Mari del Sud

Protagonisti inconsapevoli del remake di "Mari del Sud", viviamo di notte, dormiamo di giorno.

Fingiamo di essere in vacanza ai tropici, sotto un ombrellone a bere latte di cocco e a suonare i bonghi fino a che il vicino ci minaccia in malo modo.

Fingiamo di essere in meditazione su un eremo tibetano, a difendere i diritti di coloro che muoiono mentre altri corrono veloci come proiettili soltanto per una manciata di medaglie.

Fingiamo di camminare sotto la pioggia torrenziale su un prato erboso di Irlanda, con la tenda sotto braccio e lo zaino sotto al violino (e gli scones alla nutella, ovviamente).

In realtà, anche se il postino lo ignora,
anche se non si risponde al telefono,
anche se non si apre la porta a nessuno,

siamo in casa.

ci svegliamo come i vampiri, verso le cinque.
del pomeriggio.

spuntino sano con yogurt e un frutto.

ci sentiamo allegri e allora ci vuole un po' di moto.

attraversiamo spiagge e bonghi assordanti con pinguini che ci bevono beffardi il latte di cocco sotto al naso.

passeggiamo su boschetti infidi dove si aggirano falsi angioletti e cecchine col silenziatore.

scaliamo montagne ed entriamo in pertugi dimenticati da tutti, alla scoeprta di mostri e segreti vecchi di milioni di anni.

e facciamo tutto senza uscire di casa.

di notte.

di notte, quando, dopo la cena/pranzo delle nove a base di pesce e verdura lessa, ci viene voglia di uno spuntino..

allora, i vampiri, certi di non essere uditi da nessuno, accendono i fuochi e si preparano un doppio hamburger con la pancetta fritta e tutte le salse del creato.

poi, felici e festanti (e dopo aver ricordato vecchi animali domestici tra cui il fedele Nandrolone e il caro Birillo) torniamo alle nostre normali occupazioni: spiagge coi bonghi, lande desolate, montagne impervie.

oh, e zitti zitti, ierlaltro, ci siamo pure sposati.

Simone, minimal 05:21 | commenti: commenti (6)(popup)

Adulte Adolescenze

Sul divano Pru mi confessa di avere adulte adolescenze.

Dice che è una cosa strana: ha atteggiamenti adolescenti su questioni "cresciute".

Le chiedo di spiegarsi e mi risponde che in adolescenza si estremizza tutto: un'amicizia è fondamentale, il primo amore è imprescindibile, una canzone pare sia il fulcro del nostro universo, fatto di scadenze fisse, di scuola, di dopo-scuola e di genitori.

Poi si cresce e passa, ma resta la tendenza all'estremizzazione, per cui è un dramma non avere la scarpiera (penso, non le ho chiesto un esempio preciso..) è un dramma avere la casa che esplode di roba e metterci due giorni a renderla appena presentabile, e metterci tipo un'ora a farla esplodere di nuovo.

Sul divano Pru mi confessa di avere adulte adolescenze.

Lei parla e sullo schermo c'è una puntata di "Gigì" (credo si pronunci sgisgì), una bambina con un cane blu e un pupazzo rosa, figlia dell'ennesima principessa di un qualche pianeta lontano, con i capelli rosa e una bacchetta che la fa diventare adulta in un lampo.

Sgisgì con una giravolta e una magia salta a piè pari l'adolescenza inquieta e si trasforma in una ventenne.
Di colpo è posata, intelligente, matura e responsabile.

Sgisgì però tenta di risolvere grandi problemi con la magia: il cartone animato  ha funzione educativa e la narrazione ci fa comprendere che la magia è bella, ma per far girare il mondo occorrono altri valori e olio di gomito.

Allora Sgisgì torna bambina, e la principessa che la spia come una telecamera del Grande Fratello è contenta perché ha imparato un'altra lezione di vita.

Nessuno si preoccupa che a dieci anni la bambina dai capelli rosa parli con un cane blu.

Nessuno si preoccupa che il cane blu risponda.

Sono sul divano e, mentre Pru mi confessa le sue adulte adolescenze, guardo Sgisgì e penso che magari è così per tutti.

Magari la gente non lo dice, però, quando cresce, le inquietudini adolescenziali restano.

Magari diventano adulte, ma restano.

Solo a Sgisgì non resteranno. Lei passerà dall'infanzia alla menopausa in un baleno.
Lei e quel cane blu con l'aria saccente.

Chissà cosa è meglio: avere adulte adolescenze o essere adulti e basta.

Stasera ne parlerò col cano brutto.

E magari faremo una magia.
Simone, minimal 12:16 | commenti: commenti (6)(popup)

Un giorno nuovo

Stamani mi sono svegliato e faceva caldo.

Un caldo bellissimo, quel tepore di maggio però in anticipo.

Non afoso, per nulla. Anzi, una bella brezza marina, un dolce sapore salmastro.

Dalla finestra del soggiorno, mi sarò scimunito io, ma si poteva vedere il mare.

Delle gran vele all'orizzonte.

Sicché mi vesto e scendo per strada: oh, non potete immaginare!

Tutti carini, gentili, ti salutano. I marciapiedi sono pieni di fiori.

Al semaforo un ragazzo mi porge il giornale: leggo che mi spetta il contributo prima casa, che l'aiuto alle famiglie c'è ed è per tutti.

Che la legge Bossi-Fini non esiste. A me pareva.. nono, ti sbagli, non c'è mai stata.

Il ragazzo conferma che non esiste nessun Bossi.

Mah..

Fini invece c'è. Vende Tortelli all'angolo.
Ha pure un sorriso carino.

Arrivo alla macchina e sul tergicristallo ci sta un foglio coloratissimo, che mi ricorda di prendere il tram.
Ecologico e rapido.

Massì, diamogli retta.

Il tram, puntuale, anche se un po' anziano, è pieno di facce sorridenti, tutti chiaccherano e sorridono.

Cazzo, stamani mi sono drogato di lsd. Lo sapevo che quei funghi avevano un'aria strana.

Arrivo in centro ma non trovo il tribunale.
A pensarci bene questa città mi pare cambiata da ieri.

C'è pure uno strano incremento di pescivendoli.
mah.

Vado al bar, dove mi viene servito un cappuccino decisamente sottotono.
La briochè, però è impeccabile.

Un baretto poco caro, peraltro.

Dalla vetrina scorgo una libreria, una di quelle autoctone con le coste dei cartonati un po' ingiallite dal sole.
Gli lancio uno sguardo e noto la più grande stranezza di oggi.

Tutti i libri sono in spagnolo.
D'improvviso esce un signore e mi strattona, mi dice (però piano): ehi, ehi, ehi.

Ma è più un: gna,gna,gna

Lo guardo e ha la testa da gatto. I piedi neri. E mi lecca il naso con la lingua ruvidina.

Apro gli occhi, per davvero. Sopra di me, sopra la velux, piove.
Cominciamo bene.
Simone, minimal 12:21 | commenti: commenti (2)(popup)

Scoperte scientifiche

mercoledì, 19 marzo 2008 in: tecnologie, roba da bloggers, astruse astrazioni
Secondo l'autorevole Prof. Pinetti, creatore del rivoluzionario macchinario reperibile presso il sito www.nonnaginoeilsuopingone.liv
Il sottoscritto sarebbe associato al Nick Ancestrale di "Caos Assassino", come documenta il certificato ivi riportato:



Ora, mentre le note di Malcom McLaren e dell'intera colonna sonora di Kill Bill mi risuona nella testa, posso affrontare più serenamente questo pomeriggio di lavoro.

(peraltro, segno del destino, ai piedi calzo proprio le onizuka tiger)
Simone, minimal 15:50 | commenti: commenti (popup)

Mii (non è Aldo Baglio)

Questi nipponici sono veramente perversi.

Non parlo di quelle cose zozzissime che disegnano nei loro fumetti, guarda.

Che pure, se pubblicassero loro Topolino, lui colerebbe sangue dal naso ogni volta che vede Minni.
E Clarabella sarebbe una sadomaso cui piace essere sellata.

No, la loro perversione è ben più sottile.

Prendiamo la Wii, ad esempio.

Tutti si logorano la vita ciucciando silicone per delle schede grafiche grandi come la Bielorussia, per sentire l'odore del Napalm durante una partitella a Call of Duty;

La wii invece è minimal.

Sulla wii spopola un gioco che si chiama Cookin' Mama. Dove non ci sono mitra, bensì padelle e battutini di carote e cipolle.

Così i giovini si avvicinano al simpatico mondo del "E' il momento di cucinare da solo, cazzo, che hai trentotto anni e la tua specialità è il pane imburrato!"

Difatti, Cookin' Mama, in giapponese, vuol dire proprio questo.

Poi c'è lo sport.
I Giappi, è arcinoto, non praticano alcun tipo di sport che non comporti dolore fisico.

A loro la fatica non basta.
Loro vogliono il sangue.

Li eccita (vedi topolino, poco sopra).

Sicché fanno il WiiSport, che ti fa durare fatica e sudare come un lama perfino nel salotto di casa tua.

Tutti che sognano il computer intuitivo, quello che non serve neanche usare il mouse o battere i tastini della qwerty.

Loro no.
Vuoi giocare a Tennis?
Devi impugnare il Wiimote e dare ceffoni ai tuoi vicini.

Perfino a panariello piace.

Ma la vera perversione erutta con la creazione dei Mii.

Il Mii è l'alterego virtuale della tua console.
Te lo puoi portare dietro, lo puoi far sfilare, lo puoi far frustare da Clarabella.
Quello che ti pare.

Dopo esserti affezionato, i cugini di Mazinga mettono su il canale concorsi; in pratica iscrivi il tuo Mii ad un concorso a tema (il MII viene appositamente creato per il concorso) e lui viene votato dagli altri utenti.

TIpo il concorso a Tema di Platone, pieno di omini con la Barba e la faccia sapiente.

Oppure, una roba veramente zozza, puoi fare il Mii che vuoi e farlo sfilare liberamente e la gente lo vede e lo riconosce.
TIpo che fai gli attori, i personaggi di South Park, Clarabella..

Ecco, detta così parrebbe una cazzata.
Invece gli infami riescono a generare dipendenza negli Artigiani Mii, che sfornano migliaia di ometti e donnette  al giorno.

Io ho creato De Niro.
Lui non cucina.
Neanche ce l'ha, una cucina, a casa sua.
Casa sua è un'armeria.
Non ha mai giocato a Call of Duty.
Si annoia.
Lo sport gli fa senso.
L'ultima volta che ha impugnato una racchetta era di quelle elettrificate estive.
La sua fulmina i bufali.
Ora lo mando a dare due o tre mazzate a Clarabella, che ci piace tantotantotanto.

Ovvediamo!
Simone, minimal 16:45 | commenti: commenti (6)(popup)

Cordata Meucci

Finalmente avere TrentaMarlboro tra i miei link serve a qualcosa!

Grazie ad una segnalazione scopro l'ingiusta ingiustizia fatta Meucci (peraltro, condoglianze alla moglie di Meucci: ho scoperto su wikipedia che è morto) da parte di quella manica di affogatori di the di Google.

Quindi mi unisco alla Cordata promossa da Corona e linko la verità storica quella vera.

Simone, minimal 14:56 | commenti: commenti (popup)

Tricarico Facts

giovedì, 28 febbraio 2008 in: divertissement, teledipendenze, roba da bloggers
Tricarico ha vinto il festival di SanRemo con la canzone della Berté.
In finale l'ha cantata con un vestito fatto di capelli.
Della Berté.

Tricarico ha scritto "voglio una vita tranquilla"
Sottotitolo: "perciò non fatemi incazzare"

Scandalo al Festival.
Tricarico, durante l'esecuzione, ha ruttato il bambino pianista.
"non dovevo mangiare cinese" si è scusato.

