CasaBella.

Fingo di esserlo mentre arredo le case dei Sim.
Ecco vedete? Mica gioco più a quel gioco violento "che tutti censurano ma noi ggiovani ci vogliamo giocare lo stesso non ci fermerete mai".
Mi annoia.

Terribile.

Sono uno dei pochi esseri viventi a non aver subito il fascino di World of Warcraft.

Sono vecchio.

Vesto le mie giornate in giacca e cravatta, la sera a letto alle 22. Col filmino.
Pantofole e giornale.

Delle volte perfino il nesquik dopo cena.

Sono così vecchio che sto regredendo allo stadio dell'infante.
Divento rievocativo.

Compro il formaggino mio da mettere segretamente nella minestra.

Ascolto Johnny Dorelli. E mi piace.

Così l'altra sera, mentre giocavo all'infiltrato tra 140 persone venute da tutta italia per festeggiare il compleanno dell'Ordine (sono così vecchio che non sto neanche più a nascondere le cose.. le dico e basta..) mi sono ritrovato a parlare di lavoro.

Potevo parlare di tutto. E invece sono finito a parlare di assicurazioni e cause.

Alla prossima cena potrei essere io quello che si incazza perchè non si rispettano le gerarchie mentre si serve a tavola.
E potrei farmi venire un'emorragia nasale per questo motivo.

Che schifo.

A casa ho un paio di AirWalk nuove. Molto fighe.
Le metto e vado a sbronzarmi. 2 birre e sono sbronzo.
Sono Vecchio.
Simone, minimal 12:47 | commenti: commenti (popup)

RE_

martedì, 13 marzo 2007 in: goliardie, il grande giorno
Dante probabilmente aveva ragione.

Per la terribile ed inesorabile legge del contrappasso, ad una situazione positiva si deve associare una azione negativa uguale e contraria.

Dopo due giorni di mare e vento, dopo una sera a tingere gli alberi con il marrone-melanzana e a fare il sole giallo,
(MA sopratutto usando la sparachiodi, vero simbolo del potere assoluto) Ecco che puntuale oggi è arrivata la giornata storta.

Domani quindi dovrò recarmi in quel di mpoli a parlare di una causa di cui non so praticamente nulla.
Evviva.

Con questo bel viso-vaffanculo da ufficio, me ne rientro finalmente tra le mura domestiche.

Casa è una sfera. Una sfera di contenimento, che racchiude ogni elemento perfetto di questa mia vita.

C'è il mio antistress personale, sotto forma di una gatta lamentosa e innamorata a cui scompiglio il pelo carezzandola ripetutamente (sto parlando della lory);

C'è la mia metà, quella splendida creatura che adesso è in cucina a preparare la cena;
Ci sono risposte a domande.

Quella del titolo, per esempio, è una RE_ ovvero una risposta ad una mail inviata oltre un anno fa.

E d'improvviso non esiste altro. Non c'è traccia di tensione, di legalese insistente e della pessima consistenza della carta intestata.
Non c'è traccia del mio cappotto e la cravatta è solo un ricordo.

Mi guardo intorno e tutto è luminoso, lineare e pulito.

Allora penso alla facile ironia dei contestatori, di coloro che suppongono di avere esperienza e chiavi in mano in fatto di unioni.

I suggeritori della buca.

Non vi sposate. Dicono.

Noi siamo sposati da oltre un anno. Non portiamo la fede al dito, vero.
Ma siamo sostegno l'uno per l'altro ogni giorno. Ci svegliamo al mattino e ci salutiamo pronti a ritrovarci per raccontarci e discutere dei nostri problemi di ogni giorno.
Ogni giorno.

E siamo una famiglia per ogni circostanza. Perfino quando si tratta di dipingere un muro di carta.
Perfino se io non sono pratico di pennelli e tu di colori.

Pensiamo assieme e rispondiamo assieme.

Lo facciamo da oltre un anno.

Però il 19 maggio, oltre a tutto questo, ci sarà anche un registro firmato, carte in comune e in chiesa che testimoniano quanto è già una realtà tangibile.

Ogni cosa prova un profondo rispetto per tutto questo.

Chi ne dubita vive un proprio limite.

Dentro la sfera si sta bene, credetemi.
Simone, minimal 20:54 | commenti: commenti (popup)

Favola di Ferrara

venerdì, 09 marzo 2007 in: goliardie, esperimenti letterari
Corto maltese non l'ho mai apprezzato come merita.

Mentre il marinaio passeggia per le vie affumicate di Venezia ,s'imbatte in una ciurmaglia mista di varia umanità.

Penetra un segreto.

Si una di quelle cose di cui non si parla, se non a bassa voce, e mai troppo male o troppo bene.
Diciamo che se ne parla perchè si è curiosi.

Si ma non parlo di Corto, anche perché Venezia non è nel titolo.

Eppure.

Innegabilmente ho sempre avuto un misto di interesse e curiosità verso certe forme di organizzazione.

Probabilmente il mio spirito solitario in realtà non voleva poi essere così solitario.

