Mari del Sud
Protagonisti inconsapevoli del remake di "Mari del Sud", viviamo di notte, dormiamo di giorno.
Fingiamo di essere in vacanza ai tropici, sotto un ombrellone a bere latte di cocco e a suonare i bonghi fino a che il vicino ci minaccia in malo modo.
Fingiamo di essere in meditazione su un eremo tibetano, a difendere i diritti di coloro che muoiono mentre altri corrono veloci come proiettili soltanto per una manciata di medaglie.
Fingiamo di camminare sotto la pioggia torrenziale su un prato erboso di Irlanda, con la tenda sotto braccio e lo zaino sotto al violino (e gli scones alla nutella, ovviamente).
In realtà, anche se il postino lo ignora,
anche se non si risponde al telefono,
anche se non si apre la porta a nessuno,
siamo in casa.
ci svegliamo come i vampiri, verso le cinque.
del pomeriggio.
spuntino sano con yogurt e un frutto.
ci sentiamo allegri e allora ci vuole un po' di moto.
attraversiamo spiagge e bonghi assordanti con pinguini che ci bevono beffardi il latte di cocco sotto al naso.
passeggiamo su boschetti infidi dove si aggirano falsi angioletti e cecchine col silenziatore.
scaliamo montagne ed entriamo in pertugi dimenticati da tutti, alla scoeprta di mostri e segreti vecchi di milioni di anni.
e facciamo tutto senza uscire di casa.
di notte.
di notte, quando, dopo la cena/pranzo delle nove a base di pesce e verdura lessa, ci viene voglia di uno spuntino..
allora, i vampiri, certi di non essere uditi da nessuno, accendono i fuochi e si preparano un doppio hamburger con la pancetta fritta e tutte le salse del creato.
poi, felici e festanti (e dopo aver ricordato vecchi animali domestici tra cui il fedele Nandrolone e il caro Birillo) torniamo alle nostre normali occupazioni: spiagge coi bonghi, lande desolate, montagne impervie.
oh, e zitti zitti, ierlaltro, ci siamo pure sposati.
Fingiamo di essere in vacanza ai tropici, sotto un ombrellone a bere latte di cocco e a suonare i bonghi fino a che il vicino ci minaccia in malo modo.
Fingiamo di essere in meditazione su un eremo tibetano, a difendere i diritti di coloro che muoiono mentre altri corrono veloci come proiettili soltanto per una manciata di medaglie.
Fingiamo di camminare sotto la pioggia torrenziale su un prato erboso di Irlanda, con la tenda sotto braccio e lo zaino sotto al violino (e gli scones alla nutella, ovviamente).
In realtà, anche se il postino lo ignora,
anche se non si risponde al telefono,
anche se non si apre la porta a nessuno,
siamo in casa.
ci svegliamo come i vampiri, verso le cinque.
del pomeriggio.
spuntino sano con yogurt e un frutto.
ci sentiamo allegri e allora ci vuole un po' di moto.
attraversiamo spiagge e bonghi assordanti con pinguini che ci bevono beffardi il latte di cocco sotto al naso.
passeggiamo su boschetti infidi dove si aggirano falsi angioletti e cecchine col silenziatore.
scaliamo montagne ed entriamo in pertugi dimenticati da tutti, alla scoeprta di mostri e segreti vecchi di milioni di anni.
e facciamo tutto senza uscire di casa.
di notte.
di notte, quando, dopo la cena/pranzo delle nove a base di pesce e verdura lessa, ci viene voglia di uno spuntino..
allora, i vampiri, certi di non essere uditi da nessuno, accendono i fuochi e si preparano un doppio hamburger con la pancetta fritta e tutte le salse del creato.
poi, felici e festanti (e dopo aver ricordato vecchi animali domestici tra cui il fedele Nandrolone e il caro Birillo) torniamo alle nostre normali occupazioni: spiagge coi bonghi, lande desolate, montagne impervie.
oh, e zitti zitti, ierlaltro, ci siamo pure sposati.
Simone, minimal 05:21 | commenti:
commenti (6)(popup)