Al dopofestival Tricarico ha cantato con Elio una versione alternativa di "Io sono francesco"
Dal titolo "tu no"

Durante l'esibizione di Frankie Hi-Nrg è sbucato Tricarico e ha vinto in due mosse.
Mangiandosi Cristicchi.
"non dovevo mangiare cinese un'altra volta" ha commentato

Tu.
Che vivi tranquillo, nella tua casetta di mattoni e pensi di essere al sicuro da tutto e da tutti.
Si proprio tu.

Che non hai vicini assassini, che tua figlia non sta con uno psicopatico biondo, che non sei in erasmus a Perugia.

Tu che pensi di averle viste tutte.
Tu che hai fatto la guerra da partigiano e ora paghi un botto di assicurazione sulla macchina perché alla RAS pensano che hai comprato il gippone per andarci nei boschi.

Tutti voi.
Tricarico esiste.

Scappate.
Sciocchi.
Simone, minimal 23:37 | commenti: commenti (popup)

Digitare Terrestre

è un po' di tempo che la tivvù mi sta stretta.

non so, forse i programmi non riescono più ad appassionarmi come un tempo: una volta biutiful mi piaceva, lo trovavo rilassante come può esserlo il video di un'orgia all'ora di pranzo (perdipiù annunciato da Mastrotta e dai suoi materassi); mi stavano simpatici gli amici di maria de filippi, tutti, pure Gherrison che pare la maschera di V per vendetta.

Ora invece è tutto scialbo.
Doman l'altro comincia sanremo e già mi ha stufato.
Dice vince la tatangelo.

Sicché mi sono preso bene col digitale terrestre. Lo voglio comprare per vedermi tutti i canali tipo quelli con le serie tv.

E poi Raidue ha sempre fatto i bruscoli e il martedì non riesco a capire mai chi è il fantasma di ghostwhisper.

Invece il digitale mette in gioco tutta la risoluzione del nostro hdtv da salotto, e in più se voglio mi compro le partite.
Come Moggi.

A convincermi c'è quella pubblicità di premium gallery con la Thurman e il Hugh Laurie.

Sono forti.

Una cosa vorrei sapere però, giusto per non buttare il denaro: MA LI AVETE PRESI OPPURE NO?
Sono dodici mesi che li state provinando, neanche la Celentano è così fiscale!!
Simone, minimal 22:48 | commenti: commenti (popup)

Minimal Blog

giovedì, 24 gennaio 2008 in: roba da bloggers
Negli anni '90 spopolava lo stampato.

lo stampato è sinonimo di florilegio, colori vivaci e faccioni strafatti.

Poi, di colpo, le casalinghe stressate dai ventiquattro detersivi ciascuno per un colore diverso, hanno imposto la moda del bianco.

Oggi il bianco è il colore più figo.

La simbologia è chiara: via il superfluo, si tiene solo l'essenziale (un solo detersivo e al massimo la candeggina).

Saturato da questa idea, eccomi riemerso con il minimal blog.

Tolto il superfluo.

Via l'header, non serve. Basta una scritta. Un monosillabo.
Bi. carattere arial corpo 8

Via le immagini. Niente orsetti o paesaggi floreali.

Concesso un quadrato 100x100px

Un sasso.

Possibilmente grigio.

D'estate, una conchiglia.

La colonnina a fianco. Via tutto.

Niente presentazione: chi sa chi sei lo sa già. chi non lo sa non lo saprà.
E' tempo di farsene una ragione: a nessuno frega nulla di come sei.
Scrivi.
Basta quello.

Niente link. Tutti hanno i preferiti.
Pure Firefox.
Ti garba un blog?
Te lo vai a cercare.

(ok, ammessi i link, in misura ridottissima, e solo perché senno la socialità virtuale va a farsi benedire)

niente stellette/stallette/figurine/cazzatine/orpelli.

niente frasi da sms.

niente contatore. se ti va, tieni il conto delle visiste con un pallottoliere posto a lato della scrivania.
Con dieci file di palline color legno.
Tutte uguali.

niente musichine. a nessuno sbatte se ti piace Britney che suona Brahms con il sassofono nel deretano.
beh, forse a qualcuno.
ok, magari questo è l'esempio sbagliato; vedo che è il video più cliccato su youtube.

beh, niente canzoncine. ad ogni modo.

Contenuti: post sintetici.
ho fatto, ho detto.
al massimo ho mangiato.

per azioni o eventi complicati, mettete un'immagine che riassuma.
tipo una lametta per "oggi mi sono fatto la barba, ma avevo finito le lamette e ho usato l'Epilady di mia moglie. Ora sembro Ricky Cunningham con uno sfogo"
Più che sufficiente.

Se sentite che state postando una cazzata, non la postate.
Meglio.
Postate: "solo una cazzata"
Voi lo sapete, ora lo sanno anche gli altri.
Fine dei giochi.

Non parlate di viaggi, a meno che non si tratti del cammino di santiago.

In quel caso va bene, anzi potete sbizzarrirvi in una narrazione a endecasillabi sciolti.

Tanto il cammino non l'ha mai fatto nessuno veramente.

Millantano tutti.

E mi raccomando: brevità.

Gli avverbi sono ovunque. Abbiate paura.
Simone, minimal 16:32 | commenti: commenti (popup)

Non è un post, ho solo tossito.

mercoledì, 23 gennaio 2008 in: malanni, roba da bloggers
Coff. coff.

Sto studiando il minimal. Se mi cade la concentrazione si smonta in una miriade di avverbi.
E sono cazzi.

Coff. Coff.
Simone, minimal 12:51 | commenti: commenti (2)(popup)

Progresso

martedì, 15 gennaio 2008 in: roba da bloggers, astruse astrazioni
Ve lo ricordate 2001?

il film, quello dove due astronauti dovevano vedersela con l'isteria di Hal9000, il supercomputer con un occhio solo?
alla fine uno dei due riusciva a smontare le piastre di memoria nelle quali era registrata la loro partita a scacchi (nella quale i due palesemente baravano grazie ad un programmino che  diceva in anticipo le mosse di Hal) e il computer si spegneva.

Purtroppo il 2001 è passato e pare che ancora non esista un metodo sicuro per bloccare l'isteria di un computer.
A parte l'acido muriatico, intendo.

Il nostro futuro lo vedo poco roseo.

Nel 2020 l'umanità continuerà imperterrita a svegliarsi ogni mattina con quell'odioso suono che ogni radiosveglia produce, di qualunque marca o modello si tratti.

beeee beeeE beeEE beEEE BEEEE

Avete presente?

Sicuramente viaggeremo nel tempo.
Ma le sveglie faranno sempre quell'odiosissimo

beeee beeeE beeEE beEEE BEEEE

Avremo la mappa dei geni nel portachiavi della Golf, la inseriremo come una secure digital nel navigatore e lui ci condurrà nei posti più adatti alle nostre esigenze.

Epperò..

beeee beeeE beeEE beEEE BEEEE

Ora, direi che è il caso, per il mondo, di fermarsi a riflettere: è veramente necessario creare la cipolla che sa di susina, quando ancora non riusciamo a trovare un modo meno doloroso per alzarsi la mattina?

Ma soprattutto, alle soglie del nuovo millennio, mi dite chi ha avuto l'idea di mettere la stessa suoneria della sveglia in questo CAZZO DI TELEFONO DELLO STUDIOOOO?!?!?!?!
Simone, minimal 19:09 | commenti: commenti (2)(popup)

Voglio parlare di lavoro!

lunedì, 14 gennaio 2008 in: toghe in delirio, roba da bloggers
no perché pare che io non faccia un cazzo dalla mattina alla sera.

e invece oggi sono arrivato in studio alle nove.

alle nove e cinque ha squillato il telefono. era la segretaria che dice sta male, ha la febbre e non può andare avanti così.

in sottofondo sentivo una canzone anni 80 tipo top gun. e una frusta schioccare.
quest'anno la cinese è una brutta bestia, mi penso.

alle nove e un quarto entra il socio minor dello studio, al quale comunico la prossima dipartita della segretaria.

e intanto gongolo: la giornata comincia decisamente bene.
decido di registrarmi ad un sito da cui si può ascoltare musica aggratisse senza scaricarla.
non ricordo come si chiama, ma ho messo una finestrella a lato (come se non ne avessi abbastanza).
se ci cliccate sentite gli stateless.

compiaciuto mi sono detto che è ora di cominciare a lavorare: alle dieci apro l'agenda e scopro che alle undici e venti avrei un'udienza.

nel frattempo arriva il socio major dello studio ed è pausa caffé.

durante la quale scopro che Pato (giocatore diciottenne neoacquisto del Milan) con le scarpe color papero, è una grande scoperta.

caffé, naturale, sigaretta del socio minor, rientro a studio.

dieci e venti, estraggo il fascicolo dell'udienza e controllo: l'udienza è per domani.
respiro di sollievo e festeggio con venti minuti di cazzeggio libero.

ore 10:45 torno sul pezzo, con un paio di telefonate e lo studio di una memoria di replica piuttosto complicata.

comincia a suonare il telefono.
la segretaria si starà facendo colare la cera bollente sulla schiena, tocca rispondere a me.

mezzogiorno come ridere.
comincio a buttare giù la memoria, quando mi ricordo che, nel pomeriggio, ho un briefing con il socio minor per le pratiche che gestisco con lui.

recupero dal mio archivio alcuni reperti storici e comincio con leggere i nomi sui fascicoli, giusto per sapere che gente è.

a mezzogiorno e venti decido che ne so abbastanza e mi preparo per uscire.

pausa pranzo fino alle 15:30

rientro a studio e faccio un paio di telefonate di sostegno.
così, per dire che ho chiamato.

alle 16:00 c'è il briefing che affronto sicuro e spavaldo.
Se io ricordo poco di certe pratiche, figuriamoci lui che forse non le ha mai viste.
Nel dubbio medito di inventare pure roba nuova, tipo un cozzo da diciotto milioni di euro.
un maxi tamponamento durante una festa della Ferrari con un jet supersonico.
per arrotondare.

poi scarto l'ipotesi.

torno a lavoro, finisco le cose lasciate in sospeso.
quasi tutte.

ore 17:00 parte il corteo sotto lo studio.
i lavoratori dell'ataf urlano che il loro stipendio fa schifo e che dominici è un tegame.
apro la finestra e vedo bandiere rosse ovunque.

in un impeto di nostalgia mi balza l'idea di scendere e dire qualcosa di sinistra.

poi vedo la tenuta antisommossa.

lasciamo perdere.

ore 17:30, l'avv. Major lascia lo studio per ritirare l'auto nuova, ma la scusa ufficiale è un appuntamento importante alla Mercedes.

fino alle 18:00 non rientra ed io, solo nella mia stanza senza il noioso parlottio della pazza, decido che è l'ora di una pausa.

zonzo per i blog che leggo ma non commento mai.
e concludo con il post della giornata.

postilla: a me technorati garba troppo. non tanto perché so chi mi legge, quando e da dove viene.
più che altro per i modi assurdi con cui mi trovano.
dopo '' Turiste Troie'' ora mi beccano con ''Pisello di cristallo boemo''

cazzo, vuoi vedere che mi legge la segretaria??
Simone, minimal 17:33 | commenti: commenti (2)(popup)

Professione blogger

domenica, 13 gennaio 2008 in: roba da bloggers, per una sberla di libri
Se c'è un mestiere che sei sicuro che non campi, quello è il letterato.

Si sa, è noto.

E' così noto che la prossima moratoria sarà contro la facoltà di lettere, che è considerata eutanasia.

Eppure non è sempre stato così, anzi.
Fino a poco tempo fa lo scrittore guadagnava; oddio, non era Donald Trump, però a fine mese ci arrivava senza problemi.

