Alle ore 10:21, con 9 minuti di anticipo, l'aereo proveniente da Pisa atterrava all'aeroporto D'Orly, a 14 chilometri da Parigi.
Pochi minuti dopo i passeggeri ingombravano lo stretto corridoio tra le file dei sedili per scendere ordinatamente.
Nello stesso istante, in Rue De Trois Féres, al 18eme arrondissement, un gruppo di turisti si fermava all'angolo con Rue de Tholozé.
La guida indicava una casa bianca, con vetri puliti e senza tende.
Il gruppo di turisti con la bocca ovale per lo stupore, scattava furiosamente foto prive di significato.
Sono le ore 11:00 mentre due passeggeri del volo che da Pisa è atterrato ad Orly con 9 minuti di anticipo entrano all'hotel Confort, un due stelle afoso.
Il receptionist, pizzettato francese dalle gote rubiconde e il sorriso distorto dice di lasciare i bagagli in una stanzetta afosa quanto la hall.
La stanza sarà pronta verso le 14:00.
I due passeggeri, neanche 15 minuti più tardi, escono dal Confort Hotel, transitano sotto la casa bianca dai vetri puliti e passano oltre.
Nello stesso istante tre giovani ragazze francesi, con alcuni palloncini colorati bianchi e arancio, stendono tovaglie e vettovaglie sull'erba in declivio al centro della scalinata del Sacre Coeur.
E attendono qualcuno.
I due passeggeri del volo Pisa-Orly, Simo e Pru, giungono sulla Butte, la collina di Montmartre.
Dopo un Croque Madame (un toast con uovo in allegato) si stendono al sole del prato in declivio sotto al Sacre Coeur, felici di questo primo giorno a Montmartre.
Pochi minuti più tardi, tre giovani ragazze con palloncini legati agli spallacci dei propri zaini, raggiungono la tovaglia e le vettovaglie, salutano chi le stava attendendo e si stendono tra il verde di Montmartree i palloncini bianchi/arancioni.
Poco sopra di loro, Simo e Pru riposavano scattando foto bianche/arancioni di Montmartre.
E' la sera del 18 maggio, a Parigi c'è un fresco vento e odore di pioggia.
Sono da poco passate le nove, sono da poco passati dei turisti sotto la casa bianca dai vetri puliti.
Simo li vede, dal terrazzo del quinto piano della camera numero 54 del confort hotel.
Sono da poco passate le nove: Simo e Pru lasciano il Confort Hotel per salire sulla Butte.
Nello stesso istante un pianista squattrinato attacca a suonare al Tir Bouchon, piccola creperie dietro Place Du Tertre.
Pochi minuti più tardi, attirati dalle note squattrinate del pianista, Simo e Pru entrano nel locale rosso, avvolto di pareti di biglietti dei vari clienti, chiamato Tir Bouchon.
Un cameriere cordiale ricorda a Pru come si chiamano "Forchetta e Coltello" in francese.
Pru sorride e Simo ordina una Crepe ai tre formaggi. Anche una Leffe.
Fuori dal locale, poco distante, un capellone rossiccio verga un contrabbasso.
Ne esce Sound of Silence.
Dopo la delusione della cena del diciassette, in cui un locale ingrato li aveva respinti, Simo e Pru decidono che il giorno successivo avrebbero mangiato Fondue a la Bourgugon.
Non sicuri di come si scriva, ma abbastanza certi di come si prepari.
Il giorno dopo, alla stessa ora, Simo e Pru sono dentro la Butte de Ville; all'ingresso vengono accolti da tre generazioni differenti: una giovane cameriera di origini campane, sua madre e sua nonna, una tenera vecchina che spilucca prugne senza nocciolo, nativa di Montmartre.
Venti minuti più tardi, Pru frigge il suo primo pezzetto di carne nell'olio bollente della Fondue.
Venti minuti più tardi Pru scopre "la cottura perfetta" del pezzettino di carne.
E' il giorno 20.
E' martedì.
Sono le 16:10 mentre Pru e Simo escono con il loro bagaglio a mano dal numero 16 di Rue Tholozé, fissando con sospetto la casa bianca dai vetri puliti.
Pochi minuti più tardi il sospetto finisce dentro una fetta di Tatìn ed una di Flan.
Consapevoli di essere sulla rotta di rientro, Simo e Pru salutano la Butte, ci lasciano un foglietto, appeso ad una trave del Tir Bouchon.
E si dicono: torneremo presto.
Sono le 16:15 mentre MontMartre saluta i due strani abitanti del quinto piano del num.16 di Rue Tholozé: quelli che non conoscevano il significato della casa bianca dai vetri puliti.
Ma conoscevano ben altro.