E una forma aggregativa poteva impormi persone e nuove amicizie che da solo, viceversa non mi sarei (e non mi sono) mai imposto.

Quando mi sono trovato a stretto contatto, in una sorta di primo incontro col monolito, non nego una certa fascinazione.
E' durata perfino oltre la settimana classica, per cui la ritengo comunque una di quelle mie "fisse" di cui parlo spesso e volentieri (unitamente alla "fissa" per i giochi di ruolo online ed alla "fissa" per gli U2).

Poi ho cominciato a criticare alcuni giochi di ruolo e certe canzoni degli U2; insomma.. non mi piacevano poi molto.

Sono diventato esigente. Lo divento sempre.

E una certa forma di egocentrismo (o di snobbismo, chissà), mi ha condotto, anche col monolito, ad un conflitto.

Niente di eccessivo, oh.

Diciamo che trovo delle dicotomie. (almeno spero si chiamino così.. mai stato un luminare delle figure retoriche).

La prima dicotomia è il rapporto persona-gioco.
Trovo naturale far guidare a Valentino Rossi la sua motocicletta anzichè farlo sudare con lo sci di fondo.

Perchè con la motocicletta ci rende tutti un po' orgogliosi. Magari con lo sci di fondo avrebbe solo mandato a cagare i genitori che lo costringevano da piccino sulle nevi.

Dunque, se uno non sa prendersi sul ridere, perfino a trentanni, perfino da un quattordicenne che ti sbarra la strada e ti dice "oh, ciccio! hai bucato" (e non era vero un cazzo, ma il bimbomerdo si è meritato un sorriso perchè mi sono pure fermato a controllare..), vuol dire che hai sbagliato mestiere.

cavolo.. ho detto mestiere?

essì.. la seconda dicotomia è che molti intendono tutto questo come "il loro lavoro".
nono, certo. Prima l'università.
Sulla carta almeno c'è scritto così.

Però timbrano il cartellino come i piccoli balilla in collegio.
E se non timbri il cartellino sei un traditore (che già hai tradito mezze regioni d'Italia.. vediamo di non inimicarci tutti.. poi ci tocca andare a vivere a San Marino).

Strano, all'ingresso avevo letto che in pratica uno entra per bere, per fumare e per trombare.
In piccolo, sulla finestra più sudicia, c'è aggiunto: "se hai già vino fumo e donna/uomo non ci rompere i coglioni".

Urka. (no, bonolis, non tichiamavo in causa..)

Quindi l'essenza non è propriamente "divertirsi". Come se chanel facesse un profumo che si dà solo a chi non si lava da mesi. Se ti sei fatto la doccia, chanel diventa concime fresco.

Boiadeh, dice un mio amico.

La fascinazione mi è un po' calata, a dirla tutta.
Resta, poichè la fissa è la fissa, però magari mica ti compro più tutti gli album. Al massimo te li scarico.

E mi scarico pure "M'è morto i' gatto", parodia di "with or without you".

Questo è paradossale: ricorrere alla parodia di una parodia..
Perchè? perchè la parodia1 si prende troppo sul serio.

Un suggerimento.

Dai voglio essere presuntuoso fino in fondo.

Sembrate diessini incerti.

O vi incappucciate definitivamente, con tanto di quota mensile da cento carte (risolvendo anche certa crisi della sala convegni che pare una macelleria in disuso); oppure comprate del vino migliore.
Questo è aceto. E non è colpa del vino.
E' colpa di voi che non lo sapete imbottigliare bene.
Simone, minimal 18:35 | commenti: commenti (popup)

Altra Fedeltà

Le porte scorrevoli di Melbook Storee di Ferrara mi mettono ansia.

Fanno un sinistro rumore, un soffio. Pare sia entrato L'uomo nero di guerre stellari (ho provato a scrivere il suo nome tre volte. Darth Vader. Lord Fhener. Lord Fehner. E potrebbero essere tutti e tre giusti. Ma non mi andava di passare per uno culturalmente a posto. L'uomo nero lascia spazio a dubbi sulla mia serietà cineculturale. Ammesso che tale parola esista).
Invece no.

Ero entrato io.

Vestito da Irlandese. Con il maglione bianco e il cappello. Non c'è niente che non vada quando sono vestito da Irlandese.
Anzi.

Avevo appena mangiato un menù medio da MacDonald e mentre il mio cervello rilasciava silezioso endorfine per farmi venire sonno, fissavo un libro.
Ero nella Mel che fissavo questo libro.

Se volete scrivo il titolo, ma visto che poi non l'ho comprato, che forse non lo leggerò mai, non ha molto senso dirvi che libro fosse.

Va bene, si trattava dell'ultimo libro di Nick Hornby. E questo include simpatya, ironia e tutte quelle cose che ho imparato guardando i film tratti dai libri.
(anche questo non dovrei dirlo. Dovrei fingere la sua collezione completa, leggermente grattata lungo la costola, sullo scaffale a portata di mano della libreria, quello delle letture frequenti. Ma oggi mi sento straordinariamente sincero.)