Oggi esistono due scrittori ricchi: Stephen king e la Rowling.

Fine.

Il primo vive con l'ansia di morire ventiquattrore su ventiquattro.

La seconda vive con l'ansia che gli muoia Potter ventiquattrore su ventiquattro.

E fin qui.. è risaputo che i soldi non fanno la felicità (fanno i soldi, che non è male comunque).

A margine della società della carta, però, esistono i blogger.

Ovviamente non parlo dei milioni di blog stracolmi di roba personale, vocabolari ristretti e immagini di fatine contornate di luci colorate.

No, parlo di chi scrive su un blog per professione.

All'inizio hanno cominciato per scherzo: uno sa di scrivere bene (magari ha fatto lettere antiche prima che fosse vietata), comincia in tempi non sospetti e ben presto si trova un folto pubblico.
Il passatempo diventa un impegno per chi ti legge.
L'impegno attira l'attenzione di editori senza idee che preferiscono pubblicare piccoli romanzetti digitali, piuttosto che le barzellette su Totti scritte dal piccione di Del Piero.
Che a farci due conti non hanno tutti i torti.

Sicché il blog diventa una professione.. e la gente (i lettori) ti comprano solo se sei famoso.
E se continui ad esserlo.

Ecco che entra in gioco la classifica.

Sapete, nessuno fa praticamente più nulla senza prima un'occhiata alla classifica.

Per i blog è lo stesso. Qual'è il blog in testa? E i primi dieci?
Scartando Beppe Grillo però.

Quindi il passo successivo è: non scendere dalla classifica.

La cosa figa di questa professione è che non ha regole.
Insomma.. gli scrittori hanno comunque regole e editori e gente che dice questo non lo scrivi.
Potter doveva morire e invece.. (o forse muore?)(o forse morirà?)(o forse è morto nel terzo libro e quello che c'è dopo in realtà è Seamus)(avete mai notato? dal terzo libro non compaiono più assieme..)

Dov'ero rimasto?
Ah, i bloggers scrivono quello che gli pare.
Hanno una classifica da scalare.
La gente vuole che parli di sesso? metto le foto della prima volta di mia figlia, se mi alza le visite.
La gente vuole che parli di Padre Pio scoperchiato? Cavolo, dammi la vanga che vado io a scavare!

E questi sono i modi corretti.

A fianco di queste tattiche regolari c'è tutta una serie di fuffe, come linkare la gente.
C'è un sordido meccanismo che permette di aumentare la visibilità di un post se lo riempio di link.

Certo, potrei semplicemente scriverlo in venti lingue, postarci foto porno e tutti i video di Bin Laden.
Anche questo darebbe visibilità.

Probabilmente, leggendo queste righe, qualche futuro stephen king sta già tentando qualche trucco per scalare la classifica.

Tiriamo le somme:
La professione di blogger permette, se hai culo, di pubblicare un libro.
Permette di garantire un certo numero di vendite del libro, una percentuale alta dei lettori del proprio blog.
E più gente legge il blog, più i libri vengono venduti.

Più soldi.

La cosa mi mette ansia, come stephen king che non esce la sera.
La Rowling vive in un castello, con i sue figli, un marito e l'ansia.
Neanche lei esce la sera.

Avrei ucciso Potter con una sassata filosofale nel primo libro.
Simone, minimal 21:58 | commenti: commenti (4)(popup)

2008

mercoledì, 02 gennaio 2008 in: divertissement, roba da bloggers, astruse astrazioni
Alla fine del 1999 tutti stavano con l'intestino peso pervia del famigerato millennium bug.

Per chi è nato dopo (e oramai è fuoricorso a ingegneria), il baco del millennio era un difetto per il quale i computer di mezzomondo non erano in grado di contare fino a 2000.
Dopo il 1999 avrebbero deciso che la data sarebbe stata l'anno Zero, che Gesù era nato da cinque giorni e che i Re Magi avevano la maggior quota azionaria di Google.com

Purtroppo i computer hanno dimostrato di avr imparato le tabelline e allo scoccare della mezzanotte nessuno ha potuto intascarsi tutti i milioni di miliardi delle banche svizzere.
No, rassegnatevi, neanche Sean Connery c'è riuscito.

E pure i Re Magi sono stati arrestati per via di certe rivelazioni fatte sotto natale nei loro Blog.

Il nuovo millennio ha comunque provocato danni ingenti: Chris Carter, l'inventore di X-files, si è ritrovato in mezzo ad una strada per via del fallimento di Millennium, serie che si poggiava gambe, braccia e pisello sul baco del 2000.

E il protagonista ha dovuto firmare un nuovo contratto per sfamare i suoi figli: "Alien contro Predator" con Raul Bova.

Solo per questo si potrebbe dire che il nuovo millennio ha provocato disastri enormi.

Di positivo c'è il fatto che, passato quell'anno, tutti i successivi sono un po' più leggeri.

Anzi, diciamolo: la gente questi ultimi capodanni li ha presi un po' sottogamba.
Che sarà mai festeggiare il 2002?
E il 2003?

Persino i botti si sono sgonfiati.
Nel 200 andava di moda un petardo chiamato Millennium Bug (si, erano fissati, lo capisco da solo): una sorta di bomba atomica familiare.
Distruggeva un quartiere e lo rendeva inabitabile per 10000 anni.

Ridete.

A Campi non ridono per un cazzo.

Quest'anno al massimo ce l'avevano con gli occhi di BinLaden, che, se non lo sapevate, è pure mezzo miope.
Difatti è una bomba carta nascosta dentro un portaocchiali.

Con questo clima calmo e sereno siamo arrivati a festeggiare il 31 Dicembre.
(prendete nota: da qui comincio a parlare dei cazzi miei)

Abbiamo invitato due coppie di amici, i quali hanno portato mangiare sufficiente a sfamare l'angola e lasciare qualcosa anche per il giorno dopo.

Ci siamo seduti ai bordi di una sciccosa tavola imbandita, per l'occasione, col servito buono della nonna.
Abbiamo scolato una bottiglia a testa di vino.

Non abbiamo sentito la necessità di sparare con la pistola al vicino.
Non ci siamo sentiti in dovere di gettare qualcosa dalla finestra (e poi non so come avremmo fatto, visto che non trovo più le chiavi delle sbarre)

Un fine anno tranquillo e, aggiugiamo, estremamente garbato.

Poi il primo dell'anno rigorosamente a letto. Abbiamo visto film leggeri e film pesanti.

E infine un ritorno leggero alla normalità quotidiana.
Oggi siamo tornati al lavoro.

Con la cravatta e il vestito buono sono arrivato con calma a studio, verso le dieci.
Ho acceso il computer e riavviato la caldaia perché c'erano circa 12 gradi.

La caldaia non è ripartita.
Il computer mi ha detto che oggi è il primo giorno del 1900.

E che il mio Blog, adesso, è su www.uomochesorvegliailcielo.Melchiorre.com
Simone, minimal 21:20 | commenti: commenti (popup)

Il mensilversario

mercoledì, 19 dicembre 2007 in: romance, roba da bloggers
durante la mia giornata capita di soffermarmi su alcuni blog di successo: li trovo ironici, divertenti e divertiti.
quando non lo sono, perlomeno scrivono bene.

per un qualche istinto finisco poi a scrivere a mia volta divertito o letterario.

tranne che in questi casi, il mio blog scrive per circostanze personali: dopotutto è una sorta di diario virtuale.

una di queste, direi anzi la migliore, è un "mensilversario".

termine molto carino, coniato da mio suocero questa mattina, con un sms di auguri.

stamani sorridevamo, in macchina, al pensiero del "mensilversario": ciascuno a suo modo.

Pru pensava a suo padre, romantico, in una vecchia foto che lo faceva parere Che Guevara (e che Pru non manca mai di farmi vedere, quando andiamo su a casa sua).

Io penso a mio suocero, quell'adorabile personcina che mi offre sempre il vino rosso a tavola mentre ride sotto la barba per un qualche strano marchingegno attivato di nascosto in giardino.

Pensieri felici.

Ecco, ora sapete: dopo una giornata di fatica, di fatica vera, non è un cazzo facile venire qui e scrivere una cosa simpatica e ironica.

Non sarò mai pubblicato da frittomisto su carta oleata.

E' in giorni come questi che si deve prendere e pretendere di tirare dritte le spalle e il collo.

Perché non permetterò che qualche compito o quache atto dell'ultima ora rovinino il nostro "mensilversario".

No.

E allora farò come mio suocero: metto un rospo di cartone in giardino, con un sensore, che gracida al nostro passaggio.

Magari non serve a nulla (anche perché siamo carenti di giardino);
Perlomeno avrò di che ridere sotto i baffi, pensando a qualche distratto che ci passa vicino e salta per aria.

E farò anche un po' a modo mio: accendo l'albero, accendo le luci e le candele.
Che sia una serata deliziosa contro tutto e tutti.
Simone, minimal 20:47 | commenti: commenti (4)(popup)

Un attimo di aggreggazione sociale

mercoledì, 12 dicembre 2007 in: divertissement, roba da bloggers
Per la maggior parte delle volte sono uno stronzo asociale che non commenta nulla.
C'è solo una cosa a cui non so resistere: le rivolte sociali.

E il mio avatar sull'unghia del dito medio.

gna.

Splinder 
festeggia i suoi 500.000 utenti con un mega mosaico:



 Gli esclusi non ci stanno:

fuckyou

...e che non si dica che non abbiamo alzato un dito!

by Scatterhead
Simone, minimal 21:37 | commenti: commenti (1)(popup)

Via via, vieni via di qui (reprise)

mercoledì, 12 dicembre 2007 in: divertissement, roba da bloggers, astruse astrazioni
Siccome ieri ero stanco, splinder mi ha fatto lo splendido regalo di cancellare un post lunghissimo serale, con il quale, tra l'altro, mi sfilavo l'incombenza della magnifica catena di san qualcosa passatami dalla moglie.

Oggi comincio presto, con la speranza di non dover fare tre versioni dello stesso post. Anche perché, vi avviso, dopo due pareri domani faccio l'atto.
Non so cosa possa venire fuori.

Allora, ricomincio dal copia/incolla.

Chiuderei il blog per:

Per farne un libro con tante figure colorate da colorare coi miei pennarelli  tecnocolor
Per un milione di dollari col ditino mignolo tra i denti e la giacca argento improponibile
Perché Mastella è SanRemo. ovvero un viale colle palme e i fiori. E canta. Si, potrei smettere dall'orrore.
Per un anno sabbatico no, ma per un anno di domeniche si.
Per fuggire alle tue fans neanche. mi farei fare una donazione per ogni commento e avrei due milioni di dollari. sempre col ditino tra i denti.
Perché stai con un VIP ed è un casino: no ma se stessi al casinò con un VIP gli chiederei un prestito. se fosse Lippi, un prestitò.
Per disintossicarti neanche, ma forse per intossicarmi potrei passare su una bella piattaforma olandese, piena di lucine colorate
Perché ti hanno preso per Grande Fratello: non mi prenderanno mai. sono troppo veloce.
Per causa di difffamazione: l'ho aperto per questo...
Per farti suora/prete, neanche. al massimo cambierei il template.
Per amore: solo per amoreeee..
Per odio, o per iodio o per sodio. (ma temo di averla già bruciata questa battuta..)
Per poter finire la tesi. di qualcun altro.
Per ospitarlo all’estero: chi? il blog? lo mando in Cina così parla mandarino. No, poi mi schizza i semi nell'cchio e bestemmio. non sarebbe bello.
Per darti alla macchia si potrebbe essere. delle volte neanche il vanish le toglie del tutto.
Per scrivere su Gioia Grazia Donna: la posta del cuore. no non lo farei. oltretutto non mi pagherebbero e i suicidi tra le donne in menopausa aumenterebbe in modo rapido e disarmante.
Perché splinder ha rotto il cazzo. certe notti fa un po' di cagnara, ma è un buon figlio
Per fare il vampiro su facebook: che cazzo è?
Per gravi impedimenti fisici. Mastella ha chiuso il blog? non mi pare..
Perché ormai sei grande, ehhh.. sarò uno e sessantacinque a starci larghi..
Perché è diventato troppo OUT.non lo so ma in compenso ad 1 contro 100 per me il mecenate era un politico
Perché … sono fatti miei. è il suo bello.

