giorno perfetto
venerdì, 20 febbraio 2009 in: romance, esperimenti letterari, casini di casa, orsa norvegese, lisa dagli occhi bleu
tiriamo le tende più scure,
vivendo nel tepore artigianale che l'oscurità regala alle coperte di lana.
indossiamo i calzini più caldi, quelli con la gomma per non scivolare anche in assenza di pantofole migliori.
leggiamo romanzi intelligenti,
guardiamo film musicalmente appaganti,
serie televisive coinvolgenti che regalano numerose pause da biscotto.
mangiamo cibo improvvisato, che si regge su un tovagliolo di carta e si prepara da solo.
ridiamo delle giostre feline che ruotano senza fine per la casa,
tra nuvole di pelo e lo sfrigolio dei tessuti attraversati dai loro passi felpati.
sbirciamo da una finestra il sole, e compiaciamoci immaginando di girare per le campagne a coglier girasoli.
facciamo un raccolti di tulipani con la mente,
in attesa che la tisana diventi tiepida.
facciamo scivolare il miele dal cucchiaio e ipnotizziamoci col suo lento movimento gravitazionale.
baciamo le nostre labbra ogni volta che ci va, senza alcuna interruzione.
facciamo l'amore con il massimo piacere, mordendoci le labbra senza farsi troppo male, ma soffrendo abbastanza da ricordare.
e dimentichiamoci l'ora e il mondo esterno, fino a domani, fino a lunedì.
anzi, scordiamo i giorni della settimana.
dilatare il tempo fino a privarlo di significato, se non l'astratta scadenzialità dei bisogni fisici e dei desideri imperativi.
e amiamo ogni giorno come questo, perché sono sempre troppo pochi.
e sempre più rari.
vivendo nel tepore artigianale che l'oscurità regala alle coperte di lana.
indossiamo i calzini più caldi, quelli con la gomma per non scivolare anche in assenza di pantofole migliori.
leggiamo romanzi intelligenti,
guardiamo film musicalmente appaganti,
serie televisive coinvolgenti che regalano numerose pause da biscotto.
mangiamo cibo improvvisato, che si regge su un tovagliolo di carta e si prepara da solo.
ridiamo delle giostre feline che ruotano senza fine per la casa,
tra nuvole di pelo e lo sfrigolio dei tessuti attraversati dai loro passi felpati.
sbirciamo da una finestra il sole, e compiaciamoci immaginando di girare per le campagne a coglier girasoli.
facciamo un raccolti di tulipani con la mente,
in attesa che la tisana diventi tiepida.
facciamo scivolare il miele dal cucchiaio e ipnotizziamoci col suo lento movimento gravitazionale.
baciamo le nostre labbra ogni volta che ci va, senza alcuna interruzione.
facciamo l'amore con il massimo piacere, mordendoci le labbra senza farsi troppo male, ma soffrendo abbastanza da ricordare.
e dimentichiamoci l'ora e il mondo esterno, fino a domani, fino a lunedì.
anzi, scordiamo i giorni della settimana.
dilatare il tempo fino a privarlo di significato, se non l'astratta scadenzialità dei bisogni fisici e dei desideri imperativi.
e amiamo ogni giorno come questo, perché sono sempre troppo pochi.
e sempre più rari.
Simone, minimal 12:44 | commenti:
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