Ora, avevo una lunga serata di fronte. Per farmela passare avevo pensato a:

1) Visione di tutta la prima serie di House. Lo zoppo che ha finito le lamette del gillette nel 72'

2) Tentativo di sbronzarmi in solitario e poi vomitare su uno dei leoni del duomo ferrarese, magari fingendomi giovane cantante folk (ero pure vestito irlandese, in tema insomma)

3) Comprare un libro e impormi la sua lettura completa nella serata, accompagnata da musica adeguata

Mentre le prime due opzioni comportavano tutto sommato uno sforzo minimo, solo la terza comprendeva la mia presenza in libreria e dava un senso al mio vagare tra le pile di carta.
Ammettiamolo: Nick poteva essere un rifugio discretamente notevole. (e dagli.. vabbè entro fine anno gli avverbi li taglio. Giuro)

Le mie finanze mi hanno concesso una ristampa di un classico. Quello del tizio col negozio di dischi.

Ora, per completare l'opera, salivo le scale che portano alla sezione musica.

Mi trastullo per la restante ora con in mano due dischi:
Radiodervish - Amara Terra mia;
Niccolò Fabi - Dischi Volanti.

E anche questo potevo non dirlo, dal momento che, come per il primo libro (quello dell'ingresso), non se n'è fatto di nulla.

Avevo con me l'hard disk portatile, quello da 250 giga. E dentro c'erano i Badly Drawn Boy, che è come dire: Nick Hornby sceglie per me.
Insomma, una spesa in meno.

La serata costa 8 euro. Se non considero il Chicken Premiére (e anche qui non saprei dove vada di preciso l'accento). Altrimenti 14 euro.

Quindi entro in camera, accendo le casse e alzo il volume.

Pagina uno: classifica delle 5 peggiori fregature subite dal protagonista.

Stop. Il volume era troppo alto e finivo per ricordare Hugh Grant che fa il nullafacente in About a Boy.

Abbasso e riparto.

Verso le 2 e 40 faccio una pausa. Occhistanchi forse.

Metto su Superman Returns (forse non dovrei dichiarare così ai quattro venti il contenuto del mio Hd portatile). Penso: è Brian Singer, lo stesso di House. Diamogli una chance.

La Chance dura 17 minuti. Quando appare Marlon Brando tra i ghiacci del palazzo della solitudine decido che se volevo guardare la gente morta perlomeno Chaplin fa ridere.

Morte di Superman. Esco.

Sono le tre e fa freddo. La mia tenuta irlandese è estiva. Per l'estate irlandese. Un po' scarsa sull'inverno ferrarese.

Ma passeggio ostinato fino alla statua dello stregone. Fisso le vetrine e comincio a provare frustrazione perchè la mia idea primaria, la fine del libro è solo a metà strada.

Stavo dyvagando. Così torno spedito a casa e riprendo da quando Laura minaccia di chiamare la polizia e lui se ne frega.

No via, non si riesce ad andare avanti. Sono le 4 e venti.
Uhm. E' un po' tardi.

Comincio a chiamare. Segreteria.

Esco e metto quel disco di trip hop che in pratica gira in macchina ormai da diverse settimane.
Mio padre dice che ci dorme e preferisce Battiato. A me sveglia.
Mi pare verso Carnivores Unite scopro che non so dove sono.

E' così bello vagare per le strade senza macchine. Sento perfino la mancanza di qualcosa di tamarro, tipo i neon sotto le ruote.

Però la verità è un'altra: mi sto annioiando. Vivere tutto questo niente senza poterlo parlare con qualcuno alla lunga è noioso.

E mi ritrovo esattamente come da piccolo, quando mi invitavano ad una festa.
Una settimana di dstanza: ero felice ed elettrizzato.
Il giorno prima: mi prendeva il panico. tutta quella gente.. che vuole da me? sto bene da solo ,io.. nono, non se ne fa di nulla
E durante la festa mi rosicavo per aver voluto rimanere a casa.

Avevo 4 anni. E a 27 vivo questa cosa nello stesso modo.

Sono praticamente le sei quando rientro a casa e ripartiamo.

All'altezza di Bologna, mentre percorro lo svincolo che dalla A13 porta alla A1, albeggia.
Tre kilometri prima era buio. Tre kilometri dopo i fari non servivano più.

E ho visto le luci per le strade spegnersi. Senza uno sbadiglio. Mentre accanto a me riposava la mia piccola caballera.
Che dall'odio verso i ratti aveva già perso la coda di coniglio.

Tutto questo mi insegna due cose:
1) la prossima volta vinco le mie ataviche rimostranze e vado alla festa. Risultato: niente post e nulla da leggere per voi. Mica male.

2) Nick Hornby ne sa a pacchi. Ma neanche lui lo leggo in una serata, come facevo un tempo. E quindi, vino o no, anche io sto invecchiando.
Simone, minimal 15:26 | commenti: commenti (popup)