Allora a conti fatti chiuderei il blog solo per i soldi, per quella bella valanga di soldi che tanto eccita Richard Fish, il mio ideale di avvocato da sempre.

Visto che sono ganzo, metto un bel lucchetto tipo Moccia a questa catena e non la passo a nessuno. tiè tiè
Simone, minimal 19:10 | commenti: commenti (popup)

Fantastico (superfantastico)

sabato, 08 dicembre 2007 in: divertissement, casini di casa, roba da bloggers
oggi abbiamo riorganizzato la cucina.

no, niente "ri".

oggi abbiamo organizzato la cucina.

in pratica la teoria dei vasi comunicanti è stata applicata a mobili e pensili, permettendoci di far defluire cibo e tegami, carta igienica e piccoli elettrodomestici, da luoghi assurdi tipo il bagno, ai più congeniali spazi della cucina.

così facendo abbiamo rinvenuto buste e pacchi di companatico vario, sufficiente a sfamare le truppe nascoste nelle boscaglie del libero stato di Bananas per svariati mesi e con tutta probabilità di poterlo rivendere per armi e munizioni sufficienti a superare le barriere del messico, diventando davvero pericolosi per gli Stati Uniti.

Dopo aver svuotato le casse di gallette, siamo passato al settore carta.

Subito dopo il rogito abbiamo comprato l'indispensabile per la casa, a luglio.

Come insegna il manuale del risparmiatore, si deve prendere la roba a sconto ed a offerta.

a sconto vuol dire che è una marca famosa, tipo i rotoloni regina e che però costa meno.

a offerta vuol dire che è carta già usata, dipinta di giallo perché la candeggina per scolorirla costava troppo.

Sicché a luglio si prese tanta carta igienica. E poi i rispettivi genitori pensarono che noi potessimo aver bisogno di beni di prima necessità.
(è noto che i genitori ritengono i figli capaci di acquistare due sole cose all'Esselunga: l'ovino kinder e la coca-cola)
Sicché, sempre a luglio, casa nostra aveva due materassi di carta igienica.

Nonostante una corretta igiene, ad oggi abbiamo ancora carta sufficiente per impacchettare il duomo e spedirlo col DHL in spagna.

Lo stesso dicasi per i detergenti intimi: c'è quello mentolato, (di questo ce ne sono altre due confezioni), che dopo averlo provato credevo mi costruissero una seggiovia dai piedi al sedere per fare le discese con lo snowboard.
Ci sono quelli delicatissimi. Al PH neutrino.

Abbiamo un certo numero di barattoli e casse intere di tonno e simmenthal, quando è chiaro che qui il tonno piace solo alla gatta e lei lo mangia vivo, ancora supplicante di restituire il corpo alla famiglia (cosa che la Lory non ha mai fatto, per terrorismo, dice)
La simmenthal ci ha nutrito quando la protocucina era pure priva di assi e caprette.
Ora però ne sono rimaste una dozzina di scatole, che muggiscono nell'angoliera della cucina.

Abbiamo tisane di ogni genere.
Così tante che posso fatturare anche a nome dell'Erbolario.

Abbiamo diverse libbre di the inglese; potremmo giocare alla guerra di indipendenza americana e gettarlo nella doccia.

Ci sono volute svariate ore di fatica per riorganizzare tutto: ora casa nostra appare pericolosamente vuota.
Il nostro senso estetico è appagato; il nostro senso consumistico però ci attira verso l'Esselunga.
E verso quintali di ovini kinder e litri di coca-cola.

La stanchezza ci ha regalato l'esenzione dalla cena, risolta alla vecchia maniera dell'est: ordinando il kebab a domicilio.

Ora ho una piantagione di cipolla in bocca e mi sono addormentato sul lato del divano proprio alla fine di zelig.

In vent'anni non sono cambiato: ancora non riesco a vedere la fine dei varietà.

Ma Fantastico che cazzo c'aveva di fantastico? (o di superfantastico?)

p.s. questo post supera le due facciate. non lo leggerà nessuno.

...

pisa merda.
Simone, minimal 00:20 | commenti: commenti (4)(popup)

Ovvie Conclusioni

martedì, 20 novembre 2007 in: teledipendenze, roba da bloggers, astruse astrazioni
Siamo tragicamente telematici.

Pensavo sfogliando le fotografie lasciate da simpatici edonisti su flickr, una sorta di mostra fotografica in cui non importa se sei bravo, ma se sei bravo è meglio.

Siamo tragicamente telematici, e questo a conti fatti ci migliora.

Prima per vedere un film si doveva uscire, andare al cinema assieme ad altre persone.
Spesso c'è chi non voleva vedere il tuo stesso film, così anche se volevi vedere Antonioni finiva a seguire le comiche con Pozzetto e Villaggio.

Oggi sei seduto davanti al tuo pc, in attesa che la Finanza sfondi la porta di casa: la vera tv on demand.

Litigo con quelli che tardano ad inserire i sottotitoli della seconda serie di Heroes.

Siamo tragicamente telematici e questo accresce la nostra cultura.

Non c'è bisogno di Silvio che ci ripete "la cultura è di sinistra".

E' un dato di fatto. Dai alle masse il libero e incondizionato accesso alla cultura, rendilo illegalmente gratuito, e di colpo l'intellettuale che è in noi sboccerà.

Si diventa improvvisamente discreti fotografi, discreti scrittori, perfino passabili musicisti o comunque estimatori della buona musica.

Pensateci bene: i blog di buona fattura sono esponenzialmente migliorati; credete sia merito della lettura cartacea?

Le macchine fotografiche digitali permettono di scattare cento foto dove prima ti finiva il rullino da 32.
Chiaro che siamo migliorati: fai una foto, fa schifo, correggi, cancelli, migliori.

Il 14 Febbraio del 2007 mia moglie acquista in un fornito negozio musicale l'ultimo cd dei Ratti della Sabina.
Lo acquista sulla parola, visto che è in attesa di tornare sugli scaffali.

Passano nove mesi.

Il cd di un gruppo romano (non australiano che suona dentro l'Ayers Rock) ancora non è disponibile.

Lo conosco a memoria ormai, e mi pento di non averlo comprato la prima volta che sono venuti a Firenze.

Questo è il popolo della cultura.

Tutti coloro che invece osteggiano questi principi si radunano nei circhi della libertà.
Dove ognuno fa quel cazzo che gli va.

Ma intanto si rigirano nella loro goffa ignoranza.
E non hanno gli occhi rossi alla fine della giornata.
Simone, minimal 18:08 | commenti: commenti (popup)

Studio Illegale

giovedì, 08 novembre 2007 in: divertissement, toghe in delirio, roba da bloggers
Lo studio è in cerca di un nuovo praticante.

In realtà il 100% dell'interesse su un potenziale nuovo oggetto di vessazioni è suddiviso così:

il 70% è appannaggio della segretaria, che ogni giorno dice sarà l'ultimo se non gli danno un facchino che faccia il suo sporco lavoro tra cancellerie e ufficiali giudiziari.

il restante 30% è dell'avvocato anziano, che rischia di dover andare per sbaglio a qualche udienza, a causa dei miei molteplici impegni.

Quindi l'altro giorno la segretaria nevrotica è rientrata a studio con una lista prelevata presso il consiglio dell'ordine, contenente nome, cognome e telefono di potenziali candidati.

Tra i pretendenti è stata scartata (non so ancora perché) tutta la crema, ovvero chiunque solo si avvicinasse ad un 110 come voto di laurea.

Monito per i futuri praticanti: a meno che non vogliate entrare in un brillante studio di top manager come quello di Duchesne, dove gli avvocati indossano tacchi a spillo solo per il gusto di bucarvi quando siete distesi di fronte alla porta di ingresso, evitate di indicare il vostro voto.
E' paradossale ma gli studi normali sono spaventati dai voti alti.

Almeno quelli che possiedono una segretaria con grossi complessi di inferiorità.

Dicevo, dopo la prima scrematura, sono stati estratti due nomi, uno per sesso, ed invitati ad un colloquio.

Vorrei raccontarvi di abili domande e test d'intelligenza per poter entrare a far parte di questo brillante studio.

Il colloquio verte su un solo punto: non pretendi nulla (in termini monetari) e sei pronto a fare di tutto.
Se il praticante non risponde affermativamente ad entrambe le domande, la porta è in fondo al corridoio.

Lei arriva per prima: ha un sospetto voto sul 103 (la segretaria già la teme); è del sud.
Fa una discreta figura, tanto che al termine del colloquio già gli viene detto di cominciare martedì.

Lui arriva dopo: fa un'anticamera di oltre 40 minuti, mostra disappunto, viene segato.
Non importa se ha la faccia intelligente.
Compie inoltre l'errore fatale: chiede la grana.

Io vorrei sapere chi diavolo ha messo in giro l'assurda voce che negli studi legali ti pagano.

Lunedì sera la segretaria è in preda all'agitazione: chiama due volte il cellulare della volenterosa giovine.
Non risponde.

Comincia ad agitarsi.

Martedì la ragazza richiama e dice che impegni urgenti non le consentono di venire.
Il ché tradotto significa "ci ho pensato bene e prima di farmelo mettere nel baugigi da sconosciuti consulto il mio ragazzo"
Siamo di nuovo senza praticanti.

La segretaria disperata ferma i mendicanti per strada chiedendogli di andare perlomeno a fare qualche notifica.

In coscienza gli ho suggerito l'alcolico di piazza Libertà, quello a cui devo ancora un pacchetto di sigarette.
Non so quale sia la sua preparazione ma mi pare volenteroso e si presenta bene (per lo standard qualitativo medio dei tribunali fiorentini potrebbe anche essere un po' eccessivo).

Nel frattempo vorrei prendere le misure per creare una parete di cartongesso che mi permetta di isolarmi da questa follia.

Ho l'esame tra poco più di un mese e voglio silenzio.
Simone, minimal 10:56 | commenti: commenti (2)(popup)

in cui parlo dei cazzi altrui

martedì, 30 ottobre 2007 in: divertissement, roba da bloggers
Il trio medusa in una mattinata allegra d'estate aveva tentato il tormentone su Linus.

una roba unzunzunz in cui Linus con voce robotica descriveva la sua vita in radio.

in pratica, parla di jogging, dei cazzi suoi, poi di jogging, poi delle sue scarpe da jogging e in fine ancora di lui che fa jogging.

che poi è quello che facciamo tutti.

Tutti noi vanesi, sicuri che il mondo non attenda altro se non i cazzi nostri, ordinati in file di parole su blog dal facile accesso.

Splinder ha una home piuttosto caotica, ma dalla quale si può passare con scioltezza all'elenco delle persone online, ai loro media, ai loro ultimi post.

Confesso di farlo spesso.

Di solito faccio prima il logout, ché se per caso finisco sul blog del maniaco delle manette non voglio che mi rintracci per propormi gatto a nove code e palle di gomma giù per la gola.
Che diamine, ho pure la tracheite.

Gli utenti di splinder hanno un modo estremamente banale di descriversi.

Tutti partono dal presupposto di non interessare a nessuno, per cui la loro descrizione mira a smentire questo assunto.

Utenti online: 1818
Descrizione base:

"sono indescrivibile" (sic)

"Difficile dirlo, eclettico, perverso, sempre in cerca di qualcosa di nuovo"

"sono pazza, ke cazzo"

"ciao, non so scrivere"

L'effetto è opposto. Si scartano tutti quelli convinti di essere strani o diversi.
Chissenefrega se sei diverso. Diceva uno "se sei buco dillo" non ci giriamo attorno.

Ci sono le strane ragazze convinte di essere imprevedibili e imperscrutabili: il ché è pure vero, per circa 6 giorni al mese.
Gli altri giorni semplicemente hanno la comune difficoltà a scrivere in italiano corrente.

Ci sono i tizi in cerca di figa. Si volevo scrivere un termine più carino, ma la realtà è pulp.
Pure troppo.
Questi postano la foto di quando avevano tutti i capelli, al primo anno di scuola media.

Sono pericolosi perché non appena li commenti ti si attaccano come Centofanti, la figurina della panini.
Che non riuscivo mai a mettere nell'album: mi aderiva ai polpastrelli e ci voleva l'acetone.

La sezione media è più interessante.
Ho notato che la maggior parte delle persone utilizza metodi alternativi per inserire foto nei post.

Io per esempio mi appoggio a Imageshack.

Altri invece usano i media di splinder per attirare gente.

(ecco ora ho fatto una prova, da loggato)

la stragrande maggioranza inserisce immagini pornografiche, difatti a pagina uno un certo raffaelemilite posta una tizia convinta che il reggicalze basti e avanzi per entrare dalle orsoline.

Allora insisto e apro il suo blog, dove il primo post propone una foto semiartistica e una citazione di una canzone.

Niente tette, niente roba oscena.

In buona sostanza, col trucco che tira più un pelo che i soliti carri, raffaele tenta di attirare suoi simili dentro al vortice delle personali dissertazioni.

Tornando ai media, non mancano quelle "strane sempre diverse pazze imprevedibili" e con mostruose lacune in analisi grammaticale, con le famose foto "amici/amiche", in cui si fotografano descrivendo capo per capo la provenienza dei propri indumenti.

(apro di nuovo i media a mio rischio e pericolo)
(lo devo riaggiornare perché è pieno di cosce lunghe del solito raffaele)

ok ci siamo.
Becco una certa margot che intitola con coraggio il proprio spazio "semplicemente me..".
Alla terza riga ha già scritto varie volte centinaia di punti esclamativi e "xché" (ne conto un numero impressionante solo al primo post)

però la foto da cui sono partito era di (penso) lei e di una sua amica al Dams.
Imbarazzante.
Per il dams.

Torno indietro e scopro che una tale (o uno non si capisce bene) chiccadi ha fotografato il proprio armadio.
aperto e colle camicie.

Nel suo blog si dispera per la cancellazione di "Hereos".
Onestamente non so di cosa si tratti ma presumo abbia a che fare con sistemi operativi (appunto, os) dai poteri strabilianti.
Beh, sono anni che Microsoft boicotta Apple, non vedo di che stupirsi.

Aggiorno i media, solo per scoprire che chiccadi ha fatto nuove foto del suo armadio e che raffaele si sta giocando la sua visita medica per entrare in Alitalia come pilota.
No, mi imbatto nella foto di un bambino.

Un bebé, che tenero. Diamogli una chance.

Apro e scopro che trattasi del mediablog di una certa Melina2007.
Sarà una della valdinon.

Apro il blog e scopro che si tratta di una mamma della val di non alle prese con la piccola e la sua mania per le foto.

Devo ammettere che è carina, specie con una sciarpina rosa e cappellino.

La mamma in un post grida ai suoi tre mesi.

In buona sostanza qui tutti parlano dei cazzi propri. E il numero di accessi ai blog di questo genere parla chiaro: al mondo facciamo due cose:
1. parliamo dei cazzo propri.
2. ci facciamo i cazzi degli altri.

Splinder funziona alla perfezione, collegando domanda e offerta in un vero mercato globale di scambio.

A questo punto il tormentone di Linus potrebbe applicarsi benissimo a tutti noi.
Non mi fa più ridere.
Simone, minimal 16:39 | commenti: commenti (6)(popup)

Emergenza Rock

venerdì, 28 settembre 2007 in: divertissement, musicalmente, roba da bloggers
Una cosa che mi piace tanto tanto tanto (e coi "tanto" per questo post, abbiamo finito) è cercare musica nuova da ascoltare.

Di solito capita che compro qualche rivista di musica tipo Rolling Stone o XL e vado a leggere le recensioni.

Poi me ne frego se a uno gli hanno dato una stella e dicono che ignora la scala musicale. Se mi ispira, cerco di sentirlo.

Allora oggi non avevo sottomano alcuna rivista, per cui sono andato sul sito di MTV, alla voce emergenti, che riserva sempre sorprese.

In pool position, tra gli emergenti, un gruppo che sto ascoltando proprio ora: i KiddyCar.
Sono aretini e cantano in francese (e ti credo.. avete mai sentito parlare un aretino?)

Mi piacciono, la mia consorte già li canticchia, per cui, facciamo uno sforzo e se vi va, sentite l'album Forget About.

Sempre in fondo alla prima pagina degli emergenti, c'è uno sfigatissimo, tale Perkins, come Antony.
Difatti è il figlio del gestore dell'Hotel di "Psicho".
Ancora non ho capito se gli faceva anche da nonna, con la copertina e la voce gracchiante.
Fattostà che la mamma - modella è morta prendendo il volo diretto per le Twin Towers.

E lui parecchio triste ci ha fatto un album, che conto di ascoltare a breve. Anzi no.
Leggo ora che si chiama Elvis: con un padre maniaco del travestimento e una madre sfigata, chiamarsi Elvis non è la scelta giusta.
Mi gratto e corro a pagina due.

In seconda pagina colpisce un tipo barbuto, uno svizzero dal folle nome: Gionata.
Ha fatto un album che si chiama "Si può essere un'alba".

Oh, figo, solo il titolo già mi piglia, magari è un folle che scrive le canzoni colle partite finite male di scarabeo (sono i miei preferiti).
Ascolto "Vorrei essere la moda"

Resto di sasso.
Vorrei rendervi partecipi pubblicando il testo assurdo di questo Gionata.
Lo cerco con Google, ma il risultato più simile è "Vorrei essere picchiato da due ragazzine coi tacchi".
Lascio perdere, dubito si tratti dello stesso Gionata.

Comunque ve lo consiglio, solo perché non è giusto che lo ascolti solo io.

E poi la svizzera sarà neutrale, ma tra questo e la hunziker per me siamo in piena guerra chimica.
Poi non dite che non vi avevo avvertito.

La terza pagina non sembra regalare sorprese: c'è la nuova Catpower, il nuovo Steve Wonder, Il gruppo che emula Al Bano, i figli degli Arctic Monkey (cazzo, sono un gruppo dell'anno scorso.. hanno già figliato..)
Bah.
Comincio a disinteressarmi.

In quarta pagina ci sono Cyann e Ben.
Artisti emergenti che ascoltavo quasi due anni fa.

A questo punto provo a vedere se per caso La Pausini è tra le nuove scoperte italiane.
No, laura non c'è.

In sesta pagina troviamo i MatchBook Romance, che dicono di consolare gli orfani dei Muse.

Apro una scheda nuova di Mozilla per verificare che i Muse non fossero tra i monaci manifestanti.
Strano non ci sono.

Magari si sono sciolti.
Però il sito ufficiale dice che fanno concerti in tutto il mondo.

Forse questi MatchBook Romance sono dei killers e minacciano di ucciderli..

Mi fanno paura. Non li voglio sentire e penso che Muscle Museum resta una bella canzone.

Decido di riascoltare i finti Counting Crows.
Ho il singolino dei Fray e lo metto su winamp.

Poi penso anche che a Striscia La Notizia Iacchetti entra con una canzone della Bandabardò.
E mi passa la voglia di cercare artisti emergenti (anche perché temo a pagina dieci di trovare qualche mummia..) (ok, a pagina 8 è un artista emergente James Blunt..)

Per oggi mi sono aggiornato anche troppo.
Simone, minimal 16:38 | commenti: commenti (popup)

martedì, 25 settembre 2007 in: divertissement, roba da bloggers, astruse astrazioni
.. Mi hanno trovato su Google con "Turiste Troie".

ora, va bene tutto, ma credo che stasera dovrò farmi due chiacchiere con Puccettino.
Simone, minimal 18:48 | commenti: commenti (1)(popup)

Scoperte

venerdì, 21 settembre 2007 in: toghe in delirio, roba da bloggers
Ieri sera mia moglie mi ha fatto leggere un blog nuovo.

Studio Illegale

Si è anche molto stupita del fatto che non lo conoscessi già.

In effetti siamo solo poche decine di migliaia in tutta Italia a fingere di praticare questa professione.

Devo porre rimedio alle mie lacune.

A dirla tutta sono rimasto colpito dalla presenza di un avvocato con un blog.

Infatti, mentre di blog scritti da ingegneri è pieno il web, sugli avvocati non c'è poi molto.
Bisogna dire che gli ingegneri sono facilitati dalla loro onniscenza, impiantata come un gene nel loro DNA.

Ma la verità è che gli avvocati hanno seri problemi a gestire una cosa come questa.

Il primo scoglio deriva dalla limitata conoscenza della lingua italiana: il l(s)egalese è un dialetto derivato dalla supercazzola; un mondo parallelo in cui "ovvero" significa "oppure".

E se "ovvero" può voler dire "oppure" significa che le parole possono avere una valenza completamente differente.

Magari in questo preciso momento vi sto mandando affanculo e voi siete perfettamente inconsapevoli.
Gli ingegneri sono consapevoli, ma fingono ignoranza per essere accettati dalla massa, che li emargina.

Io stesso talvolta per parlare italiano traduco i post con Wordlingo.

Altro scoglio duro è la simpatia.
Gli avvocati sono noiosi.

Non fatevi ingannare: la segretaria di Venditti ha divorziato pochi mesi dopo l'uscita del disco.

Gli avvocati concentrano l'80% della loro simpatia sul sesso.
E non su ironiche allusioni e doppi sensi.

In realtà, come per il gene che rende gli ingegneri attratti dai giochi di ruolo, esiste un gene che rende gli avvocati fissati col sesso, nella sua forma più triviale.

Le persone con questo gene, o si iscrivono a Giurisprudenza o girano nudi con un impermeabile.

In molti casi fanno entrambe le cose.

Un recente difetto è quello che rende gli avvocati estremamente edonisti.
Ogni avvocato possiede almeno una camicia con le proprie iniziali.

Molti avvocati tengono i loro abiti ordinati per colore nell'armadio.
Si stirano le camicie da soli, incapaci di fidarsi anche delle lavanderie.

E parlo di cose che posso constatare personalmente.

Un tempo non era così: l'avvocato di una volta girava con la borsa di pelle sfondata, da cui fuoriusciva il becco del cappone, ovvero il pagamento dell'ultima notula.
(ovvero nel senso di "cioè")(grazie Wordlingo)

La scoperta del blog di un collega è quindi sufficiente motivo per farmi scrivere questo post.
Non sono solo al mondo.

Ci sono altre decine di migliaia nella mia stessa condizione.

Corro a sfogliare gli albi, per tenermi aggiornato.

Spero solo non sia il solito ingegnere che ha comprato i volumi della Guida al Diritto col corriere della Sera.
Simone, minimal 11:29 | commenti: commenti (3)(popup)

E' una catena ormai..

giovedì, 20 settembre 2007 in: divertissement, roba da bloggers
Le catene di sant'Antonio mi hanno sempre fatto paura.
Non so perché, ma mi vedevo questo santo, tipo fantasma del fu collega di Scrooge, che si lamentava in padovano stretto.

Incubi sicuri.

Però stavolta il colpo basso proviene direttamente da mia moglie, sicché ci si arrotola le maniche e si comincia con (rullo di tamburi):

Gli otto avvenimenti/fatti casuali della mia vita

1. Da piccolo, causa intolleranza al latte materno, mia madre mi nutriva di una miscela di miele e camomilla.
Se oggi sono (o sembro) una delle persone meno incazzose di questa terra, leggenda vuole sia per causa della mistura miele-camomilla che ingerivo a lunghe sorsate.

2. Da piccolo (un po' meno piccolo, ma comunque sempre "nano") adoravo girare per casa di notte.
Per impedire il mio vagare, i miei mi insacchettavano ogni sera dentro il leggendario "sacconanna": una sorta di sacco di cotone che mi veniva legato sopra la cintola, impedendomi l'uso delle gambe.
In realtà non funzionava bene; l'unico risultato era che dormivo gran parte delle mie notti sul marmo

3. Mi sono battezzato da grandicello. Mio nonno, comunistissimo tesserato, disse che avrei dovuto scegliere da grande in cosa credere.
Il mio "grande" è stato ad 11 anni, dopo il primo anno di scuola media.
I miei mi iscrissero ad una scuola privata, gestita da suore, in un convento.
Nel tragitto in auto per sostenere il colloquio di ammissione, mia madre mi scongiurò di tenere per me quel piccolo particolare del battesimo.
Lo tenni per me.
Per circa dieci minuti.
Nel bel mezzo di un discorso sbottai sentenziando che "Dio non esiste e Gesù è solo un uomo come tanti".
Ai miei la retta di quella scuola costò tantissimo.

4. Sempre alle medie, ma dopo la mia conversione, intrapresi una brillante carriera imprenditoriale.
Mi misi in diretta concorrenza con le suore, che vendevano panini sciatti ai bambini per 1000 lire cadauno.
Acquistai con una paghetta le confezioni da 5 di mars, kitkat e Lions, per poi rivenderli al prezzo subdolo di 800 lire l'uno.
Inutile dire che riscossi un successo immediato e sospetto: il calo repentino delle vendite a scuola, dopo un paio di settimane (settimane in cui avevo messo su dei gregari e una vera attività ramificata su varie classi) mi condusse dritto dalla preside, alla quale avevo l'anno prima confessato la mia avversione verso i suoi ideali.
Ai miei la retta di quella scuola costò veramente uno sproposito.

5. Nella mia prima foto di quarta ginnasio sembravo il figlio del peccato di una delle mie compagne: dimostravo a malapena dieci anni.
Il mio amico lorenzo aveva già la barba, e forse a me ancora non erano scesi bene i testicoli.

6. I miei anni di liceo sono stati molto rilassati: ho rischiato annualmente la bocciatura, ma la mia aria da bimbo sperduto mi ha sempre salvato il culo.
Beh, quasi sempre: sono pure dovuto andare a ripetizione di un po' di tutto.

7. Godo della sinistra fama che i miei accidenti arrivino. Sempre.
Ci sono fatti, di cui preferisco non parlare, che confermano con estremo orrore quanto sopra.
Sono stato tra gli ultimi fortunelli a fare il servizio civile.
Colpa di un infame professore che, all'ultimo esame prima della laurea, il 18 Dicembre, decise di buttarmi fuori.
Mi alzai dalla sedia e, tornato a posto per raccogliere le mie cose, sentenziai parole inequivocabili di morte.
"see, e chi l'ammazza quello" mi rispose uno dei tanti compagni di sventura di quella sessione.
Beh, quella materia non esiste più, nel nuovo piano di studi.

8. Sono iscritto ad un forum di videogames dal lontano 2002.
E non uno qualunque: il forum di TGM.
Eppure la mia prima console l'ho acquistata da sposato, pochi mesi fa (la wii).
Ho giocato per giorni e notti consecutivi.
Ma non sono mai stato allo SMAU.
Continuo a comprare la scheda grafica più figa del mercato, quando l'unico gioco installato sul pc è il campo minato.

Ehi.. ho già finito!

Sentite, l'ora è tarda e francamente di tirare fuori dal cilindro qualcuno a cui passare il testimone ho poca voglia.

Domani, prometto, mi occupo della faccenda.
(dico così a tutti i miei clienti e a tanti non miei. Voi aspettate, eh..)
Simone, minimal 23:11 | commenti: commenti (3)(popup)

C'era una volta il V-Day

lunedì, 17 settembre 2007 in: divertissement, termopolitica, roba da bloggers
Nonostante la tag a lato, raramente mi capita di parlare di politica.

Recentemente però mi rendo conto che la politica sta diventando troppo difficile.

Mi spiego: ai tempi di Craxi e Andreotti la politica non era difficile; era misteriosa.
Nessuno sapeva cosa succedeva e l'italiano medio era fondamentalmente disinteressato.

Craxi non avrebbe mai creato dei "circoli del socialismo", dove tanti giovini si potevano incontrare per discutere di politica e tendenze della moda autunno inverno di Jimmy Cho.

Gli unici circoli erano gli ARCI, dove si beveva il chinotto e l'orzata e poi si faceva un bel giro di briscola.

Con la discesa in campo di Berlusconi le cose cambiarono.

Dalla politica misteriosa si passa alla politica del contado: non a caso Silvio dice "Scendo in campo".
Una roba tipo l'aratro della politica, col trattore cabinato e l'autoradio.

Improvvisamente tutti parlano di politica. Quelli che prima associavano il termine "Giornale" con i fogli rosa della gazzetta, di colpo, cominciano a discutere della finanziaria e dei magistrati schierati.

Tutto questo lo fa anche la sinistra, non crediate.

Alla festa dell'Unità nell'ordine:
- via falce e martello, la gente neanche si ricorda più cosa siano
- via la ruota della fortuna col culatello
- birra irlandese sostituisce l'orzata
- c'è pure il baracchino dei preti, che tentano di convincerti a donare, sull'unghia, l'otto per mille.

In realtà il risultato è lo stesso: tutti parlano di politica, solo che non ne sanno niente.

E' fisiologico, quelli che ne sapevano qualcosa sono tutti in galera e non possono insegnare (qualcuno forse, tramite RAINETTUNO).

Si comprende perché Berlusconi volesse riaprire le carceri; aveva bisogno dei vecchi maestri.

Senza qualcuno che spiegasse all'attuale classe politica chi erano e che lavoro facevano, ben presto l'intera classe politica ha gradualmente perso la propria identità.

Oggi la sinistra ha adottato la tolleranza zero verso gli extracomunitari, mentre a destra gli dicono "razzisti!".
A sinistra sono tutti con la barca a vela quest'estate: a destra fanno i mercatini dell'usato per i libri scolastici.

Sono solo esempi, ma è preoccupante.

Poi viene fondato il partito democratico. Centro c'è di tutto, basta pagare e poi sei libero di pensarla come ti pare.

per loro democratico vuol dire questo.

E per la prima volta ripenso con toni nostalgici ad Andreotti che faceva saltare per aria i Giudici.
In fondo a tutto questo, gli italiani, che ormai sono convinti di saperne di politica (non è vero, fanno il paragone con i politici di adesso e dicono "se Gasparri fa una legge, posso farla anche io": questo non è sapere di politica, è essere ignoranti come Gasparri) si affidano ai comici.

Beppe Grillo per dirne uno.
Luttazzi per dirne un'altro.

Oh, brava gente, stimatissima.

Grillo , dopo aver tribolato per anni odiato da tutte le televisioni, sta vivendo una nuova giovinezza.

Ed eccolo di nuovo in sella, inseguito da migliaia di italiani a giro per l'italia.

Ha un Blog visitato da milioni di utenti al giorno.

Fondamentalmente dice cose giuste, le spiega chiaramente, magari a voce un po' sostenuta, ma d'altro canto è genovese: si risparmia pure sul megafono, se si può.
Ha organizzato questa manifestazione, in cui si promuove il parlamento pulito.

E' una cosa così semplice ed evidente che sta in piedi da sola: se sei pregiudicato, non puoi candidarti.

Ovviamente tutti i politici di adesso hanno paura, pure quelli che parcheggiano nei posti da handicappati sotto al quirinale.

Luttazzi,  intervistato sul V-Day, dice che Grillo è un po' eccessivo.

Come tutti i personaggi veramente di sinistra, non riescono a trattenersi dal voler criticarsi a vicenda.

E' una roba un po' da sfigati che fa però tanta tenerezza e simpatia.

Dunque vediamo un po' di tirare le fila di questo discorsone: tutti dicono che Grillo dovrebbe entrare in politica.
Lui dice che non lo farà, ma nel frattempo minaccia di invadere Roma con le sue potenti vecchine e i giovini internettiani.

La destra sta a vedere, tanto è tutto grasso che cola se gli cade il governo.

La sinistra litiga con Beppe Grillo.

Il partito democratico dice: Grillo, vieni con noi e puoi dire pure te tutto quello che ti pare.
C'è anche Gasparri.

Ecco perché non parlo mai di politica: questa rificolona di improvvisati si divide in due gruppi.
1. quelli che fanno i parlamentari: sono senza idee e senza le basi minime culturali per fare quel lavoro.
2. quelli che criticano dalla piazza, con tante idee ma nessuna voglia di mettersi in gioco.

Tristezza.

Da domani compro pure io la gazzetta, almeno Vieri non delude.
Simone, minimal 18:37 | commenti: commenti (popup)

Trattorie delle mongolfiere

lunedì, 10 settembre 2007 in: teledipendenze, roba da bloggers
lo ammetto: capita anche a me di leggerlo così.

capita più spesso da quando mi è stato fatto notare (grazie, Thunder: assieme ad un tizio che disse "ehi assomigli a Ringhio Gattuso!" questi sono i migliori complimenti di sempre. Me ne ricorderò a Natale.)

il menù di questo ristorantino è assai vario: può capitare di mangiare un raffinato intrigo di sperimentazioni gastronomiche; o magari ridere di fronte ad una pizza.

Perfino sdraiarsi sul letto con un McMenù e l'accappatoio.

Ma sempre, con una punta di snobbismo: magari usando un quadro per vassoio.

Ci si fissa con le serie: House ormai lo conosciamo meglio dei testimoni di nozze.

Lost fino a febbraio non annuncia novità, ma tutto quello che era dato sapere, lo sappiamo.

Millennium è stata una piacevole scoperta, prima di Heroes.

Volete sapere cosa vuol dire essere seriali?
Due domeniche fa è cominciata la trasmissione di Heroes in Italia.

Stasera probabilmente finiremo di vedere le ultime due puntate della prima serie.

Ecco questo è essere "seriali":

Stasera il menù prevede un letto, un vassoio e una gatta che si appende alle finestre.

Il resto è un optional: per cui puoi cominciare pure a bere il succhino..
Simone, minimal 18:45 | commenti: commenti (1)(popup)

Tutti hanno un piano. Noi, due

Sicché dal 25 siamo possidenti, come dice mio papà.
Il notaio, cortese amico di studio e quindi benevolo e ragionevole nei prezzi come uno scozzese con le braccia corte, ci ha confermato che siamo proprietari di un due piani.

Dal 25 sera la mia fantastica moglie vive nel nostro due piani, con il suo amico mocio e il fratello di questi, secchio.
A completare il trio c'è il frizzante Fabuloso, un tizio liquido ma perlomeno profumato (non come il vicino).

Ieri dopo svariati viaggi, siamo tornati dall'IKEA locale con svariati pacchi, ognuno dei quali contenente un oggetto (almeno potenziale).

Abbiamo preso:

Un sottolavello in ferrobattuto
Un comodino in ferrobattuto bianco
Un cassettone stramega.

A casa ci attendeva mio cugino, BOSCH TAVVITOANCHEISASSI.

BOSCH TAVVITO si è dato molto da fare e verso la mezzanotte era praticamente tutto montato.
Purtroppo, a causa dell'assenza di compare martello, prima di oggi non s'è potuto vedere il mobilio finito.

La nostra famiglia di oggi ha ufficialmente ampliato la gamma delle conversazioni.
Non ci limitiamo più a profonde dissertazioni sulla musica e sull'arte.

In auto:
<< La scala in bianco è magnifica, dà molta luce alla casa>>
<<Vero, con un paio di mani sarà pronta>>
<<Certo che la letteratura di oggi è molto diversa..>>
<<In che senso?>>
<<Beh, gli scrittori nati negli anni sessanta l'hanno stravolta..>>
<<E i Bloggers le hanno dato il colpo di grazia>>
<<Già.. e comunque ci vuole un aspiratore>>
<<In che senso?>>
<< L'aspirapolvere normale non basta, ci sono i calcinacci>>
<<Lo prendiamo>>
<<Già. I bloggers sono proprio i figli di questa generazione di scrittori. E praticamente tutti sanno scrivere bene>>
<<Beh, non esageriamo>>
<<E comunque mi sa che la tinta per la scala non ci basta>>
<<Domani si va da Leroi Merlin>>
<<Ah, volevo dirtelo. Harry Potter Muore>>
Simone, minimal 20:09 | commenti: commenti (2)(popup)

WhiteKen

martedì, 24 luglio 2007 in: divertissement, roba da bloggers
Un bel giorno, coi miei soldini nascosti nel porcello di terracotta, mi sono comprato un modem.

Era un coso che faceva suoni strani, come se sgozzassero un vitello nel retrobottega: un suono sinistro e ovattato.

Come Dinamite Bla con la doccia all'impiedi (episodio di cui parlerò in un secondo momento, forse), attaccai il modem al piccì e senza colpo ferire, avviai internet explorer.

Non successe nulla.
Oggi pare ovvio, ma al secolo non sapevo esattamente come "entrare in internet".

Feci allora il mio primo gesto da anziano: lessi le istruzioni del modem.

Le istruzioni dicevano che necessitavo di un provider, ovvero di un numero di telefono a cui collegarmi.
Tramite il numero, era evidente, sarei stato "in internet".

Figo.

Chiamai immediatamente il numero dell'ufficio di mio papà.
Rispose una signorina, a cui il mio modem confidò: FIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII MIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII VIIIIIIIIIIIIIIIIII BIIIIIIIIIIIIIIIII

La signorina interdetta riappese.

Il sistema andava affinato.

Dopo vari tentativi, mi registrai a telecom.

E finalmente, fui in internet.

Fin da subito era chiaro che si doveva usare un "username".
Tutti i macellatori di vitelli ne hanno almeno uno, per non rischiare l'aggressione di qualche associzione animalista.

A quel tempo il mio gioco preferito era Street Fighter. Anche questa è una roba anziana, che ci volete fare.
Pigliavo le mille lire, le convertivo in 5 pezzi da duecento lire e ci facevo cinque partite.
Poi arrivava mia mamma, mi prendeva per un orecchio e mi riportava a casa.

Il nome WhiteKen era dovuto al personaggio di Ken, un tipo biondo amante delle belle auto, che quando combatteva contro se stesso, indossava la tunichetta bianca.

Ora, senza addentrarci sullo sdoppiamento di personalità del povero biondo, che non mi riguarda, il nick: WhiteKen è diventato il mio username(questa frase ancora per me non ha molto senso).

L'ho usato per la prima volta in un forum. Quello di TGMOnline.

Da allora uso questo nick per registrarmi a qualunque cosa.
Anche su splinder ho questo account.

Oggi, sono entrato nel sito di Enel.it e mi sono registrato per farmi allacciare la corrente elettrica nella casa nuova.
E mi sono registrato: WhiteKen.

Mentre aprivo la mia posta elettronica per confermare l'avvenuta registrazione, dentro la testa suonava un FIIIIIIIIIII MIIIIIIII VIIIIIIII.

Il mio vecchio modem mi stava parlando. Quel pazzo sanguinario sterminatore di bovini.
Simone, minimal 11:21 | commenti: commenti (1)(popup)

Piccolo Manuale del Blogger occulto

lunedì, 25 giugno 2007 in: divertissement, roba da bloggers

All’improvviso, come un’epifania con la calza piena, mi è arrivata un’idea geniale.

Diciamo che uno non voglia perforza un blog. No dai, poi lo viene a sapere l’amico (perché glielo dici tu, laido narcisista) e lo dice a quell’altro e l’altro ancora o magari l’altra.

In poco tempo ti ritrovi il commento ridicolizzante della prof delle elementari che si ricorda di quando ti scaccolavi in classe. E poi ti ci voglio a fare il radical-chic citando una canzone degli Air.

Sei finito.

 

Poi mettiamo anche che non tutti sono avvezzi a template, colori e impaginazioni varie: va a finire che il blog di uno sfasciacarrozze di Campi si ritrova collo sfondo della Pucca, creato appositamente per lui da Artemista o da Pannarancida o quel che è.

Che poi il template va cambiato ogni tanto, come i pannolini che ti cambiava la tata (nel frattempo venuta a commentare il tuo post in memoria di kurt cobain con “ma ti ricordi i quintali di pomatine che ti dovevo mettere sul culetto arrossato?”).

Per non parlare dei milioni di blog che ci sono in giro: gente che parla di politica di sinistra, gente che mette le foto dei politici di destra, blog che fanno ridere e blog di denuncia.

Blog dei liceali, di quelli alle medie, di quelli all’asilo e dei professori del liceo che sgamano così i bloggers liceali che fanno sega a scuola.

Un’inferno.

Ma oggi c’è una nuova via, il sentiero del blogger occulto.

Perché perdere tempo a postare in un solo blog, quando è possibile farlo ovunque si voglia?

Il metodo è semplice: andate in giro, per i blog di amici e conoscenti (magari non troppo conoscenti, che poi se vi trovate scritto “pisamerda” con la chiave del dodici sull’auto io non c’entro nulla) e commentate.

Si avete capito bene.

Commentate un post, uno qualunque.

E il vostro commento è il vostro post settimanale.

Magari oggi vi va di commentare il blog www.ilcamperlaia.splinder.us (noto blog di un’amante della vita all’aria aperta) con un vostro post che parla della magnifica riuscita della torta coi pinoli alla festa di compleanno di zio michele.

E domani invece perché non descrivere la serata trascorsa con gli amici a giocare a calcetto sulle rive dell’Isonzo? Fatelo, magari commentando un blog di facts come www.migarbaparecchiobruceuillis.it

Dite che il commento deve essere pertinente al post?

Ma daiii

Parola d’ordine: Il Blog occulto. Veloce, pratico, un sacco di template a disposizione e divertimento assicurato.

Mai più con l’ansia di un’immagine che non vi carica, di perdere tutti i dati in una delle frequenti trombe d’aria di wordpress.

Da oggi, col Blog occulto, tutti vi cercheranno, curiosi di leggere il vostro prossimo post: magari lasciate qualche piccola traccia nel post precedente: scatenerete una fantastica “caccia al blog” di cui si parlerà nei migliori salotti di internet.

Il Blog Occulto, La nuova Frontiera del diario elettronico.

Simone, minimal 09:40 | commenti: commenti (popup)

Non è mai troppo tardi per avere un infanzia felice

giovedì, 21 giugno 2007 in: romance, roba da bloggers
Salve e benvenuti. Ho ritinto le pareti con un bel color cachi.
Qui sopra una foto delle rose debitamente essiccate che adornavano la torta nuziale.

Per chi si fosse connesso solo adesso: si, sono sposato. Siamo sposati da poco più di un mese.
Il matrimonio è una gran cosa e tengo a mettere nero su bianco (metto molte cose nero su bianco ultimamente..) che non è affatto la tomba del sesso.
Casomai la bomba del sesso.

Deposto il simpatico gioco di parole, noterete come oggi sia gaio e molesto. Complice uno spiedino di giorni meravigliosi, senza troppo lavoro e senza preoccupazioni.

Domani termino il biennio di pratica forense. Credo che a nessuno interessi granché;
Tranquilli, l'ho detto solo per allungare il brodo e aumentare le possibilità di Google con cui trovarmi.

Dal momento che mia moglie è stata cercata (e trovata) digitando "Pru nuda", lo scrivo anche io.
La prossima volta il buontempone si troverà questo Blog fatto di rutti e latte di birra sul tappeto.

Poi scrivo anche "esami di maturità" (questa mossa è meschina, secondo me neppure GW ci ha pensato.. sono duecento accessi senza muovere un dito).

La prossima mossa è promuovere una campagna di fidelizzazione, tipo tessere a punti e premi come l'appendiabiti di stewie griffin e il coltello a serramanico di grattachecca.

Intanto ringrazio il meraviglioso post di Serena , non soltanto per le parole usate, ma anche perché ieri abbiamo totalizzato un numero incredibile di accessi tra me e mia moglie.

Dunque, rileggo: ho parlato un po' del template, senza essere troppo scientifico; ho accennato ai cazzi miei, cosa peraltro essenziale in un blog che si rispetti; ho affrontato scottanti temi di attualità quali le persone che usano internet per cercare immagini a contenuto erotico e l'esame di maturità.

Basta, ora parlo di quello che ho fatto oggi: stamani sono andato in udienza a discutere una causa che neppure Ally McBeal avrebbe accettato (beh, forse lei si):
un tizio ha fatto causa ad un'altro tizio perché alcune gocce di resina provenienti dall'albero del nemico si sono attaccate al suo muretto, provocando danni materiali e morali.

Non ironizzo molto, fa ridere già abbastanza così.

Poi sono entrato in libreria, dopo aver fissato un appuntamento con il parrucchiere.
Il pistolotto sulle librerie, però, lo rinvio ad un post successivo.
Ho comprato una guida in inglese sull'italia (non so se lo sapete, ma non esistono guide italiane sull'Italia) e l'ultimo libro di Luttazzi.

Poi sono entrato dal barbiere (mi sono ripreso.. parrucchiere fa troppo massaia) per la terza volta in tre mesi e sono uscito dimagrito di mezzo chilo buono buono.

L'altro mezzo chilo si è liquefatto nel tragitto barbiere-casa

Mangio schifezze e dimagrisco. Il sogno di una vita, da quando ho abbandonato il metabolismo da adolescente.

Ricapitolando, sto vivendo una seconda infanzia, piena di ironia, di giochi e giochini e di progetti per il futuro.

E visto che la mia prima infanzia non era meravigliosa, sono contento che non sia mai troppo tardi, per avere un'infanzia felice.
Simone, minimal 16:36 | commenti: commenti (3)(popup)

Spiriti

sabato, 28 aprile 2007 in: roba da bloggers, per una sberla di libri
Allora due minuti fa stavo tranquillamente scrivendo di niente di importante, quando qualcuno ha avuto la bella pensata di venire a visitare il mio profilo.

Sono socievole di natura, quindi porte aperte.

In alto a destra mi è apparsa l'icona "ciao sono nonricordochi, clicca per chattare!"

Ero tutto preso a parlare di luoghi e libri, quindi ho proseguito dritto per la mia strada.

Finisco la frase, quella in cui parlavo di mancanza di radici e di case vecchie e nuove. Punto. Invio per andare a capo.

Splinder pensa che abbia voglia di parlare col tizio e interpreta il mio "a capo" con "via si va!".

Chiude la mia finestra di scrittura e mi riporta in home page. Perdo tutto.

Ora, scrivo cazzate, scrivo poco, mi leggono giusto tre o quattro persone. Per cui poco importa, ho perso un post.

Invece no. Stavo scrivendo una cosa carina. Almeno credo.

Perso tutto.

Sto leggendo un tale che si chiama David Madsen per finta. Ma che insegna letteratura inglese per davvero.

Ieri a Ferrara ho comprato due suoi libri. Amnesie di un Viaggiatore involontario e Memorie di un cuoco eretico.

Ora i libri riposano nella mia borsa. Ma sono sicuro che se corro a prenderli, se recupero il cuoco eretico, ci trovo tranquillo il suo bel segnalibro fermo.

Nessuno che me lo sposti. E se si sposta il punto lo ritrovo io. Sono al capitolo sull'anatra condita.

Qui invece è un troiaio, basta un invio di troppo.

Cazzo.
Simone, minimal 21:39 | commenti: commenti (popup)

YouTubeSiaLodato

mercoledì, 07 marzo 2007 in: tecnologie, musicalmente, roba da bloggers
E potremo dire: IO C'ERO!
Simone, minimal 17:51 | commenti: commenti (1)(popup)

Malbo Gentile

venerdì, 23 febbraio 2007 in: esperimenti letterari, roba da bloggers, astruse astrazioni
Perchè talvolta mi siedo (anzi, sono già seduto), apro l'editor di questo Splinder-MareMagnum e dico: qui bisogna scrivere qualcosa.

Ed ogni volta scrivo una sorta di flusso mentale che un minuto prima non c'era e il minuto successivo è già un vecchio manoscritto di pergamena, da ritrovare in un baule della soffitta.

Anche questa volta non è diversa.

Mi siedo, accendo la sigaretta (per poi spegnerla subito dopo, ricordandomi che non fumo), mi giustifico con Leonardo che chiede perchè gli inculo le sigarette di nascosto, non fumandole oltretutto, e fisso lo schermo.

Di colpo mi scorrono davanti le immagini della mia vita, l'infanzia difficile, la misera paga delle navi da crociera per cantare, le turiste tedesche, il mio primo miliardo con il sudore e il sangue di un sacco di gente che manco conoscevo.

Poi mi passa, anche perchè lo schermo proietta la biografia di Berlusconi.

E allora è il vuoto.

Il vuoto dello scrittore è come il fondo dell'oceano. Magari è pieno di calamari giganti che vivono nelle grotte di pastella fritta, ma il buio ti impedisce di vedere.

Per cui il vuoto dello scrittore è fondamentalmente pieno, ma non si sa di cosa.

E se il vuoto dello scrittore è così, figuratevi il mio, di vuoto.

Credo sia il motivo per cui la maggior parte dei bloggers finisce per scrivere roba triste.

Come quando ci si siede a tavola, ad una certa età e la pagina del giornale è aperta sui necrologi.
Il giorno prima discutevi della formazione dell'Inter. Il giorno dopo fai l'appello dei tuoi compagni di scuola assieme ai figli e nipoti addolorati.

Dissacrante? Mah, a leggere in giro questa è la gran moda del momento.

E mentre parlo degli altri, deridendoli della loro decadenza, vi distraggo dal vero motivo che vi ha condotti qui.

"Malbo+Gentile" digitato erroneamente su Google.

Fate finta di aver sbagliato. Di non essere giunti qui con la consapevolezza di non trovare niente di interessante sul "Malbo Gentile".

Tornate indietro e cercate ancora.

Fatto?

Ecco, ora che si sono tolti dalle palle gli estimatori del Malbo Gentile, posso tornare a parlare dei cazzi miei.

Una splendida serata, quella di ieri.

Tra vecchie bottigle consunte e tavoli di legno. Semplicità e ricercatezza.
Oltre il gusto tutto italico di parlare ostinatamente di cibo. Sempre.

Ma soprattutto i tuoi occhi, che scrivono più di un romanzo e con la delicatezza di una piuma.

Una serata dai piccoli sorsi, una serata che avrei preferito dormire meno.

A volte organizziamo e abbiamo aspettative. E poi ci piovono tra le ginocchia questi cuscini dal ricamo perfetto, caldi e soffici.

E, naturalmente, il "Malbo Gentile".

No, cazzo, ancora quelli del "malbo Gentile"! (ma perchè non usate internet per guardare le troie, come fanno tutti?)
Simone, minimal 12:49 | commenti: commenti (popup)

Link

venerdì, 15 dicembre 2006 in: teledipendenze, roba da bloggers

ammettiamolo subito: questo post si regge in piedi solo grazie al link che lo conclude.

quindi passiamo alla frase eclatante di oggi:

le mutande sono fatte per essere tolte, mentre i calzini per essere messi.

va bene, va bene non state più nella pelle. Ecco il link: http://www.americandadvsfamilyguy.com

adoratemi, diventerò più famoso di gesù cristo (e dei beatles)

Simone, minimal 16:45 | commenti: commenti (popup)

La Minaccia Fantasma

giovedì, 30 novembre 2006 in: divertissement, tecnologie, roba da bloggers, astruse astrazioni

E' un animale strano.
Alla nascita è spesso insignificante, indistinguibile dalle migliaia di esemplari presenti in natura.
Non riesce mai a parlare, emettere suoni comporta una difficoltà notevole.

In compenso scrive.

Come tutti, nei suoi primi versi c'è tutta la semplice e genuina spontaneità che caratterizza gli infanti: non articola bene e allora soppianta con immagini ricalcate da altri.

Superata la prima fase, entra in un tumulto ormonale che lo trasforma rapidamente, cambiano i colori della pelle e il tratto si fa spesso più intenso, più deciso.
In questa fase conosce il desiderio di aggregazione: spesso si incontra con altri coetanei, condividendo la passione per una grammatica alternativa e reazionaria, costellata di k e puntini di sospensione.
Narra di serate passate in discoteca o anche di compiti da fare al mattino;

Non è raro, in questa fase, trovarlo in pose da bel dannato, citando testi di canzoni tristi spesso in contesti di forti delusioni amorose.

Il contatto con i coetanei lo aiuta nei rapporti sociali, ma di rovescio, lo inaridisce lessicamente.

La prima maturità avviene con la conoscenza degli adulti.
Quando il giovane scopre la passione per i testi letterari, per le poesie e il fascino che impregna questa nuova forma di cultura , avviene la seconda trasformazione:

si ripulisce di tutto il grasso da militari con cui si era imbrattato, diventa chiaro, luminoso.
Elimina i toni ripetitivi, attenua l'uso lessicale improprio, appoggiandosi a sistemi altrettanto alternativi, ma di impatto letterario decisamente superiore.

Comincia una fase creativa, in cui spersonalizza tutto e scrive semplici storie, allegorie talvolta goffe.
Continua a citare testi musicali, ma li rende affini al suo animo.
Non più la canzonicina leggera. Comincia in lui il fascino dello sconosciuto.

Per essere di moda, diventa alternativo.

Ricorre sempre ad immagini, ma spesso sono farina del suo stesso sacco.

A questo punto, ormai pronto a fare il suo ingresso nell'età matura, si trova di fronte ad un bivio: da un lato la facile via della tristezza, conscio che è molto più semplice scrivere cose tristi e belle, piuttosto che cose simpatiche e belle.
Dall'altra la purezza artistica, dove la parola prende il posto della trama.
Può quindi nascere un adulto con ramificati contatti, ma perennemente esiliato nella sua torre d'avorio di versioni acustiche e film dove tutto quello che può finire male lo farà;
Oppure può evolversi a scrittore di vario genere, con risultati altalenanti e spesso assolutamente ignorato dai coetanei, che lo ritengono poco affidabile, incostante.

In rari, rarissimi casi, diventa fenomeno artistico: allora suscita il fascino discreto di molti che lo osservano da lontano, in parte invidiosi, in parte solamente incapaci di instaurare un dialogo con lui, ormai troppo lontano dalla realtà.

Oggi ne esistono vari milioni e nessuno fa niente per fermarli.
Continuiamo a preoccuparci dei cinesi, bravi.

E intanto i blog spopolano.

 

 

Simone, minimal 11:51 | commenti: commenti (popup)

Oddio sono diventato radical-chic!

martedì, 26 settembre 2006 in: scatti, musicalmente, cinemini, roba da bloggers, astruse astrazioni
Ora, con questo bello sfondino grigio parquet tutti-dico-tutti s'aspetterebbero la fine di ogni seppur malcelata molestia.

Guardate, me l'aspettavo anche io.

Mi aspettavo di starmene serio e (scusate, destrutturo winamp, che ha rotto il c@zzo) postare simpatiche e argute riflessioni corredate anche e spesso da foto in biancoenero oppure virate a seppia.

E la cosa funzionava pure. Figurarsi, dopo la disintossicazione da libriminchia, da musicaminchia, da qualsiasicosaminchia, ero diventato radical-chic (oh, non lo dico mica io, sapete?).

Il che mi inorgoglisce, sebbene ignori il significato del termine e mi faccia fatica andare a ravanare nel dizionario Devoto-Oli.

C'ho un libro serioso e intrigante da leggere. Lo vedete in basso a sinistra, si chiama casa di foglie.
L'ha scritto un tizio dal cognome impronunciabile e intrascrivibile, mapperò di nome fa Mark.

E insomma Mark scrive questo libro in cui (cito la costola e non vi svelo nullanulla)(o quasi) a proposito di una casa che è più grande dentro che fuori.
Questo sogno erotico di ogni costruttore edile in realtà genera un rifrullo di terrore et raccapriccio in ogni suo ignavo abitante.
Indi per cui il nostro Mark scrive a proposito un sacco di pagine con rapidi cambi di font, dimensione di carattere e voci narranti sparse.
Il risultato è che lo apro in libreria e rimango attratto dalla multiforme varietà della lettura.
No, a dirla tutta vedo un librone bello alto ma senza costolaminchiona e perdipiù con un sacco di pagine bianche dentro.

Insomma già qui si capisce che il radica-chic in me è tutto fumo e niente arrosto. oggiù ,magari la salsiccia. (ché poi io l'ho sempre chiamata salciccia, per la gioia e il riso di grandi e piccini. e perchè fa più gola)
Ma dyvago.

Allora ad esplorare bene la situazione aggiungo che non sto più ascoltando i ragazzi di Galway, anche perchè sono rimasti incastonati nel vecchio lettore dvd della mia auto.
E chi riesce ad estrarli diventa re Artù.

No ascolto un sacco di Trip-hop. sapete,no? quella roba che dice l'ha inventata Tricky, anche se poi MTV.it attribuisce tutto agli Archive.

Insomma, come argutamente osservava la mia dolcissima metà, casa nostra pare la succursale di B-side.

Allora segnalo per i musicofili un gruppo notevole che risponde al nome di Blockhead.
Nonchè l'evento scoperto da settimane che gli Archive saranno a Milano a Novembre.

Tanto di questo non frega praticamente a nessuno.

Insomma essere radical-chic significa solo che non canto più le canzoni di nek in macchina.

Non importa se mi vedo il film degli Articolo 31 (si lo so. pareva incredibile anche a me. e invece è tutto vero. Gli articolo 31 hanno fatto un film che si chiama senza filtro. Quello che invece non è incredibile è che faccia veramente schifo): Resto radical-chic.

Pannella con una bella giacca di Armani è radical-chic? Mah.

Ma soprattutto Armani con una canna di Pannella che roba è?

Forse è meglio se vado perdavvero sul vocabolario a controllare.

E adesso? No via, la foto virata o in bianco e nero la metto da costituzione. Così poi posso vantarmi di quanto è radical-chic il blog.

Tiè
Simone, minimal 16:40 | commenti: commenti (1)(popup)